{"id":7261,"date":"2011-09-07T18:25:55","date_gmt":"2011-09-07T16:25:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=7261"},"modified":"2011-10-28T09:36:47","modified_gmt":"2011-10-28T07:36:47","slug":"dire-il-vangelo-con-un-linguaggio-nuovo","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/dire-il-vangelo-con-un-linguaggio-nuovo\/","title":{"rendered":"Dire il Vangelo con un linguaggio nuovo"},"content":{"rendered":"<p><em>Settimana dehoniana di Albino, Bergamo \u2013 2 settembre 2011<\/em><\/p>\n<p>Il titolo della relazione [\u201cDire il Vangelo: nuove strutture \u2013 nuovo linguaggio\u201d] \u00e8 eccessivo rispetto al contributo che io penso di poter dare alla vostra riflessione. Da giornalista che si \u00e8 applicato a lungo alla narrazione di \u201cfatti di Vangelo\u201d, cio\u00e8 di testimonianze cristiane nell\u2019Italia di oggi, ho scelto di proporre narrativamente \u2013 e cio\u00e8 con ricorso a molti esempi concreti \u2013 e sinteticamente un\u2019idea della pedagogia ecclesiale che dalla valorizzazione di tali testimonianze si potrebbe trarre . La mia trattazione si concentra dunque sul \u201cnuovo linguaggio\u201d che \u00e8 evocato nel titolo della relazione e \u2013 in particolare \u2013 sulla sua dimensione narrativa e testimoniale.<\/p>\n<p>La mia esposizione \u00e8 divisa in due tempi. Il primo potrebbe essere intitolato \u201cChe cosa lo Spirito dice oggi alla Chiesa attraverso le vite convertite\u201d e il secondo \u201cChe cosa converte a Cristo l\u2019uomo contemporaneo\u201d.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Che cosa lo Spirito dice oggi alla Chiesa attraverso le vite convertite<\/strong><\/p>\n<p>Credo vi sia una particolare attualit\u00e0 del Vangelo nell\u2019Italia di oggi \u2013 un\u2019attualit\u00e0 riscontrabile nella cronaca d\u2019ogni giorno e nelle storie di vita, nei fatti di Vangelo.<br \/>\nPer fatti di Vangelo intendo le testimonianze cristiane pi\u00f9 radicali e disinteressate, direttamente ispirate alle beatitudini e all\u2019esempio di Ges\u00f9: la fede pagata con la vita, ogni forma di misericordia, la povert\u00e0 scelta o accolta, la sofferenza redenta dalla grazia, l\u2019amore senza motivo e quello per i nemici, l\u2019accettazione della morte nella speranza della risurrezione.<\/p>\n<p>E\u2019 attraverso tali fatti che i cristiani d\u2019Italia hanno saputo dare in questi anni risposte creative a incredibili esplosioni di violenza, alle solitudini metropolitane, alla crisi sociale della famiglia, all\u2019arrivo tra noi di altre genti, alla droga e all\u2019Aids, a ogni nuova paura della morte.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza di giornalista \u2013 lo sono ormai da quattro decenni \u2013 mi ha permesso di cogliere, attraverso i terminali della professione, cos\u00ec tanti segni cristiani tra la nostra gente che mi sono proposto di condurre alcune inchieste sboccate in tre volumi: \u201cCerco fatti di Vangelo\u201d (Sei 1995), \u201cCento preghiere italiane di fine millennio\u201d (La Locusta 1996), \u201cNuovi martiri. 393 storie cristiane nell\u2019Italia di oggi\u201d (San Paolo 2000), \u201cCerco fatti di Vangelo 2\u201d (EDB 2011). Sto per consegnare alla EDB un \u201cCerco fatti di Vangelo 3\u201d e continuo tale indagine attraverso il mio blog \u2013 <a href=\"..\/..\/..\/..\/..\/..\/\">www.luigiaccattoli.it<\/a> \u2013 con una pagina intitolata appunto <em>Cerco fatti di Vangelo<\/em>.<\/p>\n<p>Nell\u2019insieme ho preso in esame ormai oltre un migliaio di casi, ovvero di storie riguardanti singole persone. Eccone una rassegna per categorie:<\/p>\n<ul>\n<li>cristiani che negli ultimi decenni sono morti a centinaia nella missione alle genti, per salvare gli ebrei dalla persecuzione nazista, per la giustizia e la dignit\u00e0 dell\u2019uomo;<\/li>\n<li>persone che dichiarano di perdonare gli uccisori dei parenti;<\/li>\n<li>uomini e donne che si \u201caddormentano nella speranza della resurrezione\u201d, che cio\u00e8 accettano la malattia, la vecchiaia e la morte fidando nella promessa del Signore;<\/li>\n<li>tra questi i malati di aids che compiono un cammino di conversione e muoiono santamente (vi sono casi in ogni nostra citt\u00e0);<\/li>\n<li>portatori di menomazioni che resistono ad esse e le vincono e si mettono al servizio dei fratelli meno fortunati e lo fanno nel nome del Signore;<\/li>\n<li>innumerevoli cristiani che si dedicano \u2013 nella quotidianit\u00e0 \u2013 al servizio del prossimo, a missioni di pace, al soccorso dei poveri in ogni parte del mondo;<\/li>\n<li>coppie che adottano bimbi menomati per amarli due volte; o realizzano \u201ccase aperte\u201d e \u201ccase famiglia\u201d per dare un focolare a chi non ce l\u2019ha;<\/li>\n<li>sposi e genitori e cristiani comuni \u2013 sempre pi\u00f9 numerosi \u2013 che partono per attivit\u00e0 missionarie, a volte portando con loro i figli.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Alcuni di questi fatti \u2013 o segni \u2013 costituiscono un dono dello Spirito alla nostra epoca: erano cio\u00e8 parzialmente o anche totalmente sconosciuti alle generazioni che ci hanno preceduto. Essi dunque ci invitano a leggere con gratitudine il tempo che ci \u00e8 stato donato: che non presenta soltanto prove peculiari per la fede, ma gode anche di particolari doni \u2013 e dunque di particolari risorse.<\/p>\n<p>Tra questi doni c\u2019\u00e8 sicuramente la testimonianza del perdono agli uccisori dei parenti. Le famiglie cristiane che affermano di perdonare gli uccisori dei loro parenti \u2013 di portata epocale fu il perdono dei Bachelet (1980) \u2013 rendono comprensibile il miracolo del perdono. Ultimamente su questa frontiera abbiamo conosciuto Carlo Castagna: il \u201cpap\u00e0 Castagna\u201d di Erba, marito padre e nonno di tre delle quattro vittime di quella strage, che afferma l\u2019intenzione di perdonare appena apprende il fatto e la conferma quando vengono arrestati i colpevoli. Ultimissimamente \u2013 intorno a Ferragosto \u2013 i giornali hanno narrato la vicenda di Carolina Porcaro (di Sovico, Monza) che ha dichiarato il proprio perdono all\u2019uccisore del figlio diciottenne.<\/p>\n<p>Indicherei poi \u2013 come un segno dell\u2019epoca \u2013 il recupero di una liturgia del morire cristiano: con riferimento a tutti i cristiani che lasciano questo mondo parlando ai parenti e agli amici della speranza nella risurrezione. Io la chiamo \u201cCelebrazione ecclesiale della propria morte e il primo riferimento \u00e8 al vescovo Filippo Franceschi di Padova che pi\u00f9 di vent\u2019anni addietro volle l\u2019unzione degli infermi in cattedrale, il gioved\u00ec santo, dai suoi preti.<\/p>\n<p>Segno dell\u2019epoca sono anche i \u201cmartiri della giustizia\u201d: i Taliercio e i Borsellino, i Livatino e i Bachelet, i Tobagi e i Ruffilli, ma anche Dalla Chiesa e Moro. Non \u00e8 attraverso il sangue di quei martiri dalla vita ordinaria e attraverso le parole dei loro familiari che la testimonianza viva della fede ha incrociato l\u2019epoca?<\/p>\n<p>Tra i malati di Aids che vivono storie di conversione, citer\u00f2 il modenese Paolo Caccone, che muore \u201cmonaco di Monteveglio\u201d ed Enrico Baragli, milanese, non battezzato, che in ospedale legge il Vangelo e chiede il battesimo. Sono due vicende degli anni novanta del secolo scorso e sanno di santit\u00e0 ordinaria, perch\u00e9 Caccone \u00e8 attirato alla fede dall\u2019esempio di un monaco incontrato in ospedale e Baragli dalla dedizione di una suora ospedaliera, che si prende cura di lui.<\/p>\n<p>L\u2019adozione o l\u2019affido di bimbi focomelici (senza braccia e gambe), cerebrolesi, sieropositivi sono fatti frequenti nelle nostre comunit\u00e0. E sono di certo gesti di santit\u00e0. \u201cAvvenire\u201d, \u201cFamiglia cristiana\u201d, il settimanale \u201cVita\u201d e altri periodici pubblicano rubriche che segnalano i bimbi che attendono d\u2019essere accolti e danno insieme notizia di quelli che hanno trovato una famiglia. L\u2019accettazione del figlio menomato, o la scelta del bambino menomato per l\u2019adozione \u00e8 un dono del cielo, nuovo rispetto al passato, quando c\u2019era molto minore disponibilit\u00e0 ad accogliere questi infelici.<\/p>\n<p>Anche la reazione all\u2019handicap e la battaglia a favore di altri portatori di handicap \u00e8 un dono di oggi.<\/p>\n<p>Abbiamo fatto qualche nome famoso, ma l\u2019attenzione dovrebbe andare soprattutto ai santi che restano sconosciuti anche a se stessi. Dovremmo imparare a individuarli, a scoprirli e a segnalarli. A narrarli nel linguaggio fattuale dell\u2019epoca.<\/p>\n<p>La novit\u00e0 evangelica segnalata da questi fatti del vissuto cristiano pu\u00f2 aiutarci a elaborare il giusto linguaggio con cui proporre il Vangelo all\u2019uomo d\u2019oggi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Che cosa converte a Cristo l\u2019uomo contemporaneo<\/strong><\/p>\n<p>Sulla base delle storie di cui dicevo nella precedente conversazione provo ad abbozzare un\u2019applicazione critica della pedagogia testimoniale all\u2019attuale linguaggio ecclesiale, partendo dalla domanda su che cosa converta l\u2019uomo d\u2019oggi.<\/p>\n<p>Come risposta sintetica dir\u00f2: convertono il Vangelo e i fatti di Vangelo. Cio\u00e8 la parola di Ges\u00f9 attestata nei Vangeli e la vita dei cristiani ispirata a quella parola.<\/p>\n<p>Baso la mia affermazione \u2013 oltre che sulle mie inchieste riguardanti il vissuto evangelico, di cui ho parlato nella prima conversazione \u2013 su due piccoli studi recenti che ho condotto per la rivista \u201cCommunio\u201d sulle conversioni a Cristo nell\u2019Italia di oggi, per un numero monografico sulla Chiesa (1\/2011) e per la rivista \u201cIl Regno\u201d (12\/2011) sulle conversioni attirate dalla santit\u00e0 diffusiva di Giovanni Paolo II.<\/p>\n<p>Senza entrare nel dettaglio, dir\u00f2 che vi sono attestazioni di chi (brigatista o bandito: da Cavallina a Cavallero) si dice convertito dalle parole di Ges\u00f9 sul perdono, o dal perdono ricevuto in carcere dai familiari delle vittime; e di chi dalle parole beati i poveri\u201d o dal soccorso avuto dai cristiani nel momento del pi\u00f9 forte abbandono (morenti di Aids, per esempio).<\/p>\n<p>Nessuno dice di essere stato convertito dalla lettura di un\u2019enciclica di Giovanni Paolo II ma molti fanno riferimento alle parole evangeliche e ai gesti a esse ispirati che sono venuti da lui: ha perdonato l\u2019attentatore, ha chiesto perdono per le colpe dei cristiani, ha abbracciato malati di Aids e prostitute, ha predicato fino ai confini della terra, ha rivolto moniti ai mafiosi, ha dato attestazione di perseveranza nella malattia, ha affrontato la morte a viso aperto.<\/p>\n<p>Da tali considerazioni io credo si possano trarre insegnamenti per l\u2019azione e la predicazione ecclesiali. Indico tre possibili spinte, o input che se ne possono cavare:<\/p>\n<ol>\n<li>a una proposta pi\u00f9 evangelica e meno dottrinale [faccio due esempi: &#8211; ogni volta che siamo incerti su che cosa proporre ai giovani, ma anche agli adulti, scegliamo il Vangelo, pi\u00f9 e prima che ogni possibile testo magisteriale; &#8211; di rientro dalla Giornata mondiale della Giovent\u00f9 di Madrid, una ragazza da me intervistata dichiara di non ricordare nulla della predicazione papale n\u00e9 delle catechesi ascoltate, tranne il racconto di un \u201cvescovo albanese\u201d riguardo alla propria conversione, avvenuta in un\u2019esperienza di incontro con il mondo dei disabili];<\/li>\n<li>a una pi\u00f9 vigile presa in considerazione del vissuto cristiano come luogo teologico [faccio l\u2019esempio dell\u2019accettazione cristiana della morte da vivere ad occhi aperti e non intubati e sedati, che oggi \u00e8 scelta frequentissima e grande testimonianza evangelica, mentre sulla scena pubblica i cristiani passano oggi per quelli che vorrebbero il prolungamento della vita fisica fino ai limiti estremi della sopravvivenza garantita dalla tecnologia medica, che vuol dire appunto morire intubati e sedati, non consapevoli, staccati da ogni umana relazione];<\/li>\n<li>per un superamento del perbenismo ecclesiastico e del perfettismo canonistico [ci sono riviste alle quali collaboro che rifiutano i miei articoli narranti conversioni di prostitute e di malati di Aids perch\u00e9 \u201cscandalizzano i nostri lettori\u201d: con tale atteggiamento dai Vangeli sarebbero state espunte le storie del buon ladrone, della peccatrice che unge i piedi di Ges\u00f9, degli indemoniati e di Zaccheo; quando l\u2019abb\u00e8 Pierre confess\u00f2 di essersi \u2013 in giovent\u00f9 \u2013 innamorato di una donna ci fu un coro di deplorazione ecclesiastica: come se innamorarsi e non cedere alla tentazione dell\u2019abbandono del sacerdozio fosse infamante per un prete]<\/li>\n<\/ol>\n<p>Concludo riallacciandomi alla relazione di don Gianni Colzani, che invitava a non aver timore delle novit\u00e0 \u201cperch\u00e9 Dio \u00e8 novit\u00e0 radicale\u201d. In un tempo di grandi mutazioni culturali e antropologiche dobbiamo riscoprire la capacit\u00e0 di avvertire le novit\u00e0 divine, i nuovi segni dell\u2019amore di Dio che vengono inviati alla nostra epoca. Accanto alla santit\u00e0 canonica c\u2019\u00e8 una santit\u00e0 donata dallo Spirito che ci segnala le vie da percorrere per proporre il Vangelo ai nostri contemporanei.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Settimana dehoniana di Albino, Bergamo \u2013 2 settembre 2011 Il titolo della relazione [\u201cDire il Vangelo: nuove strutture \u2013 nuovo linguaggio\u201d] \u00e8 eccessivo rispetto al contributo che io penso di&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/dire-il-vangelo-con-un-linguaggio-nuovo\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Dire il Vangelo con un linguaggio nuovo<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-7261","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7261","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7261"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7261\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7643,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7261\/revisions\/7643"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7261"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}