{"id":4984,"date":"2010-07-29T09:29:05","date_gmt":"2010-07-29T09:29:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=4984"},"modified":"2010-08-02T17:28:10","modified_gmt":"2010-08-02T17:28:10","slug":"romolo-rampini-%e2%80%9cspero-che-uguale-perdono-abbia-da-dio%e2%80%9d","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/3-il-perdono-degli-uccisori-dei-parenti\/d-omicidi-comuni\/romolo-rampini-%e2%80%9cspero-che-uguale-perdono-abbia-da-dio%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Romolo Rampini: \u201cSpero che uguale perdono abbia da Dio\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Romolo Rampini \u00e8 studente all\u2019Universit\u00e0 di Roma quando \u2013 il 29 marzo 1984 \u2013 viene avvisato che \u00e8 \u201csuccesso qualcosa\u201d alla famiglia, a San Giovanni Incarico, Frosinone. Torna al paese e trova che un maniaco ha ucciso il padre, la madre, la sorella. Interrogato dai giornalisti dice: \u201c<em>Malgrado abbia distrutto la mia famiglia non posso far altro che perdonarlo e pregare per lui<\/em>\u201d. Pi\u00f9 tardi conferma questo atteggiamento: \u201c<em>Io l\u2019ho gi\u00e0 perdonato. Spero che uguale perdono abbia da Dio<\/em>\u201d. Queste espressioni del giovane Romolo vengono riportate dal quotidiano <em>Il Tempo<\/em> di Roma, nella pagina della cronaca di Frosinone, il 31 marzo 1984.<br \/>\nAvevo con me un appunto di questo fatto dal 1995 quando mi era stato fornito dal padre Adolfo Bachelet. Ma il padre non si era appuntato altro di quella storia lontana e io non trovavo riscontri. Lasciai dunque cadere quella pista quando misi in piedi la mia prima raccolta di \u201cfatti di Vangelo\u201d. Per questa seconda raccolta sono stato soccorso da Google, che mi ha fornito nella primavera del 2010 un recapito professionale digitando io il nome Romolo Rampini: gli ho mandato un\u2019e-mail, chiedendogli se rispondeva a verit\u00e0 quanto mi aveva riferito il padre Bachelet e se poteva darmi un aggiornamento \u2013 sul proprio atteggiamento \u2013 rispetto a quanto avvenuto 26 anni prima. Questa \u00e8 stata la risposta:<\/p>\n<p><em>Ho sempre riflettuto sul mio comportamento di allora e l\u2019ho sempre condiviso, l\u2019ho sempre ritenuto come effettivamente\u00a0voluto. Per me \u00e8 stato difficile vivere, perch\u00e9 \u00e8 difficile ricominciare dal niente, soprattutto quando il clamore della tragedia finisce e si resta con i problemi che ti piombano addosso e bisogna guadagnarsi da vivere. Ma non mi sono mai sentito solo. Lorenzo Chiarinelli, allora vescovo di Sora e ora di Viterbo, ha avuto modo di raccogliere piccoli spunti del mio comportamento. Lui, a distanza di anni, dice che sono stato grande ma io dico che \u00e8 stato lui a fare qualcosa di grande avendo pazienza di me, come qualche altra persona che mi \u00e8 stata vicina. Non ho avuto pentimenti sul piano personale, ma rispetto e ossequio della legge s\u00ec. Riguardo a Vittorio Bachelet, ricordo che mia madre un giorno mi raccont\u00f2 di come grande era stato il figlio Giovanni\u00a0che aveva perdonato e ricordo che io non condividevo quel perdono. Qualche anno dopo \u00e8 toccato a me: ho capito che mi sbagliavo, che non si pu\u00f2 essere superficiali. Oggi posso solo dire che non mi \u00e8 semplice parlarne, come non mi \u00e8 possibile sintetizzare, perch\u00e9 la ricerca interiore delle mie scelte \u00e8 stata lunga e continua. Vorrei raccontare la mia storia, della grande famiglia che ho perso, di me e della mia vera speranza, in un testo che vorrei pubblicare appena completato. La mia vita \u00e8 cambiata profondamente da quel giorno; \u00e8 come se avessi vissuto due vite; l\u2019una ormai di ricordi, l\u2019altra della mia attuale famiglia. Vivo sempre nel mio piccolo paesino di San Giovanni Incarico. Ho tre ragazzi, 10, 15 e 18 anni. Spero che Dio mi accompagni, che \u00a0accompagni soprattutto i miei figli, i giovani, affinch\u00e9 abbiano sempre speranza e non abbiano paura di ricercare e vivere il grande dono della vita. Prego Dio per tutto quello che mi ha dato e spero di essere un buon padre per i miei ragazzi. Romolo Rampini<\/em><\/p>\n<p>Avendo io chiesto a Romolo di fornirmi \u2013 se gli fosse possibile \u2013 in aggiunta a questa \u201cconferma\u201d del perdono le parole con cui l\u2019aveva espresso in occasione della messa di addio per i suoi familiari, mi rispose che le \u201cparole esatte\u201d le aveva conservate il vescovo Chiarinelli che aveva presieduto quella celebrazione. Il 29 luglio 2010 ho fatto visita a Chiarinelli a Viterbo e ho avuto dal suo archivio personale una fotocopia del foglio di un\u2019agenda in cui il giovane Romolo aveva scritto le sette \u201cintenzioni\u201d per la preghiera dei fedeli che poi lesse durante la celebrazione e che qui riporto come un documento della fede cristiana ai nostri giorni e come un attestato della fecondit\u00e0 evangelica della riforma liturgica del Vaticano II che ha reso possibili tali testimonianze nel rito della Messa:<\/p>\n<p><em>Per tutti quelli che soffrono, perch\u00e9 attraverso la solitudine possano trovare la fiducia e l\u2019amore negli altri \u2013 preghiamo<br \/>\nPer tutte le vittime della violenza, perch\u00e9 il loro sacrificio sia il mezzo pi\u00f9 efficace per il raggiungimento della pace del mondo \u2013 preghiamo<br \/>\nPer tutti gli orfani del mondo, perch\u00e9 attraverso la fede possano trovare la fiducia e l\u2019amore nella Mamma e nel Padre celeste \u2013 preghiamo<br \/>\nPer il vescovo monsignor Chiarinelli, per don Amerigo, per padre Mollica, per don Antonio Valente, per don Antonio Di Lorenzo, per Giandomenico, per i miei parenti e tutti gli amici della mia famiglia, perch\u00e9 la loro solidariet\u00e0 sia benedetta da Dio \u2013 preghiamo<br \/>\nPer i familiari di colui che ha ucciso i miei cari, perch\u00e9 possano trovare l\u2019amore e la solidariet\u00e0 del Signore e di tutti noi \u2013 preghiamo<br \/>\nPer Mario Padrone e per tutti quelli che hanno commesso atti delittuosi, perch\u00e9 la loro violenza li aiuti a trovare l\u2019amore verso gli altri \u2013 preghiamo<br \/>\nPer pap\u00e0, per mamma, per Angiola, perch\u00e8 la loro vita, tesa al rispetto degli altri e fondata sull\u2019onest\u00e0, sulla sincerit\u00e0, sulla semplicit\u00e0, cos\u00ec tragicamente sacrificata, possa costituire per tutti noi un valido esempio per la conquista della pace di tutti gli uomini del mondo &#8211; preghiamo<\/em><\/p>\n<p><strong>[Luglio 2010]<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Romolo Rampini \u00e8 studente all\u2019Universit\u00e0 di Roma quando \u2013 il 29 marzo 1984 \u2013 viene avvisato che \u00e8 \u201csuccesso qualcosa\u201d alla famiglia, a San Giovanni Incarico, Frosinone. 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