{"id":4953,"date":"2010-07-28T16:14:18","date_gmt":"2010-07-28T16:14:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=4953"},"modified":"2010-07-28T16:14:18","modified_gmt":"2010-07-28T16:14:18","slug":"domenico-farias-%e2%80%9cvoglio-guardarvi-tutti-negli-occhi%e2%80%9d","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/8-celebrazione-ecclesiale-della-propria-morte\/domenico-farias-%e2%80%9cvoglio-guardarvi-tutti-negli-occhi%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Domenico Farias: \u201cVoglio guardarvi tutti negli occhi\u201d"},"content":{"rendered":"<p><em>\u201cPrego il Signore che abbia misericordia di me e mi unisca a tutti voi, miei cari, per sempre in Paradiso\u201d<\/em>: \u00e8 il testamento di don Domenico Farias, prete di Reggio Calabria, amico del <em>Regno<\/em>, morto il 7 luglio 2002, quando stava per compiere 75 anni.<br \/>\nMi era carissimo ed \u00e8 stato sempre per me un aiuto a credere. Sono contento che l\u2019abbiano conosciuto i miei figli. Qui racconto le ultime due telefonate, quando soffriva del male che l\u2019ha portato via velocemente.<br \/>\nChi non l\u2019ha conosciuto non abbandoni la lettura e vedr\u00e0 che persona straordinaria era Domenico: l\u2019uomo pi\u00f9 colto che io abbia conosciuto e insieme il pi\u00f9 umile. Un cristiano fedele e libero.<br \/>\nMarted\u00ec 11 giugno Matilde mi dice: \u201cPap\u00e0, ti ha cercato don Farias. Ha detto che non sta bene e che voleva parlare del tuo articolo sul <em>Corriere <\/em>di oggi\u201d. L\u2019articolo era intitolato \u201cTettamanzi verso Milano\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u201cI problemi della Chiesa <\/strong><br \/>\n<strong>sono i problemi del mondo\u201d<\/strong><br \/>\n&#8211; <em>Allora, Domenico, come va?<\/em><br \/>\n&#8211; <em>Non sto bene, sai! Ho un dolore che mi blocca una gamba e la schiena, forse una sciatica. Ma non ti ho telefonato per questo! Volevo dirti che\u00a0 hai pubblicato un articolo interessante. Ero strabiliato a leggere!<\/em><br \/>\n&#8211; <em>Non lo trovi convincente?<\/em><br \/>\n&#8211; <em>E\u2019 convincente! Ma ero pieno di meraviglia a scoprire che oggi un giornalista ben informato pu\u00f2 sapere in anticipo le decisioni che si preparano in Vaticano e pu\u00f2 trovare persone che gliele spiegano con parole da mettere tra virgolette. E poi quell\u2019idea che il prossimo papa possa essere italiano e possa essere Tettamanzi! Sar\u00e0 questo dolore che mi fa travedere, ma pi\u00f9\u00a0 leggevo e pi\u00f9 mi dicevo: lo devo chiamare!<\/em><br \/>\n&#8211; <em>Bada che \u00e8 vero quello che ho scritto! In curia si aspettano un papa che torni a occuparsi del governo ordinario e questa idea favorisce l\u2019attesa di un papa italiano\u2026<\/em><br \/>\n&#8211; <em>Pu\u00f2 essere che lo pensino, ma \u00e8 un\u2019idea provinciale!<\/em><br \/>\n&#8211;\u00a0<em>Tu non credi che si torni a un papa italiano?<\/em><br \/>\n&#8211;\u00a0<em>Non ci credo. E comunque non sar\u00e0 per il governo ordinario che ci si torna. Il conclave si trover\u00e0 di fronte, come problema dominante, quello delle chiese minoritarie in Medio Oriente, Africa e Asia e poi la sfida dell\u2019Islam e quella della fame e delle guerre che potr\u00e0 provocare. Altro che governo ordinario! Gi\u00e0 nel preconclave ogni cardinale dir\u00e0 l\u2019attesa della sua comunit\u00e0 e si vedr\u00e0 che i problemi della chiesa sono i problemi del mondo! <\/em><br \/>\n&#8211; <em>Ultimamente \u2013 intorno a pasqua, con un\u2019intervista a \u201cDie Welt\u201d \u2013 il cardinale Ratzinger ha detto che un papa africano sarebbe <\/em>\u201c<em>un bel segnale per tutta la cristianit\u00e0\u201d e un aiuto al superamento del razzismo\u2026<\/em><br \/>\n&#8211;\u00a0<em>S\u00ec, l\u2019avevo letto e avevo pensato che le riflessioni rivolte al futuro devono avere quell\u2019andamento. Chi guarda alle questioni curiali, non vede lontano.<\/em><br \/>\n&#8211;\u00a0<em>Tu pensi a un nuovo papa eroico, che sfidi le potenze mondane, come Giovanni Paolo\u2026<\/em><br \/>\n&#8211;\u00a0<em>L\u2019eredit\u00e0 di questo papa, che parla al mondo e lo provoca, non potr\u00e0 essere abbandonata. Ci vuole un uomo capace di prendere l\u2019aereo e andare a Washington, o a Ginevra, o a Mosca, o a Pechino, senza perdersi d\u2019animo. Uno che senta anima e corpo l\u2019ansia dei popoli che hanno fame e soffrono le guerre. Importa poco di quale paese sia, importa che senta quell\u2019ansia. <\/em><br \/>\nLa considero una telefonata preziosa. Ci dice quanto mondo possa vedere, da Reggio Calabria, una mente sveglia.<br \/>\nImmagino che Domenico quell\u2019idea sul conclave l\u2019abbia pensata insieme al suo ultimo articolo, apparso sull\u2019<em>Avvenire di Calabria<\/em> del 22 giugno, intitolato <em>I primi e gli ultimi, i vicini e i lontani. <\/em>In esso afferma che il cristiano deve \u201cricordare a tutti che gli ultimi saranno i primi e che i lontani precedono i vicini\u201d, nel senso che \u201cil companatico dei vicini viene dopo il pane da offrire ai lontani\u201d. Non credo che abbia mai scritto una parola pi\u00f9 netta di questa, dettata \u2013 verrebbe da dire \u2013 in articulo mortis. Quand\u2019era cio\u00e8 in vista della morte.<br \/>\nDomenico era prudente con le parole. Aveva lottato con i ragazzi sessantottini, perch\u00e9 non trascurassero la complessit\u00e0. Ma alla fine la sua parola si veniva facendo nuda, essenziale.<\/p>\n<p><strong>Era curioso di sentire<br \/>\nFisichella su Fatima<\/strong><br \/>\nL\u2019ultima telefonata arriva all\u2019indomani della canonizzazione di Padre Pio, avvenuta il 16 giugno 2002. Stavolta la prende Agnese: \u201cFaceva fatica a parlare, ma voleva sentirti\u201d.<br \/>\n&#8211; <em>Domenico, mi hai cercato?<\/em><br \/>\n&#8211; <em>S\u00ec, facciamo presto, ch\u00e9 sto male. Mi hanno scoperto un tumore alle ossa e devo andare a una visita per vedere la cura che si pu\u00f2 fare.<\/em><br \/>\n&#8211; <em>Un tumore alle ossa? Non ne sapevi niente?<\/em><br \/>\n&#8211;\u00a0<em>No! Ho avuto il risultato delle analisi proprio adesso, dopo che avevo parlato con Agnese. Volevo sentirti, perch\u00e9 ho letto il tuo articolo in prima pagina su Padre Pio e mi ha colpito il paragone che facevi con Fatima! Davvero il papa ha sconcertato tanti con la sua libert\u00e0, in queste e in altre occasioni.<\/em><br \/>\n&#8211;\u00a0<em>Tu come la vedi quella libert\u00e0?<\/em><br \/>\n&#8211; <em>Sono d\u2019accordo con te, quando dici che ci invita a liberarci dagli schemi. Mi diverte immaginare la faccia dei monsignori della curia quando il papa proponeva il mea culpa e quando chiedeva che pubblicassero il segreto di Fatima! Domani viene qui a Reggio Calabria monsignor Rino Fisichella, l\u2019ho invitato io e viene proprio a parlare di Fatima. Sono curioso di sentire che cosa dir\u00e0!<\/em><br \/>\n&#8211;\u00a0<em>Andrai ad ascoltarlo?<\/em><br \/>\n&#8211; <em>No, ora sono malato e sarebbe di cattivo gusto. Ma \u00e8 interessante sentire su Fatima uno che durante il giubileo si era occupato del mea culpa. Ora debbo lasciarti per andare alla visita.<\/em><br \/>\n&#8211;\u00a0<em>Coraggio, Domenico! Ti abbraccio, anche a nome di Isa e dei figli. <\/em><br \/>\n&#8211; <em>Anch\u2019io ti abbraccio.<\/em><\/p>\n<p><strong>Dava il meglio di s\u00e9 <\/strong><br \/>\n<strong>nella conversazione a tavola<\/strong><br \/>\nHo conosciuto Domenico nel 1968, quand\u2019ero nella presidenza nazionale della Fuci e lui era assistente del gruppo di Reggio Calabria. Fu una conoscenza a tavola e le conversazioni migliori le abbiamo avute sempre davanti a un piatto: a casa mia, o di comuni amici, o in trattoria, o alla tavola calda della Gregoriana. Spesso, quando veniva a Roma, mi dava appuntamento l\u00ec: alla Gregoriana aveva studiato \u2013 essendo alunno del Capranica, dov\u2019era diventato intimo di Ivan Ilich, del futuro cardinale Ruini e del futuro vescovo Fisichella \u2013 e nella sua biblioteca tornava una volta ogni tre mesi.<br \/>\nOppure l\u2019appuntamento era \u2013 per la messa del mattino \u2013 in Santa Maria Maggiore, la chiesa di Roma che pi\u00f9 amava. Come si era divertito quando avevo scritto \u2013 in un mio libretto \u2013 che da pensionato mi piacerebbe fare la guida ai visitatori di quella basilica.<br \/>\nNel battistero di Santa Maria Maggiore aveva battezzato la mia Agnese. Quando battezz\u00f2 nel battistero di San Giovanni una figlia di comuni amici, mi chiese di presentare quell\u2019edificio al gruppo l\u00ec convenuto.<\/p>\n<p><strong>\u201cLa bellezza dei giorni\u201d<\/strong><br \/>\n<strong>\u00e8 il suo capolavoro<\/strong><br \/>\nDomenico era fatto cos\u00ec: ambientava la fede nella citt\u00e0, ne cercava le radici sul territorio, metteva le persone a contatto con i segni di quelle radici, collegava le persone tra loro. Lo faceva in ogni veste, con ogni espediente. Come docente di filosofia del diritto a Messina, come assistente della FUCI e del MEIC, come responsabile della cultura per la diocesi reggina.<br \/>\nQuanto ha fatto per divulgare tra i suoi amici la storia della Calabria, avendo compiuto la scelta vocazionale di non abbandonare la sua citt\u00e0! Per interessare quanti pi\u00f9 poteva alle figure di Cassiodoro e di Gioacchino da Fiore. Per l\u2019arricchimento della biblioteca diocesana di Reggio Calabria. Per il rapporto della sua chiesa con le chiese del Mediterraneo, prima fra tutte quella di Gerusalemme. Per formare sulla Bibbia, sui Padri e intorno all\u2019altare generazioni di giovani.<br \/>\nHa scritto molto, Domenico. Di filosofia del diritto, di chiesa e della Calabria. Il libero dono dell\u2019intelligenza \u2013 che lo caratterizzava \u2013 si esprimeva meglio nel caos della conversazione che nell\u2019ordine della scrittura. Ma almeno un testo straordinario l\u2019ha lasciato: si intitola <em>La bellezza dei giorni, <\/em>riguarda l\u2019\u201desperienza ecclesiale della bellezza\u201d ed \u00e8 come il testamento del maestro di vita che sapeva di essere (<em>Rivista di scienze religiose<\/em>, 1\/2000). Chi ha intuito \u2013 leggendomi \u2013 il valore del personaggio, cerchi quel testo e rifletta sul fatto che un tale capolavoro sia da rintracciare nel periodico del seminario regionale di Molfetta: Domenico \u00e8 stato sempre una perla nascosta.<\/p>\n<p><strong>Cos\u00ec ha presieduto<\/strong><br \/>\n<strong>la celebrazione della sua morte<\/strong><br \/>\nChiudo questo ricordo riferendo qualcuna delle sue ultime parole, nella notte tra il sabato e la domenica in cui se ne \u00e8 andato, che ha vissuto come una celebrazione ecclesiale della propria morte, alla quale ha voluto associare gli amici che l\u2019assistevano. Sentendo la fine che arrivava, ha chiesto che lo portassero a casa. La casa si \u00e8 riempita dei suoi \u201cfigli\u201d, che ha salutato cos\u00ec: <em>\u201cMettetevi in fondo, sedetevi, voglio guardarvi tutti negli occhi\u201d. <\/em><br \/>\nParole simili aveva detto tante volte nelle celebrazioni per la piccola e grande comunit\u00e0 di cui era animatore. Anche stavolta presiede. Vuole che cantino, canta anche lui per quanto glielo permette la maschera dell\u2019ossigeno. Vuole \u201cquel canto spagnolo\u201d che dice \u201cNada te turbe\u201d. Soprattutto vuole il <em>Veni Creator Spiritus<\/em>.<br \/>\nDicevo che sono contento che i miei figli l\u2019abbiano conosciuto. Valentino restava incantato a sentirlo parlare, con assoluta propriet\u00e0, dell\u2019ultima frontiera dell\u2019informatica. Ad Agnese citava autori russi e chiedeva fotocopie di testi rari: l\u2019ultimo dossier non ha fatto in tempo a spedirglielo. Con Beniamino discuteva di alta matematica. Per Matilde citava a memoria brani di autori greci, a Miriam \u2013 che \u00e8 l\u2019ultima \u2013 raccontava storie. Sono contento che abbiano sperimentato l\u2019incredibile dono che aveva quel piccolo prete, sempre lieto e vitale, di guardare a ognuno con intelletto d\u2019amore.<\/p>\n<p><strong>Questo testo fu pubblicato da <em>Il Regno<\/em> 16\/2002.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cPrego il Signore che abbia misericordia di me e mi unisca a tutti voi, miei cari, per sempre in Paradiso\u201d: \u00e8 il testamento di don Domenico Farias, prete di Reggio&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/8-celebrazione-ecclesiale-della-propria-morte\/domenico-farias-%e2%80%9cvoglio-guardarvi-tutti-negli-occhi%e2%80%9d\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Domenico Farias: \u201cVoglio guardarvi tutti negli occhi\u201d<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2106,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-4953","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4953","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4953"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4953\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4955,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/4953\/revisions\/4955"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2106"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4953"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}