{"id":7543,"date":"2011-10-15T13:18:12","date_gmt":"2011-10-15T11:18:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=7543"},"modified":"2011-10-15T13:22:08","modified_gmt":"2011-10-15T11:22:08","slug":"il-vangelo-dei-piccoli","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/il-vangelo-dei-piccoli\/","title":{"rendered":"Presentazione del volume di Paola Olzer e Diego Andreatta \u201cIl mio pezzettino di cielo\u201d \u2013 Ancora Editrice"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\">IL VANGELO DEI PICCOLI<\/p>\n<p align=\"center\">Intervento di Luigi Accattoli<\/p>\n<p align=\"center\">a Trento il 22 settembre 2011<\/p>\n<p align=\"center\">in occasione presentazione libro \u201cIl mio pezzettino di cielo\u201d (Ed. Ancora) da parte degli autori Paola Olzer e Diego Andreatta.<\/p>\n<p align=\"center\">Moderatrice. Antonella Carlin<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Abbiamo ascoltato le parole di Paola Olzer, prima direttamente dalla sua voce, poi dalla lettura musicata. Mi hanno fatto venire in mente un\u2019altra persona che ha scritto cose\u00a0 molto belle, pur non potendo parlare, ma servendosi del computer che azionava tramite una levetta tenuta fra i denti: Maria Pia Pavani.<\/p>\n<p>Lei che \u00e8 stata pittrice e poetessa \u2013 \u00e8 morta da poco \u2013 un giorno spieg\u00f2 perch\u00e9 si fosse messa a scrivere in versi: \u201cScrivo poesie \u2013 disse \u2013 perch\u00e9 la poesia per me deve dire molto con poche parole\u201d.<\/p>\n<p>Questa risposta mi sembra straordinariamente interessante e la applico a Paola: lei scrive con fatica e quindi cerca di andare all\u2019essenziale. Dispone di poche parole. Questa \u00e8 una condizione molto fortunata, nella sfortuna, perch\u00e9 \u00e8 vicina alla condizione del poeta. O anche quella di colui che grida per la giustizia, avendone poco fiato. E\u2019 vicina alla verit\u00e0.<\/p>\n<p>Noi purtroppo tendiamo a perderci nelle parole perch\u00e9 \u00e8 molto facile moltiplicarle. Invece, quando le parole sono poche \u2013 pensate all\u2019importanza delle poche frasi che dicono i morenti a chi tiene loro la mano \u2013 sentiamo in loro una concentrazione, una ricchezza.<\/p>\n<p>Cos\u00ec \u00e8 per le parole di Paola: \u201cBuonanotte anche a Dio\u201d, dice ad un certo punto. Oppure quando dice: \u201cA volte non capisco n\u00e9 gli uomini, n\u00e9 Dio\u201d. Questa frase potrebbe essere l\u2019inizio di un trattato, \u00a0sono parole dense. Da dove viene a Paola \u2013 come a tante altre persone che si trovano in questa difficolt\u00e0 e hanno poco fiato &#8211;\u00a0 questa forza?.<\/p>\n<p>Io penso che gli venga dall\u2019accettazione della piccolezza. E\u2019 un\u2019espressione che lei ripete spesso: \u201cla mia piccola vita\u201d.<\/p>\n<p>Lei \u00e8 nata piccola, \u00e8 restata piccola e con l\u2019et\u00e0 questa piccolezza tende ad accentuarsi. E\u2019 molto compresa di questo, ne soffre e quindi non c\u2019\u00e8 nulla di esibizionistico, ad effetto, in quello che lei dice sulla piccolezza.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 per\u00f2 la consapevolezza che occorre accettarla. E questo \u00e8 un punto importante, che mi porta alla seconda riflessione sull\u2019accettazione del disabile nella nostra societ\u00e0 e nella nostra Chiesa.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 il problema nell\u2019accettare il disabile, il menomato, il malato, e poterlo onorare? E\u2019 che si comprenda il dono della piccolezza, l\u2019importanza per gli altri, per l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Onorando il piccolo, si onora tutti. \u00a0Facendo spazio agli ultimi si fa spazio a tutti nell\u2019accoglienza.<\/p>\n<p>\u201cSiamo tutti ultimi \u2013 scrive ancora Paola Olzer in una delle frasi dei suoi diari raccolti in questo libro &#8211;\u00a0 ma ci \u00e8 difficile capirlo\u201d. Se noi lo capissimo, capiremmo la condizione dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Ecco l\u2019accettazione della piccolezza. O ancora, quando Paola dice: \u201cGrazie Signore per la mia piccolissima vita. Spero che come un seme gettato nella terra un piccolo dolore come il mio possa diventare un grande albero\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019accettazione della piccolezza \u00e8 l\u2019accettazione di essere creature, creature che si affidano al Padre: noi tendiamo a fare i superuomini, e stoltamente, perch\u00e9 da un giorno all\u2019altro non ci siamo pi\u00f9. Spendiamo soldi per fare assicurazioni sulla vita, ma tutto \u00e8 molto vano, molto provvisorio, inadeguato.<\/p>\n<p>L\u2019accettazione della sofferenza, della vecchiaia,\u00a0 della morte \u2013 che \u00e8 l\u2019ultima fra tutte le accettazioni \u2013 vuol dire santit\u00e0. Santo \u00e8 colui che accetta questa condizione.<\/p>\n<p>Tutto questo per\u00f2 parte dall\u2019accettazione della piccolezza. Se noi leggiamo le Beatitudini, non troviamo scritto espressamente \u201cBeati i piccoli\u2026\u201d eppure tutte possono essere interpretate cos\u00ec: poveri, affamati, assetati di giustizia\u2026 Tutto il Vangelo pu\u00f2 essere interpretato come \u201cbeatitudine dei piccoli\u201d.<\/p>\n<p>E l\u2019accettare la propria condizione di creature porta anche ad una professione di umilt\u00e0, ad una scelta per la mia vita.<\/p>\n<p>Tutti i guai, tutti i mali, tutti i peccati hanno in radice la superbia, il conquistare l\u2019altro, il prendere distacco dall\u2019altro.<\/p>\n<p>Ho avuto occasione recentemente di intervistare il priore dei certosini di Serra San Bruno, in Calabria, dove il Papa sar\u00e0 in visita. Loro hanno un loro rito che prevede un \u201cconfiteor\u201d diverso dal nostro, e dice: \u201cConfesso di aver molto peccato per superbia in parole, opere ed omissioni. Cio\u00e8, \u00a0tutti sono peccati di superbia, secondo la spiritualit\u00e0 dei certosini. Tutto il male dell\u2019umanit\u00e0 viene dalla sopraffazione dell\u2019uno sull\u2019altro, dalla non accettazione della nostra condizione di creature. Tutti siamo piccoli, ma non lo sappiamo riconoscere.<\/p>\n<p>Ed ora l\u2019applicazione alla vita, secondo momento della mia riflessione.<\/p>\n<p>Sono un cercatore di segni, quelli che io chiamo \u201cfatti di Vangelo\u201d, cio\u00e8 i comportamenti dei cristiani in obbedienza alle parole del Vangelo. E allora se il Vangelo dice: \u201cBeati i poveri\u2026\u201d, i fatti del Vangelo saranno quelli che mettono in onore i poveri\u2026 e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Naturalmente alcune nostre beatitudini di oggi non erano esplicitate nel Vangelo. Perch\u00e9 allora ad esempio non c\u2019era la possibilit\u00e0 di fare i trapianti e quindi oggi si potrebbe dire\u2026 \u201cEro in un attesa di un midolllo osseo e mi avete donato un midollo osseo\u201d oppure \u201cEro un tossicodipendente e mi avete soccorso\u201d. \u201cEro un immigrato clandestino\u2026\u201d<\/p>\n<p>Fra le specificit\u00e0 di oggi, la reazione all\u2019handicap \u00e8, secondo me, una delle pi\u00f9 importanti e anche diffuse. La Buona Novella dice: \u201cGli storpi cammineranno, i sordi ascolteranno, i ciechi vedranno.,..\u201d E\u2019 conquista della nostra epoca che alcune di queste cose si possano realizzare: penso alla comunicazione digitale, che permette di parlare almeno al computer \u2026 oppure, altro esempio, chi ha perso l\u2019uso della vista, che forse un giorno riuscir\u00e0 a rivedere grazie alla stimolazione e riattivazione del nervo ottico.<\/p>\n<p>Ma a noi non importa ci\u00f2 che riesce a fare la tecnica. E\u2019 importante vedere ci\u00f2 che riesce a fare l\u2019umanit\u00e0, ovvero l\u2019accoglienza dei disabili, il loro inserimento nella scuola e nelle associazioni. E quindi l\u2019accettazione del bambino neonato nella vita della coppia e della famiglia, l\u2019adozione di questi bambini, \u00a0l\u2019inserimento nel mondo del lavoro e anche nella Chiesa. Questo non avveniva sino a ieri. Direi che \u00e8 un dono dello Spirito alla nostra epoca, \u00e8 una cosa straordinariamente bella. Certo, siamo a livelli insufficienti, ci dobbiamo vergognare della scarsa sensibilit\u00e0 verso i disabili, ma siamo molto pi\u00f9 sensibili di lacune generazioni addietro. Penso all\u2019eliminazione delle barriere architettoniche, alla possibilit\u00e0 di entrare negli edifici, al diritto di vivere nelle comunit\u00e0 del mondo.<\/p>\n<p>Questo superamento delle barriere non c\u2019era. Faccio due esempi positivi di oggi: ci sono gruppi scout che portano i disabili in montagna oggi, un tempo non lo si faceva.<\/p>\n<p>Secondo esempio: mella Chiesa il disabile non poteva essere ordinato sacerdote, se era portatore di una menomazione fisica evidente, ma non poteva neanche consacrarsi alla vita religiosa. Ora \u00e8 invece \u00e8 sorta a Milano per iniziativa del card. Martini una congregazione religiosa che porta ai voti perpetui. E finalmente vediamo che vengono ordinati sacerdoti anche alcuni disabili.<\/p>\n<p>Non dovremo quindi dire frasi pessimiste come \u201cNon c\u2019\u00e8 pi\u00f9 religione\u2026 come si fa a credere nel mondo di oggi\u2026\u201d.<\/p>\n<p>Questi esempi ci dicono che solo oggi stiamo applicando alcuni elementi che il Vangelo ha sempre sostenuto e che sono dirompenti. Se un tempo la Chiesa non metteva una persona disabile sull\u2019altare, possiamo dire che risultava contraria alla preferenza evangelica accordata agli ultimi e ai sofferenti. Oggi abbiamo iniziato a comprendere quest\u2019errore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Certo, so bene che comporta fatica, che prevede la prova. Io non vado in cerca della grande testimonianza cristiana nella sofferenza (anche!,) ma semplicemente del riscatto morale. Mi accontento quando la persona disabile riesce a reagire alla propria disabilit\u00e0 e a porsi come protagonista nel consorzio umano. E la comunit\u00e0 \u00e8 capace di percepire questo. Ogni volta che avviene, \u00e8 un fatto di Vangelo.<\/p>\n<p>Indipendentemente dal fatto che la persona lo faccia con esplicita motivazione di fede, come nel caso di Paola. Se c\u2019\u00e8, ancora meglio, ma direi che \u00e8 gi\u00e0 Vangelo quando \u00e8 semplicemente riscatto. Credo che un domani in questa direzione si potr\u00e0 realizzare molto.<\/p>\n<p>Ne esistono altri, fatti di Vangelo, naturalmente. Per esempio il martirio inerme in terra di Islam, o il perdono agli uccisori dei parenti, o l\u2019accettazione serena della nostra morte.<\/p>\n<p>Eppure considero come uno dei segni molto particolari dello Spirito alla nostra epoca, forse quello socialmente pi\u00f9 frequente, proprio la reazione alla disabilit\u00e0 di cui abbiamo parlato oggi. E, insieme, la possibilit\u00e0 di svolgere un ruolo dentro la Chiesa e la comunit\u00e0 per coloro che erano detti ultimi e che invece diventano icona, immagine di Dio, per il riscatto di tutti.<\/p>\n<p>Grazie!<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;-A seguire pensieri aggiunti da Accattoli nel dibattito:<\/p>\n<p>La condizione del disabile \u00e8 sempre la condizione di Giobbe: lui vuole interrogare Dio, vuole discutere con lui. Quest\u2019atteggiamento \u00e8 ovvio, naturale. Ed \u00e8 importante che anche l\u2019umanit\u00e0 circostante sappia mettersi dalla parte di Giobbe, mentre solitamente non ne vuol proprio sapere. E\u2019 bene che queste domande siano formulate da parte di chi testimonia la faticosa accettazione della propria condizione. La loro interrogazione diventa pi\u00f9 convincente, pi\u00f9 profonda.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>Io non ho mai cercato storie di persone che sono guarite. Non perch\u00e9 sia contrario al riconoscimento dei miracoli, ma non \u00e8 il lavoro a cui mi applico, non mi sembra neanche\u00a0 pi\u00f9 rispondente all\u2019uomo di oggi. Ritengo invece che sia pi\u00f9 significativo che il disabile abbia un ruolo attivo nella Chiesa e possa essere ascoltato.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p>Noi ci siamo riuniti stasera per ascoltare una persona piccola, convinti che nella sua piccolezza si esprime un segno. Un segno che ci pu\u00f2 arricchire ed aiutare. E dalla testimonianza di\u00a0 questa piccolezza accettata si pu\u00f2 trarre vantaggio. Questa \u00e8 una manifestazione dello Spirito nella nostra epoca; non la guarigione eccezionale, che quando c\u2019\u00e8 naturalmente \u00e8 un grande dono. Ma l\u2019esperienza del riscatto dell\u2019ultimo attraverso vie consentite dalla fraternit\u00e0 umana.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>Io sostengo in \u201cCerco i fatti di Vangelo\u201d che la via testimoniale, la pedagogia testimoniale, passa attraverso testimonianze vissute pi\u00f9 che attraverso documenti o prediche. Dobbiamo privilegiare queste vie, secondo me, \u00a0rispetto al dibattito. Siamo una Chiesa che discute in congressi e convegni, che pubblica libri e inchieste, ma che forse bada ancora molto meno alla vita.<br \/>\nE questo \u2013 osservo per inciso &#8211; in contrasto alla tradizione in cui si dava importanza alle vite dei santi, ad exempla e fioretti.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>Troveremmo che opere di Vangelo sono realizzate sia dai cristiani di destra che dai cristiani di sinistra; cos\u00ec si riconcilierebbero le varie anime del cattolicesimo italiano. Potremmo vedere esempi di conversione intorno a Dossetti o alla comunit\u00e0 di Bose \u2013 questa sarebbe la sinistra ecclesiale \u2013 e potremmo vederne altre in neocatecumenali o Comunione e Liberazione, e questa sarebbe la destra. Invece di passare il tempo a insultarsi reciprocamente e cavarci gli occhi sull\u2019esegesi dei versetti biblici, si potrebbe gareggiare nell\u2019edificarsi a vicenda. Le storie di conversione ci sono in tutti e due questi ambienti: io li ho trovati, come nel caso di due sindaci cattolici \u2013 uno nel centrodestra, l\u2019altro nel centrosinistra \u2013 che fanno accoglienza nella loro famiglia.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p>Penso anche alla testimonianza che ha dato Giovani Paolo II nella disabilit\u00e0. Era un parlante nella mancanza di parola. Lui ha fatto molto per avvicinare la Chiesa all\u2019umanit\u00e0 di oggi, ma quand\u2019era gravemente ammalato \u00e8 riuscito in modo inequivocabile a raggiungere anche i non credenti con la sua testimonianza. Quando si fa onore all\u2019ultimo si fa onore a tutti.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>Qualcuno obietta: \u201cMa il Vangelo dice:\u00a0 non sappia la destra cosa fa la sinistra\u2026 Non c\u2019\u00e8 qualche controindicazione nel dare visibilit\u00e0 a queste realt\u00e0 spesso umili e nascoste\u201d?.<\/p>\n<p>Rispondo che c\u2019\u00e8 anche un passo del Vangelo che dice \u201cperch\u00e9 vedano le opere buone e glorifichino il Padre nostro che \u00e8 nei cieli\u201d. Se ho cercato e raccolto quasi 1200 storie in questi anni, non \u00e8 stato per fare una promozione del mio partito, della mia azienda o dei diritti d\u2019autore del mio libro. Sarei contro il Vangelo.<\/p>\n<div>\n<p>Se invece racconto quel fatto per aiutare a comprendere meglio il Vangelo, per dimostrare come pu\u00f2 essere lievito nella pasta di oggi, devo farlo. La motivazione con cui lo faccio \u00e8 decisiva.<\/p>\n<p>&#8212;-<\/p>\n<p>L\u2019accoglienza dei colleghi per questa mia ricerca? Pessima, ma lo immaginavo. Se scrivo queste storie nei miei libri \u00e8 perch\u00e9 non riuscivo a pubblicarle prima sui giornali per cui ho lavorato. Mi sono riempito i cassetti di questi \u201cfatti di Vangelo\u201d e posso continuare a raccoglierli. Ad ottobre consegner\u00f2 il terzo volume.<\/p>\n<\/div>\n<p>Trento, 15 ottobre 2011<\/p>\n<p>(trascrizione a cura di Diego Andreatta<br \/>\nnon rivista dall\u2019autore)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL VANGELO DEI PICCOLI Intervento di Luigi Accattoli a Trento il 22 settembre 2011 in occasione presentazione libro \u201cIl mio pezzettino di cielo\u201d (Ed. 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