{"id":4939,"date":"2010-07-28T15:59:34","date_gmt":"2010-07-28T15:59:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=4939"},"modified":"2010-07-28T15:59:34","modified_gmt":"2010-07-28T15:59:34","slug":"nicola-bommarito-invoca-dio-con-i-tatuaggi","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/20-preghiera-pubblica\/nicola-bommarito-invoca-dio-con-i-tatuaggi\/","title":{"rendered":"Nicola Bommarito invoca Dio con i tatuaggi"},"content":{"rendered":"<p>Anche un tatuaggio pu\u00f2 essere una preghiera pubblica. Lo sono stati quelli che Nicola Bommarito \u2013 un ragazzo di Macerata morto per overdose a 27 anni nel giugno del 2009 \u2013 si era fatto tracciare sulle braccia e sulle spalle lungo l\u2019ultimo anno di vita. Nicola \u2013 raccontano il pap\u00e0 Giuseppe e la fidanzata Francesca \u2013 aveva una sua religiosit\u00e0 irregolare ma molto sentita. In essa aveva un posto privilegiato la memoria di un \u201cincontro in paradiso\u201d con un nonno di nome Ciro che l\u2019aveva accolto e lo aveva \u201crispedito tra noi\u201d: incontro avvenuto in sogno o in visione quando Nicola aveva 11 anni ed era stato sul punto di morire. Ma era una religiosit\u00e0 che si nutriva anche della lettura completa dei Vangeli, di pellegrinaggi a Loreto e a San Giovanni Rotondo, della Coroncina della Divina Misericordia proposta dalla mistica polacca Faustina Kowalska (1905-1938).<br \/>\nLa religiosit\u00e0 di Nicola si affina lungo l\u2019ultimo anno di vita, quando sembra aver superato i traumi di un\u2019adolescenza difficile \u2013 nella quale aveva avuto episodi di droga \u2013 e arriva al proposito di una convivenza stabile con Francesca e di diventare padre. Il pap\u00e0 di Nicola ha promosso in memoria del figlio un\u2019associazione intitolata <em>Con Nicola oltre il deserto di indifferenza<\/em> [\u201cdeserto di indifferenza\u201d \u00e8 un\u2019espressione contenuta in una poesia di Nicola] e gli ha dedicato un racconto autobiografico <em>Un piccolo faro su Nick<\/em>, da cui riporto una pagina sui tatuaggi.<\/p>\n<p><em>Circa un anno prima della morte, Nicola aveva cominciato a ricoprire le sue braccia e le sue spalle di segni strani, in gran parte per ne incomprensibili. A destra aveva la data dell\u2019incontro in paradiso con il nonno Ciro e, in un complicato intreccio, un profilo del Cristo, con una corona di spine a cingere la testa, una spirale simboleggiante la vita, degli spuntoni che si mescolavano alle spine della corona di Ges\u00f9, per poi dare vita a un bocciolo di rosa molto delicato, dal colore rosso sfumato e bianco. In ci\u00f2 c\u2019era un ricordo dei suoi nonni nei feretri dei quali lui aveva deposto un bocciolo di rosa, e la sua convinzione che dal male pu\u00f2 nascere sempre il bene, che deve comunque prevalere. Sempre sulla destra, questa volta proprio sulla spalla, c\u2019era anche una piccola croce, ai lati della quale risaltavano le lettere J, C, I, T, iniziali delle parole: Jesus confido in te che sono le parole principali della Coroncina della Divina Misericordia. <\/em><em>Mi spieg\u00f2 in seguito Francesca che la collocazione della croce sulla spalla non era casuale. Cristo aveva portato la croce sulle spalle, e anche Nick, con quel simbolo l\u00ec posizionato, voleva indicare che era pronto a portare sulle sue spalle la croce delle sue sofferenze. Poi due scritte: \u201c<\/em>I walk the line<em>\u201d e \u201c<\/em>No temo la muerte no temo la vida no temo nadie<em>\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Sono anch\u2019io ricorso a Francesca, la fidanzata di Nicola, per qualche spiegazione aggiuntiva. Ed ho appreso che la scritta \u201c<em>I walk the line<\/em>\u201d (<em>io rigo dritto<\/em>) l\u2019aveva presa dal brano omonimo del cantautore Johnny Cash (1932-2003), dove c\u2019\u00e8 il ritornello \u201cperch\u00e8 tu sei mia io rigo dritto\u201d. Mentre \u201c<em>No temo la muerte no temo la vida no temo nadie<\/em>\u201d (Non temo la morte non temo la vita non temo nessuno) l\u2019aveva tratta liberamente dalla canzone degli Eskorbuto che inizia con le parole \u201c<em>No temo a la muerte <\/em><em>no temo a la vida<\/em>\u201d. Francesca assicura che questa scritta Nicola se l\u2019\u00e8 fatta tatuare quattro giorni prima della morte: \u201cIn quei giorni rifletteva per ore ed ore, pregava molto e mi ha detto che non aveva pi\u00f9 paura della morte\u201d.<br \/>\nIl volume del pap\u00e0 si apre con questa dedica: \u201c<em>In quel deserto \/ di indifferenza \/ che tu sentivi intorno \/ c\u2019ero entrato, \/ l\u2019avevo attraversato, \/ ti avevo raggiunto \/ e dissetato, \/ e quando pensavo \/ di averti salvato, \/ proprio in quel momento, \/ te ne sei andato<\/em>\u201d. Questa invece \u00e8 la conclusione: \u201c<em>Io non so se con la morte tutto finisce. Tante volte mi chiedo dove star\u00e0 mio figlio, cosa star\u00e0 facendo la sua anima. Spero tanto di poterlo un giorno rivedere, magari stringendo in mano quella piccola coccinella rossa che mi aveva regalato e di riabbracciarlo dicendogli: come va, vecchio Nick?<\/em>\u201d<\/p>\n<p><strong>Il volume <em>Un piccolo faro su Nick<\/em>, stampato in proprio da computer, mi \u00e8 stato dato personalmente da Giuseppe Bommarito a Macerata il 18 maggio 2010 in occasione di un convegno promosso dall\u2019Associazione <em>Con Nicola oltre il deserto di indifferenza<\/em>. <\/strong><\/p>\n<p><strong>[Giugno 2010]<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche un tatuaggio pu\u00f2 essere una preghiera pubblica. 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