{"id":815,"date":"2008-09-25T22:43:31","date_gmt":"2008-09-25T21:43:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=815"},"modified":"2009-10-01T13:55:48","modified_gmt":"2009-10-01T11:55:48","slug":"salvatore-boccaccio-2-%e2%80%93-vescovo-invalido","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/5-anche-in-ospedale-si-puo-essere-felici\/salvatore-boccaccio-2-%e2%80%93-vescovo-invalido\/","title":{"rendered":"Boccaccio: quando un vescovo invalido invita al coraggio di \u201cuscire dal tempio\u201d"},"content":{"rendered":"<p>\u201cIl vescovo \u00e8 quello che celebra \u2013 ci\u00f2 che celebra, lui \u00e8 il vescovo\u201d: parla cos\u00ec il vescovo Boccaccio, giunto a un tornante forse decisivo della vita. Non so che teologia sia ma sento che quello che dice \u00e8 vero.<br \/>\n\u201cIl vescovo poi sale all\u2019altare e lo bacia \u2013 bacia cos\u00ec la sposa\u201d:  anche questa mi pare dottrina certa.<br \/>\n\u201cSi unisce profondamente a quelle parole terribili \u2018questo \u00e8 il mio corpo\u2019 sapendo che egli \u00e8 una cosa sola con lui per sempre\u201d: ora mi \u00e8 chiaro che sta parlando dell\u2019offerta di s\u00e9.<\/p>\n<p><strong>Cercate la Chiesa fuori da qui<\/strong><br \/>\nNe cava questa consegna che trasmette ai figli: \u201cCercate la vostra Chiesa fuori del tempio \u2013 perch\u00e9 la Chiesa \u00e8 fatta dei piccoli, dei poveri, dei malati, dei disabili, dei disagiati, \u00e8 fatta di tutti coloro che non hanno altra speranza se non quella di essere abbracciati da Ges\u00f9 Cristo\u201d.<br \/>\nDove ha preso il povero vescovo di Frosinone, esuberante e invalido \u2013 dove ha preso questa ecclesiologia evangelica che non era nei manuali su cui ha studiato e neanche nei documenti del Vaticano II sui quali aggiorn\u00f2 poi la sua formazione?  Salvatore Boccaccio ha parlato quella lingua cristiana appassionata e tutta sua venerd\u00ec 4 gennaio nella chiesa del Sacro Cuore a Frosinone, a conclusione della festa che la diocesi gli aveva organizzato per i vent\u2019anni di episcopato, tre giorni prima di un nuovo appuntamento con i ferri del chirurgo. Un appuntamento a rischio dal quale \u2013 mentre scrivo \u2013 non si \u00e8 ancora ripreso.<br \/>\nEro l\u00ec tra i chiamati a festeggiarlo: il cardinale Tonini, il procuratore della Repubblica di Frosinone Margherita Gerunda, un prete \u2013 Domenico Luciani \u2013 della diocesi di Sabina-Poggio Mirteto (dove Boccaccio fu vescovo prima di essere trasferito a Frosinone) e Ottavio Petroni gi\u00e0 parroco di S. Saturnino a Roma, cio\u00e8 del settore affidato a Boccaccio quand\u2019era ausiliare del cardinale Poletti. E c\u2019era una folla accorata. Era come se nella malattia la comunit\u00e0 scoprisse il vescovo e il vescovo scoprisse la comunit\u00e0, reciprocamente nuovi l\u2019uno e l\u2019altra.<br \/>\nQuando tocca a me parlare ricordo in quattro \u201cfoto\u201d la mia frequentazione dell\u2019uomo. L\u2019ausiliare di Roma che veniva nella mia parrocchia a celebrare le cresime, 19 anni addietro e uno dei miei figli era tra i cresimandi e alla fine della celebrazione eravamo tutti amici di quel vescovo rubicondo e fraterno. La lettura continuata dei Vangeli che conduceva nella Basilica di San Lorenzo fuori le mura, sul modello delle lectio del cardinale Martini nel duomo di Milano. Un momento della visita di Giovanni Paolo II a Frosinone nel settembre del 2001, quando salut\u00f2 il papa indicandogli la gru di un cantiere per la costruzione di una chiesa parrocchiale: \u201cEcco, Santit\u00e0, il cantiere della nostra Chiesa\u201d. Infine la malattia per la quale una volta lo intervistai (<em>Regno attualit\u00e0 <\/em>2\/2003, pp. 71s).<br \/>\nOgnuno raccontata qualcosa. Il grande cuore dell\u2019uomo, la genuina scelta dei poveri, casa sempre aperta a clero e popolo, vicinanza a ogni interlocutore. C\u2019era il coro di Ferentino (la diocesi \u00e8 Frosinone-Veroli-Ferentino) che cantava. E l\u00ec in prima fila don Salvatore \u2013 come lo chiamano anche nel sito internet ufficiale \u2013 sulla sedia a rotelle alla quale era costretto da novembre, ma forte sempre nell\u2019aspetto e nella voce. Ecco che si fa aiutare a mettersi in piedi, si gira verso il popolo, si appoggia alla sedia a rotelle e parla.<br \/>\n<em>Grazie a voi tutti, tutti, tutti perch\u00e9 la vostra presenza dice che forse ce la facciamo a portare avanti il nostro progetto, anzi ne sono sicuro! Mi hanno domandato: ma qual \u00e8 la tua esperienza di vescovo? Vi dico soltanto questo. Avevo 49 anni, ero un uomo felice, padrone e signore di tutta la parrocchia romana di Santa Brigida, 45 mila abitanti, dove avevamo noi tre sacerdoti una presenza fortissima, casa per casa. Ero il maresciallo dei carabinieri, il farmacista e il dottore, mezzo sindaco e rappresentante del governo.<\/em><\/p>\n<p><strong>Ma lo sa il papa chi sono io?<\/strong><br \/>\n<em>Mi chiama il cardinale Poletti e mi dice: il Santo Padre ti vuole ausiliare a Roma. E\u2019 stata una botta profonda e dicevo: Dio mio, ma lo sa il papa chi sono io? Dice: scrivilo. E io ho scritto. E\u2019 stato risposto: il Santo Padre la ringrazia per la disponibilit\u00e0 che ha dato e l\u2019assicuro che le cose che lei dice sono forse alla radice dei motivi per cui le abbiamo chiesto di fare il vescovo. \u201cStia tranquillo e si prepari\u201d.<br \/>\nMi sono trovato con tutto questo carico addosso inaspettato, impensabile. Mi sono chiesto quale sarebbe stato l\u2019impianto del mio essere vescovo. E poich\u00e9 ero convinto che \u00e8 la celebrazione eucaristica a fare il punto centrale dell\u2019esperienza di Ges\u00f9, di questo suo incarnarsi e farsi una cosa sola con l\u2019amore del Padre verso i fratelli \u2013 ebbene \u00e8 in questa celebrazione eucaristica anticipata nella Cena del Cenacolo che io ho trovato il punto di partenza e sto cercando faticosamente di viverlo.<\/em><\/p>\n<p><strong>La comunione \u00e8 il dono totale di s\u00e8<\/strong><br \/>\n<em>E cos\u00ec brevemente devo dire che il vescovo \u00e8 quello che celebra, ci\u00f2 che celebra, lui \u00e8 il vescovo!<br \/>\nIl vescovo \u00e8 uno che chiede perdono per s\u00e9 e per i suoi fratelli. Poi prega ed \u00e8 compito del vescovo pregare per i suoi figli.<br \/>\nPoi il vescovo annuncia il Vangelo, fa la catechesi, spiega e spezza il pane della Parola.<br \/>\nIl vescovo poi sale all\u2019altare e lo bacia, bacia cos\u00ec la sposa bella del Signore. Perch\u00e9 l\u2019altare \u00e8 il talamo nuziale della Chiesa, la sua veste.<br \/>\nPoi il vescovo fa quello che ha fatto Ges\u00f9 e nella celebrazione offre con Ges\u00f9 se stesso. Si unisce profondamente a quelle parole terribili \u201cquesto \u00e8 il mio corpo \u2013 questo \u00e8 il mio sangue\u201d sapendo che egli diventa una cosa sola con lui e per sempre.<br \/>\nPoi il vescovo fa la comunione, perch\u00e9 \u00e8 l\u2019uomo della comunione che non \u00e8 una trasmissione di parole, ma \u00e8 comunione sostanziata dalla presenza reale di Ges\u00f9 Cristo nel misterioso modo di essere dell\u2019Eucarestia.<br \/>\nIl vescovo sa \u2013 come ogni presbitero sa \u2013 che la comunione non pu\u00f2 essere un rito, ma \u00e8 il dono di s\u00e9, totale.<br \/>\nPoi il vescovo invita a uscire, invia alla missione. Andate, questa \u00e8 la missione, non rimanete nel tempio, uscite, cercate la vostra Chiesa fuori del tempio \u2013 perch\u00e9 la Chiesa \u00e8 fatta dei piccoli, dei poveri, dei malati, dei disabili, dei disagiati, \u00e8 fatta da tutti coloro che non hanno altra speranza se non quella di essere abbracciati da Ges\u00f9 Cristo.<br \/>\nEcco questo \u00e8 il vescovo e questo io lo sento come fatto vivo, profondo. E lo sento come peccato, perch\u00e9 mentre lo so come idealit\u00e0, purtroppo non l\u2019ho raggiunto. Ma questo \u00e8 il cammino ascetico di ogni giorno \u2013 in cui chiedere perdono e ricominciare da capo.<br \/>\nIo sono felice di stare qui. Per un vescovo, per un presbitero non c\u2019\u00e8 parrocchia bella o parrocchia brutta, diocesi ricca o diocesi povera, c\u2019\u00e8 una cosa sola: popolo da amare, popolo da servire. Ges\u00f9 \u2013 non io \u2013 vi chiede di non lasciare solo il vescovo nel suo impegno. Lavoriamo insieme. Amen, auguri.<\/em><\/p>\n<p><strong>Dodici anni di infarti e di interventi<\/strong><br \/>\nIn questo ringraziamento non dice una sola parola sui suoi malanni. Dodici anni di infarti e di interventi, a partire dal primo attacco di cuore nel 1995. Operazioni impegnative: una per mediastinite, un\u2019altra alla spina dorsale: Una protesi a un ginocchio, diabete congenito, cuore compromesso. Una caduta e la rottura della protesi al ginocchio. La necessit\u00e0 di un nuovo intervento se vuole alzarsi dalla sedia a rotelle. E\u2019 quello che affronta tre giorni dopo la festa dei vent\u2019anni di episcopato. Al risveglio la pressione \u00e8 cos\u00ec bassa che viene sedato e attaccato a una macchina per la respirazione. Dorme per una settimana.<br \/>\nI suoi mali li aveva confidati in una lettera ai sacerdoti che ha la data del 7 dicembre, giorno anniversario dell\u2019ordinazione episcopale. Li riespone poi a cena, agli ospiti venuti da fuori, ai quali fa onore \u2013 scherzosamente \u2013 tirando fuori il servizio con lo stemma di vescovo impresso sui piatti, i bicchieri e le posate che gli era stato regalato per l\u2019ordinazione e che non aveva mai usato.  Scherza su tutto, recita il Belli, Trilussa e Pascarella. Contagia ognuno con il buonumore di sempre. Si interroga su Bregantini spostato da Locri a Campobasso pare per paura che l\u2019uccidessero: \u201cPaura di chi, paura di che?\u201d E\u2019 chiaro che ormai don Salvatore non ha pi\u00f9 paure.<br \/>\n<em>In questi anni <\/em>\u2013 aveva scritto nella lettera \u2013 <em>vi ho offerto le catechesi, le lectio, le omelie, invitandovi ogni volta ad abbandonarvi nelle braccia del Padre. \u201cIn manus tuas\u201d: nelle tue mani incondizionatamente, come dice il motto episcopale che scelsi vent\u2019anni addietro. La gioia sprizzava dai miei occhi e da tutto il dinamismo che mettevo in atto, per cui il grazie mi sembrava facilissimo e di grande efficacia. Oggi vi dico che in questi ultimi 17 mesi il Signore ha voluto farmi sperimentare quale fosse la massima ampiezza e profondit\u00e0 che comporta l\u2019abbandonarsi nelle sue mani e quanto costa! Pur continuando a servire la diocesi perch\u00e9 non le mancasse nulla, ho dovuto subire una serie di operazioni chirurgiche dolorose, lancinanti, direi senza tregua! E tuttavia ho continuato a fidarmi del Signore, ripetendogli il mio gioioso \u201cIn manus tuas\u201d<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Quel cellulare  sempre attivo<\/strong><br \/>\nIn quella lettera \u2013 come poi far\u00e0 nel saluto che ho riportato sopra \u2013 chiama i sacerdoti al<em> \u201cCoraggio di uscire dal tempio: siamo i pastori di tutto il 100%, non solo di quelli che vengono in chiesa. Per tutti dobbiamo pregare e a tutti dobbiamo annunciare, con la testimonianza della vita, l\u2019amore di Dio\u201d<\/em>.<br \/>\nNon \u00e8 capace di alzarsi in piedi, non gira il collo eppure afferma che non ha intenzione di dimettersi \u201cper salute\u201d e conferma che la sua casa \u00e8 sempre aperta e il suo cellulare \u201c\u00e8 attivo 24 ore su 24\u201d. Quel cellulare \u201csempre attivo\u201d un giorno sar\u00e0 citato tra le prove della sua virt\u00f9 eroica.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><br \/>\nDa <em>Il Regno<\/em> 2\/2008<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIl vescovo \u00e8 quello che celebra \u2013 ci\u00f2 che celebra, lui \u00e8 il vescovo\u201d: parla cos\u00ec il vescovo Boccaccio, giunto a un tornante forse decisivo della vita. 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