{"id":6914,"date":"2011-07-10T09:26:43","date_gmt":"2011-07-10T09:26:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=6914"},"modified":"2016-01-04T10:09:44","modified_gmt":"2016-01-04T09:09:44","slug":"giovanni-paolo-ii-per-intero-davanti-a-dio-e-per-intero-davanti-agli-uomini","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/giovanni-paolo-ii-per-intero-davanti-a-dio-e-per-intero-davanti-agli-uomini\/","title":{"rendered":"Giovanni Paolo II. Per intero davanti a Dio e per intero davanti agli uomini"},"content":{"rendered":"<p><em>Associazione Veritas et Jus<\/em><\/p>\n<p><em>Aula magna dell\u2019USI \u2013 Lugano \u2013 18 novembre 2010<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Su Giovanni Paolo II non finirei di dire. Gli ho dedicato sei tra volumi e volumetti e forse tremila articoli. Ho scelto di raccontare un incontro privato e di far parlare \u2013 poi \u2013 un collega che mi ebbe a confidare, vicino a morire, di aver ricevuto da quel Papa un forte aiuto a credere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019incontro risale al dicembre del 1989, quando fui invitato da don Stanislaw alla messa del mattino nella cappella dell\u2019appartamento privato. Avevo appena pubblicato da Mondadori un volumetto a quattro mani scritto con il collega Domenico Del Rio e intitolato <em>Wojtyla il nuovo Mos\u00e8.<\/em> Il Papa lo lesse durante un viaggio africano e chiese al portavoce Joaquin Navarro-Valls se c\u2019erano, su quell\u2019aereo, gli autori del libro. Il portavoce rispose che l\u2019uno c\u2019era ma l\u2019altro \u2013 cio\u00e8 io \u2013 no \u201cperch\u00e9 ha la moglie molto malata\u201d. La mia prima moglie infatti era colpita da tumore al seno e sarebbe morta un anno pi\u00f9 tardi.<\/p>\n<p>Veniamo invitati alla messa \u2013 io, mia moglie e i quattro nostri figli \u2013 e siamo colpiti come tutti dalla concentrazione del Papa nella preghiera e nelle lunghe pause di silenzio, che facevano durare per un\u2019ora quella celebrazione senza omelia. La pi\u00f9 piccola dei miei figli, che ha due anni, si addormenta in braccio a me e verso la fine della messa si risveglia e dice ad alta voce \u201cMamma!\u201d. Il Papa nella conversazione che abbiamo subito dopo prende in braccio la bambina, si complimenta per la sua bravura in cappella e osserva: \u201cMa un momento si \u00e8 sentita!\u201d.<\/p>\n<p>Ecco com\u2019era Giovanni Paolo: concentrato in Dio e capace insieme di cogliere il pi\u00f9 piccolo segno che gli poteva arrivare dall\u2019umanit\u00e0 circostante. In quell\u2019occasione mi parl\u00f2 del libro che avevo scritto su di lui: \u201cLei ha potuto leggere, ha potuto studiare e cos\u00ec ha potuto togliere molti miti. La ringrazio per questo sforzo di comprensione\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dicevo che il libro era scritto insieme a Domenico del Rio, essendo egli vaticanista di <em>Repubblica<\/em> e io del <em>Corriere della Sera<\/em>. A Domenico che era vicino a morire, nel gennaio del 2003, chiesi durante una visita al Gemelli se voleva che io dicessi \u201cqualcosa a qualcuno\u201d. Rispose: <em>\u201cAl papa! Vorrei far sapere al papa che lo ringrazio per l\u2019aiuto che mi ha dato a credere. Mi \u00e8 stata di aiuto la forza della sua fede. Vedendo che credeva con tanta forza, allora anch\u2019io un poco mi facevo forza. Questo aiuto l\u2019avevo a vederlo pregare, quando si mette in Dio e si vede che questo mettersi in Dio lo salva da tutto\u201d<\/em><em> (Luigi Accattoli, L\u2019ultimo saluto a Domenico Del Rio<\/em><em>, Il Regno 4\/2003).<\/em><\/p>\n<p>Attore e poeta, operaio e patriota polacco, amante della montagna e del nuoto egli non ha avuto alcuna difficolt\u00e0 a porsi a interprete dell\u2019umanit\u00e0 della sua epoca, ma \u00e8 riuscito anche a mostrare a quell\u2019umanit\u00e0 che cosa sia credere in Dio ai nostri giorni.<\/p>\n<p>Posso citare un altro collega vaticanista che afferma di essere \u201ctornato alla fede\u201d con un cammino di ricerca e approfondimento che part\u00ec proprio dalla compresenza in Giovanni Paolo II di questi due elementi, di pieno protagonista della modernit\u00e0 e di portatore di una fede che si direbbe da\u2019latri tempi, o bambina: \u201c<em>L\u2019incontro con Giovanni Paolo II ha avuto uno sviluppo molto forte per me. Mi sono trovato di fronte a una persona che ho scoperto nella sua eccezionalit\u00e0 umana, nel suo carisma e intelligenza. La sua persona, dunque, mi poneva un problema: come conciliare questa sua personalit\u00e0 eccezionale, fuori dell\u2019ordinario, con il carattere intellettualmente problematico della sua preghiera? In altre parole mi poneva una domanda il modo in cui egli testimoniava una fede che aveva tratti quasi \u2018infantili\u2019 nella sua purezza<\/em><em>\u201d (Tosatti narra la sua conversione del volume di<\/em> Lorenzo Fazzini, <em>Nuovi cristiani d\u2019Europa<\/em>, Lindau editore 2009).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se Papa Wojtyla fosse durato poco non l\u2019avremmo capito, tanto grande \u00e8 stata la sua novit\u00e0. Che invece quella novit\u00e0 sia stata almeno in parte compresa ce lo dicono i tre milioni di persone che si precipitarono a Roma la prima settimana di aprile del 2005, per dargli l\u2019ultimo saluto e l\u2019attesta il grido \u201csanto subito\u201d che accompagn\u00f2 quell\u2019addio.<\/p>\n<p>\u201cNon \u00e8 bene che un Papa viva per vent\u2019anni. E\u2019 anormale e non produce buoni frutti: egli diviene un dio, non ha nessuno che lo contraddica, non conosce i fatti, fa cose crudeli senza avvedersene\u201d: cos\u00ec scrive il cardinale J. H. Newman in una lettera del novembre del 1870, nella quale prevede che la Chiesa cattolica \u2013 appena chiuso il Vaticano I \u2013 stia per avviarsi a un \u201ccrescendo di tirannia\u201d.<\/p>\n<p>Noi invece ci congratuliamo per la lunga durata del Pontificato wojtyliano, che ha permesso alla Chiesa e al mondo di intenderne la radicale novit\u00e0, che \u00e8 quella di un Papa eletto contro ogni aspettativa e che non sale al trono di Pietro con un programma pontificale in tasca, ma si affida alla Provvidenza che l\u2019ha chiamato e risponde alle sfide delle circostanze da cristiano vivo, dando testimonianza della sua fede.<\/p>\n<p>Quella lunga durata \u2013 per numero di anni il suo Pontificato \u00e8 il secondo di tutta la storia, dopo Pio IX, che regn\u00f2 31 anni e mezzo \u2013 l\u2019ha aiutato a raggiungere veramente tutto il mondo, svolgendo una predicazione evangelica audacemente e modificando l\u2019immagine papale, per avvicinarla all\u2019uomo della nostra epoca.<\/p>\n<p>Un Pontificato straordinario, dunque, al quale l\u2019uomo Wojtyla fu preparato da circostanze straordinarie:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 solo al mondo a ventuno anni, \u00e8 provato da una precoce esperienza del dolore umano che lo predispone all\u2019incontro con ogni sofferente;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 va prete da adulto, avendo avuto frequentazioni e amicizie anche femminili, nella scuola, nell\u2019Universit\u00e0, nel lavoro, nel gruppo teatrale clandestino di cui fa parte durante l\u2019occupazione tedesca della Polonia: da qui viene la sua spontaneit\u00e0 nel trattare con le donne e la sua sensibilit\u00e0 per il \u201cgenio femminile\u201d;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 le esperienze della guerra, del lavoro manuale, del teatro clandestino che l\u2019hanno preparato per la predicazione della pace, per l\u2019incontro con il mondo del lavoro, per la pronta sintonia con ogni lotta contro le dittature;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 il lungo desiderio di libert\u00e0, maturato nel confronto con il regime comunista, che l\u2019ha istruito su come parlare del comunismo a chi non l\u2019aveva sperimentato sulla propria pelle.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>Un Pontificato proiettato nella predicazione del Vangelo fino ai confini della terra. Se gli altri Papi impegnavano cinque dita delle mani nel governo della Chiesa, riservando le altre cinque alla missione, Giovanni Paolo II ne usa nove per la missione e una per il governo.<\/h4>\n<h4>Concepisce la propria missione come quella del \u201cprimo araldo del Vangelo\u201d e ritiene che sia compito primario del papa quello di predicarlo a tutto il mondo e a tutte le genti, oltre ogni confine, cortina, muro, separazione.<\/h4>\n<h4>Una predicazione \u2013 la sua \u2013 che tende a farsi radicale e \u201csine glossa\u201d:<\/h4>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 a difesa della vita: il \u201cnon uccidere\u201d lo vuole totale: contro guerre, aborto, eutanasia, pena di morte<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 a invocazione della giustizia e della solidariet\u00e0: Nord-Sud, immigrati, diritti umani<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 per la riconciliazione tra i diversi gruppi umani: ebrei, musulmani, tra cristiani<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 nella richiesta del perdono per le colpe storiche della Chiesa<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ha modificato l\u2019immagine papale, staccandola dal latino e dal bronzo tipici della tradizione pontificale (portando a compimento il distacco gi\u00e0 iniziato dai predecessori Giovanni XXIII e Paolo VI, dai quali ha preso il nome) e avvicinandola all\u2019uomo d\u2019oggi.<\/p>\n<p>La gente ha subito amato quel Papa che scriveva nelle encicliche: \u201cSecondo il mio parere\u201d. Che gridava ai giovani: \u201cChiamatemi Karol!\u201d. Che teneva conferenze stampa e ovviamente non voleva la sedia gestatoria. Che baciava le ragazze in fronte, andava in ospedale a fare la tac e a farsi operare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fa parte di tale modifica dell\u2019immagine papale il modo davvero straordinario con cui Giovanni Paolo nell\u2019ultima stagione ha vissuto la malattia e l\u2019avvicinamento alla morte: l\u2019umanit\u00e0 ha capito questa sua testimonianza e l\u2019ha amato nella sofferenza, come in precedenza l\u2019aveva amato nella salute.<\/p>\n<p>Nella stagione estrema egli ha portato a pienezza l\u2019attestazione di come un uomo del nostro tempo possa stare per intero davanti a Dio e per intero davanti agli uomini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Associazione Veritas et Jus Aula magna dell\u2019USI \u2013 Lugano \u2013 18 novembre 2010 &nbsp; Su Giovanni Paolo II non finirei di dire. 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