{"id":6907,"date":"2011-07-10T09:10:14","date_gmt":"2011-07-10T09:10:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=6907"},"modified":"2011-08-07T13:37:50","modified_gmt":"2011-08-07T11:37:50","slug":"l%e2%80%99eucarestia-scuola-di-amore-per-il-prossimo","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/l%e2%80%99eucarestia-scuola-di-amore-per-il-prossimo\/","title":{"rendered":"L\u2019Eucarestia scuola di amore per il prossimo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Loreto \u2013 Ordine Francescano Secolare \u2013 16 settembre 2010<\/strong><\/p>\n<p>La piccola chiesa impara dalla grande chiesa a conoscere il Signore e come si stia a tavola con lui, il significato pieno e la misteriosa efficacia delle sue parole e dei suoi gesti. Senza la scuola della domenica, la famiglia non saprebbe stare cristianamente a tavola.<\/p>\n<p>Ma anche la grande chiesa pu\u00f2 imparare qualcosa dalla piccola chiesa che \u00e8 la famiglia: la concretezza della convivialit\u00e0, la possibilit\u00e0 di nominare il Signore nella lingua di tutti i giorni, la spontaneit\u00e0 del servizio dei grandi verso i piccoli.<\/p>\n<p>Partiamo dal gioved\u00ec santo e dalla bellissima celebrazione che quel giorno si tiene nelle chiese. Celebrazione che si pone come memoriale pieno dell\u2019ultima cena del Signore: pieno perch\u00e9 ricorda non solo il mistero del pane e del vino, e la sua consegna ai discepoli d\u2019ogni secolo; ma anche il gesto della lavanda dei piedi, simbolo efficace del comandamento nuovo \u2013 quello dell\u2019amore reciproco \u2013 che Ges\u00f9 propone ai discepoli.<\/p>\n<p>Ecco il Signore che prende un grembiule e un catino e lava i piedi ai dodici. E\u2019 il primo che si mette al servizio degli ultimi. Il vescovo Tonino Bello era innamorato di quel gesto e ci ha lasciato una bella pagina sulla <em>\u201cChiesa del grembiule\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Ed ecco oggi il parroco che lava i piedi a dodici bambini della prima comunione, o il vescovo che li lava &#8211; in cattedrale &#8211; a dodici preti anziani.<\/p>\n<p>Alle volte vengono scelti dodici ciechi (avveniva nell\u2019ottocento), o dodici tossicodipendenti, o dodici senzacasa. La mia sposa, l\u2019ultimo gioved\u00ec santo, mi ha detto: \u201cPensa che forza avrebbe questo gesto se i piedi li lavassimo ai curdi accampati qui fuori\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 significativo che il gesto di Ges\u00f9 abbia avuto riprese inventive \u2013 negli ultimi decenni \u2013 in chiave di servizio agli ultimi, di compassione per i \u201cpiccoli\u201d del Vangelo.<\/p>\n<p>Nella chiesa domestica non c\u2019\u00e8 bisogno del gesto simbolico della lavanda dei piedi, perch\u00e9 l\u00ec i piedi vengono lavati realmente &#8211; e ogni giorno &#8211; da chi governa a chi \u00e8 governato: si tratti dei bimbi che non sanno ancora farlo, o degli anziani che non riescono pi\u00f9 a farlo da soli. La chiesa nella carne, che \u00e8 la famiglia, invera \u2013 fa vero \u2013 quotidianamente il simbolo posto una volta all\u2019anno dalla grande chiesa.<\/p>\n<p>Anche il servire a tavola \u2013 in cui consiste, fattualmente, l\u2019atto dello spezzare il pane e dell\u2019offerta del calice: <em>\u201cIo sto in mezzo a voi come colui che serve\u201d<\/em> (Luca 22, 27)\u00a0 \u2013 nella famiglia \u00e8 abituale. Il pap\u00e0 e la mamma hanno lavorato per procurare il cibo. La mamma l\u2019ha preparato, il pap\u00e0 lo mette nei piatti. Insieme lo \u201cspezzano\u201d\u00a0 ai figli piccoli, o ai genitori anziani.<\/p>\n<p>Infine c\u2019\u00e8 il \u201cservizio\u201d della parola, che accomuna la mensa domenicale e quella familiare. A similitudine di chi presiede la prima di queste mense, i genitori nominano il cibo mentre lo danno ai figli e insegnano loro a parlare, mentre li aiutano a mangiare. Con i figli che crescono, cresce poi la conversazione e la mensa diviene la prima scuola di vita e anche il luogo di una quotidiana preghiera pregata.<\/p>\n<p>Servire a tavola per noi cristiani comuni \u00e8 dunque abituale, ma non \u00e8 affatto abituale la percezione del suo significato ultimo e la sua somiglianza con il servizio dei preti e dei diaconi all\u2019assemblea domenicale. Quel significato e quella somiglianza ci vengono segnalati dalle parole evangeliche, che possono essere intese davvero solo nella grande assemblea, in riferimento diretto all\u2019atto compiuto da Ges\u00f9 e nella vivente tradizione di esso attraverso i secoli.<\/p>\n<p>Ecco dunque la piccola chiesa che apprende dalla grande chiesa parole, gesti e significati che lievitano evangelicamente il suo stare a tavola.<\/p>\n<p>La parola di Ges\u00f9 \u00e8 efficace e opera ci\u00f2 che significa non solo quando la pronuncia il prete nella grande assemblea, ma anche quando la pronunciano <em>\u201cdue o tre riuniti nel mio nome\u201d<\/em> (Matteo 18, 20), e dunque anche quando la dicono i genitori ai figli.<\/p>\n<p>Io parlo come se lo stare a tavola, in famiglia, fosse esperienza abituale: ma non sempre lo \u00e8! Il lavoro fuori casa di ambedue i genitori, gli orari e i trasferimenti possono rendere rara, o anche rarissima, l\u2019esperienza dello stare a tavola insieme, in famiglia.<\/p>\n<p>Occorre impegno per salvare quel polmone della vita familiare. Lo so bene io, che faccio il giornalista, che \u00e8 un lavoro da schizzati e giramondo.<\/p>\n<p>Essendo del tutto impossibile \u2013 per noi in famiglia \u2013 salvare il momento del pranzo, abbiamo puntato su quello della cena. La mia sposa e i miei figli ritardano il pi\u00f9 possibile l\u2019ora in cui si mettono a tavola, io anticipo come posso il rientro a casa e per le nove di sera, all\u2019incirca, siamo l\u00e0. Ci\u00f2 comporta la rinuncia abituale alle cene di lavoro \u2013 che comunque mi risultano indigeste \u2013 e la necessit\u00e0 di telefonare, una o due volte la settimana, per dire rassegnatamente: \u201cAndate avanti senza di me, ch\u00e8 poi arrivo!\u201d<\/p>\n<p>La questione \u00e8 pi\u00f9 saggio svolgerla in positivo, piuttosto che in negativo. Dall\u2019esperienza eucaristica viene un input ispiratore di fraternit\u00e0, uno slancio comunionale al quale dare attuazione nella costruzione della citt\u00e0 terrena. Venendo da quella mensa tu, cristiano, sarai impegnato a estendere quella convivialit\u00e0 nel mondo e nell\u2019umanit\u00e0 circostante. Dovrai cio\u00e8 farti promotore di una convivenza informata \u2013 per quanto possibile \u2013 ai principi e ai sentimenti di quella convivialit\u00e0.<\/p>\n<p>Dovrai tendere a portare quel seme di convivialit\u00e0 nel mondo e nella storia, fino a quando saremo a mensa con il Signore nel Regno dei Cieli. Non dovremmo mai dimenticare che non siamo stabiliti qui, ma qui siamo in cammino, di passaggio, pellegrini.<\/p>\n<p>Ma in pratica come dovremmo muoverci? Creativamente, dicevo. Provo a indicare una modalit\u00e0 concreta per quanto riguarda l\u2019agire politico, nella partecipazione all\u2019una o all\u2019altra delle formazioni che caratterizzano la vita pubblica italiana.<\/p>\n<p>Io questa \u201cavventura\u201d cristiana nella polis l\u2019intendo cos\u00ec \u2013 e qui \u00e8 un poco la mia \u201csintesi\u201d, quello che mi era stato chiesto di \u201cnarrare\u201d in questo convegno: mi far\u00f2 portatore di coerenza eucaristica innanzitutto nella mia parte politica, nei luoghi dove meglio sono conosciuto e apprezzato.<\/p>\n<p>Con l\u2019Eucarestia in petto si pu\u00f2 andare ovunque. Anzi: dobbiamo andare ovunque, assumere \u2013 se del caso \u2013 ogni responsabilit\u00e0, ed essere lievito cristiano in ogni pasta umana di cui veniamo a essere parte.<\/p>\n<p>Si tratta, in altre parole, di lottare innanzitutto per fare cristiani i circostanti, che parlano il nostro stesso linguaggio, che con noi condividono il grosso delle opzioni culturali, sociali e politiche; e non per bastonare, con il Crocifisso o con la Bibbia, i cristiani di altro orientamento.<\/p>\n<p>Lievito dunque in ogni schieramento. E poi dialogo e tempesta di cervelli \u2013 <em>Brainstorming<\/em>, si dice oggi \u2013 sul \u201cbene comune\u201d, tra tutti i cristiani di ogni schieramento. Confronto aperto di tutti con tutti, su ogni tema, per cercare che cosa si possa fare nel concreto \u2013 non sulle alleanze e le decisioni politiche, che si prendono in altri luoghi, esterni all\u2019ambito ecclesiale.<\/p>\n<p>Nella comunit\u00e0 ecclesiale ci si consulta, ci si confronta, si studiano cristianamente le questioni. Poi ognuno sar\u00e0 libero di prendere la sua decisione, sulla propria responsabilit\u00e0, nelle sedi dell\u2019azione politica. E potranno essere decisioni diverse tra loro, ma saranno almeno informate della diversit\u00e0. Oggi invece nella comunit\u00e0 ecclesiale si evita la discussione, per paura delle divisioni \u2013 ed \u00e8 un male, un indebolimento della testimonianza, un peccato di omissione.<\/p>\n<p>Nella professione \u2013 e oggi nella conduzione del mio blog \u2013 come gioca la libert\u00e0 del cristiano comune ispirata all\u2019esperienza eucaristica? Io mi sono sempre proposto \u2013 e mi propongo tutt\u2019ora \u2013 quella stessa funzione di lievito che descrivevo per la vita sociale e politica. Rendere comprensibile \u2013 nel linguaggio e nella sostanza \u2013 la vita cristiana al mondo secolare; e rendere comprensibili al mondo ecclesiale le obiezioni e le difficolt\u00e0 di comprensione, ma anche i valori, del mondo secolare.<\/p>\n<p>Si tratta insomma di parlare ogni linguaggio per raggiungere tutti, parafrasando un passo famoso delle lettere dell\u2019apostolo Paolo. Siamo portatori di parole antiche che dobbiamo cercare di ridire in parole nuove. E siamo spettatori \u2013 e anche partecipi \u2013 di nuove esperienze dell\u2019umano che dobbiamo raccordare, per quanto possibile, ai sentimenti che furono di Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Infine che ci pu\u00f2 dire la coerenza eucaristica per la vita amicale e familiare? Vedendo la difficolt\u00e0 dei miei figli \u2013 che sono cinque \u2013 e dei loro fidanzati e fidanzate e amici sfusi, a restare fedeli alla proposta cristiana che hanno ricevuto, in famiglia conduciamo da ormai sette anni una lettura continuata dei Vangeli che si chiama \u201cPizza e Vangelo\u201d [perch\u00e9 prima si mangia una pizza e poi si legge il Vangelo], con incontri quindicinali.<\/p>\n<p>Il mio suggerimento \u00e8 di proporre e riproporre sempre ai nostri figli e ai giovani in generale la figura di Ges\u00f9 e la sua parola, senza dare per scontata l\u2019adesione di fede. Credo che tutti dovremmo avere pi\u00f9 coraggio nel parlare a chi si allontana e a chi \u00e8 stato sempre lontano.<\/p>\n<p>Nel parlare ai giovani propongo questa avvertenza: come Paolo era preoccupato che la congerie delle osservanze giudaiche non nascondessero la novit\u00e0 di Cristo, cos\u00ec oggi le osservanze ecclesiastiche potrebbero nascondere ai nostri figli l\u2019autentico messaggio di Ges\u00f9. Ai nostri giovani dobbiamo proporre il Vangelo e non Fatima, la Sindone o Medjiugorie.<\/p>\n<p>Viene l\u2019obiezione: ma siamo pochi! Dico che in forza dell\u2019esperienza eucaristica non dobbiamo cedere a questa obiezione tentatrice. Gi\u00e0 il fatto che due o tre si riuniscono nel suo nome \u2013 nel contesto secolare di oggi \u2013 \u00e8 un dono immenso di Dio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Loreto \u2013 Ordine Francescano Secolare \u2013 16 settembre 2010 La piccola chiesa impara dalla grande chiesa a conoscere il Signore e come si stia a tavola con lui, il significato&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/l%e2%80%99eucarestia-scuola-di-amore-per-il-prossimo\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">L\u2019Eucarestia scuola di amore per il prossimo<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-6907","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/6907","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6907"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/6907\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7087,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/6907\/revisions\/7087"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6907"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}