{"id":4865,"date":"2010-07-27T17:13:01","date_gmt":"2010-07-27T17:13:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=4865"},"modified":"2010-07-27T17:13:01","modified_gmt":"2010-07-27T17:13:01","slug":"giovanni-ed-elena-canale-%e2%80%9ccome-fu-che-aprimmo-gli-occhi-e-il-cuore%e2%80%9d","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/12-madri-e-padri-di-vocazione\/giovanni-ed-elena-canale-%e2%80%9ccome-fu-che-aprimmo-gli-occhi-e-il-cuore%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Giovanni ed Elena Canale: \u201cCome fu che aprimmo gli occhi e il cuore\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Meraviglie della carit\u00e0 vissute nel quotidiano e raccontate con le parole d\u2019ogni giorno: le ascoltiamo e un poco anche le vediamo durante gli \u201cincontri mondiali\u201d del Papa con le famiglie, da quando \u00e8 iniziata questa manifestazione, negli anni \u201890 del secolo scorso. Una delle pi\u00f9 toccanti \u00e8 venuta nell\u2019anno 2000 da una famiglia di Pavia: Giovanni ed Elena Canale hanno raccontato, al Papa e a tutti, nella piazza di San Pietro, com\u2019\u00e8 rifiorita la loro vita familiare quando hanno aperto \u201cgli occhi e il cuore\u201d \u2013 e la casa \u2013 alle creature pi\u00f9 bisognose, aggiungendo altre alle loro due figlie tre altri piccoli in estremo bisogno.<br \/>\nHanno accolto prima una bambina Down, Simona; poi Francesco, un bambino focomelico, cio\u00e8 senza braccia e senza gambe; infine un terzo bimbo Down, Andrea. Il bello della loro storia traluce nella segnalazione festosa dei progressi \u201cinsperati\u201d che le tre creature hanno compiuto quando sono state ravvivate dal calore di un focolare. Simona che si \u00e8 fatta grande e ama la musica e recita a soggetto. Francesco che dipinge con la bocca e inventa favole e le pubblica. Andrea che ha imparato a giocare con i fratelli e i cani e i gatti.<br \/>\nOra sappiamo tante cose, minute e belle, di questa famiglia cristiana. E le immagini che abbiamo visto rispondono perfettamente alle parole: la contentezza con cui Simona \u00e8 andata un poco traballante all\u2019abbraccio con il Papa, il calore cos\u00ec spontaneo di Andrea con il nonno Papa e infine Francesco, preso in braccio dalla corrozzina \u2013 che guida da solo \u2013 per poter dare un bacio a Giovanni Paolo. E su tutto lo sguardo tenero e fiero di mamma e pap\u00e0. Riporto la testimonianza di allora con un aggiornamento che ho loro chiesto a dieci anni di distanza.<\/p>\n<p><strong><em>GIOVANNI<\/em><\/strong>. <em>Il 4 aprile scorso mia moglie ed io abbiamo festeggiato le nozze d\u2019argento. I primi tempi del nostro matrimonio sono stati quelli di una famiglia come tante in una grande citt\u00e0: io geometra, lei insegnante, due figlie piccole, Chiara e Cecilia, spesso lasciate ai nonni, poco tempo sia per noi che per il prossimo. A un certo punto abbiamo trovato la forza di rompere questo tran-tran, di orientarci verso un tipo di vita pi\u00f9 semplice, di aprire gli occhi e il cuore. Un giorno, in un vecchio giornale che usavamo per accendere il camino, leggemmo l\u2019appello per Simona, una bimba di sette anni in stato di abbandono. Il chirurgo che da poco l\u2019aveva operata al cuore diceva: \u201cAbbiamo fatto tutto il possibile, ma solo l\u2019amore di una famiglia potr\u00e0 darle la volont\u00e0 di vita\u201d. Cos\u00ec con grande gioia Simona \u00e8 diventata la nostra terza figlia. Ha da poco compiuto 21 anni ed \u00e8 una sorella allegra e disponibile per gli altri figli. Anche se fatica a parlare distintamente, riesce a capire e a farsi capire, ama molto la musica e non appena trova un pubblico attento esprime il suo mondo fantastico con la recitazione spontanea.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>ELENA<\/strong>. Sempre tramite un giornale siamo venuti a sapere di Francesco, che allora aveva solo 40 giorni. Scrivemmo al giudice che non eravamo una famiglia ricca, ma se quello che avevamo nella casa e nel cuore poteva essere utile, eravamo pronti ad accoglierlo come figlio. Ora Francesco \u00e8 uno studente di prima media e anche se per muoversi deve utilizzare la carrozzina elettrica, ha imparato a fare tante cose belle. Sa dipingere con la bocca e inventare favole. Un suo racconto \u201cMissione pericolosa: un paese da salvare\u201d verr\u00e0 pubblicato dall\u2019Unicef e probabilmente ne sar\u00e0 tratto un cartone animato per la Tv dei ragazzi. Ha trovato pure il modo di giocare al pallone e ha un sacco di amici. Nel 1998 il dolore ha bussato forte nella nostra famiglia: Cecilia \u2013 la nostra secondogenita \u2013 all\u2019et\u00e0 di 18 anni ha perso la vita in un incidente stradale. Ma noi sappiamo che Cristo ha gi\u00e0 vinto la morte. Ringraziamo Dio per gli angeli che ci sono vicini sia in cielo che sulla terra! E nella nostra casa la vita \u00e8 entrata di nuovo quando abbiamo accolto il piccolo Andrea, anche lui affetto da sindrome di Down. Anche Andreino ha fatto progressi impensati. Con la sollecitazione in particolare di sorelle e fratello, in pochi mesi ha imparato a camminare. Ama giocare a pallone e a macchinine con Francesco, danzare e giocare con cani e gatti in compagnia di Simona e passeggiare o farsi leggere una favola da Chiara, oltre che stare un po\u2019 tra le braccia di pap\u00e0 e mamma.<\/em><\/p>\n<p>(Testimonianza data in piazza San Pietro, il pomeriggio di sabato 14 ottobre 2000, alla presenza del Papa, durante il Giubileo delle famiglie)<\/p>\n<p>Ecco l\u2019aggiornamento dopo dieci anni, che ho avuto per e-mail il 20 giugno 2010:<\/p>\n<p><em>Io, Elena, proprio alla fine dell&#8217;anno 2000, ho terminato positivamente il periodo di controlli clinici previsti dopo l\u2019improvvisa guarigione dallo stadio terminale di una malattia tumorale, malattia che mi aveva colpito negli anni dal 1993 al \u201896. La guarigione \u00e8 stata definita, dalla stessa scienza, inspiegabile. Nello scorso maggio, l\u2019arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro ha ufficialmente comunicato l\u2019avvio del processo di Beatificazione di Rosario Livatino (\u201cMartire della Giustizia e indirettamente della Fede\u201d, come venne definito dallo stesso Papa Giovanni Paolo II). La mia guarigione inspiegabile \u00e8 il primo miracolo attribuito alla figura di Livatino. Infatti, in seguito ad un sogno premonitore, chiesi la sua intercessione e poco tempo dopo la malattia scomparve. <\/em><br \/>\n<em>Purtroppo, per\u00f2, il 15 dicembre 2001 \u00e8 mancata la nostra Simona (a causa di una cardiopatia congenita). Simona, nei suoi ultimi giorni di vita terrena, ci ha raccontato cose straordinarie: intravedeva un ponte fra la terra e il cielo. Un giorno vide addirittura la Madre celeste venirle incontro, con l\u2019amata sorella Cecilia. Parlava di un luogo dove Amore \u00e8 per sempre, e altri particolari incredibili. Nel 2006 siamo divenuti nonni di Martina Teresa, figlia di Chiara. Nel 2009, invece, si \u00e8 felicemente sposato il nostro Francesco! Andrea si \u00e8 fatto ragazzo con la sua naturale allegria e insieme a noi vive anche la novantenne nonna materna, Angela Ines. Non finiremo mai di ringraziare il Padre Nostro celeste per ciascuno di loro, davanti a Lui siamo tutti figli adottivi, ugualmente perfetti pur nell\u2019imperfezione della natura umana.<\/em><\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.ildialogo.org\/testimoni\/livatino.htm\">Qui<\/a> si legge \u2013 a fondo pagina \u2013 di Elena Valdetara Canale miracolata per intercessione del giudice Livatino. <\/strong><\/p>\n<p><strong>[Giugno 2010]<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Meraviglie della carit\u00e0 vissute nel quotidiano e raccontate con le parole d\u2019ogni giorno: le ascoltiamo e un poco anche le vediamo durante gli \u201cincontri mondiali\u201d del Papa con le famiglie,&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/12-madri-e-padri-di-vocazione\/giovanni-ed-elena-canale-%e2%80%9ccome-fu-che-aprimmo-gli-occhi-e-il-cuore%e2%80%9d\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Giovanni ed Elena Canale: \u201cCome fu che aprimmo gli occhi e il cuore\u201d<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2120,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-4865","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4865","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4865"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4865\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4866,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4865\/revisions\/4866"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2120"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4865"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}