{"id":5227,"date":"2010-08-26T08:33:04","date_gmt":"2010-08-26T08:33:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=5227"},"modified":"2010-08-26T08:33:04","modified_gmt":"2010-08-26T08:33:04","slug":"%e2%80%9cquando-cadono-le-torri%e2%80%9d","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/%e2%80%9cquando-cadono-le-torri%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"\u201cQuando cadono le torri\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Invocazioni di Domenico Farias sul mondo incendiato dell\u201911 settembre<\/strong><\/p>\n<p>Gli amici di Reggio Calabria \u2013 tra i quali \u00e8 la carissima Maria Mariotti \u2013 mi hanno chiamato a presentare un volume nel quale hanno appena raccolto 125 articoli di Domenico Farias (1927-2002) pubblicati sull\u2019<em>Avvenire<\/em> di Calabria nell\u2019arco di 55 anni. Sono stato in contatto con questo prete coltissimo e creativo a partire dal 1969 e in morte avevo qui rievocato le ultime telefonate nelle quali negava appassionatamente che dopo papa Wojtyla si sarebbe tornati a un papa italiano che \u201criprendesse in mano l\u2019ordinaria amministrazione\u201d come allora si diceva. Dolorante per il tumore che lo stava portando via mi sollecitava a guardare alla tumultuosa scena del pianeta per intendere il domani della Chiesa che non sarebbe stato \u201ccertamente\u201d dominato dalla gestione degli affari correnti. \u201c<em>Ha mostrato quanto mondo si potesse vedere da Reggio Calabria<\/em>\u201d fu il titolo del mio ricordo di lui (<em>Regno attualit\u00e0<\/em> 16, 2002).<br \/>\nLa lettura del volume <em>Mietendo e seminando. Articoli per l\u2019Avvenire di Calabria 1947-2002<\/em> (Laruffa Editore, Reggio Calabria, pp. 348) \u00e8 stata per me una fonte di scoperte perch\u00e9 non conoscevo quasi nulla di quella collaborazione al settimanale diocesano che si era fatta pi\u00f9 intensa nell\u2019ultimo periodo. Ho ammirato la meditazione biblica sul \u201cmondo incendiato\u201d che egli svolge a partire dall\u201911 settembre 2001, lungo gli ultimi dieci mesi di vita e che ha i suoi fuochi nella considerazione del pianeta unificato dai media \u2013 \u201cnon \u00e8 possibile separare ci\u00f2 che il video unisce\u201d \u2013 e nella conseguente percezione di un \u201ccoinvolgimento\u201d e di una \u201ccorresponsabilit\u00e0\u201d umanamente \u201cinsopportabili\u201d.<\/p>\n<p><strong>Posso solo guardare <\/strong><br \/>\n<strong>il televisore<\/strong><br \/>\nMi applico qui a ricostruire questa meditazione, che si risolve infine in una serie di invocazioni bibliche ma che si svolge anche attraverso una nuova comprensione del ruolo dei media nel \u201cgrande teatro del mondo\u201d che essi vanno unificando e nel quale alimentano una \u201cpartecipazione globale di straordinaria intensit\u00e0 emotiva dove tutto si mescola\u201d. Nessuno, a mia notizia, ha sofferto altrettanto il riverbero dei fuochi dell\u201911 settembre come \u201cgrande simbolo del mondo di oggi\u201d e \u201cfaro traditore\u201d.<br \/>\nL\u2019avvio della meditazione \u00e8 diaristico ma subito coinvolgente: \u201c<em>Un amico mi telefona dicendomi di accendere il televisore. Cos\u00ec vedo una delle due Torri Gemelle che si spezza e cade gi\u00f9 (\u2026). La televisione ora passa da New York a Gerusalemme. Il cronista parla di dolci distribuiti per le strade e di esultanza nella striscia di Gaza. Sar\u00e0 vero, sar\u00e0 falso? (\u2026) Mentre sono sotto il peso di una montagna di ricordi che quasi mi cade addosso, il televisore \u00e8 ancora acceso e una voce ripete sempre lo stesso aggettivo: scena apocalittica, attacco apocalittico, momento apocalittico&#8230; Mi vengono in mente le parole del Vangelo: \u201cQuando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perch\u00e9 la vostra liberazione \u00e8 vicina<\/em>\u201d [15 settembre 2001].<br \/>\nFin da questa prima stazione si avverte la percezione di un ruolo maggiorato della televisione, quasi una sua funzione da \u201clembo del mantello di Cristo\u201d secondo l\u2019intuizione del cardinale Martini: \u201c<em>Sono a tanti, tantissimi chilometri, troppi per poter intervenire. Posso solo guardare il televisore e assistere muto e impotente, posso solo venire a sapere. Ma il Signore mi viene in aiuto, come se mi svegliasse nel sonno. Come Pietro nell\u2019orto degli ulivi. E chiss\u00e0 quanti altri miei fratelli avr\u00e0 svegliato questo pomeriggio dell\u2019undici settembre<\/em>\u201d [ivi].<\/p>\n<p><strong>L\u2019odio di Caino <\/strong><br \/>\n<strong>e la disperazione di Giuda<\/strong><br \/>\nDopo la prima impressione a caldo ne arriva una pi\u00f9 pacata ma non placata, intitolata \u2013 e i titoli sono suoi \u2013 <em>L\u201911 settembre e l\u2019infinito<\/em>: \u201c<em>In eventi come quelli dell\u201911 settembre gli orizzonti della storia collettiva, ormai estesi quanto quelli del pianeta, diventano e si mostrano infiniti quasi quanto quelli dell\u2019anima<\/em>\u201d. Da lettore della Bibbia egli vede nel crollo delle torri \u201cuna violenza perpetrata contro l\u2019umanit\u00e0 con i caratteri dell\u2019omicidio e del suicidio, l\u2019odio di Caino e la disperazione di Giuda\u201d. Qualcosa dunque di \u201cinfinito\u201d e di \u201cenorme\u201d nel segno del \u201crifiuto\u201d che fu di Caino e di Giuda. Qualcosa che ci ha fatto \u201ctoccare con mano\u201d lo \u201cspessore negativo della storia\u201d, perch\u00e8 \u201cci\u00f2 che abbiamo vissuto l\u201911 settembre \u00e8 stato veramente smisurato, \u00e8 stato troppo\u201d. Quel giorno ci ha raggiunti \u201cun disvelamento a tutto campo: un segno dei tempi eloquente per tutti\u201d [29 settembre 2001].<br \/>\nLa lettura apocalittica dell\u201911 settembre si approfondisce, a oltre un mese dall\u2019evento, con un richiamo a Isaia 30 (\u201cIn quel giorno della grande strage quando cadranno le \u00a0torri, la luce della luna sar\u00e0 come la luce del sole e la luce del sole sar\u00e0 sette volte di pi\u00f9\u201d),in un pezzo intitolato <em>Quando cadono le torri<\/em>: \u201c<em>Ci\u00f2 che \u00e8 successo quel giorno \u00e8 stato ed \u00e8 troppo grande. Non voglio dire che il male del mondo e il peccato del mondo quel giorno \u00e8 cresciuto al di l\u00e0 di quanto sia concepibile. Questi giudizi spettano al Signore. Ma voglio dire che quel giorno ogni uomo e in particolare ogni credente (e tutti spero che in qualche minimo grado lo siamo) ha avuto la rivelazione inequivocabile, quasi accecante, della propria vita come esperienza di coinvolgimento e di corresponsabilit\u00e0 umanamente insopportabili<\/em>\u201d. Ne viene una \u201cprova di fede\u201d per il cui superamento ci \u00e8 chiesto di \u201cnon cessare di guardare in alto, mentre le torri crollano in terra, verso il cielo e sopra i cieli da dove viene il Signore\u201d [27 ottobre 2001].<\/p>\n<p><strong>L\u2019immaginazione surriscaldata <\/strong><br \/>\n<strong>dell\u2019umanit\u00e0 dolorante<\/strong><br \/>\nSeguono domande aperte e invocazioni della misericordia del Signore in pi\u00f9 articoli che descrivono \u201cl\u2019indignazione e la rabbia che crescono tanto a Est quanto a Ovest\u201d e la crescente difficolt\u00e0 a \u201ctenersi fuori da questo mondo incendiato\u201d [10 novembre 2001]. \u00a0La necessit\u00e0 di \u201cfare i conti con l\u2019intelligenza e l\u2019immaginazione surriscaldata dell\u2019umanit\u00e0 dolorante che appena sopravvive e assiste dagli ultimi posti a questo spettacolo del grande teatro del mondo\u201d divenuto \u201coggi accessibile anche all\u2019ultimo degli uomini che abita in una catapecchia priva di tutto ma provvista di televisore. Non \u00e8 possibile separare ci\u00f2 che il video unisce, fonde e confonde. Bisognerebbe prima distruggere tutti i televisori. Il grande teatro del mondo \u00e8 aperto giorno e notte per tutte le case e alimenta una grande passione del mondo, una partecipazione globale di straordinaria intensit\u00e0 emotiva dove tutto si mescola\u201d [17 novembre 2001].<br \/>\nIl ruolo rimescolante della televisione \u00e8 cos\u00ec descritto in un altro testo: \u201c<em>Mentre sei a tavola con la tua famiglia e, come spesso avviene in molte case, guardi la televisione, improvvisamente bussano alla porta del tuo cuore senza essere invitati malati di Aids dell\u2019Africa, campi profughi del Pakistan, autoambulanze a sirene lancinanti di Manhattan. Poveri lontani anzi lontanissimi si fanno momentaneamente vicini e con loro i ricchi corrispettivi, anch\u2019essi di tipi molto diversi, ricchi di soldi, ricchi di potere, ricchi di intelligenza, ricchi di bellezza, che abitano a New York o a Hollywood, in Arabia Saudita o ricevono il premio Nobel in Svezia. Tutto questo ti appare in un solo rapido telegiornale mentre sei seduto a tavola con i tuoi. Altro che giro del mondo in ottanta giorni. Qui avviene il giro del mondo in otto minuti!<\/em>\u201d Egli qualifica il telegiornale come \u201cesperienza del buio a mezzogiorno\u201d e afferma che essa si propone al credente come \u201cuna prova di fede\u201d e a tutti come un \u201cvero travaglio del parto\u201d che pu\u00f2 preludere a immani distruzioni ma anche alla nascita di \u201cun mondo nuovo\u201d [24 novembre 2001].<br \/>\nSul rimescolamento dell\u2019immaginario mondiale a opera dei media e sulla conseguente relativizzazione della cristianit\u00e0, Farias veniva meditando da tempo. Gi\u00e0 aveva scritto il 22 ottobre 1994: \u201c<em>La stessa televisione, gli stessi giornali che riportano sfilate di moda o stadi stracolmi di tifosi la domenica, riportano anche moschee e piazze piene di gente prostrata in adorazione, donne velate e frotte di bambini ora vispi ora denutriti o macilenti. Molti si chiedono: di chi sar\u00e0 il mondo di domani? C\u2019\u00e8 un futuro per l\u2019occidente? e quale? Ma il cristiano si domanda, e domanda al Signore: perch\u00e9 la nostra fede si \u00e8 fatta cos\u00ec piccola?<\/em>\u201d<\/p>\n<p><strong>Pu\u00f2 darsi che verranno <\/strong><br \/>\n<strong>giorni brutti<\/strong><br \/>\nNell\u2019ultimo degli articoli scritti per il settimanale, Farias arriva a vedere accumunati noi e i poveri del pianeta in una deprivazione della speranza che pu\u00f2 ricevere redenzione solo da Dio: \u201c<em>Extracomunitari senza futuro perch\u00e9 senza pane e disperati di poterlo avere, fino a soccombere nel terrorismo dei kamikaze, dando morte e dandosi la morte in una insensatezza nichilista totale, e comunitari senza futuro perch\u00e9 non sanno se e come prolungare negli anni avvenire uno standard di vita quale non si era avuto mai nella storia dell\u2019umanit\u00e0<\/em>\u201d [29 giugno 2002]. \u201c<em>Pu\u00f2 darsi che verranno giorni brutti. Per gli americani sono gi\u00e0 venuti e anche per gli afgani, talebani e non. E per noi?<\/em>\u201d cos\u00ec si era interrogato il 3 novembre 2001. Poco dopo aveva invitato i lettori ad \u201caccettare la storia\u201d e a \u201cnon temere le sue peripezie, rimanendo come Ges\u00f9 ben fermi nell\u2019intimit\u00e0 dell\u2019amore del Padre\u201d [8 dicembre 2001].<br \/>\nHo trovato straordinaria l\u2019intensit\u00e0 dell\u2019interrogazione e dell\u2019invocazione svolte da questo raro uomo e prete che ho avuto la fortuna di conoscere. Suggerisco a qualche giovane di Reggio Calabria che sia in cerca di un argomento per una tesi in Scienze della comunicazione questo tema: <em>\u201cNon \u00e8 possibile separare ci\u00f2 che il video unisce, fonde e confonde\u201d: televisione e globalizzazione negli scritti giornalistici di Domenico Farias<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><br \/>\nDa <em>Il Regno<\/em> 14\/2010<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Invocazioni di Domenico Farias sul mondo incendiato dell\u201911 settembre Gli amici di Reggio Calabria \u2013 tra i quali \u00e8 la carissima Maria Mariotti \u2013 mi hanno chiamato a presentare un&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/%e2%80%9cquando-cadono-le-torri%e2%80%9d\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">\u201cQuando cadono le torri\u201d<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":9,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-5227","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5227","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5227"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5227\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5228,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5227\/revisions\/5228"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5227"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}