{"id":47,"date":"2006-05-11T00:35:32","date_gmt":"2006-05-10T23:35:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=47"},"modified":"2009-03-15T13:57:31","modified_gmt":"2009-03-15T12:57:31","slug":"novita-nei-media-seguite-all%e2%80%99elezione-di-papa-ratzinger","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/interviste\/novita-nei-media-seguite-all%e2%80%99elezione-di-papa-ratzinger\/","title":{"rendered":"Novit\u00e0 nei media seguite all\u2019elezione di papa Ratzinger"},"content":{"rendered":"<p> Intervista rilasciata il 9 maggio 2006 per una tesi di laurea sul papa e i media \u2013 chiesta da Valentina Spina, laureanda in <em>Scienze della Comunicazione<\/em> all\u2019Universit\u00e0 La Sapienza di Roma.<br \/>\nRelatore della tesi il professore Francesco Giorgino, docente di <em>Processi di newsmaking<\/em>.<\/p>\n<p><strong>A suo parere, cos\u2019\u00e8 cambiato nella Chiesa dopo l\u2019elezione di Papa Benedetto XVI?<\/strong><\/p>\n<p>Nulla o quasi nel governo centrale della Chiesa, qualcosa nel governo papale della Curia, molto nella conduzione dell\u2019attivit\u00e0 pubblica del papa e nella sua predicazione. Sono restati gli uomini, le linee e i contenuti del precedente pontificato \u2013 l\u2019organigramma curiale \u00e8 immutato, a pi\u00f9 di un anno dall\u2019elezione \u2013 e probabilmente non sono da attendere grandi cambiamenti neanche in futuro. Il nuovo papa non punta sul governo, ma &#8220;sull\u2019ascolto dello Spirito&#8221;. Vorrebbe che la Curia dimagrisca e l\u2019ha messa a dieta: ha &#8220;creato&#8221;, con il concistoro di marzo, solo tre cardinali di Curia, deludendo tante attese ed ha affidato a due soli cardinali ben quattro Consigli, lasciando immaginare che in futuro ridurr\u00e0 gli organismi curiali. Ha ridotto a un terzo le apparizioni pubbliche del papa e si \u00e8 dedicato a una predicazione concentrata sui temi essenziali della fede. Nel governo della Curia non vigono pi\u00f9 le ampie deleghe del papa precedente, che negli anni \u201990 aveva costituito una specie di direttorio (ravvisabile nel quadrilatero Sodano-Ratzinger-Re-Ruini) ad ampia autonomia, che agiva in proprio. Non ci sono deleghe non solo perch\u00e9 non si \u00e8 fatto una sua &#8220;squadra&#8221;, che forse non verr\u00e0 mai, ma soprattutto perch\u00e9 il suo modo di guidare la Chiesa non punta sulle iniziative. Ai collaboratori egli chiede piuttosto idee e vuole che siano espresse con libert\u00e0, ma senza precostituire processi decisionali. Le decisioni verranno quando le idee saranno maturate e non importa se ci vorr\u00e0 del tempo. Cos\u00ec ha voluto che si facesse in Sinodo con l\u2019ora di libero confronto, nel Concistoro straordinario facendo discutere senza una griglia di temi e nelle riunioni dei capi-dicastero che ha convocato fino a oggi.<\/p>\n<p><strong>Che tipo di &#8220;accoglienza&#8221; ha riservato, secondo lei, la stampa nazionale al nuovo Pontefice? In particolare, \u00e8 possibile sostenere che nel tempo, le categorie della rappresentazione mediatica di questo Papa siano in qualche modo cambiate?<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019accoglienza \u00e8 stata buona, anche se \u2013 all\u2019inizio \u2013 un minimo perplessa: non ci si aspettava la sua elezione e si era pieni di &#8220;immagini ricevute&#8221; \u2013 e non tutte positive \u2013 riguardo al cardinale Ratzinger &#8220;custode della fede&#8221;. Ma a differenza della stampa di altri paesi (in particolare Francia, Gran Bretagna e Usa), la nostra aveva un\u2019ottima conoscenza diretta del personaggio e dunque ha potuto liberarsi in fretta degli stereotipi che gli facevano torto. Un cambiamento lungo i mesi c\u2019\u00e8 stato e forse si pu\u00f2 riassumere nella progressiva modificazione della domanda dominante su di lui: fino alla &#8220;Giornata mondiale della Giovent\u00f9&#8221; di Colonia (18-21 agosto) ci si chiedeva se papa Ratzinger sarebbe stato &#8220;conservatore&#8221; come il cardinale Ratzinger e, dunque, un papa di restaurazione rispetto al predecessore; da allora ci si chiede quale sia il segreto dell\u2019attrattiva che esercita sulle folle, non facendo egli nulla \u2013 a ogni evidenza \u2013 per accattivarsele e ottenendo un totale di presenze stabilmente superiore, si stima, a quelle che Giovanni Paolo magistralmente richiamava.<\/p>\n<p><strong>Quali sono, dal suo punto di vista, i principali elementi distintivi della capacit\u00e0 comunicativa di Papa Ratzinger?<\/strong><\/p>\n<p>Crede nella comunicazione da uomo a uomo e in particolare scommette sulla comunicazione verbale. Crede nell\u2019importanza della parola. Giovanni Paolo mirava di pi\u00f9 alla comunicazione di massa, che \u00e8 sintetica, di immagine e gestuale, tendente a creare l\u2019evento e a sorprendere. Era una comunicazione massimamente congeniale al mezzo televisivo. La parola era solo un elemento nella costruzione dell\u2019evento comunicativo. Benedetto mira a comunicare con la parola, ad agganciare l\u2019intelligenza del singolo ascoltatore, si appassiona al ragionamento, scommette sulla ragionevolezza e la comprensibilit\u00e0 del messaggio che propone, cio\u00e8 del messaggio cristiano. Non a caso le sue parole pi\u00f9 efficaci sono venute da incontri nei quali ha parlato a braccio, rispondendo nel luglio 2005 ai preti di Aosta, l\u2019ottobre seguente ai bambini romani della prima comunione in piazza San Pietro, l\u2019aprile del 2006 ai giovani romani sempre in piazza San Pietro. Dietro questo affidarsi alla libera conversazione sulle questioni maggiori della vita cristiana c\u2019\u00e8 una teologia: quella della ragionevolezza della fede cristiana, cio\u00e8 della sua profonda rispondenza alle esigenze della ragione umana. E dunque la fiducia di una comunicazione efficace in materia. Una comunicazione non elusiva, rispettosa della posta in gioco, aliena da effetti speciali, mirata al coinvolgimento delle intelligenze e dei cuori.<\/p>\n<p><strong>Giovanni Paolo II ha saputo portare, con forza, il tema della fede al centro del dibattito pubblico. Cos\u2019\u00e8 cambiato nell\u2019informazione religiosa dopo l\u2019elezione di Papa Wojtyla?<\/strong><\/p>\n<p>Direi piuttosto che Giovanni Paolo ha posto al mondo la domanda sul suo destino, compresa la possibilit\u00e0 dell\u2019autodistruzione, chiamandolo a confrontarsi con il senso del mistero di cui sono portatrici le religioni \u2013 che provocava a farsi tutte promotrici di pace \u2013 e in particolare con il messaggio cristiano: &#8220;Aprite le porte a Cristo&#8221;. Benedetto pone ai credenti la domanda sul destino della loro fede, chiamandoli s\u00ec a farsi carico della pace, dell\u2019ecumenismo e del dialogo tra le religioni, ma soprattutto a mettersi in &#8220;ascolto dello Spirito&#8221;, con la preghiera e l\u2019adorazione, per comprendere le vie che egli intende loro indicare per superare le prove che sono loro poste. Prima fra tutte la tentazione di abbandonare la fede, in una cultura a dominante secolare. L\u2019informazione religiosa stenta a cogliere questo cuore del nuovo pontificato e continua a domandarsi quando arrivano le &#8220;nomine&#8221; e le &#8220;riforme&#8221;, o quali &#8220;gesti&#8221; sta maturando il papa teologo. Dunque l\u2019informazione non \u00e8 cambiata ed \u00e8 come delusa dal fatto che nel nuovo corso trova poco da raccontare. Cio\u00e8 poco di quanto ritiene raccontabile, o che ama raccontare.<\/p>\n<p><strong>Con Giovanni Paolo II, l\u2019asse dell\u2019interesse mediatico si \u00e8 spesso spostato sulla persona e sulle qualit\u00e0 umane. Lei ritiene che ci\u00f2 accada ancora oggi o che, piuttosto, i media siano tornati a concentrarsi sulla figura istituzionale e sul contenuto?<\/strong><\/p>\n<p>I media sempre cercano la persona. E non \u00e8 mai una ricerca vana, perch\u00e9 la persona c\u2019\u00e8 comunque. In Giovanni Paolo c\u2019era un contenuto pi\u00f9 immediatamente narrabile, in Benedetto c\u2019\u00e8 un maggiore impegno di ricerca del suo volto nascosto, o ancora poco noto. Ma \u00e8 pur vero che il ridimensionamento almeno quantitativo del protagonismo papale \u2013 meno udienze, meno discorsi, meno celebrazioni \u2013 induce indirettamente a interrogarsi sui suoi dintorni, istituzione e governo, compresi, ma anche folklore: i 500 anni della Guardi svizzera stanno ottenendo un\u2019attenzione sorprendente! Benedetto vorrebbe che aumentasse l\u2019attenzione al messaggio. Egli riduce il protagonismo papale a questo scopo: dice meno parole perch\u00e9 siano ascoltate meglio. Tratta meno argomenti perch\u00e9 si oda quello che dice sulla fede. Ma l\u2019attenzione al messaggio \u00e8 ardua per i media, che preferiscono raccontare un lapsus piuttosto che un concetto.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le principali finalit\u00e0 dell\u2019informazione religiosa e cosa deve fare un &#8220;buon vaticanista&#8221;?<\/strong><\/p>\n<p>Nei media commerciali \u2013 ai quali appartiene il <em>Corriere della Sera<\/em> per il quale lavoro \u2013 la finalit\u00e0 dell\u2019informazione religiosa \u00e8 la stessa di ogni altro settore informativo: attirare l\u2019attenzione del pubblico su eventi complessi, gestendone la divulgazione nella maniera pi\u00f9 viva ed efficace, in modo da interessare a essi anche gli estranei, ma facendo salva la sensibilit\u00e0 degli addetti ai lavori. Un servizio dunque assai umile e gravemente condizionato dalla tirannia dell\u2019audience. Stanti questi limiti che l\u2019operatore non pu\u00f2 modificare, il suo impegno prioritario sar\u00e0 quello di realizzare una penetrazione interpretativa e informativa la pi\u00f9 accurata e tempestiva, in modo da disporre di una tastiera efficiente su ogni argomento sul quale lo proietter\u00e0 \u2013 di giorno in giorno \u2013 l\u2019esigenza concorrenziale della propria testata. Dovr\u00e0 quindi approfondire come se lavorasse per un pubblico motivato, sapendo che dovr\u00e0 servirlo compatibilmente all\u2019appetito del pubblico pi\u00f9 indifferente. Come se uno  chef dovesse approntare lo stesso piatto per un intenditore e per qualcuno che non l\u2019ha mai assaggiato. Massimo scrupolo informativo dunque, unito alla massima flessibilit\u00e0 nella &#8220;confezione&#8221; e nel &#8220;servizio&#8221;. Nel caso del pontificato nascente di papa Benedetto, il vaticanista dovr\u00e0 prestare ogni attenzione alle sue uscite dal Vaticano per rientrare nella vecchia abitazione, come dovr\u00e0 cercare di leggere tutte le opere del Ratzinger teologo. Il pubblico naif vorr\u00e0 sapere ogni particolare sui gatti del papa \u2013 che poi non esistono \u2013 mentre i competenti non gli perdoneranno l\u2019inavvertenza dei precedenti, ogni volta che tratta da papa un argomento che gi\u00e0 affront\u00f2, magari in modo diverso, quand\u2019era cardinale.<\/p>\n<p><strong>Quale, a suo parere, \u00e8 lo stato dell\u2019informazione religiosa nella stampa laica?<\/strong><\/p>\n<p>Buono, se consideriamo i limiti posti all\u2019operatore, di cui alla risposta precedente. Miserando, se li ignoriamo. Gli operatori hanno generalmente la preparazione necessaria a un\u2019informazione di livello, ma la richiesta \u00e8 al 90 per 100 quella di un apporto di alleggerimento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista rilasciata il 9 maggio 2006 per una tesi di laurea sul papa e i media \u2013 chiesta da Valentina Spina, laureanda in Scienze della Comunicazione all\u2019Universit\u00e0 La Sapienza di&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/interviste\/novita-nei-media-seguite-all%e2%80%99elezione-di-papa-ratzinger\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Novit\u00e0 nei media seguite all\u2019elezione di papa Ratzinger<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":7,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-47","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/47","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=47"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/47\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1102,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/47\/revisions\/1102"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=47"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}