{"id":7190,"date":"2011-08-25T11:16:07","date_gmt":"2011-08-25T09:16:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=7190"},"modified":"2011-08-25T11:16:07","modified_gmt":"2011-08-25T09:16:07","slug":"donne-memorabili","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/donne-memorabili\/","title":{"rendered":"Donne memorabili"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u00a0\u00a0 Attrici femministe e sante<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0 ecco l\u2019albo delle donne memorabili<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Sono un partigiano delle donne e amo le storie di vita, dunque per me \u00e8 stata una festa la pubblicazione dei tre volumi <em>Italiane<\/em>, che raccontano 247 storie di donne, affidate a 130 autori. Per evitare indigestioni, mi fermo al terzo volume: quello delle contemporanee.<\/p>\n<p>Ma faccio, in premessa, un\u2019eccezione nominando per prima Alessandra Di Rudin\u00ec (1876-1931), che fu amante di Gabriele d\u2019Annunzio, e prima sposata e madre di due figli e dopo monaca carmelitana. In lei si assommano i destini delle madri, delle libertarie e delle contemplative: quasi tre motivi per amarla. Ci\u00f2 che davvero interessa sotto il cielo \u2013 ma fu Ges\u00f9 a segnalare che la pensano cos\u00ec anche pi\u00f9 in alto \u2013 \u00e8 la storia della pecora smarrita che torna all\u2019ovile, non quella delle novantanove che vi hanno sempre svernato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u201cIl mio cuore <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0 senza di te non vive\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Un\u2019avventura altrettanto complessa \u2013 ma questa volta tutta interiore \u2013 vive Elsa De\u2019 Giorgi (1914-1997), che riceve quattrocento lettere d\u2019amore da Italo Calvino, ma resta legata al marito Alessandro Contini Bonacossi, che si era dileguato e che sar\u00e0 poi trovato suicida, a Washington, vent\u2019anni dopo. La lunga fedelt\u00e0 di Elsa al fuggiasco costringe Calvino alla resa, che lei racconta cos\u00ec: \u201cPersa la fede in un nostro futuro amoroso, scoraggiato dalla mia accanita difesa di Sandrino, si mise a ripeterne i gesti. Scomparve\u201d.<\/p>\n<p>Elsa sembra meravigliata che Calvino non abbia retto all\u2019attesa e con amorosa compassione narra la loro storia \u2013 che non vide mai il sole \u2013 in un romanzo autobiografico, che pubblica dopo la morte dello scrittore: <em>Ho visto partire il tuo treno. <\/em>Un titolo che allude alla morte di Italo e che lei prende dalla prima riga di una delle sue lettere d\u2019amore: <em>\u201cHo visto partire il tuo treno, tu al finestrino, t\u2019ho salutata, non visto, dal finestrino del mio treno, bellissima\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Di che cosa non \u00e8 capace una donna che ama! Ecco Rosetta Flaiano (1911-2003), acuta intelligenza matematica e fisica, che fa parte giovanissima dei \u201cfisici di via Panisperna\u201d, ma presto lascia la ricerca per dedicarsi tutta al marito Ennio e subito dopo alla figlia cerebrolesa Lel\u00e8.<\/p>\n<p>Le metto accanto, per tragicit\u00e0 di destino, subito e abbracciato, la poetessa pi\u00f9 precoce del secolo scorso, Atonia Pozzi (1912-1938), perdutamente innamorata del professore di latino e greco al liceo. Un amore impossibile che la porta al suicidio: <em>\u201cCol mio pianto \/ vitreo, pari a lente che non pecca, \/ io specchier\u00f2 e raddoppier\u00f2 le stelle\u201d. <\/em><\/p>\n<p>E chiss\u00e0 se posso usare la parola <em>amore<\/em> per accennare al suicidio di Rita Atria (1974-1992), che parla ai giudici quando la mafia le uccide il padre e il fratello e ritrova un padre in Borsellino e si uccide dopo la sua morte, scrivendo sul muro della stanza: <em>\u201cIl mio cuore senza di te non vive\u201d.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0 <\/em>\u201cDevo offrire <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0 una possibilit\u00e0 a tutti\u201d<em> <\/em><\/strong><\/p>\n<p>Altre siciliane ribelli occhieggiano dal dizionario: Maria Occhipinti (1921-1996), incinta di cinque mesi, che si sdraia sulla strada provinciale di Ragusa per fermare il camion dei rastrellati, che non vogliono andare a combattere per la \u201cliberazione\u201d dell\u2019Italia del Nord, il 4 gennaio 1945; Franca Viola (1947), che rifiuta il matrimonio riparatore con l\u2019uomo che l\u2019ha violentata. Metto con loro Elda Pucci (1928), sindaco di Palermo che combatte la mafia con efficacia e resta viva \u201cforse perch\u00e9 donna e forse perch\u00e9 pediatra dei figli di famiglie mafiose\u201d.<\/p>\n<p>Scorrendo un dizionario sei tentato di affidarti al gioco delle contaminazioni pi\u00f9 arbitrarie. Ecco Francesca Ichino (1921), una delle \u201cmadri\u201d dell\u2019affido familiare in Italia, che \u2013 prima di dedicarsi a un servizio volontario presso il Tribunale dei minori di Milano, che dura tutt\u2019ora \u2013 \u201cfa la mamma, l\u2019insegnante, la volontaria, l\u2019avvocato della parrocchia e delle prime associazioni per la tutela delle donne maltrattate\u201d.<\/p>\n<p>La stessa ispirazione al soccorso che muove la volontaria cristiana la ritrovo nelle pulsioni pi\u00f9 intime della femminista laica Carla Lonzi (1931-1982), che ha lasciato questa confessione in una pagina di diario, letta al funerale dalla nipote Ginevra: <em>\u201cDevo offrire una possibilit\u00e0 a tutti quelli che non me lo impediscono, anche se non mi incoraggiano. Poi mi sento troppo strana, per\u00f2 devo tentare almeno una volta, no anzi due volte\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Non mi appare diversa la tremenda polemista del <em>Borghese<\/em>, Gianna Preda (1921-1981), che prende congedo dai lettori annunciando di avere un tumore, con un ultimo articolo intitolato <em>Per fatto personale<\/em>, nel quale \u00e8 scritto: <em>\u201cAvrei dovuto capire di pi\u00f9 quelli che non la pensavano come me\u201d. <\/em><\/p>\n<p>Il caratteraccio di Gianna Preda mi calamita sul profilo \u2013 affidato a un\u2019altra dura: Lucia Annunziata \u2013 della giornalista di guerra Oriana Fallaci (1929), dov\u2019\u00e8 citato il libro suo che mi \u00e8 caro: <em>Lettera a un bambino mai nato<\/em> (1975). Lo legga chi non sopporta la stridula Fallaci dei nostri giorni.<\/p>\n<p>\u201cTestarda e travolgente\u201d ci viene presentata Margherita Guarducci (1902-1999), la studiosa della tomba di San Pietro, soprannominata <em>virgo potens<\/em>, che mai si spos\u00f2 e da ragazza tronc\u00f2 con una battuta la timida corte del maestro epigrafista Federico Halbherr: \u201cNon faccia lo stupido\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0 \u201cSono piena <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0 di innamorati\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Ma tra le <em>Italiane <\/em>ci sono anche donne leggere, per fortuna. E forse le rappresenta bene Palma Bucarelli (1910-1998), mitica soprintendente della Galleria nazionale d\u2019arte moderna di Roma, che cos\u00ec civetta a 34 anni: \u201cSono piena di innamorati. Soprattutto i miei occhi pare che facciano andare in visibilio e perdere la testa. Ma!\u201d<\/p>\n<p>Meglio mi trovo con il sorriso di Nicoletta Orsomando (1929), la <em>signorina buonasera<\/em> dei primi quarant\u2019anni della nostra televisione. Com\u2019era sorella d\u2019ognuno quando si toglieva gli occhiali per salutare, dopo che aveva letto gli annunci.<\/p>\n<p>Bianca Gasperini (1918-1979) diviene \u201cCandida\u201d quando inizia a collaborare a <em>Novella<\/em>, e \u201cBrunella\u201d quando passa ad <em>Annabella<\/em>. Mi incanta questa fantasia di mutare nome per cambiare colore!<\/p>\n<p>Ci sono donne audaci nel lavoro e ritrose nella vita: Angela (1928-1987) e Luciana\u00a0 (1934-2001) Giussani, sorelle milanesi inventrici di <em>Diabolik<\/em>, si scandalizzano quando Dino De Laurentis le riceve con i piedi sulla scrivania.<\/p>\n<p>Sono stato felice di reincontrare qui Cristina Campo (1923-1977), che ci viene descritta con gli aggettivi da lei dedicati alla poetessa Marianne Moore: \u201cmeticolosa, speciosa, inflessibile\u201d. L\u2019incontentabile Cristina, sconcertata dal Vaticano II, che \u201csi avvicina agli ortodossi e alla loro messa incontaminata\u201d.<\/p>\n<p>Termino le citazioni con la collega Maria Grazia Cutuli (1962-2001), quando dice ai capi del <em>Corriere della Sera<\/em>, che la richiamano dall\u2019Afghanistan: \u201cVolete farmi felice? Fatemi restare\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1>\u00a0\u00a0 Ci sono cinque<\/h1>\n<p><strong>\u00a0\u00a0 canonizzate <\/strong><\/p>\n<p>Il dizionario ha provocato polemiche che non condivido. L\u2019<em>Associazione nazionale partigiani<\/em> ha protestato per la presenza di Claretta Petacci e altre fasciste. Gloria Buffo, Emma Fattorini e Paola Gaiotti de Biase hanno lamentato la scarsa presenza delle politiche e delle sindacaliste.<\/p>\n<p>Al contrario di chi avrebbe voluto pi\u00f9 biografie riuscite, io avrei fatto ancora pi\u00f9 spazio alle sorprese. Come nel caso dei santi, mi piacciono di pi\u00f9 le improvvisate dello Spirito, che i premi alla carriera.<\/p>\n<p>Quanto alle assenti, io ci avrei messo Anna Maria Enriquez Agnoletti: ebrea per parte di padre, convertita al cattolicesimo, salvatrice di ebrei e altri perseguitati, fucilata dai nazifascisti.<\/p>\n<p>E Sofia Cavalletti, che \u00e8 stata segretaria dell\u2019ex rabbino Eugenio Zolli e che ha fatto catechismo a uno dei miei figli.<\/p>\n<p>E Romana Guarnirei, che ho conosciuto da Gabriele De Rosa e che ho avuto la fortuna di ascoltare quando racconta con entusiasmo di don Giuseppe De Luca: ha pi\u00f9 di novant\u2019anni, ma lo fa tutt\u2019ora. Ha appena pubblicato un\u2019altra memoria su <em>Bailamme<\/em>.<\/p>\n<p>E Marisa Cinciari Rodano, che faceva la maglia mentre Franco parlava con noi della Fuci, nella grande casa di via di Porta Latina.<\/p>\n<p>Ma l\u2019antologia mi \u00e8 piaciuta. Accosta sante e peccatrici e questo mi va. Le devianti vengono presentate con simpatia, e ci\u00f2 mi pare quasi evangelico!<\/p>\n<p>Fa un buono spazio a figure cattoliche di ogni tendenza: \u201cFemministe e moderniste, studiose e suore, fondatrici di associazioni e movimenti\u201d, sintetizza Gian Maria Vian, che ha redatto le voci <em>Margherita Guarducci<\/em> e <em>Chiara Lubich<\/em>. Lucetta Scaraffia \u2013 che, insieme a Eugenia Roccella, ha \u201ccurato\u201d l\u2019impresa \u2013 ha fatto il profilo delle sante Francesca Cabrini e Maria Goretti, e della fondatrice Brigida Postorino. C\u2019\u00e8 Armida Barelli e ci sono altre tre sante: Paola Frassinetti, Gemma Galgani, Gianna Beretta Molla.<\/p>\n<p>Ma dato che vengono censite anche le sante, perch\u00e9 non metterci Clelia Barbieri (1847-1870), che \u00e8 la pi\u00f9 bella tra esse?<\/p>\n<p>Che le cattoliche siano molte pu\u00f2 essere un frutto buono della stagione politica, che pure depreco per altri aspetti, a partire dall\u2019appoggio alla guerra preventiva di Bush.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0 Ma sono poche <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0 le \u201csorprese dello Spirito\u201d<\/strong><\/p>\n<p>I tre volumi cercano un equilibrio tra vite evento e biografie di poetesse, scrittrici, pittrici, attrici, cantanti, stiliste, filantrope e \u2013 in ultimo \u2013 politiche. Io sarei andato di pi\u00f9 verso le donne rivelate dalle vicende della vita.<\/p>\n<p>Guardando solo alle contemporanee, segnalo come assenti Stella Tobagi, Emanuela Setti Carraro, Agnese Borsellino; Graziella Fumagalli, Luisa Guidotti, Annalena Tonelli: e mi fermo qui per non fare il pedante. Ho guardato soltanto alle vittime della mafia e alle martiri della missione. Ognuno pu\u00f2 completare il dizionario a suo talento.<\/p>\n<h1>\u00a0\u00a0 Luigi Accattoli<\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dipartimento per le pari opportunit\u00e0, <em>Italiane<\/em>; vol. I, <em>Dall\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia alla 1\u00b0 guerra mondiale<\/em>, pp. 244; vol. II, <em>Dalla prima guerra mondiale al secondo dopoguerra<\/em>, pp. 266; vol. III, <em>Dagli anni cinquanta ad oggi<\/em>, pp. 364. Editore: Dipartimento per l\u2019informazione e l\u2019editoria, c\/o la Presidenza del Consiglio dei ministri. I tre volumi sono stati distribuiti gratis, nelle edicole, l\u20198 marzo, il 20 e il 27 aprile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Il Regno<\/em> 10\/2004<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0 Attrici femministe e sante \u00a0\u00a0 ecco l\u2019albo delle donne memorabili \u00a0 Sono un partigiano delle donne e amo le storie di vita, dunque per me \u00e8 stata una festa&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/donne-memorabili\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Donne memorabili<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":9,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-7190","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7190","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7190"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7190\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7191,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7190\/revisions\/7191"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7190"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}