{"id":7823,"date":"2011-11-20T18:10:33","date_gmt":"2011-11-20T17:10:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=7823"},"modified":"2011-11-20T18:10:33","modified_gmt":"2011-11-20T17:10:33","slug":"maria-cristina-ogier-%e2%80%9csenti-babbo-sei-o-non-sei-un-medico-cristiano%e2%80%9d","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/11-il-genio-della-carita\/maria-cristina-ogier-%e2%80%9csenti-babbo-sei-o-non-sei-un-medico-cristiano%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Maria Cristina Ogier \u201cSenti babbo, sei o non sei un medico cristiano?\u201d"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Maria Cristina Ogier, fiorentina, muore a 19 anni nel 1973 avendo dato una straordinaria manifestazione di come possa vivere e di che cosa possa fare una cristiana di oggi. Il genio della carit\u00e0 che la caratterizz\u00f2 ha avuto proiezione ed efficacia oltre la morte. Alcuni mesi prima di morire \u2013 a causa di un tumore al cervello diagnosticato quando aveva quattro anni \u2013 Maria Cristina, che era al primo anno di Universit\u00e0, aveva riferito in famiglia le discussioni sull\u2019aborto che si tenevano tra gli studenti e cos\u00ec aveva parlato al padre, con riferimento ai bambini abortiti: \u201cSenti, babbo, sei o non sei un medico cristiano? Se non te ne occupi tu, di quei bambini, chi vuoi che se ne occupi?\u201d Mosso da quelle parole il professor Ogier fond\u00f2 nel 1975 il \u201cCentro di aiuto alla vita\u201d di Firenze, che porta il nome di Maria Cristina e che \u00e8 divenuto il modello degli altri che sono sorti in seguito e che oggi in Italia sono oltre 300. Ecco un racconto dell\u2019avventura cristiana di Maria Cristina fatto dalla mamma Gina al giornalista Renzo Allegri un mese dopo la morte della figlia e riproposto da Allegri con un servizio per l\u2019agenzia \u201cZenit\u201d il 15 novembre del 2011. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>A Maria Cristina, io e mio marito non abbiamo in\u001fsegnato niente di tutto quello che ha fatto. Io e mio marito siamo sempre stati cattolici, ma una volta non eravamo molto ferventi (\u2026). Conoscendo le condizioni di salute di Maria Cristina, cercavamo di distrarla, volevamo acconten\u001ftare tutti i suoi desideri, vole\u001fvamo che si divertisse. Fin da bambina, Maria Cristina era molto vivace. Amava lo sport ed era una brava nuota\u001ftrice (\u2026). Era intelligente e studiava molto. Ha dato la maturit\u00e0 con un anno di anticipo e a pieni voti. Si era iscritta a medicina perch\u00e9 voleva diventare medico, co\u001fme il padre. Accanto a tutto que\u001fsto, per\u00f2, aveva grandi ideali di bont\u00e0, di altruismo, di volontariato dei quali n\u00e9 io n\u00e9 suo padre le ave\u001fvamo mai parlato.<\/em><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>Nella vita di mia figlia c\u2019\u00e8 sempre stato un qualche cosa di misterioso che non sono mai riuscita a capire. Il primo episodio che mi sorprese, accadde nel 1961. Ma\u001fria Cristina aveva sei anni. Poi\u001fch\u00e9 era ammalata a poteva mo\u001frire improvvisamente, chiesi al parroco, monsignor Giancarlo Setti, di ammetterla alla Comunio\u001fne. Il parroco fu comprensivo e volle preparare personalmente la bam\u001fbina. Maria Cristina era molto felice e una settimana prima della festa, mentre le preparavo l\u2019abito bianco, mi disse: Il ve\u001fstito bianco lo voglio: devo essere bella perch\u00e9 ricevo Ges\u00f9, ma non voglio regali. Di\u2019 alle zie, agli zii e ai nonni che in\u001fvece di regali mi diano dei sol\u001fdi, cos\u00ec li posso portare ai bam\u001fbini poveri (\u2026). Qualche mese dopo accadde un altro episodio misterioso. Una mattina Maria Cristina mi disse: Questa notte ho sogna\u001fto Ges\u00f9. Sono entrata in chie\u001fsa e il grande crocifisso sull\u2019al\u001ftare si \u00e8 svegliato. Mi ha detto: \u201cMaria Cristina, vuoi togliermi i chiodi e la corona di spine?\u201d Io ho fatto tutto quello che vo\u001fleva e poi l\u2019ho preso per mano e l\u2019ho accompagnato a casa no\u001fstra e l\u2019ho messo a letto. Gli ho dato anche il pigiama perch\u00e9 era nudo. Lui allora mi ha det\u001fto: \u201cOra vai, sei guarita\u201d (\u2026). Quella frase \u2018Ora vai, sei guarita\u2019, mi toglieva il sonno. In quei giorni Maria Cristina era molto migliorata, sembrava guarita e io sognavo ad occhi aperti.<\/em><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>Qualche tempo prima eravamo andati a Stoccolma dal professor Olivecrona. Speravamo che il celebre chirurgo del cervello potesse fare un intervento, e invece ci disse che il tumore era in una posizione impossibile da raggiungere chirurgicamente. Era meglio attendere il decorso naturale della malattia. Pratic\u00f2 un intervento di decompressione, ma ci disse che per la nostra bambina la medicina non poteva fare nient\u2019altro. Dopo il racconto del sogno di Maria Cristina, io speravo che quel miglioramento fos\u001fse provocato da un miracolo, non dalla medicina. Anzi spe\u001fravo che non fosse un miglio\u001framento ma la guarigione completa.<\/em><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>Pass\u00f2 un anno, Maria Cristina stava bene, avevamo quasi ritrovato la felicit\u00e0, ma una mattina la bambina mi chiam\u00f2 nella sua cameretta e mi disse: Mamma, ho sognato ancora Ges\u00f9. Mi ha chiesto di portare la croce in\u001fsieme con Lui. Impaurita, le doman\u001fdai piangendo: E tu che cosa hai risposto? Con un sorriso dolcissimo la bambina disse: Gli ho detto di s\u00ec. Se avessi visto la sua faccia, gli avresti detto di s\u00ec anche tu. Pochi gior\u001fni dopo, Maria Cristina ricominci\u00f2 a zoppicare e la malattia riprese il suo ter\u001fribile corso. Da allora, mia figlia non si \u00e8 pi\u00f9 lamentata del male. Ha cominciato a vi\u001fvere preoccupandosi solo di aiu\u001ftare gli altri ed \u00e8 sempre ap\u001fparsa felice, contenta. Viveva per gli al\u001ftri. Tutti i suoi risparmi li dava ai poveri. Quando incontrava un povero per la strada, gli da\u001fva tutto quello che aveva, si fermava a chiacchierare, lo ac\u001fcarezzava. Io sono schizzinosa e la rimproveravo. Maria Cri\u001fstina \u2013 dicevo \u2013 fa pure la carit\u00e0 ai poveri ma non \u00e8 necessario che tu ti fermi a parlare e non devi toccarli. Sono sporchi, puoi prendere delle malattie. Lei mi rispondeva: Mamma, i poveri sono tanto soli. Non hanno bi\u001fsogno soltanto di denaro, ma so\u001fprattutto di affetto.<\/em><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>Quando divenne pi\u00f9 grande, cominci\u00f2 ad andare a visitare i vecchietti dei ricoveri. Li lava\u001fva, imboccava i paralitici, com\u001fperava indumenti, restava con loro a chiacchierare. Quando era lontana, scriveva lettere, cartoline perch\u00e8 non si sentissero soli.<\/em><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>Preoccupata per la sua salute, la portavo da un santuario all\u2019altro pregando per ottenere un miracolo. Maria Cristina mi seguiva obbediente, ma non ha mai pregato per la sua guarigio\u001fne. Spesso glielo chiedevo con le lacrime agli occhi: Domanda la grazia alla Madonna, dicevo. E lei rispondeva: Mamma, ci sono tante persone che soffrono molto pi\u00f9 di me: bisogna pregare per loro.<\/em><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>Ogni anno andavamo a Lour\u001fdes. Durante quei viaggi, Maria Cristina scopr\u00ec il lavoro delle crocerossine che accompagnano gli ammalati e volle diventare crocerossina. Era felice di dedi\u001fcarsi ai sofferenti. Riusciva a infondere nel loro animo tanta rassegnazione, tanta bont\u00e0. Du\u001frante i viaggi sul treno, al san\u001ftuario, non si stancava mai di correre, di aiutare, di pregare, di consolare. Gli ammalati pi\u00f9 difficili e pi\u00f9 bisognosi erano i suoi prediletti. Non aveva ribrez\u001fzo neanche per le piaghe pi\u00f9 orribili che facevano impressione perfino ai medici. Comperava immaginette, cartoline che scri\u001fveva alle famiglie dei suoi am\u001fmalati. Io che sapevo come fa\u001fticava con la sua mano e la gamba semiparalizzate, ogni tanto le dicevo: Cristina, riposati un poco. Lei rispondeva sorridendo: Hanno bisogno di me (\u2026). <\/em><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>Nel 1970 venne a Firenze un cappuccino, padre Pio Conti. Era medico e prima di partire missionario per l\u2019Amazzonia vo\u001fleva specializzarsi in ginecolo\u001fgia e ostetricia. Studiava con mio marito e veniva spesso a casa nostra. Parlando con Padre Pio, Maria Cristina scopr\u00ec le missioni e cominci\u00f2 a interessar\u001fsi anche di queste raccoglien\u001fdo offerte e medicinali. Termi\u001fnata la specializzazione, Padre Pio and\u00f2 in Amazzonia. Dopo qualche tempo scrisse una lette\u001fra parlando del suo apostolato. Aveva una missione difficile. Il territorio era vastissimo: 500 chilometri lungo il Rio delle Amazzoni. L\u2019unico mezzo di co\u001fmunicazione era il fiume che gli Indios percorrevano con le ca\u001fnoe. Nella foresta c\u2019era un pic\u001fcolo ospedale ma serviva a po\u001fco. Gli ammalati gravi, i feriti potevano raggiungere l\u2019ospedale solo attraverso il fiume, con la canoa. Il viaggio era lungo e disagiato, spesso morivano prima di ar\u001frivare dal medico. Bisognereb\u001fbe avere una imbarcazione at\u001ftrezzata, concludeva Padre Pio. Era una frase buttata l\u00ec per caso, ma nella mente di Maria Cristina nacque immediatamen\u001fte il desiderio di aiutare quella povera gente (\u2026). Cominci\u00f2 la sua campagna e per quasi due an\u001fni lavor\u00f2 infaticabile. Scriveva lettere ad amici, a enti, ai gior\u001fnali. Aveva messo delle casset\u001ftine per le offerte nello stu\u001fdio di suo padre, nell\u2019ospedale, nella clinica, nei negozi. Se qualcuno le offriva un regalo, chiedeva soldi per la barca da mandare in Amazzonia. Alla sera si attaccava al telefono e non la smetteva mai \u2026). Il suo entusiasmo contaminava tutti. La gente, invece di scoc\u001fciarsi, restava affascinata da quello che sapeva dire quella ragazzina. Per racco\u001fgliere offerte furono organizza\u001fti concerti. Nelle fabbriche e nei forni i ceramisti si tassavano. Finalmen\u001fte la somma fu raggiunta. A questo punto Maria Cristina trov\u00f2 l\u2019ap\u001fpoggio di un altro amico: Bru\u001fno Lorenzini, un portuale di Li\u001fvorno: un gigante dal cuore tanto buono. Andarono a Fiumicino a com\u001fperare la barca. Fu attrezzata con ambulatorio-pronto soccorso, po\u001fsti letto per trasporto di am\u001fmalati. Il 21 febbraio 1972 la barca part\u00ec. Quel giorno, al porto di Livorno Ma\u001fria Cristina era felicissima (\u2026).<\/em><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>C\u2019era un\u2019altra opera che vo\u001fleva realizzare. Diceva spesso: Ai bambini ci pensano tutti, ma i vecchi sono i pi\u00f9 dimen\u001fticati. Pensava di formare piccole case che fossero co\u001fme famiglie per i vecchi soli e abbandonati. Aveva gi\u00e0 un pro\u001fgetto. Non ha potuto realizzarlo ma il suo desiderio non an\u001fdr\u00e0 perduto. Ora tocca a me. Io non sono Maria Cristina, non ho la sua fede e la sua forza, ma sento che devo continuare la sua opera. Mio marito ha detto: La nostra vita ora ha un solo scopo: realizzare il sogno di Maria Cristina per i suoi amma\u001flati. Metteremo tutte le nostre sostanze in quell\u2019opera.<\/em><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>A ottobre [del 1972] cominci\u00f2 a star molto male. In novembre iniziammo una cura a Roma. Trascorrevo gran parte della settimana in casa di parenti. Maria Cristi\u001fna non riusciva pi\u00f9 a stare in piedi da sola. Si trascinava per qualche metro appoggiata a me e soffriva, ma non si lamentava.<\/em><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>L\u2019otto gennaio era stato un giorno normale. Alle 6.30 di sera eravamo andati a messa e avevamo fatto la Comunione, come sempre. Maria Cristi\u001fna si \u00e8 seduta a tavola. Si \u00e8 girata verso di me, mi ha guar\u001fdato un attimo, smarrita, mi ha gettato le braccia al collo ed \u00e8 rimasta fulminata da una para\u001flisi bulbare.<\/em><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><em>La mattina seguente la por\u001ftinaia mi ha portato quattro ri\u001fcevute di vaglia che aveva ese\u001fguito per conto di mia figlia. Poche ore prima di morire, Ma\u001fria Cristina aveva fatto le sue ultime offerte: 100 mila lire alla Missione in Amazzonia per le medicine e la benzina del battello; 10 mila lire a un Istituto di ragazzi spastici; 2000 lire alla citt\u00e0 dei ragazzi vicino a Ro\u001fma; 1000 lire al Santuario della Madonna di Fatima di un pae\u001fse toscano.<\/em><\/span><\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong><br \/>\n<\/strong><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\">Sempre in quel testo citato sopra Renzo Allegri scrive che \u201ca Firenze, e in altre citt\u00e0 d\u2019Italia e del mondo, ci sono altre ammirevoli realt\u00e0 che Maria Cristina sognava e che, dopo la sua morte, i suoi genitori, con i parenti, gli amici, i conoscenti, gli ammiratori hanno realizzato in suo ricordo: case-famiglia per anziani, una scuola in Brasile per bambini poveri, una scuola in Bolivia, un centro accoglienza per orfani in Bielorussia\u201d. Un\u2019Associazione Onlus che porta il nome di Maria Cristina ha questo sito: <\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.mariacristinaogier.it\/index.php\">http:\/\/www.mariacristinaogier.it\/index.php<\/a>. In esso si legge questa pagina <\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong>di diario di Maria Cristina datata 30 marzo 1972: \u201c<\/strong><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><em><strong>Signore, ti ringrazio della fiamma che brucia in me, questo desiderio insaziabile di fare del bene, di aiutare il fratello e nello stesso tempo di aiutare te, che ci hai tanto amato. Aiutami a sopportare, a soffrire, a accettare sempre la tua volont\u00e0<\/strong><\/em><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong>\u201d.<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: small;\"><strong>[Novembre 2011]<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Maria Cristina Ogier, fiorentina, muore a 19 anni nel 1973 avendo dato una straordinaria manifestazione di come possa vivere e di che cosa possa fare una cristiana di oggi.&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/11-il-genio-della-carita\/maria-cristina-ogier-%e2%80%9csenti-babbo-sei-o-non-sei-un-medico-cristiano%e2%80%9d\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Maria Cristina Ogier \u201cSenti babbo, sei o non sei un medico cristiano?\u201d<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2117,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-7823","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7823","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7823"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7823\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7824,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/7823\/revisions\/7824"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2117"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7823"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}