{"id":44,"date":"2006-05-11T00:24:53","date_gmt":"2006-05-10T23:24:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=44"},"modified":"2009-07-21T20:15:07","modified_gmt":"2009-07-21T18:15:07","slug":"che-cosa-ci-insegnano-gli-hobbit","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/che-cosa-ci-insegnano-gli-hobbit\/","title":{"rendered":"Che cosa ci insegnano gli hobbit"},"content":{"rendered":"<p><strong>Riflessione  in due puntate pubblicata sulla rivista <em>Il Regno<\/em>, nei mesi di marzo e aprile 2004<\/strong><\/p>\n<p>PRIMA PUNTATA<\/p>\n<p>Ho letto <em>Il  Signore degli Anelli<\/em> per stare con i miei figli e ne \u00e8 venuta una  lunga felicit\u00e0, come ogni volta che mi sono messo con loro all\u2019avventura.  Ne sono venuti anche buoni spunti di conversazione familiare, specie  in tema di elfi e nani e di quanto vi sia, dentro e intorno a noi, che  va oltre la nostra conoscenza. Anche gli incontri quindicinali di lettura  del libro di Luca se ne sono avvantaggiati, con una migliore presa sul  combattimento tra Ges\u00f9 e il Satana che attraversa i Vangeli.<br \/>\nJohn Ronald Reuel  Tolkien in casa nostra era arrivato pi\u00f9 di vent\u2019anni fa, con <em>Lo  Hobbit<\/em> in edizione Adelphi e subito dopo con la trilogia degli anelli,  nell\u2019edizione Rusconi in volume unico. <em>Lo Hobbit<\/em> ce l\u2019aveva  regalato don Domenico Farias, il prete fucino di Reggio Calabria che  se ne \u00e8 andato due anni addietro e la cui geniale pedagogia dava spazio  a ogni cosa buona e bella da lui incontrata: portava anche \u2013 agli  amici \u2013 prosciutti e fichi secchi.<\/p>\n<p><strong>Quando i cavalieri  neri annusano l\u2019aria  a Colle Vento<\/strong><br \/>\nUn giorno arriva con <em>Lo Hobbit<\/em> e dice: &#8220;Leggetelo insieme ad Agnese e  Valentino&#8221; (che allora avevano otto e sei anni). Non avevo mai letto  Tolkien, ma sulla sua parola gettai la rete. Ricordo che Agnese la dovevo  tenere in braccio, mentre leggevo, perch\u00e9 aveva paura dei ragni e del  drago. Piangeva quando moriva il nano Thorin Scudodiquercia, &#8220;ferito  da molte ferite&#8221;, dopo la Battaglia dei Cinque Eserciti. Valentino  seguiva quell\u2019avventura sulla mappa delle &#8220;Terre Selvagge&#8221; e si  appassionava alla gara degli enigmi tra Gollum e Bilbo.<br \/>\nFinita la lettura dello <em> Hobbit<\/em>, passammo a <em>Il Signore degli Anelli<\/em>. Don Domenico  dava consigli: &#8220;C\u2019\u00e8 la lotta per il potere e pu\u00f2 fare paura! Leggilo  prima da solo, in modo da poterli guidare&#8221;. Ci fermammo alla pagina  255, perch\u00e9 davvero avevamo paura, io e i bambini, quando i <em>cavalieri  neri<\/em> annusavano l\u2019aria e facevano sentire il loro sibilo nel buio,  a Colle Vento, profilandosi in piedi sul pendio.<br \/>\nDieci anni dopo,  Valentino ha ripreso da solo la lettura del grande volume, seguito con  slancio da Beniamino, che ci aggiornava sui suoi progressi: &#8220;Sono  arrivato a pagina 800!&#8221; Poi il rammarico che le pagine fossero solo  1359: &#8220;Pap\u00e0, me ne restano appena ottanta!&#8221;<br \/>\nValentino e Beniamino  hanno tanto coltivato quell\u2019orto, da leggere e rileggere <em>Il Signore<\/em>  e da affrontare anche il <em>Silmarillon, <\/em> che intanto era stato pubblicato da Bompiani.<br \/>\nInfine \u00e8 arrivata  una terza fase del nostro accostamento a Tolkien, che \u00e8 stata quella  dei tre film di Peter Jackson: <em> La compagnia dell\u2019Anello<\/em> (2002), <em>Le due torri<\/em> (2003), <em>  Il ritorno del Re<\/em> (2004), visti e rivisti. Prima dagli appassionati  e poi da tutta la famiglia, comprese Matilde e Miriam, che ora hanno  16 e 10 anni. Matilde \u00e8 affascinata da Gollum, Miriam da Gimli.<br \/>\nLa terza fase  ne ha trascinata una quarta, che \u00e8 stata quella di una lettura combinata  della trilogia, tra me e la mia sposa, l\u2019estate scorsa, approfittando  della gran luce e delle lunghe giornate di vacanza. Ma anche della provvidenziale  edizione Bompiani in tre volumi, che rende maneggevole quell\u2019opera  fluviale e permette una lettura di coppia senza la necessit\u00e0 di strapparsi  il libro dalle mani.<br \/>\nUna coda di quest\u2019ultima  fase \u00e8 arrivata con la trovata dei figli di regalarmi, per i sessant\u2019anni,  la splendida antologia dell\u2019epistolario di Tolkien, <em>La realt\u00e0  in trasparenza. Lettere 1914-1973, <\/em> anch\u2019essa Bompiani<em>.<\/em> Ho scoperto di pagina in pagina un fratello  nella fede pi\u00f9 vivo e pi\u00f9 vicino di quanto avessi immaginato scorrendo  la sua mitologia. E cos\u00ec mi sono preparato alla visione dell\u2019ultimo  dei tre film, a fine gennaio.<\/p>\n<p><strong>    &#8220;Credo sia nel nostro potere come cristiani\u2026&#8221;<\/strong><br \/>\nEcco un brano  di una lettera a C. S. Lewis, che considero il pi\u00f9 bel dono che mi  sia venuto da Tolkien:<strong> <\/strong><em>&#8220;Dio ti benedica per la tua bont\u00e0.  E (\u2026) sii cos\u00ec generoso da regalarmi i dolori che ti ho causato,  cosicch\u00e9 io possa condividere tutto ci\u00f2 che di positivo ne verr\u00e0  fuori. Non so se riesco a spiegarmi. Ma io credo che sia nel nostro  potere, come cristiani, di fare effettivamente questi doni. L\u2019esempio  pi\u00f9 semplice: se un uomo mi ha rubato qualcosa, io davanti a Dio affermo  che gliel\u2019ho regalato (&#8230;) Sarebbe splendido, chiamati a giudizio,  per rispondere a innumerevoli accuse di aver fatto del male al proprio  fratello, scoprire inaspettatamente che molte male azioni non sono state  compiute! E che invece si ha avuto una parte nel bene scaturito dal  male. E non meno splendido sarebbe per chi ha dato. Un\u2019eterna interazione  di sollievo e gratitudine (\u2026) Che cosa accade quando il colpevole  \u00e8 genuinamente pentito, ma chi ha sofferto a causa sua \u00e8 cos\u00ec profondamente  risentito da non concedere il perdono? E\u2019 un pensiero tanto terribile,  da dissuadere chiunque dal correre il rischio di causare inutilmente  il male&#8221;<\/em> (lettera 113).<br \/>\nChi si esercita  a mettere in opera i doni che ci vengono dallo Spirito, non pu\u00f2 non  apprezzare questo toccante appello al perdono: non si sa in che cosa  Tolkien avesse offeso l\u2019amico.<br \/>\nAltre parole  che valgono oro sono quelle con cui \u2013 in una lettera al figlio Christopher  \u2013 Tolkien rievoca il &#8220;giovane amore&#8221; che l\u2019aveva legato per  tutta la vita alla sposa Edith, che muore due anni prima di lui. Comunica  a Christopher l\u2019intenzione di mettere sulla tomba di lei l\u2019appellativo  &#8220;Luthien&#8221;, il nome della fanciulla elfa che \u2013 nel <em>Silmarillion<\/em>  \u2013 soccorre Beren, il mortale messo al bando e si fa sua sposa: &#8220;Perch\u00e9  lei era la mia Luthien&#8221;.<\/p>\n<p><strong>   L\u2019amore  per la sposa  Edith-Luthien-Tinuviel <\/strong><br \/>\nQueste sono le  parole che mi incantano: <em>&#8220;Non ho mai chiamato Edith Luthien  \u2013 ma era lei l\u2019ispiratrice della storia che poi \u00e8 diventata la  parte principale del <\/em>Silmarillion<em>. E\u2019 stata concepita la prima  volta in una piccola radura piena di cicuta a Roos, nello Yorkshire.  In quei giorni i suoi capelli erano corvini, la sua pelle chiara, gli  occhi pi\u00f9 brillanti di quanto voi li abbiate mai visti, e sapeva cantare  e ballare&#8221;<\/em> (lettera 340)<br \/>\nAnche le lettere  43 e 332 narrano di quell\u2019amore, e sono parole preziose in un uomo  tanto riservato. Nella lettera 332 chiama Edith &#8220;la mia Luthien Tinuviel&#8221;  e questo nomignolo \u00e8 ancora pi\u00f9 bello, dal momento che Tinuviel \u2013  &#8220;che nella lingua degli elfi significa usignolo&#8221; \u2013 \u00e8 il nome  che Beren d\u00e0 alla fanciulla &#8220;perch\u00e9 non sapeva quale altro nome  darle&#8221;.<br \/>\nE\u2019 ben noto  che Tolkien \u2013 cristiano serio \u2013 considerava <em>Il Signore degli  Anelli<\/em> &#8220;un\u2019opera religiosa e cattolica&#8221; (lettera 142). Le  lettere permettono di decifrare qualcosa del complesso rapporto tra  la sua mitologia e il mondo biblico, ma soprattutto ci aiutano a cogliere  la dinamica cristiana che porta allo scioglimento della vicenda.<\/p>\n<p><strong>    &#8220;Le guerre sono sempre perdute e la guerra  continua sempre&#8221; <\/strong><br \/>\nIl conflitto che vivono Frodo, Sam e Gollum intorno all\u2019Anello \u00e8  una vicenda di dedizione e di malizia, di peccato e di grazia: <em>&#8220;Gollum  alla fine derub\u00f2 Frodo e lo fer\u00ec ma, per una  \u2018grazia\u2019, l\u2019ultimo tradimento avvenne in un momento particolare,  quando quell\u2019azione malvagia era la pi\u00f9 benefica che qualcuno avrebbe  potuto fare per il bene di Frodo! Grazie a una situazione creata dalla  sua capacit\u00e0 di perdonare, Frodo si salva, e viene sollevato dal suo  fardello (\u2026) La catastrofe finale esemplifica (per un aspetto) le  parole familiari: \u2018Perdona i nostri debiti, come noi perdoniamo chi  ci ha offeso; non indurci in tentazione, ma liberaci dal male\u2019&#8221;<\/em>  (lettera 181).<br \/>\nNon condivido  il pessimismo di Tolkien: &#8220;Il mondo \u00e8 andato sempre peggio di epoca  in epoca&#8221; (lettera 43). Ancor meno accetto la ricaduta religiosa di  quel pessimismo: &#8220;Io sono cristiano, e cattolico romano, e quindi  non mi aspetto che la storia sia qualcosa di diverso da una lunga sconfitta&#8221;  (lettera 195).<br \/>\nMa il pi\u00f9 che trovo  in Tolkien mi affascina. Nel 1938 rifiuta con sdegno di proclamarsi  ariano al fine di essere tradotto in Germania, afferma di avere &#8220;molti  amici ebrei&#8221; e dichiara la &#8220;completa perniciosit\u00e0 e non scientificit\u00e0  della dottrina della razza&#8221; (lettere 29 e 30). Se tutti i cristiani  d\u2019Europa allora avessero parlato cos\u00ec, la crisi delle Chiese oggi  sarebbe meno grave.<br \/>\nNel 1944 aderisce  al progetto di un &#8220;Consiglio di cristiani di tutte le confessioni&#8221;  che si sta costituendo a Oxford (lettera 61). Collabora \u2013 come linguista  \u2013 alla traduzione della <em>Bibbia di Gerusalemme<\/em> (lettera 294).  Condivide di slancio la prospettiva di fondo del Vaticano II: <em>&#8220;Io  guardo con favore a quegli sviluppi che sono strettamente ecumenici  (\u2026) Un aumento della carit\u00e0 sarebbe un vantaggio enorme&#8221;<\/em> (lettera  306).<br \/>\nMi piace il suo  sentimento della guerra, che concepisce combattendo la prima guerra  mondiale e assistendo con trepidazione di padre alla seconda: <em>&#8220;Le  guerre sono sempre perdute e la guerra continua sempre&#8221;<\/em> (lettera  101).<br \/>\nMi ritrovo nell\u2019idea  che al male del mondo contribuiscano di pi\u00f9 le operazioni diaboliche  che quelle umane: <em>&#8220;I cuori degli uomini spesso non sono cos\u00ec cattivi  come le loro azioni, e molto raramente cos\u00ec cattivi come le loro parole&#8221;<\/em>  (lettera 250). Considera Hitler  &#8220;ispirato da un diavolo pazzo&#8221;  (lettera 45).<\/p>\n<p><strong>    &#8220;Siamo fatti in modo da affrontare  Dio&#8221;<\/strong><br \/>\nMassimamente mi  convince il piglio della sua preghiera: <em>&#8220;In quanto anime dotate  di libero arbitrio, siamo fatti in modo da affrontare Dio, o di essere  in grado di affrontarlo&#8221;<\/em> (lettera 54)<br \/>\nLa prossima volta  dir\u00f2 della lettura familiare di Tolkien: che cosa ne ho cavato io,  che mi ha avvicinato ai figli e ci\u00f2 che forse hanno imparato loro.  Io ho capito che la hobbit\u00e0 (che i miei ragazzi praticano appassionatamente:  mangiare sei volte al giorno, scherzare sempre, dormire a lungo) non  \u00e8 niente di male. Loro hanno intravisto che la nostra cultura pu\u00f2  fare spazio al mistero, come quella antica.<\/p>\n<p>SECONDA PUNTATA<\/p>\n<p>Mi appassiona  il fascino che Tolkien esercita sui nostri ragazzi secolarizzati. Ne  ho parlato la volta scorsa e ci torno, riferendo qualcosa dello scambio  che in materia ho intrecciato con i miei figli.<br \/>\nIl cristianesimo  di Tolkien attrae perch\u00e9 parla il linguaggio del mito. Fosse esplicito,  ci fossero dentro l\u2019arcangelo Michele e le tentazioni di Cristo, il  mondo l\u2019avrebbe rifiutato, come rifiuta la citazione del cristianesimo  nella Costituzione europea.<br \/>\nMa l\u2019arcangelo  e la tentazione ci sono, nel<em> Signore degli anelli<\/em>. Solo che non  si vedono, o meglio: non hanno questi nomi. E c\u2019\u00e8 l\u2019<em>ora delle  tenebre<\/em> e vi sono allusioni al <em>pane degli angeli<\/em> e la regina  degli elfi silvani <em>Galadriel<\/em> ricorda la Vergine Maria.<br \/>\nTanti che si appassionano  alla mitologia di Tolkien, non sanno che essa \u00e8 cristiana nel profondo.  E che lui, Tolkien, ne era consapevole.<\/p>\n<p><strong>    &#8220;Nel fondo \u00e8 un\u2019opera religiosa e  cattolica&#8221;<\/strong><br \/>\nEcco come ne parla  in una lettera: <em>&#8220;Il Signore degli Anelli \u00e8 fondamentalmente un\u2019opera  religiosa e cattolica; all\u2019inizio non ne ero consapevole, lo sono  diventato durante la correzione. Questo spiega perch\u00e9 non ho inserito,  anzi ho tagliato, praticamente qualsiasi allusione a cose tipo la  \u2018religione\u2019, oppure culti e pratiche, nel mio mondo immaginario.  Perch\u00e9 l\u2019elemento religioso \u00e8 radicato nella storia e nel simbolismo  (\u2026) Io consciamente ho programmato molto poco; e dovrei essere sommamente  grato per essere stato allevato (da quando avevo otto anni) in una fede  che mi ha nutrito e mi ha insegnato tutto quel poco che so&#8221;<\/em> (dal  volume <em>La realt\u00e0 in trasparenza<\/em>, Bompiani 1998, <em>lettera 142<\/em>).<br \/>\nIl successo della  trilogia di Tolkien sta a dirci una verit\u00e0 profonda della nostra epoca:  che in essa il cristianesimo opera come lievito, ma non vi \u00e8 riconosciuto  e nominato. Proprio come avviene \u2013 si diceva \u2013 nell\u2019Europa che  va cercando la sua Costituzione.<br \/>\nForse molte generazioni  dovranno ancora sopportare il nascondimento del nome cristiano, prima  che giunga a pienezza quella purificazione della memoria cui Giovanni  Paolo ha dedicato le migliori energie e che sola forse permetter\u00e0 \u2013  un giorno \u2013 ai portatori del Vangelo di farlo risuonare senza risvegliare  negli ascoltatori i fantasmi del potere che da esso prese forma nei  secoli.<br \/>\nO dovremo concludere  che la vita cristiana non pu\u00f2 farsi presente al mondo altro che come  lievito e sale e luce?<br \/>\nDicevo che <em> Il Signore degli anelli<\/em> \u00e8 ricco di segni che rimandano al mondo  biblico. <em>Gandalf lo stregone<\/em> \u00e8 qualcosa come &#8220;l\u2019equivalente  degli angeli&#8221; (<em>lettera 131<\/em>).<br \/>\nIl <em>lembas <\/em>  \u2013 il <em>pane di via<\/em> degli elfi \u2013 ricorda l\u2019Eucarestia, perch\u00e9  &#8220;nutre la volont\u00e0&#8221; ed \u00e8 pi\u00f9 efficace quando si \u00e8 digiuni (<em>lettere  210<\/em> e <em>213<\/em>)<br \/>\nAragorn morente  che (nell\u2019appendice al <em>Ritorno del re<\/em>) dice ad Arwen &#8220;ora  dormir\u00f2&#8221;, Tolkien stesso lo paragona alla &#8220;dormizione&#8221; della  Vergine (<em>lettera 212<\/em>).<br \/>\nNell\u2019universo  tolkieniano viene continuamente richiamato &#8220;quello strano elemento  del mondo che noi chiamiamo piet\u00e0 o compassione, che \u00e8 un requisito  indispensabile nel giudizio morale, dato che \u00e8 presente nella natura  divina&#8221; (<em>lettera 246<\/em>).<br \/>\nMa anche questa  confessione sul &#8220;vero nocciolo della storia&#8221; rimanda al cristianesimo: <em> &#8220;Il racconto non tratta in realt\u00e0 del potere e del dominio: due cose  che si limitano ad avviare gli avvenimenti; tratta della morte e del  desiderio di immortalit\u00e0. Che \u00e8 come dire che il racconto \u00e8 stato  scritto da un uomo&#8221;<\/em> (<em>lettera 203<\/em> e <em>186<\/em>).<br \/>\nLa volta scorsa  ho segnalato, con citazioni dalle lettere di Tolkien, la dinamica cristiana  dello scioglimento finale: Frodo \u00e8 sconfitto (cio\u00e8 cede alla tentazione  di tenere per s\u00e9 l\u2019anello), ma si salva perch\u00e9 in precedenza aveva  avuto piet\u00e0 di Gollum. Con lo stesso procedimento si possono evidenziare  altri elementi cristiani della sua storia: il ruolo decisivo che in  essa hanno gli  umili e la similitudine tra la tentazione messianica  di Cristo e la tentazione dell\u2019anello.<\/p>\n<p><strong>   Le grandi imprese le compiono  i piccoli<\/strong><br \/>\nCon la stessa  intuizione cristiana del Manzoni, Tolkien fa degli umili il perno della  sua storia, che \u00e8 &#8220;programmata come hobbit-centrica, cio\u00e8, fondamentalmente,  come uno studio della nobilitazione \u2013 o santificazione \u2013 degli umili&#8221;  (<em>lettera 181<\/em>).<br \/>\nGli hobbit costituiscono  la <em>pi\u00f9 umile<\/em> tra tutte le <em>stirpi dotate di parola, che abitano  la Terra di mezzo<\/em>. Sono detti anche &#8220;i piccoletti, i mezziuomini&#8221;,  perch\u00e9 &#8220;anche i pi\u00f9 alti tra loro erano pi\u00f9 piccoli dei nani&#8221;  e sempre &#8220;erano stati tenuti in scarso conto da elfi e uomini&#8221; (<em>Il  Silmarillion<\/em>, Bompiani 2000, p.382).<br \/>\nGente piccola  e amante dei piccoli piaceri: <em>&#8220;Mangiavano, bevevano e ridevano  con tutto il cuore, amavano fare a tutte le ore scherzi infantili, e  pranzavano sei volte al giorno&#8221;.<\/em> Andavano pazzi per gli alberi  genealogici, adoravano le feste e i regali e &#8220;non si occupavano minimamente  di ci\u00f2 che accadeva nel resto del mondo&#8221; (<em>La compagnia dell\u2019anello<\/em>,  Bompiani 2000, p. 26-29).<br \/>\nDa sessantottino  impenitente, ho sempre guardato storto chi vive per i regali e non si  occupa di quanto accade fuori della porta. Ho cercato tutte le vie per  portare i miei figli all\u2019impegno. Ma infine ho realizzato che quelli  sono piccoli difetti e che non sarebbe poi un gran male se la cultura  hobbit prendesse piede nel mondo!<\/p>\n<p><strong>    &#8220;Conserva nel cuore la tua hobbitudine&#8221;<\/strong><br \/>\nSe i miei figli  si apparentano agli hobbit, io somiglio \u2013 anche a motivo della barba  \u2013 al nano Thorin, eterno brontolone, che vive l\u2019intera impresa del  ritorno alla<em> Montagna solitaria<\/em> accanto allo hobbit Bilbo e arriva  a riconoscere, infine, che se &#8220;un maggior numero di noi stimasse cibo,  allegria e canzoni al disopra dei tesori d\u2019oro, questo sarebbe un  mondo pi\u00f9 lieto&#8221; (<em>Lo Hobbit<\/em>, Bompiani 2000, p. 353).<br \/>\nAllevando i figli  e leggendo Tolkien, io sono giunto alla stessa conclusione. Quando vedo  i miei ragazzi che, uno dopo l\u2019altro, partono per imprese ogni anno  pi\u00f9 grandi, io mormoro tra me le parole che Tolkien scriveva al figlio  Christopher, impegnato in guerra come aviatore: <em>&#8220;Conserva nel cuore  la tua hobbitudine&#8221; <\/em>(<em>lettera 66<\/em>).<br \/>\nCredo davvero  di essermi convinto che &#8220;i grandi avvenimenti della storia del mondo  spesso non sono determinati dai signori e dai governatori, e nemmeno  dalla divinit\u00e0, ma da esseri apparentemente sconosciuti e deboli&#8221;  (<em>lettera 131<\/em>). Vedo la pi\u00f9 grande risorsa dell\u2019umanit\u00e0 nel  fatto che &#8220;la vita di tutti i giorni, sia pur calpestata dai grandi  avvenimenti e dalla politica mondiale, risorge sempre mai doma&#8221; (<em>ivi<\/em>).<br \/>\nQuando si andava  in trattoria, i miei hobbit impazzivano per gli antipasti, mentre io  li odiavo e ne veniva turbolenza. Oggi non pi\u00f9: grazie a Tolkien, loro  si godono gli antipasti e io lo spettacolo del loro giovane appetito.<\/p>\n<p><strong>   La tentazione  di Cristo  e quella dell\u2019Anello  <\/strong><br \/>\nMa la festa degli  antipasti non \u00e8 l\u2019unico acquisto che ci \u00e8 venuto da Tolkien. Egli  si \u00e8 fatto sentire anche negli incontri ai quali invitiamo fidanzati,  cugini e amici, che chiamiamo &#8220;pizza e vangelo&#8221;. Fu quando leggemmo  le <em>tentazioni di Ges\u00f9<\/em>, al quarto capitolo di Luca. Io proposi  un confronto tra il <em>portatore della croce<\/em> che rifiuta di usare  i suoi poteri messianici per prevalere con la forza sugli avversari  e il <em>portatore dell\u2019anello <\/em>  che \u2013 per riuscire nell\u2019impresa di distruggerlo, gettandolo nel  cratere del <em>Monte Fato \u2013 <\/em>deve evitare di usarlo, altrimenti  la sua volont\u00e0 di bene sar\u00e0 soggiogata dalla sete di dominio che <em> l\u2019oscuro signore<\/em> ha immesso in quel cerchietto d\u2019oro quando  lo forgi\u00f2.<br \/>\nEcco una spiegazione  sintetica del maleficio, nell\u2019epistolario di Tolkien: <em>&#8220;Non puoi  combattere il Nemico con il suo Anello senza trasformarti anche tu in  un Nemico&#8221;<\/em> (<em>lettera 81<\/em>). In un\u2019altra lettera Tolkien  vede nella vicenda dell\u2019anello &#8220;un\u2019allegoria dell\u2019inevitabile  fine cui vanno incontro tutti i tentativi di sconfiggere il potere del  male con un potere analogo&#8221; (<em>lettera 109<\/em>). E infine: <em>&#8220;Era  cos\u00ec grande il potere dell\u2019Anello di risvegliare la cupidigia, che  chiunque lo usasse ne era padroneggiato&#8221;<\/em> (<em>lettera 131<\/em>).<br \/>\nI ragazzi mi sono  parsi convinti dell\u2019analogia con la situazione di Ges\u00f9, che rifiuta  per ragioni profonde di trasformare le pietre in pani e di gettarsi  \u2013 a scopo di conquista \u2013 dal pinnacolo del tempio: diventerebbe  anch\u2019egli un dominatore degli uomini, invece di un fratello venuto  a sottrarli al dominio del nemico, non realizzando un proprio dominio,  ma proponendo la regola dell\u2019amore alla libera accettazione di ogni  creatura.<br \/>\nI nostri ragazzi  secolarizzati si appassionano a Tolkien, arrivando a studiare la <em> lingua elfica<\/em> e la geografia della <em>Terra di mezzo<\/em>. E restano  a occhi e bocca aperta se gli dici che l\u2019anima di quell\u2019opera \u00e8  cristiana. Ma io sono sicuro che il fascino profondo del <em>Signore  degli anelli<\/em> \u00e8 in quell\u2019anima: nel fatto che Tolkien abbia saputo  dare vita a una storia che unisce il visibile e l\u2019invisibile, che  apre sul demoniaco e sull\u2019angelico, che mette in scena a ogni pagina  la lotta tra il bene e il male e si incentra infine sul mistero bifronte  della vita e della morte.<\/p>\n<p><strong>   Il mito dell\u2019anello e quello dell\u2019Eden<\/strong><br \/>\nQuando gli dici  che l\u2019intenzione di Tolkien \u00e8 cristiana, i nostri ragazzi si incuriosiscono  e invece di abbandonare il mito dell\u2019autore amato, prendono a interessarsi  al mito cristiano.<br \/>\nInvito i renitenti  ad avventurarsi nella lettura di Tolkien. Chi \u00e8 interessato a intendere  qualcosa dei nostri figli, trova l\u00ec lo specchio che pi\u00f9 li attrae.  Gettandovi l\u2019occhio scoprir\u00e0 che ad attirarli sono elementi del credo  cristiano che le chiese quasi hanno taciuto, proprio a partire dagli  anni centrali del secolo scorso, quando il grande affabulatore pubblicava  i tre volumi della sua storia. Forse tornando a un annuncio intero,  i Vangeli potrebbero riacquistare un significato intero per la generazione  a venire.<br \/>\n<strong><br \/>\nLuigi Accattoli<\/strong><br \/>\nDa <em>Il Regno<\/em> 6\/2004 e 8\/2004<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riflessione in due puntate pubblicata sulla rivista Il Regno, nei mesi di marzo e aprile 2004 PRIMA PUNTATA Ho letto Il Signore degli Anelli per stare con i miei figli&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/che-cosa-ci-insegnano-gli-hobbit\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Che cosa ci insegnano gli hobbit<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":9,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-44","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/44","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=44"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/44\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1796,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/44\/revisions\/1796"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=44"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}