{"id":558,"date":"2007-11-12T15:41:48","date_gmt":"2007-11-12T14:41:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=558"},"modified":"2010-11-21T21:21:20","modified_gmt":"2010-11-21T21:21:20","slug":"intervento-alla-presentazione-dei-volumi-magnum-jubilaeum-sede-apostolica-vacante-inizio-del-ministero-petrino","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/intervento-alla-presentazione-dei-volumi-magnum-jubilaeum-sede-apostolica-vacante-inizio-del-ministero-petrino\/","title":{"rendered":"Magnum Jubilaeum, Sede Apostolica Vacante, Inizio del ministero petrino"},"content":{"rendered":"<p><strong>Intervento alla presentazione dei tre volumi, curati  dall\u2019Ufficio delle Celebrazioni liturgiche e pubblicati dalla Libreria Editrice vaticana<br \/>\n<\/strong><br \/>\n<strong>Aula del Sinodo &#8211; venerd\u00ec  9 novembre 2007<\/strong><\/p>\n<p><em>Magnum Iubilaeum  &#8211; Trinitati Canticum<\/em> \u00e8 un volume di 1190 pagine che documenta  l\u2019aspetto celebrativo del Grande Giubileo dell\u2019anno 2000, con riproduzione  dei testi appositamente elaborati, accompagnati &#8211; quand\u2019\u00e8 il caso  &#8211; dalle annotazioni musicali di nuova composizione. Saggi di approfondimento  trattano delle celebrazioni principali, dei luoghi, delle iconi, delle  vesti e delle insegne, del canto e della musica che le hanno caratterizzate.  Un ricco corredo di foto e due capitoli sulle riprese televisive rispondono  all\u2019esigenza e agli interrogativi della documentazione visiva.<br \/>\nScorrendo il magnifico  volume si ha una forte percezione del Grande Giubileo come stagione  rara e difficilmente ripetibile di creativit\u00e0 liturgica, culmine &#8211;  si direbbe &#8211; del grande periodo innovativo della liturgia papale che  va dal Vaticano II all\u2019avvio del nuovo millennio. Una creativit\u00e0  resa possibile dall\u2019incontro fortunato dell\u2019ansia apostolica di  Giovanni Paolo II con la fase matura del laboratorio liturgico venuto  a costituirsi lungo quel Pontificato sotto la guida del Maestro delle  celebrazioni pontificie Piero Marini.<br \/>\nIl volume accuratamente  informa sulle novit\u00e0 rituali e testuali rispetto ai precedenti giubilei  e ad alcune di esse ora sommariamente accenno, in una rassegna pi\u00f9  ampia che approfondita, dal momento che le abbiamo ancora tutti negli  occhi, per cos\u00ec dire.<br \/>\nEccoci all\u2019apertura  della porta santa della Basilica vaticana la notte di Natale del 1999:  &#8220;<em>Il Santo Padre in silenzio sale i gradini e apre la porta spingendo  le valve con le due mani<\/em>&#8220;, quindi &#8220;<em>riceve il libro dei Vangeli  e lo mostra in silenzio<\/em>&#8221; (pp. 108s). Gesti nuovi sia lo spingere  con le mani la porta, sia l\u2019elevazione dei Vangeli a esprimere la  &#8220;centralit\u00e0 di Cristo&#8221;. Molto si \u00e8 discusso del piviale, forse  troppo luminescente, indossato nell\u2019occasione dal papa e poco si \u00e8  colta la novit\u00e0 di quell\u2019attraversamento della porta, immagine del  passaggio del millennio, con i Vangeli levati in alto. [Su quel piviale  &#8211; descritto come &#8220;manto rosso-azzurro&#8221; &#8211; si pu\u00f2 leggere una  pagina godibilissima tra le tante che ha scritto per la seconda parte  di questo volume il padre Crispino Valenziano, nel saggio intitolato <em> Testi e insegne<\/em>.] Il papa con il libro dei Vangeli &#8211; che alzava  come poteva &#8211; costituisce anche una forte immagine riassuntiva della  peculiare interpretazione wojtyliana del ministero petrino come predicazione  del Vangelo fino ai confini della terra.<br \/>\nSempre tra i gesti  e i testi di quella notte va ricordata la <em>Proclamazione<\/em> <em>del  Giubileo<\/em>, di nuova composizione e la felice intonazione narrativa  che la caratterizza: &#8220;<em>Venti secoli sono passati da quel giorno  beato&#8230;<\/em>&#8221; (p. 113) e che ricorda l\u2019<em>Exultet<\/em> della notte  di Pasqua.<br \/>\nLe novit\u00e0 pi\u00f9  audaci attestate dal volume le vedo nella celebrazione per l\u2019apertura  della &#8220;porta santa&#8221; ecumenica di San Paolo fuori le Mura, il 18  gennaio 2000. Novit\u00e0 audaci ma giustificate, perch\u00e9 nuova e provvidenziale  \u00e8 l\u2019esperienza della preghiera in comune. &#8220;<em>Il Santo Padre e  altri due rappresentanti delle altre Chiese e Comunit\u00e0 ecclesiali aprono  la Porta santa<\/em>&#8221; e subito dopo egli e tre altri rappresentanti  di Chiese e Comunit\u00e0 diverse dalla cattolica con gesti successivi &#8220;<em>mostrano  il libro dei Vangeli ai quattro punti cardinali<\/em>&#8221; (p. 155). Si  \u00e8 trattato forse del gesto pi\u00f9 eloquente con cui al passaggio del  millennio le Chiese cristiane &#8211; a quell\u2019assemblea ne erano presenti  pi\u00f9 di venti &#8211; si sono presentate come sorelle sulla scena del mondo:  &#8220;se non pienamente unite almeno pi\u00f9 prossime a superare le divisioni  del secondo millennio&#8221;, com\u2019era suonato l\u2019auspicio del papa.<br \/>\nQuella di San Paolo  \u00e8 stata una celebrazione &#8220;<em>presieduta dal Santo Padre e  \u2018concelebrata\u2019 dai rappresentanti delle altre Chiese e Comunit\u00e0  ecclesiali<\/em>&#8220;: l\u2019espressione \u00e8 usata dall\u2019arcivescovo Piero  Marini nella &#8220;presentazione del rito&#8221; (p. 148). In essa &#8220;<em>almeno  15 rappresentanti di altre Chiese e Comunit\u00e0 ecclesiali intervengono  in modo attivo nella proclamazione dei testi o nel compiere alcuni gesti  rituali<\/em>&#8221; (ivi). Il Credo, introdotto dal papa, &#8220;\u00e8 detto in  greco, latino e tedesco&#8221; da tre di quei rappresentanti (p. 149). Tocca  al diacono ortodosso portare in processione e intronizzare il libro  dei Vangeli (157).<br \/>\n&#8220;<em>La preghiera  comune dei figli \u00e8 gradita a Dio Padre<\/em>&#8221; (p. 158) \u00e8 un passaggio  di una <em>monizione<\/em> di nuova composizione pronunciata dal papa a  introduzione della <em>salmodia<\/em>: passaggio che bene riassume l\u2019intera  opera ecumenica del Pontificato di Giovanni Paolo. Si pensi a che cosa  hanno rappresentato il suo anelito e la sua provocazione alla preghiera  comune nelle visite ai paesi a maggioranza ortodossa: in Romania e in  Bulgaria, in Georgia e in Ucraina, in Grecia e al monastero di Santa  Caterina sul monte Sinai. Nello spirito del principio <em>lex orandi  lex credendi<\/em> quella monizione potrebbe essere riconosciuta un giorno  come motto riassuntivo di una delle massime questioni cristiane del  nostro tempo: quella del pregare insieme tra appartenenti a Chiese diverse.<br \/>\nAltrettanto o forse  di pi\u00f9 si dovrebbe dire della celebrazione della <em>Giornata del perdono<\/em>,  la prima domenica di Quaresima dell\u2019anno 2000, il 12 marzo: i sette  invitatori e le sette orazioni della <em>preghiera universale<\/em>, intitolata <em> Confessione delle colpe e richiesta di perdono<\/em>, che in questo volume  trova un degno luogo di consegna alle future generazioni, essendo di  certo vocata a restare come una pietra miliare nella storia della Chiesa  (pp. 222-228); le sette lampade accese, per ognuna di quelle orazioni,  davanti al Crocifisso; Giovanni Paolo che &#8220;in segno di penitenza e  venerazione abbraccia e bacia il Crocifisso&#8221; (pp. 228); i cinque &#8220;mai  pi\u00f9&#8221; dell\u2019<em>Invio<\/em> finale, pronunciato dal papa dopo la benedizione.  &#8220;<em>Mai pi\u00f9 contraddizioni alla carit\u00e0 nel servizio della verit\u00e0,  mai pi\u00f9 gesti contro la comunione della Chiesa, mai pi\u00f9 offese verso  qualsiasi popolo, mai pi\u00f9 ricorsi alla logica della violenza, mai pi\u00f9  discriminazioni, esclusioni, oppressioni, disprezzo dei  poveri e degli ultimi<\/em>&#8221; (p. 229): ecco il caso di un testo liturgico  di nuova composizione finito nei titoli dei giornali di tutto il mondo.<br \/>\nN\u00e9 si tratta  dell\u2019unico esempio di forte ripercussione delle liturgie giubilari  nell\u2019areopago della modernit\u00e0. Citatissima dai media sar\u00e0 anche  una preghiera della <em>Commemorazione ecumenica dei testimoni della  fede del secolo xx<\/em>, che si tenne presso il Colosseo la terza domenica  di Pasqua, il 7 maggio: &#8220;<em>Ricordati Padre dei poveri e degli emarginati,  di quanti hanno testimoniato la verit\u00e0 e la carit\u00e0 del Vangelo in  America fino al dono della loro vita, come l\u2019indimenticabile arcivescovo  Oscar Romero ucciso all\u2019altare durante la celebrazione del sacrificio  eucaristico<\/em>&#8221; (p. 333). La questione &#8211; che appassion\u00f2 i giornali  &#8211; della &#8220;citazione&#8221; di Romero in quella celebrazione \u00e8 trattata  puntualmente in un saggio della seconda parte del volume, dovuto al  padre Jesus Castellano Cervera che nel frattempo ci ha lasciato.<br \/>\nLa <em>Commemorazione  dei testimoni<\/em> fu il momento in cui &#8211; sull\u2019esempio delle antiche  memorie liturgiche dei martiri: si pensi alle iniziative in tali direzioni  di un Ambrogio di Milano &#8211; la storia contemporanea, con testi, nomi  e fatti, pi\u00f9 vivamente entr\u00f2 in una celebrazione papale. Essa ebbe  elementi rituali &#8211; come le lampade accese davanti al Crocifisso &#8211;  che richiamavano quella del Perdono e un carattere di concelebrazione  ecumenica simile a quello che aveva caratterizzato l\u2019apertura della  &#8220;porta santa&#8221; ecumenica di San Paolo fuori le mura: anche qui il  Credo fu &#8220;detto&#8221; da rappresentanti di altre Chiese e comunit\u00e0,  anche qui il Vangelo fu portato in processione e intronizzato dal diacono  ortodosso.<br \/>\nCome gi\u00e0 dicevamo  per la &#8220;concelebrazione&#8221; della &#8220;porta santa&#8221; ecumenica, cos\u00ec  potremmo dire che le celebrazioni senza precedenti storici della giornata  del perdono e della commemorazione dei testimoni riassumono altrettanti  capitoli della predicazione e dell\u2019azione apostolica di Giovanni Paolo.  Dopo aver sfogliato l\u2019intero volume viene da concludere che egli ebbe  il dono singolare di sentirsi chiamato a tentare una nuova proposta  del Vangelo all\u2019umanit\u00e0 di oggi in parole, gesti e celebrazioni.<br \/>\nChe abbia voluto  svolgere quella nuova evangelizzazione anche con nuove celebrazioni  \u00e8 un punto forse da rimarcare in quest\u2019aula e in questa occasione.  Perch\u00e9 qui a mio parere \u00e8 il punto della disputa che oggi pi\u00f9 divide:  non stiamo disputando di un piviale o di una danza, ma della liturgia  di un apostolo. La <em>Giornata del Perdono<\/em> per esempio, o la <em> Commemorazione dei testimoni<\/em> potevano anche avere un diverso sbocco,  non liturgico. Si poteva pensare a un documento o a un simposio con  un discorso del Papa. E\u2019 significativo che Giovanni Paolo abbia scelto  la via liturgica che ha conferito a quegli atti una dignit\u00e0 ecclesiologica  e teologica altrimenti irraggiungibile.<br \/>\nCome cristiano  comune che vive nel matrimonio ho molto gradito la <em>Invocazione litanica<\/em> dei santi sposati che \u00e8 stata proposta in occasione del Giubileo delle  famiglie (15 ottobre, p. 404): in essa ho visto felicemente espressa  la sollecitazione di Giovanni Paolo II per un pi\u00f9 ampio riconoscimento  della santit\u00e0 che si manifesta nella vita di famiglia e di coppia.<br \/>\nAnalogamente diremo  che le <em>Laudes Regiae<\/em> della celebrazione del 1\u00b0 novembre nel <em> Cinquantesimo della definizione dogmatica dell\u2019Assunzione<\/em> &#8211;  anch\u2019esse di nuova composizione, con aggiornamento alla dimensione  universale del nuovo Martirologio romano &#8211; caratterizzate dall\u2019invocazione  di santi di ogni area dell\u2019ecumene, fino alla menzione di &#8220;<em>omnes  sancti laici<\/em>&#8221; (pp. 417ss),  bene rispondevano all\u2019impegno di  Giovanni Paolo perch\u00e9 fosse riconosciuta la santit\u00e0 che lo Spirito  dona alle giovani Chiese.<br \/>\nDella celebrazione  in occasione della chiusura della porta santa della Basilica di San  Pietro, nell\u2019Epifania del 2001, ricorder\u00f2 la evocativa monizione  pronunciata dal papa a introduzione del <em>Te Deum<\/em> conclusivo: &#8220;<em>Riparti  da Cristo, Chiesa del nuovo millennio. Canta e cammina<\/em>&#8221; (p. 525).  Anche questa fu una parola orante che divenne titolo nei media.<br \/>\nTra i momenti celebrativi  che si fecero notizia, spicca tra tutti &#8211; nella memoria del cronista  &#8211; la richiesta di un &#8220;<em>segno di clemenza, in occasione del Giubileo,  a vantaggio di tutti i detenuti<\/em>&#8221; formulata nella <em>monizione  iniziale<\/em> della celebrazione per il <em>Giubileo nelle carceri<\/em>,  che si tenne nel carcere romano &#8220;Regina Coeli&#8221; il 9 luglio: una  richiesta rivolta alle &#8220;autorit\u00e0 competenti&#8221; e formulata &#8220;<em>in  nome di Cristo che \u00e8 venuto a proclamare la liberazione dei prigionieri<\/em>&#8221;  (p. 345). Parve in quell\u2019occasione che una celebrazione ispirata e  comandata dall\u2019impeto apostolico di Giovanni Paolo il Grande potesse  farci rivivere qualcosa di quella pienezza di vita e di interazione  con il mondo che la liturgia papale ebbe ai tempi di Leone Magno o di  Gregorio Magno.<br \/>\nHo fatto solo qualche  richiamo a quanto offerto dall\u2019ampio e denso volume. Di grande rilievo  sono le introduzioni del Maestro Marini alle singole celebrazioni, riportate  dai &#8220;messali&#8221; predisposti per ognuna di esse. Tra i saggi della  seconda parte segnalo quello di Enzo Bianchi e Goffredo Borselli intitolato <em> Celebrazione eucaristica della prima domenica di Quaresima. Giornata  del perdono<\/em>: oltre a un\u2019interpretazione generale di quella grande  celebrazione, esso propone quattro osservazioni sui suoi &#8220;limiti&#8221;  che sono di vivo interesse. Va infine notata l\u2019onest\u00e0 documentale  che ha guidato la redazione del volume, il quale nel concerto delle  sue diverse parti informa dettagliatamente anche sugli aspetti pi\u00f9  opinabili e criticabili delle liturgie giubilari: coreografie, presenze  multietniche, danze offertoriali, uso di festoni vegetali, profumi e  fiori, suono di corni e di conchiglie, coppe di incenso e di fuoco.  N\u00e9 viene trascurata &#8211; nel volume &#8211; la pi\u00f9 inedita e dunque pi\u00f9  esposta alle critiche tra le celebrazioni giubilari: la <em>Commemorazione  di Abramo &#8220;nostro padre nella fede&#8221;<\/em>, del 23 febbraio, di cui  si riportano i testi e alla quale \u00e8 dedicato un saggio di approfondimento.  Il libro pu\u00f2 dunque essere utile anche a chi volesse sottoporre a critica  le celebrazioni papali dell\u2019anno duemila.<br \/>\nIn conclusione,  torniamo a guardare agli esiti liturgici del Grande Giubileo nella prospettiva  d\u2019insieme di quella fase matura, come l\u2019abbiamo denominata, del  rinnovamento della liturgia papale a seguito del Vaticano II. Un rinnovamento  che ha tre o quattro capitoli principali: il papa che torna a celebrare  per il popolo e con il popolo, che esce a celebrare nel mondo, che concelebra  la liturgia eucaristica con vescovi e sacerdoti della Chiesa cattolica,  che presiede concelebrazioni ecumeniche.<br \/>\nCinque sono a mio  avviso &#8211; l\u2019avviso di un giornalista \u00e8 poca cosa, ma mi \u00e8 stato  chiesto e lo do &#8211; i frutti migliori di quell\u2019ultima stagione: tre  consegnati ai volumi che qui stiamo presentando (riti della Sede vacante  e del Conclave, riti di inizio del Ministero petrino, Grande Giubileo),  un quarto rappresentato dalle celebrazioni ecumeniche della seconda  parte del Pontificato di Giovanni Paolo II, un quinto di metodo consistente  nell\u2019aver aperto il lavoro dell\u2019<em>Ufficio delle celebrazioni liturgiche  del Sommo Pontefice<\/em> alla collaborazione e alla consulenza di periti  vicini e lontani. Si tratta in sostanza degli autori della seconda parte  del volume: Jesus Castellano Cervera, Angelo Lameri, Giuseppe Liberto,  Silvano Maria Maggiani, Manlio Sodi, CrispinoValenziano.<br \/>\nMai in precedenza  quell\u2019Ufficio aveva avuto una conduzione altrettanto allargata e collegiale.  I frutti che ho elencato sono stati possibili grazie a quella larga  confluenza di ingegni e di energie. Un\u2019esperienza che ora \u00e8 affidata  al nuovo Maestro Guido Marini che molto eredita e dunque molto avr\u00e0  da vagliare e valorizzare. Vedo in quest\u2019aula il nuovo Maestro  al quale rivolgo un saluto a nome dei colleghi giornalisti, bench\u00e8  nessuno a ci\u00f2 mi abbia incaricato. Perch\u00e8 noi giornalisti siamo grati  al Marini uscente ma vorremmo anche gettare dei buoni ponti verso il  Marini entrante.<br \/>\nInsisto un attimo,  a mo\u2019 di conclusione, sulle celebrazioni ecumeniche che si sono avute  lungo i pontificati di Paolo VI e di Giovanni Paolo II, come in questi  anni di avvio del pontificato di Benedetto XVI e che meriterebbero anch\u2019esse  di essere raccolte in un volume simile a questi che oggi presentiamo.  Ho gi\u00e0 detto dello straordinario significato simbolico e comunicativo  della &#8220;concelebrazione&#8221; ecumenica del 18 gennaio del duemila: in  essa culmina un cammino di &#8220;preghiera comune&#8221; tra il vescovo di  Roma e i suoi ospiti ecumenici che aveva avuto tappe significative nei  viaggi papali e nelle venute a Roma dei patriarchi e degli altri responsabili  di Chiese e Comunit\u00e0 ecclesiali che non sono in piena comunione con  la Chiesa cattolica. Personalmente ritengo che quelle celebrazioni nel  loro insieme &#8211; e in particolare quelle della seconda met\u00e0 del pontificato  di Giovanni Paolo &#8211; rappresentino il lascito pi\u00f9 originale e pi\u00f9  aperto al futuro dell\u2019Ufficio presieduto per un ventennio dal Maestro  Piero Marini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervento alla presentazione dei tre volumi, curati dall\u2019Ufficio delle Celebrazioni liturgiche e pubblicati dalla Libreria Editrice vaticana Aula del Sinodo &#8211; venerd\u00ec 9 novembre 2007 Magnum Iubilaeum &#8211; Trinitati Canticum&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/intervento-alla-presentazione-dei-volumi-magnum-jubilaeum-sede-apostolica-vacante-inizio-del-ministero-petrino\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Magnum Jubilaeum, Sede Apostolica Vacante, Inizio del ministero petrino<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-558","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/558","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=558"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/558\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5688,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/558\/revisions\/5688"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=558"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}