{"id":7697,"date":"2011-10-31T13:34:42","date_gmt":"2011-10-31T12:34:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=7697"},"modified":"2011-10-31T13:34:42","modified_gmt":"2011-10-31T12:34:42","slug":"intelligenza-della-fede-e-universo-dei-media","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/intelligenza-della-fede-e-universo-dei-media\/","title":{"rendered":"Intelligenza della fede e universo dei media"},"content":{"rendered":"<p><strong>Domus Mariae \u2013 Roma &#8211; sabato 2 aprile 2011<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Metto una parola di Ges\u00f9 a motto di questa conversazione: <em>\u201cRenderai conto di ogni parola che uscir\u00e0 dalla tua bocca\u201d<\/em> (Matteo 12, 36).<\/p>\n<p><em>Ogni parola<\/em>: pu\u00f2 sembrare paradossale applicare questo detto a noi giornalisti e lettori di giornali, naviganti in internet e moderatori e visitatori di blog, che facciamo un continuo scialo di parole. Eppure \u00e8 necessario applicarlo. <em>La bocca parla dalla pienezza del cuore <\/em>(Luca 6, 45). E non ci sono attenuanti di categoria. Perch\u00e9 ogni nostra parola pu\u00f2 essere di aiuto o di ostacolo a un fratello. E perch\u00e9 in fondo a ogni notizia e dietro a ogni nickname c\u2019\u00e8 un uomo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 pi\u00f9 violenza nella Rete che nella realt\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Il mio mondo di partenza \u00e8 quello dei media commerciali e quello di arrivo \u00e8 la blogsfera, dove appunto sono moderatore di un blog. Nei grandi quotidiani per i quali ho lavorato e un poco ancora lavoro, ho imparato che nei media c\u2019\u00e8 pi\u00f9 violenza che nella realt\u00e0. Ci si ingiuria anche a Montecitorio, ma da Santoro ci si ingiuria sempre.<\/p>\n<p>La violenza delle recenti campagne mediatiche \u2013 che possono prendere a bersaglio un qualunque avversario, piccolo o grande: Boffo o Berlusconi \u2013 \u00e8 oltre il dato di realt\u00e0. Nessuno nella realt\u00e0 \u00e8 cos\u00ec cattivo come riesce a essere cattiva \u2013 e pericolosa \u2013 la comunicazione di massa: sia con i personaggi pubblici, sia con la gente comune: poniamo con le due povere famiglie di Avetrana come per ogni persona o ambiente che ha la disgrazia di cadere sotto la luce dei media.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un martellamento propagandistico \u2013 un ingigantimento dei fatti con l\u2019ingigantimento e la iterazione dei titoli \u2013 la violazione di ogni privacy \u2013 l\u2019insistenza maniacale sull\u2019elemento sessuale \u2013 il coinvolgimento di persone incolpevoli solo perch\u00e9 destinatarie di una telefonata intercettata \u2013 o magari colpevoli ma comunque da rispettare nella loro dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Questo sui giornali e in televisione. Ma oggi con il blog imparo che c\u2019\u00e8 ancora pi\u00f9 violenza nella Rete che nei media tradizionali. Mai nei media tradizionali si era visto lanciare come parola d\u2019ordine la morte dell\u2019avversario, o la soppressione dei down, o la cacciata dei rom. Il tutto giustificato con il fatto che la Rete costituirebbe un mondo a s\u00e9, dove \u00e8 lecito quello che non sarebbe lecito nel mondo delle relazioni reali: \u201cE\u2019 vero che ho scritto che i Rom mi fanno schifo ma l\u2019ho scritto nel mio blog\u201d. Come se la Rete non appartenesse alla realt\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ma anche nella Rete si pu\u00f2 incontrare Dio<\/strong><\/p>\n<p>Tuttavia anche nei media e nella Rete si pu\u00f2 incontrare l\u2019uomo e dunque anche in essi si pu\u00f2 incontrare Dio. Perch\u00e9 nei media e nella Rete ci va sia chi spregia sia chi cerca l\u2019uomo. E chi cerca l\u2019uomo \u2013 che lo sappia o no \u2013 cerca Dio e non \u00e8 lontano dal trovarlo.<\/p>\n<p>La blogsfera ci pu\u00f2 aiutare a tenerci in contatto e a ricordarci la vocazione a fare di ogni contatto una comunione. L\u2019incontro con Dio si verificher\u00e0 poi \u2013 nella Rete come nella vita \u2013 quando ci sar\u00e0 dato di vedere nell\u2019altro una creatura amata dal Signore e di presentarci a lei nella stessa attitudine.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 giusto \u2013 mi chiederete \u2013 prendere sul serio la blogsfera fino a questo punto? Io sento che dobbiamo farlo e dico che la Rete deve interessarci quanto la realt\u00e0: essa infatti \u00e8 reale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La Chiesa nel mercato dei media<\/strong><\/p>\n<p>Il tema della giornata ci chiama al rapporto tra l\u2019intelligenza della fede e i media. Perdonerete se tratter\u00f2 piuttosto \u2013 da povero giornalista quale sono \u2013 del rapporto tra la Chiesa e il mercato dei media. Per media commerciali intendo tutti quelli che traggono la maggioranza del loro incasso dalla vendita degli spazi pubblicitari: quindi non solo le televisioni private, ma anche i quotidiani e i settimanali d\u2019opinione, le reti radiofoniche e televisive del servizio pubblico, i siti internet e i blog non puramente amatoriali.<\/p>\n<p>Questi media sono migliori di quelli sovvenzionati del passato e meglio rispondenti alle esigenze della democrazia e della mondialit\u00e0. Ma la lotta per l\u2019audience tende a sottoporli progressivamente all\u2019unica regola dell\u2019efficacia commerciale, riducendo lo spazio delle competenze, il rispetto dell\u2019uomo, il servizio al lettore e al visitatore, ogni senso del limite.<\/p>\n<p>Sono migliori di quelli sovvenzionati: pi\u00f9 tempestivi, pi\u00f9 veritieri. Ma la concorrenza che li impegna a dire i fatti li spinge anche a ingrandirli, fino a deformarli. N\u00e9 gli permette di riflettere o echeggiare il dibattito che \u00e8 nella realt\u00e0, ma li spinge a crearlo e ad accentuare il conflitto.<\/p>\n<p>Se possiamo apprezzare alcune virt\u00f9 dei media commerciali, dobbiamo per\u00f2 ricordare che l\u2019informazione non \u00e8 una merce. O meglio: n on pu\u00f2 essere ridotta a merce senza fare violenza agli uomini di cui tratta e alla comunit\u00e0 alla quale \u00e8 offerta.<\/p>\n<p>Per fare audience i giornalisti (e soprattutto i gestori delle testate) tendono a trattare l&#8217;informazione come una merce. Contro questa tentazione, i giornalisti (sia i responsabili delle testate, sia i singoli operatori) devono far valere il principio che l&#8217;informazione non \u00e8 una merce ma un diritto fondamentale dei cittadini. Non deve quindi essere trattata esclusivamente come un prodotto che si vende, ma principalmente come una conoscenza che si trasmette al servizio dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Accettare la sfida<\/strong><strong> di questa via stretta<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p>I media commerciali sono diventati il luogo di una grande sfida: quella tra l\u2019informazione come diritto e l&#8217;informazione come merce. La difficolt\u00e0 a resistere alla tentazione commerciale viene dal fatto che l\u2019informazione \u2013 che non \u00e8 una merce \u2013 viene per\u00f2 veicolata da un prodotto (il giornale, la trasmissione) che viene messo in commercio. Il sistema commerciale dei media tende a produrre un\u2019informazione merce \u2013 i giornalisti devono difendere l\u2019informazione conoscenza.<\/p>\n<p>La sfida va accettata. Non ci sono alternative immediatamente praticabili rispetto al sistema commerciale dei media. Oggi i media sono indispensabili alla vita associata. E sono indispensabili anche in prospettiva religiosa. L\u2019uomo d\u2019oggi riceve una prima immagine del mondo (e anche della Chiesa) dai media: da qui la loro importanza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La deformazione va messa nel conto<\/strong><\/p>\n<p>I media deformano la realt\u00e0 della Chiesa. La deformano sia con il registro alto, o ideologico (che la coglie come una realt\u00e0 dominata da grandi divisioni e conflitti di potere, decisa a imporsi anche con la politica), sia con il registro basso o spettacolare (coglie gli aspetti marginali, confinanti con l\u2019economia, la sessualit\u00e0, la magia, il folclore).<\/p>\n<p>L\u2019effetto d\u2019insieme (i due registri sono compresenti nella grande stampa quotidiana italiana, che \u00e8 colta e popolare insieme) \u00e8 di una duplice deformazione dell\u2019immagine della Chiesa: che il primo registro tende a costringere sotto specie politica, il secondo tende a relegare a notizia leggera.<\/p>\n<p>Il secondo registro va guadagnando terreno ed \u00e8 destinato a divenire egemone, con il procedere dell\u2019americanizzazione dei nostri media: cio\u00e8 con l\u2019affermazione piena della loro natura commerciale, che li porta a privilegiare la notizia con maggiore capacit\u00e0 di risonanza immediata, concorrenziale o spettacolare.<\/p>\n<p>Invece di deprimersi di fronte a queste difficolt\u00e0, la comunit\u00e0 cristiana potrebbe migliorare il proprio rapporto con i media percorrendo due strade principali:<\/p>\n<p>&#8211; cercando di maturare una considerazione realistica del mondo dei media commerciali: non vanno demonizzati, ma neanche ci si deve fare illusioni su un loro facile uso a fini di evangelizzazione; resteranno sempre come una sfida per l\u2019uomo religioso;<\/p>\n<p>&#8211; trovando il modo di parlare pi\u00f9 con i gesti e i fatti che con le parole: il mondo moderno apprezza i testimoni pi\u00f9 che i predicatori e i media \u2013 vera cifra del moderno \u2013 recepiscono un gesto, o una storia di vita, dieci volte meglio di un discorso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il giornalismo come via per farsi tutto a tutti<\/strong><\/p>\n<p>Termino questa riflessione affrontando per un momento la questione dell\u2019incidenza che potrebbe avere oggi la vocazione cristiana nel modo di condurre la professione giornalistica, sia applicata ai media tradizionali, sia alla Rete.<\/p>\n<p>Credo che in ogni ambito della comunicazione \u2013 anche il pi\u00f9 nuovo e scatenato e scatenante \u2013 la vocazione cristiana possa fornire un arricchimento decisivo, nel senso della sollecitazione a cogliere la pienezza dell\u2019umano, o quel tanto di umano rinvenibile in ogni persona.<\/p>\n<p>Oso dire che la vocazione cristiana dovrebbe portare l\u2019operatore e il fruitore dei media tradizionali e nuovi a farsi \u201ctutto a tutti\u201d (se \u00e8 lecito parafrasare l\u2019apostolo Paolo: <em>Prima Corinti<\/em> 9, 20-22) per comunicare l\u2019uomo all\u2019uomo.<\/p>\n<p>Indico cinque punti per tale esercizio.<\/p>\n<p>Collocarsi davanti all\u2019uomo di cui parliamo \u2013 o di cui leggiamo \u2013 con l\u2019atteggiamento di attesa (rispetto, apertura, sospensione del giudizio, fiducia, speranza, comune attesa del comune destino) che il cristiano dovrebbe avere davanti a ogni uomo che incontra nella realt\u00e0.<\/p>\n<p>Ispirare questo atteggiamento a un rispetto radicale per il mistero dell\u2019uomo, anche dell\u2019uomo colpevole, mistero di interiorit\u00e0 ma anche di destino che solo nella morte e nel giudizio sar\u00e0 rivelato \u2013 e trovare comunque il modo di segnalare parlando \u2013 o di intendere leggendo \u2013 ci\u00f2 che all\u2019uomo dovrebbe interessare dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>Non giudicare dunque e non collocarsi per schieramento politico, o ideologico, o culturale. Ma cercare la persona dietro la posizione, o dietro la maschera. Non accettare mai la sua riduzione delle persone oggetto di informazione alle categorie dell\u2019utile, dell\u2019erotico, del nemico, del mostro, del malvivente: tipiche tentazioni dei media di massa.<\/p>\n<p>Stare sempre con il debole e con chi \u2013 in questo momento \u2013 \u00e8 debole, o \u00e8 il pi\u00f9 debole: specie se colpevole, che \u00e8 due volte debole e se tutti gli danno addosso. Un cristiano deve trovare il modo per dire che non fu giusto perseguitare Gardini o Craxi e non sar\u00e0 giusto aver perseguitato Berlusconi o Gheddafi.<\/p>\n<p>Restare aperti alla novit\u00e0, alla modificabilit\u00e0, alla possibile conversione d\u2019ognuno: anche nei media i credenti dovrebbero affermare la prospettiva dell\u2019attesa, l\u2019apertura al nuovo, alla novit\u00e0 inaudita, ai cieli nuovi e alla terra nuova.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domus Mariae \u2013 Roma &#8211; sabato 2 aprile 2011 \u00a0 Metto una parola di Ges\u00f9 a motto di questa conversazione: \u201cRenderai conto di ogni parola che uscir\u00e0 dalla tua bocca\u201d&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/intelligenza-della-fede-e-universo-dei-media\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Intelligenza della fede e universo dei media<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-7697","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7697","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7697"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7697\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7698,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7697\/revisions\/7698"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7697"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}