{"id":8009,"date":"2011-12-17T22:04:30","date_gmt":"2011-12-17T21:04:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=8009"},"modified":"2011-12-17T22:04:30","modified_gmt":"2011-12-17T21:04:30","slug":"educare-in-famiglia-nel-tempo-di-internet","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/educare-in-famiglia-nel-tempo-di-internet\/","title":{"rendered":"Educare in famiglia nel tempo di Internet"},"content":{"rendered":"<p><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Convegno delle coppie con figli<\/p>\n<p><em>Sala parrocchiale di San Prospero in <\/em><em>Collecchio \u2013 Parma<\/em><em><\/em><\/p>\n<p><em>Domenica 4 dicembre 2011 \u2013 ore 09,30-16,00<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Non tratter\u00f2 dell\u2019educazione in generale ma solo di quella in famiglia e non guarder\u00f2 a tutte le facce dell\u2019educazione ma solo a quelle che hanno relazione con la cultura digitale. Ma ovviamente svolgeremo le nostre considerazioni tenendo presente il quadro pi\u00f9 ampio dell\u2019educazione in questo nostro tempo che pone forti questioni alle famiglie e alla Chiesa, come del resto all\u2019intera societ\u00e0 e \u2013 potremmo dire \u2013 all\u2019intera umanit\u00e0. Forse per la prima volta nella storia siamo di fronte a una \u201cemergenza educativa\u201d \u2013 questa \u00e8 un\u2019espressione abituale in Benedetto XVI \u2013 dalle dimensioni planetarie. E\u2019 proprio la penetrazione in ogni gruppo umano della nuova cultura digitale \u2013 una penetrazione trionfante, iniziale o annunciata \u2013 a darci la percezione della globalit\u00e0 di questa emergenza. Un\u2019emergenza che i nostri vescovi amano chiamare \u201cSfida educativa\u201d [cos\u00ec \u00e8 intitolato un volume a cura del Comitato per il Progetto Culturale della Cei, pubblicato da Laterza nel 2009] e alla quale hanno programmato di dedicare il decennio pastorale 2010-2020: \u201cEducare alla vita buona del Vangelo\u201d \u00e8 il titolo del documento per l\u2019avvio di questo programma.<\/em><\/p>\n<p><em>Indicher\u00f2 dieci attenzioni alla cultura digitale da coltivare in famiglia, ma prima segnalo due \u201cprove\u201d particolari alle quali va incontro l\u2019arte dell\u2019educazione in questa stagione della storia umana, e alle quali le dieci attenzioni vorrebbero rimediare:<\/em><\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 il gap di linguaggio comunicativo generazionale, lamentato sempre dai padri e dai figli, si \u00e8 oggi ingigantito: i nativi digitali \u2013 come viene detta la nuova generazione \u2013 sono oggi pi\u00f9 lontani che mai nelle modalit\u00e0 della comunicazione dai digitali acquisiti, e ancor pi\u00f9 dai non digitali; c\u2019\u00e8 insomma un <em>digital divide<\/em> \u2013 un divario digitale \u2013 in ogni casa oltre che nel pianeta;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 l\u2019illusione che la vita possa essere una festa e un gioco immediatamente fruibili, appunto come i giochi digitali \u2013 e qui occorrer\u00e0 aiutare la nuova generazione a intendere la seriet\u00e0 e anche la drammaticit\u00e0 della vita, che \u00e8 anche una festa, ma non \u00e8 solo una festa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Non temere il digitale<\/strong>. Vale anche qui il monito evangelico \u201cnon abbiate paura\u201d: c\u2019\u00e8 una Provvidenza che guida la storia. Il digitale \u00e8 una meravigliosa acquisizione. Potremmo intuirne la portata per parabola: \u201cI ciechi vedono, i muti parlano, i sordi odono, gli storpi camminano, ogni uomo diventa mio prossimo\u201d. L\u2019anziano mantiene una piena comunicazione, il disabile pu\u00f2 acquisire facolt\u00e0 di cui era privo. Nella mia ricerca di storie di vita ho trovato persone che scrivono azionando tastiere con i piedi, o con uno stecco tenuto tra i denti, o con il battito delle ciglia; e muti che parlano attraverso un sintetizzatore vocale e analoghi mirabili aiuti a chi non vede o non sente. C\u2019\u00e8 poi il dono di una prossimit\u00e0 illimitata, a superamento di ogni lontananza e barriera. Il digitale allarga ogni frontiera dell\u2019umano.<\/li>\n<li><strong>Seguire i figli nell\u2019avventura<\/strong>. Suggerisco di seguire \u2013 o inseguire, se un poco ci siamo attardati \u2013 i figli nell\u2019avventura digitale in modo da non lasciarli soli davanti al computer quando sono piccoli e al fine di ridurre quel gap generazionale che si diceva. Anche noi, per sapere quello che fanno i giovani e per restare giovani con loro, useremo la posta elettronica, frequenteremo la blogsfera, entreremo in Facebook. Esattamente come siamo abituati a tenerli d\u2019occhio andando a vedere i film che ci suggeriscono o leggendo anche noi <em>Il Signore degli anelli<\/em> di Tolkien. Avendo figli e nipoti, mi diverto in questa impresa. Tengo a bada la gelosia e i rimpianti dell\u2019invecchiamento sognando le meraviglie di cui loro disporranno, in aiuto al loro essere uomini e donne, quando io pi\u00f9 non ci sar\u00f2 a consigliare o a chiedere aiuto.<\/li>\n<li><strong>Uso familiare dei media digitali<\/strong>. Per non fare una corsa parallela alla loro ma staccata, useremo questi strumenti per comunicare con i figli. La posta elettronica pu\u00f2 aiutare ad ampliare e prolungare la comunicazione scritta che \u00e8 importante \u2013 e per qualche aspetto insostituibile \u2013 anche con le persone che abitano nella stessa casa. Meglio degli sms che ormai tutti usiamo per tenerci in contatto con i figli, la posta elettronica pu\u00f2 fornire l\u2019opportunit\u00e0 di proporre un testo da leggere, di suggerire una preghiera, di ricordare una scadenza, un compleanno, un impegno. Nella mia famiglia, con due figli che vivono a Parigi e una figlia sposata con bambini e un altro figlio che \u00e8 spesso in viaggio, ci teniamo in contatto con una \u201cfamily news\u201d inviata a tutti avendo predisposto un \u201cgruppo di indirizzi\u201d e con la quale ognuno pu\u00f2 rivolgersi a ognuno con la funzione \u201crispondi a tutti\u201d. E\u2019 una facilissima applicazione familiare del sistema della<em> mailing-list<\/em> che facilita il contatto, l\u2019aggiornamento, l\u2019aiuto informativo.<\/li>\n<li><strong>Porre i figli a nostri tutor<\/strong>. Il vantaggio digitale che i nostri figli hanno su di noi li pone con naturalezza a nostri tutor. Potrebbe essere questo anche il loro primo lavoro domestico retribuito, se abbiamo un\u2019attivit\u00e0 commerciale, un ufficio, impegni di scrittura o una qualsiasi occupazione che richieda una presenza continuata nella Rete. \u201cMio figlio resta ozioso e non so che fargli fare\u201d: lo farai navigare. Dovremmo ingegnarci \u2013 con l\u2019aiuto della loro fantasia \u2013 a proporgli l\u2019universo digitale come l\u2019area dove cercare il primo lavoro. Incoraggiandoli a leggere, studiare e sperimentare le vie per passare dal gioco al lavoro: il digitale come laboratorio dell\u2019avviamento al lavoro. Pensiamo alle possibilit\u00e0 offerte dai giornali scolastici e associativi online, e ancor pi\u00f9 dai siti interattivi dei gruppi amicali, parrocchiali e simili.<\/li>\n<li><strong>Nella Rete con nome e cognome<\/strong>. Le identit\u00e0 fittizie sono la grande tentazione della Rete, irresistibile per i giovanissimi. In un blog io non mi chiamer\u00f2 Alberto ma Batman e sar\u00f2 alto due metri invece che un metro e mezzo, racconter\u00f2 che le donne mi inseguono e non dir\u00f2 che ho dei problemi a trattare con i barboni ma che bisogna dargli fuoco\u2026 Questo mascheramento \u00e8 generalmente innocuo ma pu\u00f2 anche risultare pericoloso, come nel caso del fuoco ai barboni o degli appuntamenti con sconosciuti. Far\u00e0 dunque parte della nostra pedagogia verso i pi\u00f9 giovani l\u2019invito a riflettere sul rischio delle identit\u00e0 fittizie e multiple: perch\u00e8 nella Rete posso essere maschio e femmina e gay, ricco e povero, di destra e di sinistra. Se andiamo insieme nella Rete il nativo digitale mi aiuter\u00e0 a navigare e ad avvistare nuove terre, io che appartengo alla stirpe meticcia \u2013 perch\u00e9 nato \u201cno digital\u201d e approdato al digitale da adulto \u2013 lo provocher\u00f2 a tener conto del principio di realt\u00e0.<\/li>\n<li><strong>No alla violenza verbale<\/strong>. Nella Rete c\u2019\u00e8 pi\u00f9 violenza che nella realt\u00e0. Gi\u00e0 da sola l\u2019identit\u00e0 fittizia \u00e8 un potenziale presupposto di relazioni accese se non violente. Ma poi arriva la violenza vera e propria, che \u00e8 ovviamente verbale, ma la violenza delle parole a volta tocca l\u2019anima pi\u00f9 di quella fisica. Velocemente nascono e muoiono \u2013 o vengono chiusi dalla Polizia postale \u2013 siti intitolati \u201cA morte il Papa\u201d, \u201cSopprimiamo Franceschini\u201d, \u201cUccidiamo Alfano\u201d, \u201cA morte Marco Travaglio\u201d, \u201cUccidiamo la Moratti\u201d; e naturalmente quello che tira di pi\u00f9 \u00e8 \u201cUccidete Berlusconi\u201d. Non esisterebbero tali scatenamenti se ci fosse un impegno ad apparire con la propria reale identit\u00e0. Occorre aiutare i giovani a intendere che la Rete fa parte della realt\u00e0 e che non esiste \u2013 se non concettualmente, ovvero conoscitivamente \u2013 un mondo virtuale staccato dal mondo reale.<\/li>\n<li><strong>La Rete come \u201cportale\u201d sul mondo<\/strong>. In famiglia e nella scuola e in parrocchia dovremmo stimolare i ragazzi a usare questi strumenti come vie di accesso alla conoscenza del mondo reale. Guardando al virtuale come a una simulazione del reale che di questo ci pu\u00f2 facilitare la conoscenza e a questo ci pu\u00f2 approssimare. Stimolarli dunque a passare dalle aree di gioco della Rete a quelle conoscitive e informative. Non leggono i giornali che costano e richiedono tempo, ma possono ogni tanto visitare i siti dei quotidiani on line e vedere i titoli dei telegiornali. Provocarli infine all\u2019esperienza del giornale stampato, pi\u00f9 completo e pi\u00f9 adatto all\u2019approfondimento e alla memorizzazione.<\/li>\n<li><strong>Suscitare il desiderio di relazioni reali<\/strong>. Tra i miraggi del digitale c\u2019\u00e8 anche una specie di stordimento che tende a imprigionare i pi\u00f9 giovani in un cerchio di relazioni virtuali. Il richiamo al principio di realt\u00e0 dovr\u00e0 innanzitutto comportare una spinta a fuoriuscire da quel cerchio. La chiusura in esso \u00e8 anche una scelta di comodo: i ragazzi tendono a stabilire contatti via internet \u2013 piuttosto che a intrecciarli nella realt\u00e0 \u2013 perch\u00e9 il contatto a distanza \u00e8 meno coinvolgente e non genera responsabilit\u00e0. \u201cPap\u00e0, la notte di Capodanno voglio andare a servire in una mensa dei poveri\u201d, mia ha detto una volta uno dei figli. E io entusiasta a proporgli Sant\u2019Egidio, l\u2019Ostello della Caritas, il Centro di accoglienza delle Suore di Madre Teresa\u2026 e lui: \u201cCalma pap\u00e0, lo cerco in internet\u201d. Cercando in internet mantieni la tua autonomia, il contatto lo stabilisci se vuoi e quando vuoi; andando nei luoghi attivi invece delle relazioni reali che potrebbero portarti pi\u00f9 lontano di quanto vorresti.<\/li>\n<li><strong>Tutor nella Rete e tutor nella realt\u00e0<\/strong>. Ai ragazzi che crescono e si muovono nella Rete come ragni nella ragnatela possiamo proporre qualche impegno di tutor in Rete \u2013 poniamo nei confronti di ragazzi immigrati, loro compagni di scuola \u2013 che li prepari a svolgere un analogo impegno nella realt\u00e0. Si cresce davvero quando si impara a occuparsi del prossimo. \u201cPerch\u00e9 non dai una mano alla nostra cugina che sta iniziando a usare il computer per l\u2019inventario (o il bilancio, o le prenotazioni\u2026) del negozio (o dell\u2019ufficio, o del Bed and breakfast&#8230;)?\u201d Quello che fanno volentieri con il computer pu\u00f2 essere \u2013 dicevamo sopra \u2013 avviamento al lavoro, ma pu\u00f2 svolgere anche la funzione di approccio a realt\u00e0 verso le quali adempiere ad analoghe funzioni reali di tutoraggio, o di servizio.<\/li>\n<li><strong>Dal fare Rete al fare associazione<\/strong>. La cultura digitale necessariamente modifica il rapporto dei nostri ragazzi con l\u2019associazionismo: esso diventer\u00e0 pi\u00f9 leggero, meno vincolante, meglio sostituibile. Avranno meno bisogno di andare in biblioteca, all\u2019oratorio, al circolo ricreativo di ogni tipo; potranno procurarsi in Rete il compagno che manca per la gita in cui bisogna essere in sei; sempre in Rete troveranno il libro che non \u00e8 pi\u00f9 in commercio, chi gli faccia ripetizioni o a chi fare ripetizioni. Crescer\u00e0 la tendenza dei giovanissimi a tenere lontane da s\u00e9 le responsabilit\u00e0 associative. Avvicinarli a esse dovr\u00e0 dunque essere, pi\u00f9 che mai, il primo compito degli educatori. Molto lavoro di preparazione a ci\u00f2 potr\u00e0 essere svolto gi\u00e0 in Rete: si pu\u00f2 partire dal coinvolgimento dei ragazzi nella gestione comunitaria del sito della parrocchia, del gruppo giovani, del gruppo biblico di cui eventualmente facciano parte. \u201cCome mai il vostro sito non \u00e8 interattivo?\u201d vado chiedendo per l\u2019Italia ai tanti \u2013 tutte le diocesi, quasi tutte le parrocchie, quasi tutti i gruppi associativi \u2013 che hanno un sito che puoi visitare ma con il quale non puoi interagire. \u201cNon abbiamo chi se ne occupi\u201d \u00e8 quasi sempre la risposta. Vanno coinvolti i ragazzi. Ci\u00f2 che l\u2019associazionismo e le attivit\u00e0 sociali \u2013 nell\u2019era digitale \u2013 perdono in strutturazione e densit\u00e0, lo possono compensare con quanto guadagnano in ampiezza di comunicazione, divulgazione, irradiazione.<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Convegno delle coppie con figli Sala parrocchiale di San Prospero in Collecchio \u2013 Parma Domenica 4 dicembre 2011 \u2013 ore 09,30-16,00 \u00a0 Non tratter\u00f2 dell\u2019educazione in generale ma solo di&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/educare-in-famiglia-nel-tempo-di-internet\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Educare in famiglia nel tempo di Internet<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-8009","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/8009","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8009"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/8009\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8010,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/8009\/revisions\/8010"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8009"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}