{"id":7613,"date":"2011-10-24T11:30:50","date_gmt":"2011-10-24T09:30:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=7613"},"modified":"2011-12-06T17:20:49","modified_gmt":"2011-12-06T16:20:49","slug":"il-laico-nella-chiesa-e-nella-societa-umana-alla-luce-della-lumen-gentium-e-del-successivo-magistero","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/il-laico-nella-chiesa-e-nella-societa-umana-alla-luce-della-lumen-gentium-e-del-successivo-magistero\/","title":{"rendered":"Il laico nella chiesa e nella societ\u00e0 umana alla luce della Lumen Gentium e del successivo magistero"},"content":{"rendered":"<h1><\/h1>\n<h1>Seminario della sezione di Roma di Citt\u00e0 dell\u2019Uomo<\/h1>\n<h1>Via Martino V 28 \u2013 Roma &#8211; venerd\u00ec 5 marzo 2010 \u2013 ore 19.00<\/h1>\n<h1><\/h1>\n<h1><\/h1>\n<p>Svolger\u00f2 la mia conversazione in due parti: una facendo riferimento alle fonti per indicare lo <em>status quaestionis<\/em> e un\u2019altra di mia personale valutazione del punto a cui siamo a quasi mezzo secolo dal Vaticano II.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Prima parte: riferimento alle fonti <\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Faremo riferimento a quattro fonti principali:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8211; la Costituzione dogmatica sulla Chiesa, <em>Lumen Gentium<\/em>, approvata dal Vaticano II il 21 novembre 1964 \u2013 e in particolare il capitolo quarto intitolato <em>De laicis<\/em>, <em>I laici<\/em>;<\/p>\n<p>&#8211; il decreto sull\u2019apostolato dei laici <em>Aposolica Actuositatem <\/em>approvato dal Vaticano II il 18 novembre 1965;<\/p>\n<p>&#8211; il <em>Codice di diritto canonico<\/em> promulgato da Giovanni Paolo II il 25 gennaio 1983;<\/p>\n<p>&#8211; l\u2019esortazione apostolica di Giovanni Paolo II <em>Christifideles laici<\/em> del 30 dicembre 1988.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Costituiti popolo di Dio<\/strong><\/p>\n<p>Eccoci dunque al paragrafo 31 del capitolo IV della <em>Lumen Gentium<\/em>:<em> <\/em><\/p>\n<p><em>Col nome di laici si intende qui l&#8217;insieme dei cristiani a esclusione dei membri dell&#8217;ordine sacro e dello stato religioso sancito nella Chiesa, i fedeli cio\u00e8, che, dopo essere stati incorporati a Cristo col battesimo e costituiti popolo di Dio e, nella loro misura, resi partecipi dell&#8217;ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo, per la loro parte compiono, nella Chiesa e nel mondo, la missione propria di tutto il popolo cristiano. Il carattere secolare \u00e8 proprio e peculiare dei laici (\u2026). Per loro vocazione \u00e8 proprio dei laici cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio. <\/em><\/p>\n<p>Mai il magistero aveva definito con tanta chiarezza la collocazione ecclesiologica dei cristiani comuni. Questo testo va inquadrato nell\u2019insieme della Costituzione dogmatica sulla Chiesa, dove risalta la particolare importanza del secondo capitolo che qualifica la Chiesa come Popolo di Dio \u2013 comprendente tutti \u2013 prima di passare a trattare delle singole componenti (gerarchia al capitolo 3, laici al 4, religiosi al 5) e conseguente rilevanza della condizione base dell\u2019appartenenza attraverso il battesimo, prima di ogni distinzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Uguaglianza riguardo alla dignit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Come secondo testo propongo il paragrafo 32<em> <\/em>della stessa Lumen Gentium:<\/p>\n<p><em>La santa Chiesa \u00e8, per divina istituzione, organizzata e diretta con mirabile variet\u00e0. \u00abA quel modo, infatti, che in uno stesso corpo abbiamo molte membra, e le membra non hanno tutte le stessa funzione, cos\u00ec tutti insieme formiamo un solo corpo in Cristo, e individualmente siano membri gli uni degli altri \u00bb (Rm 12,4-5). Non c&#8217;\u00e8 quindi che un popolo di Dio scelto da lui: \u00abun solo Signore, una sola fede, un solo battesimo \u00bb (Ef 4,5); comune \u00e8 la dignit\u00e0 dei membri per la loro rigenerazione in Cristo, comune la grazia di adozione filiale, comune la vocazione alla perfezione; non c&#8217;\u00e8 che una sola salvezza, una sola speranza e una carit\u00e0 senza divisioni. Nessuna ineguaglianza quindi in Cristo e nella Chiesa per riguardo alla stirpe o nazione, alla condizione sociale o al sesso, poich\u00e9 \u00abnon c&#8217;\u00e8 n\u00e9 Giudeo n\u00e9 Gentile, non c&#8217;\u00e8 n\u00e9 schiavo n\u00e9 libero, non c&#8217;\u00e8 n\u00e9 uomo n\u00e9 donna: tutti voi siete uno in Cristo Ges\u00f9\u00bb (Gal 3,28 gr.; cfr. Col 3,11). Se quindi nella Chiesa non tutti camminano per la stessa via, tutti per\u00f2 sono chiamati alla santit\u00e0 e hanno ricevuto a titolo uguale la fede che introduce nella giustizia di Dio (cfr. 2 Pt 1,1). Quantunque alcuni per volont\u00e0 di Cristo siano costituiti dottori, dispensatori dei misteri e pastori per gli altri, tuttavia vige fra tutti una vera uguaglianza riguardo alla dignit\u00e0 e all&#8217;azione comune a tutti i fedeli nell&#8217;edificare il corpo di Cristo. <\/em><\/p>\n<p>L\u2019insegnamento di questa pagina conciliare lo possiamo riassumere cos\u00ec: la diversit\u00e0 funzionale (altra \u00e8 la funzione del single, altra quella del padre di famiglia, altra quella del sacerdote\u2026) non pu\u00f2 vanificare la \u201cpari dignit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Venendo la nostra Chiesa da un lungo periodo storico che accentu\u00f2 la diversit\u00e0, oggi siamo chiamati a rimettere in onore la pari dignit\u00e0: sarebbe dunque ragionevole attendersi il maggiore impegno, da parte di tutti, su questo fronte.<\/p>\n<p>Un criterio minimo cui attenersi, in questo delicato cammino: affermare la pari dignit\u00e0 non vuol dire introdurre la democrazia nella costituzione della Chiesa (con l\u2019applicazione del principio di maggioranza alle decisioni comunitarie), ma non pu\u00f2 neanche ridursi a un ornamento verbale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Christifideles \u2013 Christifideles laici &#8211; laici<\/strong><\/p>\n<p>Il terzo testo lo prendo dal Codice di diritto canonico del 1983:<\/p>\n<p><em>LIBRO<\/em><em> II \u2013 IL POPOLO DI DIO \u2013 PARTE PRIMA \u2013 I FEDELI (Cann. 204 \u2013 207) &#8211; Can. 204 &#8211; \u00a71. I fedeli <\/em>[<em>Christifideles<\/em> nel testo latino]<em> sono coloro che, essendo stati incorporati a Cristo mediante il battesimo, sono costituiti popolo di Dio e perci\u00f2 resi partecipi nel modo loro proprio dell&#8217;ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo, sono chiamati ad attuare, secondo la condizione propria di ciascuno, la missione che Dio ha affidato alla Chiesa da compiere nel mondo.<\/em><\/p>\n<p>Un primo punto importante \u00e8 linguistico: con il Codice del 1983 si introduce una novit\u00e0 di linguaggio forse irreversibile, ma che fino a oggi stenta ad affermarsi: i laici \u2013 che nel codice del 1917 erano detti \u201claici\u201d e nel Concilio erano detti \u201cChristifideles laici\u201d \u2013 ora sono detti semplicemente \u201cChristifideles\u201d, cio\u00e8 \u201ccristiani\u201d, anche senza l\u2019aggettivo \u201claici\u201d che non mancava mai nei testi del Vaticano II.<\/p>\n<p>Dire \u201claici\u201d \u00e8 una qualifica in negativo, come dire \u201cnon ordinati\u201d, o \u201cnon sposati\u201d. \u201cChristifideles\u201d invece \u00e8 una qualifica in positivo: indica che questi \u201cfideles\u201d sono portatori della missione della Chiesa e sottolinea l\u2019uguaglianza fondamentale di tutti i battezzati. Giovanni Paolo II aveva preso l\u2019abitudine \u2013 dopo il Sinodo del 1987 sulla \u201cvocazione e missione dei fedeli laici nella Chiesa e nel mondo\u201d \u2013 di fare una pausa e di aggiungere lo specificativo \u201cchristifideles\u201d quando leggeva discorsi che contenevano la parola \u201claici\u201d.<\/p>\n<p>Per l\u2019importanza di questa innovazione vedi Francesco Coccopalmerio, <em>Il laico dal Concilio al Codice<\/em>, <em>Il Regno attualit\u00e0<\/em> 4\/1987, pp. 105-108.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ruoli dei \u201cchristifideles\u201d nei sinodi e nei concili<\/strong><\/p>\n<p>Eccoci a un quarto testo, ancora appartenente al Codice del 1983, che stabilisce che i <em>christifideles laici<\/em> possono essere membri dei sinodi diocesani e possono esservi anche in maggioranza, a discrezione del vescovo:<em> <\/em><\/p>\n<p><em>Can. 463 &#8211; \u00a71. Al sinodo diocesano devono essere chiamati in qualit\u00e0 di membri e sono tenuti all&#8217;obbligo di parteciparvi: 1) il Vescovo cpadiutore e i Vescovi ausiliari; 2) i Vicari generali e i Vicari episcopali, nonch\u00e9 il Vicario giudiziale; 3) i canonici della chiesa cattedrale; 4) i membri del consiglio presbiterale; 5) i fedeli laici [christifideles laici], anche membri di istituti di vita consacrata, eletti dal consiglio pastorale nel modo e nel numero da determinarsi dal Vescovo diocesano, oppure, dove tale consiglio non esiste, secondo i criteri determinati dal Vescovo diocesano; 6) il rettore del seminario maggiore diocesano; 7) i vicari foranei; 8) almeno un presbitero eletto in ciascun vicariato foraneo da tutti coloro che ivi hanno cura d&#8217;anime; inoltre deve essere eletto un altro presbitero che lo sostituisca se il primo \u00e8 impedito; 9) alcuni Superiori degli istituti religiosi e delle societ\u00e0 di vita apostolica che hanno la casa nella diocesi, i quali devono essere eletti nel numero e nel modo determinati dal Vescovo diocesano.<\/em><\/p>\n<p>Ai \u201cconcili particolari\u201d invece possono essere ammessi solo con voto consultivo e \u201cin modo che il loro numero non superi la met\u00e0\u201d dei membri con diritto di voto \u201canche presbiteri e altri fedeli\u201d [<em>etiam presbyteri aliique christifideles<\/em>] (canone 443).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Indole secolare dei christifideles e sua \u201cportata teologica\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Il quinto testo appartiene al paragrafo 15 dell\u2019esortazione apostolica <em>Christifideles laici<\/em> (1988):<\/p>\n<p><em>La novit\u00e0 cristiana \u00e8 il fondamento e il titolo dell&#8217;eguaglianza di tutti i battezzati in Cristo, di tutti i membri del Popolo di Dio: \u00abcomune \u00e8 la dignit\u00e0 dei membri per la loro rigenerazione in Cristo, comune la grazia dei figli, comune la vocazione alla perfezione, una sola salvezza, una sola speranza e indivisa carit\u00e0\u00bb (Lumen Gentium 32). In forza della comune dignit\u00e0 battesimale il fedele laico \u00e8 corresponsabile, insieme con i ministri ordinati e con i religiosi e le religiose, della missione della Chiesa. Ma la comune dignit\u00e0 battesimale assume nel fedele laico una modalit\u00e0 che lo distingue, senza per\u00f2 separarlo, dal presbitero, dal religioso e dalla religiosa. Il Concilio Vaticano II ha indicato questa modalit\u00e0 nell&#8217;indole secolare: \u00abL&#8217;indole secolare \u00e8 propria e peculiare dei laici\u00bb (Lumen Gentium 31). Proprio per cogliere in modo completo, adeguato e specifico la condizione ecclesiale del fedele laico \u00e8 necessario approfondire la portata teologica dell&#8217;indole secolare alla luce del disegno salvifico di Dio e del mistero della Chiesa.<\/em><\/p>\n<p>La \u201cChristifideles laici\u201d ha il merito di aver indicato questa nuova frontiera della secolarit\u00e0 alla riflessione teologica ed ecclesiologica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Seconda parte: mia riflessione<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>A che punto siamo<\/strong><\/p>\n<p>Semplificando, oso dire che il cammino indicato dal Concilio al momento risulta appena avviato. Credo che questa affermazione potrebbe valere per i vari aspetti della questione laicale e del ruolo della famiglia nella Chiesa. Abbozzo un\u2019occhiata a quattro di essi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Laici in ruoli di responsabilit\u00e0 e rappresentanza<\/strong><\/p>\n<p>Qualcosa si \u00e8 fatto, ma si dovrebbe fare molto di pi\u00f9 e parecchio si potrebbe fare subito, anche senza riforme. Per esempio con l\u2019assegnazione ai laici di ruoli di responsabilit\u00e0 nella Curia romana, nelle diocesi, nelle parrocchie, nelle famiglie religiose.<\/p>\n<p>Vi sono state due delegazioni vaticane presiedute da donne: alle Conferenze dell\u2019Onu sulla popolazione, Cairo 1994 e sulla donna, Pechino 1995. Furono decisioni prese sulla spinta e in risposta a polemiche del momento. Ma incarichi simili potrebbero divenire abituali.<\/p>\n<p>Lo Statuto (1990) dell\u2019<em>Opera di Maria<\/em> (<em>Movimento dei Focolari<\/em>) prevede che \u201cpresidente\u201d sia sempre una donna e ci\u00f2 \u00e8 stato stabilito per decisione personale di Giovanni Paolo II in accoglienza a un \u201cdesiderio\u201d di Chiara Lubich.<\/p>\n<p>Sia nel caso delle delegazioni, sia in quello dell\u2019Opera si \u00e8 dunque accettato che delle donne laiche avessero preminenza su uomini ed ecclesiastici, cosa che il diritto comune fino ad allora escludeva. Ma preclusioni del genere sono restate negli statuti e nelle regole delle famiglie religiose, per quanto riguarda per esempio la possibilit\u00e0 che i \u201cfratelli laici\u201d abbiano le responsabilit\u00e0 pi\u00f9 alte. E vengono fatte valere abitualmente nell\u2019organizzazione della Curia: \u201cUn laico al di sopra di un vescovo? Non \u00e8 accettabile!\u201d Generalmente i laici si vedono attribuiti ruoli di responsabilit\u00e0 solo in organismi minori e non sono andati mai oltre il ruolo di sottosegretario.<\/p>\n<p>Qui si pu\u00f2 individuare una violazione della pari dignit\u00e0, ogni volta che non sia in questione il sacerdozio. Benedetto XVI ha nominato nel 2005 \u201corganizzatore dei viaggi papali\u201d il laico Alberto Gasbarri, facendo osservare \u2013 nella lettera di nomina firmata dal cardinale Sodano \u2013 che quella decisione era stata presa in considerazione della \u201cparticolare natura dell\u2019ufficio\u201d: dove cio\u00e8 nulla dice che sia necessario il sacerdote. Per quanti uffici vaticani non potrebbe valere questo criterio, ogni volta che non sono in questione il magistero e la giurisdizione? Forse per tutti, fatte salve magari le Congregazioni e i tribunali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Prassi ecclesiale ordinaria, ministeri istituiti, processi decisionali<\/strong><\/p>\n<p>Qui si fa di pi\u00f9, specie \u201cdi fatto\u201d. Valga l\u2019esempio dei \u201cministeri\u201d, a partire da quello \u201cstraordinario dell\u2019Eucarestia\u201d.<\/p>\n<p>Ma non sempre ci\u00f2 che si fa \u201cdi fatto\u201d \u00e8 stato recepito come \u201cnorma\u201d: di fatto le donne fanno le lettrici nella liturgia e servono all\u2019altare, ma i documenti sui \u201cministeri\u201d le escludono dal lettorato e dall\u2019accolitato. Anche queste \u2013 a mio parere \u2013 sono esclusioni che ledono la pari dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Leggono anche nella liturgia papale, a partire dal primo viaggio di Giovanni Paolo II negli Usa, che \u00e8 del 1979: diamo tempo al tempo e il \u201clettorato\u201d verr\u00e0 loro riconosciuto anche nei documenti magisteriali. Giovanni Paolo II ha autorizzato degli ampliamenti normativi occasionali per senso personale di libert\u00e0, ma non aveva sensibilit\u00e0 giuridica e non ha voluto fare riforme. Speriamo che il successore normi almeno ci\u00f2 che egli autorizz\u00f2 nella pratica.<\/p>\n<p>Vi sono i due settori della \u201cpredicazione\u201d e della \u201cpartecipazione ai processi decisionali\u201d dove molto si \u00e8 sperimentato ma poco si \u00e8 concluso. Forse \u00e8 da prevedere anche qui una crescita dell\u2019esperienza prima che vengano riviste le norme, che vietano la predicazione ai laici e hanno inserito i laici negli organismi decisionali quasi esclusivamente come \u201cuditori\u201d.<\/p>\n<p>Nella mia attivit\u00e0 di conferenziere sono capitato in molte diocesi e parrocchie dove tutta l\u2019iniziativa alla quale venivo chiamato era gestita da laici, con piena facolt\u00e0 di ideazione, decisione ed esecuzione. Il parroco e \u2013 alle volte \u2013 il vescovo erano presenti come uno tra gli altri e neanche chiedevano di prendere la parola. Questa realt\u00e0 \u00e8 in crescita ovunque ed \u00e8 confortante. Non dobbiamo perderla d\u2019occhio, mentre ci poniamo obiettivi pi\u00f9 alti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Riconoscimento della santit\u00e0 laicale e degli sposati<\/strong><\/p>\n<p>Con la canonizzazione di Gianna Beretta Molla (2004) abbiamo avuto la prima santa sposata dell\u2019epoca moderna. C\u2019erano gi\u00e0 una ventina di beati sposati, uomini e donne, quasi tutti proclamati da Giovanni Paolo II, ma non c\u2019erano santi, se si esclude Tommaso Moro, proclamato santo da Pio XI nel 1935 con il titolo di \u201cmartire\u201d: la sua \u00e8 una bellissima figura di santo sposato, ma la sua santit\u00e0 non sarebbe stata riconosciuta \u201callora\u201d se non ci fosse stato il martirio!<\/p>\n<p>Con la beatificazione dei coniugi Maria e Luigi Beltrame Quattrocchi (2001) abbiamo avuto anche i primi coniugi proclamati in coppia. Questi e altri importanti riconoscimenti della santit\u00e0 laicale e familiare li abbiamo avuti dal papa polacco, come un dono che dobbiamo alla sua sensibilit\u00e0 per la testimonianza della santit\u00e0.<\/p>\n<p>Santi sposati c\u2019erano nella Chiesa antica e in quella medievale, ma non c\u2019erano pi\u00f9 in quella moderna, dalla nascita della \u201cCongregazione delle cause dei santi\u201d a Giovanni Paolo II: qui \u00e8 evidente l\u2019influenza decisiva del Vaticano II. Come abbiamo letto sopra, il Concilio ha affermato la \u201ccomune vocazione alla perfezione\u201d tra i battezzati. A questo proposito, oltre il capitolo 4 della <em>Lumen Gentium<\/em>, che abbiamo citato, andrebbe letto il capitolo 5, che \u00e8 intitolato: <em>Universale vocazione alla santit\u00e0 nella Chiesa<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Valorizzazione dei laici nella costruzione della societ\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Sarebbe il pi\u00f9 ampio tra i nostri sottotemi e anche quello da cui potrebbe venire la segnalazione dei maggiori conflitti.<\/p>\n<p>Ognuno vede il grande ruolo che hanno assunto i laici e le coppie \u2013 comprese le coppie con figli \u2013 nella vita della Chiesa, nelle attivit\u00e0 di carit\u00e0, catechetiche e missionarie. E\u2019 evidente l\u2019influenza che nell\u2019assunzione di questo ruolo hanno avuto gli insegnamenti conciliari.<\/p>\n<p>Girando negli ambienti di Chiesa siamo ogni giorno sorpresi dal gran numero di famiglie che si fanno carico dell\u2019accoglienza di ogni sorta di bisognosi, o che partono per la missione alle genti. A questa \u201cmaturit\u00e0 ecclesiale\u201d che ci appare pienamente riconosciuta non si accompagna un analogo riconoscimento della maturit\u00e0 ad extra, cio\u00e8 verso l\u2019esterno, verso il mondo.<\/p>\n<p>Ancora molto serrata \u2013 almeno in Italia \u2013 \u00e8 la tutela che il mondo ecclesiastico esercita sull\u2019impegno sociale e politico dei laici cristiani. Ancora insufficiente \u00e8 il riconoscimento di quella \u201cgiusta libert\u00e0 che a tutti compete nella citt\u00e0 terrestre\u201d (<em>Lumen Gentium<\/em> 37).<\/p>\n<p>Continuamente ci troviamo di fronte a indicazioni episcopali riguardanti decisioni governative, leggi, elezioni, referendum. Questa sarebbe materia specifica del laicato. In questo campo c\u2019\u00e8 forse un difetto nostro, dei laici e uno speculare degli ecclesiastici:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 noi dovremmo essere pi\u00f9 propositivi, meno timidi, pi\u00f9 capaci di concertazione tra noi ogni volta che la politica tocca i convincimenti cristiani;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 i pastori probabilmente dovrebbero fare un passo indietro e limitarsi a ricordare la meta a cui tendere (poniamo: la difesa della vita), senza assumersi responsabilit\u00e0 riguardo ai mezzi con cui arrivarvi (con questa o quella legge, questo o quel modo di partecipare al referendum).<\/p>\n<p>Sono forse tre i passi indietro che noi laici ci aspetteremmo dal clero, in applicazione al Vaticano II e ai quali dovrebbero accompagnarsi altrettanti nostri passi avanti:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 questo riguardante la politica,<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 l\u2019altro trattato sopra riguardo ai ruoli ecclesiali che non implicano il sacerdozio e la giurisdizione,<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 un terzo \u2013 cui non abbiamo accennato \u2013 relativo alla predicazione in materia di vita sessuale e familiare. Anch\u2019essa, come la costruzione della citt\u00e0 terrena, va recuperata alla responsabilit\u00e0 laicale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Seminario della sezione di Roma di Citt\u00e0 dell\u2019Uomo Via Martino V 28 \u2013 Roma &#8211; venerd\u00ec 5 marzo 2010 \u2013 ore 19.00 Svolger\u00f2 la mia conversazione in due parti: una&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/il-laico-nella-chiesa-e-nella-societa-umana-alla-luce-della-lumen-gentium-e-del-successivo-magistero\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Il laico nella chiesa e nella societ\u00e0 umana alla luce della Lumen Gentium e del successivo magistero<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-7613","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7613","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7613"}],"version-history":[{"count":6,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7613\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7934,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7613\/revisions\/7934"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7613"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}