{"id":598,"date":"2007-12-30T19:11:42","date_gmt":"2007-12-30T18:11:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=598"},"modified":"2008-09-22T21:55:39","modified_gmt":"2008-09-22T20:55:39","slug":"lalbero-degli-accattoli","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/lalbero-degli-accattoli\/","title":{"rendered":"L&#8217;albero degli Accattoli"},"content":{"rendered":"<p><strong>Vi racconto  un raduno record di cugini<\/strong><br \/>\nGli Accattoli  sono tanti nelle campagne tra Recanati, Montefano e Osimo. Nonno Luigi  e nonna Rosa avevano otto figli, tre maschi (Giuseppe, Giulio, Enrico)  e cinque femmine (Laura, Filomena, Palmina, Giulia, Virginia) &#8211; sette  si sposarono ed ebbero figli e figlie e ci siamo ritrovati domenica  25 novembre in un ristorante di Campocavallo. Eravamo venticinque tra  cugini e cognati.<br \/>\nAlcuni pi\u00f9  frettolosi nel frattempo se ne sono andati, altri sono malandati. Di  qualcuno avevamo gi\u00e0 festeggiato gli 80 anni. Io in quella tavolata  ero uno dei pi\u00f9 giovani: il quinto, cominciando a contare da chi ha  meno anni.<\/p>\n<p><strong>Vi so  dire che vengo da una  stirpe gagliarda<\/strong><br \/>\nA vederci  tutti in quella tavolata come mai ci era capitato si aveva l\u2019impressione  di una stirpe gagliarda. Se nessuno avesse fatto la cretinata di morire  o di star male, saremmo stati &#8211; a quel raduno &#8211; 31 i soli cugini,  senza contare i cognati e le cognate. I nepoti (cio\u00e8 i figli di noi  31) abbiamo calcolato che sono oggi una settantina e i pronipoti ormai  impossibili a contare.<br \/>\nL\u2019iniziativa  \u00e8 venuta da una tra noi che si chiama Marina ed \u00e8 un bello spirito,  anzi uno spiritaccio e l\u2019ha messa cos\u00ec: &#8220;Prima di morire voglio  rivedere tutti i cugini&#8221;. Mi sono subito detto d\u2019accordo, perch\u00e9  questi raduni vengono meglio se si fanno &#8220;prima&#8221; di quell\u2019altra  faccenda. Battutacce a parte, \u00e8 stata una simpatica occasione, utile  a fare memoria e a volerci bene.<br \/>\nIl ceppo  era contadino ma ognuno &#8211; con la crisi dell\u2019agricoltura &#8211; si \u00e8  inventato una nuova professione e oggi quasi tutti, noi cugini e i nostri  figli, abbiamo lasciato i campi: chi lavora nelle costruzioni a Passatempo,  chi ha aperto un supermercato a Montefano, chi un bar-pasticceria a  Osimo, chi una country house ad Appignano, chi costruisce strumenti  musicali a Castelfidardo, chi commercia in vini o ha un\u2019edicola a  Montefiore, chi lavora nel &#8220;movimento terra&#8221; a Loreto.<br \/>\nUno \u00e8 emigrato  in Argentina dove faceva il falegname e ora \u00e8 rientrato. Qualcuno ha  fatto il venditore ambulante di formaggi nelle fiere, altri per due  generazioni hanno costruito botti in cemento e pali per vigne. C\u2019\u00e8  chi ha un\u2019impresa di trasporti. Un intero ceppo familiare ha impiantato  un\u2019azienda per il riciclaggio della plastica. La mia cugina preferita  &#8211; andavamo a scuola tenendoci per mano e correndo quando passavamo  sotto i fili dell\u2019alta tensione che sfrigolavano nella nebbia &#8211;  costruisce macchine per il ricambio dell\u2019aria nei capannoni industriali.  C\u2019\u00e8 chi coltiva ortaggi e fiori e li porta al mercato e li commercia  sia freschi sia secchi. Un nipote impianta serre per gli ortaggi e le  vende anche all\u2019estero.<br \/>\nLa maggior  parte di noi cugini si \u00e8 fermata alla terza o alla quinta elementare.  In tre abbiamo fatto le superiori e solo due l\u2019universit\u00e0. Io sono  l\u2019unico che lavora con le parole e vive lontano.<br \/>\nChe cari  questi miei parenti burloni e laboriosi. Per fortuna nessuno legge il <em> Corriere della Sera<\/em> e perci\u00f2 non ho dispute con loro. Ma tra i  figli e i nipoti abbondano i laureati, c\u2019\u00e8 chi naviga in internet  e conosce il mio blog. Qualche volta a qualcuno regalo una copia del <em> Regno<\/em>, se c\u2019\u00e8 un mio articolo che parla della vita di un tempo.<br \/>\nTutti si  lamentano di vedermi poco in televisione, io mi scuso dicendo che non  mi piace andarci. Ma qualche volta da Vespa mi hanno visto tutti. Mi  conoscono per quello che ero quando facevamo la lotta nei fienili e  dicono che ero bravo. Ci capiamo abbracciandoci.<br \/>\nTre erano  le prove di valore mascolino negli anni senza energia elettrica, prima  dell\u2019arrivo della televisione: la lotta nei fienili, l\u2019arrampicarsi  sugli alberi, il prendere pesci con le mani nel fiume Musone o nel Fiumicino.<\/p>\n<p><strong>Nonno  Luigi e nonna Rosa tra leggenda  e realt\u00e0<\/strong><br \/>\nUna rimpatriata  di cugini pu\u00f2 incoraggiare a resistere alla crisi della famiglia ed  \u00e8 l\u2019occasione giusta per parlare di nonno Luigi e nonna Rosa, mitici  personaggi che i pi\u00f9 tra noi non hanno conosciuto, specie il patriarca  Luigi che mor\u00ec a 62 anni nel 1935, mentre nonna Rosa l\u2019ho conosciuta  anch\u2019io essendo arrivata al 1949.<br \/>\nDi lei si  racconta che tesseva e filava e commerciava con grande bravura. Se ne  parla con ammirazione come della &#8220;donna perfetta&#8221; del capitolo 31  del <em>Libro dei Proverbi<\/em> che &#8220;non teme la neve per la sua famiglia  perch\u00e9 tutti i suoi di casa hanno doppia veste&#8221;.<br \/>\nSi tramanda  che nonno Luigi fosse alto e grosso, rosso, la faccia rotonda. Mieteva  per due e beveva per due. Quando arrivava il brocchetto del vino nei  campi si attaccava a esso e ne beveva met\u00e0 da solo. I figli dicevano  &#8220;beviamo prima noi&#8221;. Sapeva ridere e sapeva comandare.<br \/>\nNon era andato  a scuola ma aveva imparato a leggere da soldato. Leggeva ma non sapeva  scrivere. Aveva sempre sulla bocca le storie dell\u2019Antico Testamento,  che aveva trovato in un libro intitolato <em>La storia sacra<\/em> che  davano in chiesa: l\u2019ho visto quel libro da piccolo, non era una Bibbia  ma un sunto dei suoi racconti.<br \/>\nIl grande  nonno discorreva e rideva sempre. Diceva tante belle battute e correggeva  tutti. Lo chiamavano &#8220;il profeta&#8221; non si sa perch\u00e9. Forse perch\u00e9  qualche volta nominava i profeti.<br \/>\nDi Rosa si  dice che fosse una donna forte e di carattere indipendente. Da sposata  non si era trovata bene nella famiglia del marito e gli aveva detto:  &#8220;Luigi vai dal padrone e chiedigli un pezzo di terra per noi due,  ch\u00e9 qui non mi trovo&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Una casata  rigogliosa nella  tenuta dei Sinistrario<\/strong><br \/>\nOttengono  la terra e &#8220;scasano&#8221;, cio\u00e8 cambiano casa. Rosa tiene un grande  orto e ogni animale da cortile. Parte la mattina presto con una cesta  sulla testa piena di uova, verdure, polli e conigli e va al mercato  fino in Osimo e con il denaro realizza la dote delle figlie e veste  cos\u00ec bene il marito e i figli maschi che quando vanno alle feste a  Montefano tutti li guardano con invidia.<br \/>\nI Sinistrario  proprietari della terra &#8211; una tenuta di pi\u00f9 di cento ettari, che  dava lavoro a una ventina di famiglie &#8211; dicevano che era un piacere  andare in visita da Luigi e Rosa perch\u00e8 avevano &#8220;l\u2019aia piena di  bambini e di polli&#8221;. Riuscirono a mandare tutti i figli a scuola &#8211;  a Quattrobotti, dove sarei andato anch\u2019io, una generazione pi\u00f9 tardi  &#8211; fino alla terza elementare, tranne l\u2019ultimo &#8211; Enrico &#8211; che  era gracile e la mamma appena aveva un poco di tosse lo teneva a casa.  Ma Enrico recuper\u00f2 a sedici anni, andando alle scuola serale a Settefinestre.<br \/>\nUna gran  prova l\u2019ebbero &#8211; questi nonni valorosi &#8211; quando Virginia, una  delle cinque figlie, mor\u00ec a 16 anni di spagnola nel 1929. Nonno Luigi  piangeva sempre e nonna Rosa lo rimproverava: &#8220;Tu non hai fede! Virginia  \u00e8 in paradiso&#8221;.<br \/>\nQuando era  partito il corteo per portare la figlia al cimitero, Luigi l\u2019aveva  seguito e Rosa era restata in casa in compagnia delle vicine perch\u00e8  allora le donne non portavano i figli al camposanto. Appena il corteo  aveva lasciato la casa lei si era messa a stacciare la farina per fare  il pane e le comari l\u2019avevano richiamata: &#8220;Ferma, lo fai dopo&#8221;.  E lei: &#8220;Virginia ora non ha bisogno di me ma io ho altri sette figli  e devo infornare il pane&#8221;.<br \/>\nNegli ultimi  tempi Luigi pesava 110 chili e portava i baffi. Quando li tagliava non  lo  riconoscevi.<\/p>\n<p><strong>Una volta  da un vicino era entrato  il diavolo<\/strong><br \/>\nUna volta  da un vicino era entrato il diavolo, faceva sparire i vestiti dei bambini  e il mangiare gi\u00e0 preparato. Quella famiglia non era cattiva ma non  credeva a niente. Luigi era andato a Loreto con la cavalla a chiamare  un vescovo che fece le preghiere e cacci\u00f2 il diavolo.<br \/>\nOltre a coltivare  il campo e a governare la stalla, questo nostro nonno faceva lavori  da falegname: costruiva casse da morto, telai, birocci, botti. A carnevale  si divertiva a spaventare i nipoti realizzando un carro funebre coperto  da un telo nero e facendosi trovare nella bara.<br \/>\nFu lui a  prendere l\u2019iniziativa per costruire l\u2019edicola della Madonna &#8211;  detta &#8220;figuretta&#8221; &#8211; che ancora oggi \u00e8 in capo alla salita che  porta alla casa dove abitava. Raccolse i soldi tra i vicini per l\u2019acquisto  dei mattoni e del cemento e fece il grosso della fatica. Era il pi\u00f9  forte ed era lui la sera a guidare &#8220;il mese di maggio&#8221; davanti alla  &#8220;figuretta&#8221;. Per fare festa sparava i mortaretti di ferro, quelli  pesanti.<br \/>\nUnica cosa  che pare ci fosse da ridire sul &#8220;profeta&#8221; era che &#8220;beveva&#8221;.  Non che gli facesse male, reggeva bene il vino ma sia lui sia gli altri  di quel tempo bevevano volentieri e la domenica pomeriggio facevano  la visita alle cantine.<br \/>\nDa giovane  andava a Montefiore a ballare per la festa di San Biagio e si portava  un salame per aiutarsi a bere. Ci andava a piedi nudi con le scarpe  sulle spalle, appese per i lacci. Se le metteva quando arrivava alle  prime case.<br \/>\nMor\u00ec di  tetano a seguito di una ferita che si fece da solo sulla gamba sinistra  con la falcetta lunga mentre mieteva a strame, che \u00e8 un modo di tagliare  il grano a met\u00e0 del gambo. Aveva il diabete e gli \u00e8 venuta la febbre.  Lo portarono all\u2019ospedale di Recanati ma poi mor\u00ec a casa e fu sepolto  nel cimitero di Bagnola, in una delle tombe a terra, in fondo a destra.<\/p>\n<p><strong>Enrico  torna dalla guerra &#8220;Il  Signore l\u2019ha riportato&#8221;<\/strong><br \/>\nRestata sola  Rosa prese il comando della casa col suo carattere forte e diceva ai  figli e alle figlie: &#8220;Il Signore non ci dimentica&#8221;. Al figlio Enrico  mor\u00ec un bimbo appena nato e lui &#8211; come gi\u00e0 il nonno &#8211; non smetteva  di piangere. La capofamiglia lo sgridava: &#8220;Non piangere \u00e8 in Cielo&#8221;.  Tanto che una volta il figlio le disse: &#8220;Lasciami in pace&#8221;.<br \/>\nQuesto zio  Enrico fece poi quattro anni di guerra e per due fu prigioniero in Albania  e nulla pi\u00f9 se ne sapeva. La moglie Elena, restata a casa con due bambini,  aveva perso la voglia di vivere e la nonna a dirle: &#8220;Devi avere fede&#8221;.  Enrico infine torn\u00f2 di notte con la barba lunga e fu uno spavent\u00f2  perch\u00e8 non lo riconoscevano e la nonna diceva: &#8220;Il Signore l\u2019ha  riportato&#8221;.<br \/>\n<strong><br \/>\nLuigi Accattoli<\/strong><br \/>\nDa <em>Il Regno<\/em> 20\/2007<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi racconto un raduno record di cugini Gli Accattoli sono tanti nelle campagne tra Recanati, Montefano e Osimo. Nonno Luigi e nonna Rosa avevano otto figli, tre maschi (Giuseppe, Giulio,&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/lalbero-degli-accattoli\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">L&#8217;albero degli Accattoli<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":9,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-598","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/598","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=598"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/598\/revisions"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=598"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}