{"id":819,"date":"2008-09-25T23:16:58","date_gmt":"2008-09-25T22:16:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=819"},"modified":"2009-10-01T13:45:00","modified_gmt":"2009-10-01T11:45:00","slug":"la-maestra-marina-e-altri-giusti","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/19-samaritani-centurioni-cananee\/la-maestra-marina-e-altri-giusti\/","title":{"rendered":"In memoria della maestra Marina e dei \u201cgiusti\u201d che nessuno conosce"},"content":{"rendered":"<p>Se ne \u00e8 andata la maestra Marina, che ha dato la vita per la scuola e quest\u2019anno aveva una seconda elementare. Alla messa di addio ci sono i suoi alunni di varia et\u00e0 restati \u201caffezionati alla maestra\u201d e i piccolini della seconda elementare che le portano i disegni che hanno fatto per lei mentre era in clinica e li mettono sulla bara, tra i fiori e il crocifisso. Due bambine piangono per tutta la messa. Ci sono le altre maestre che l\u2019hanno accompagnata nella malattia, gli abitanti del quartiere Colli Aniene dove abitava e che aveva coinvolto in varie iniziative di vivibilit\u00e0 ambientale, i colleghi del marito che insegna al Tasso e i ragazzi di questo liceo. Come sono seri i diciottenni ai funerali.<br \/>\nConoscevo Marina da 35 anni e qui voglio narrare qualcosa della sua operosa giornata, invitando il lettore ad accogliere nel cuore \u2013 per un momento \u2013 la sua figura che \u00e8 quella di un \u201cgiusto\u201d, perch\u00e9 \u201cchi accoglie il giusto come giusto avr\u00e0 la ricompensa del giusto\u201d (<em>Matteo<\/em> 10, 41). La prima accoglienza del giusto sconosciuto \u00e8 quella di conoscerlo, o di riconoscerlo.<\/p>\n<p><strong>Un sasso o una rapa per fare scuola<\/strong><br \/>\nMarina era conosciuta da tanti, come mostrava la vasta chiesa parrocchiale di Santa Bernardetta Soubirous che si \u00e8 riempita per salutarla. Ma era conosciuta solo da chi aveva incontrato e si pu\u00f2 dire che chiunque aveva incontrato aveva anche amato. E\u2019 bene dunque farla conoscere a chi non l\u2019ha mai vista, perch\u00e9 sappiamo bene che sono i giusti sconosciuti a portare il mondo sulle spalle.<br \/>\nIntreccio il mio racconto alle parole dette all\u2019ambone dal pap\u00e0, dal marito e dalla prima dei due figli.<br \/>\nVittorio Tranquilli, il pap\u00e0, \u00e8 un personaggio. Gi\u00e0 collaboratore di Franco Rodano e Claudio Napoleoni nella redazione della <em>Rivista trimestrale<\/em>, da quando ha lasciato il lavoro al ministero dei Trasporti si occupa di volontariato internazionale attraverso l\u2019associazione <em>ABC Solidariet\u00e0 e pace<\/em> (\u00e8 stato tra i fondatori), che porta aiuti ai paesi martoriati dalla guerra o dalla fame: prima nella regione serba della Bosnia, ora in Africa e in Brasile. Sta per compiere ottantuno anni e si appoggia al bastone ma non si ferma, tanta \u00e8 l\u2019urgenza che lo spinge a darsi tutto a tutti. Se la sciatica gli dar\u00e0 una tregua, ripartir\u00e0 in aprile per la Guinea Bissau.<br \/>\nA un cenno del prete va al microfono col suo bastone e racconta degli ultimi giorni, quando intratteneva la figlia sempre pi\u00f9 debole con \u201cbrevi racconti di quand\u2019era bambina\u201d, o con la lettura di qualche brano di un libro sull\u2019Africa. L\u2019ultimo giorno le stava giusto leggendo una pagina africana, dove l\u2019autore ragionava dei materiali didattici indispensabili a una \u201cscuola rurale\u201d, come la lavagna e il mappamondo e si chiedeva: ma una foglia di palma, un frutto di mango, una pietra, \u201cs\u00ec un sasso\u201d, possono essere materiali didattici? \u201cA questo punto Marina con la poca voce che le restava ha risposto da maestra: certo che lo sono! Queste sono state le sue ultime parole\u201d.<br \/>\nHo deciso di raccontare Marina ai miei lettori due giorni dopo quella messa di addio, quando la mia sposa Isa, che \u00e8 anche lei madre e maestra (quest\u2019anno ha di nuovo una prima elementare), passando con me per piazza Vittorio \u2013 la mitica piazza del mercato all\u2019aperto, che da un decennio \u00e8 stato trasferito al coperto \u2013 mi fa: \u201cAiutami a scegliere una rapa che la devo postare a scuola\u201d. Ogni maestra sa l\u2019importanza di far vedere ai bambini di citt\u00e0 una manciata di chicchi di granoturco, o un mannello di paglia e fieno, per esempio quando leggono <em>Le avventure di Pinocchio<\/em>. E bisogna sceglierla bene una rapa da portare a scuola.<br \/>\nQuelle semplici parole di Vittorio Tranquilli avevano dato alla folla del funerale l\u2019idea di quanta passione comporti il lavoro di una maestra e come esso si nutra di ogni aspetto della vita di lei. \u201cDevi stimolare la curiosit\u00e0 dei piccoli e aiutarli a cogliere le sfumature anche apparentemente insignificanti di ci\u00f2 che capita nella vita\u201d, diceva Marina del suo lavoro.<\/p>\n<p><strong>Una donna naturalmente cristiana<\/strong><br \/>\n\u201cLa mia compagna non era una praticante regolare, ma era <em>naturaliter christiana<\/em> e aveva mostrato questa attitudine ponendosi sempre, per quanto poteva, in atteggiamento di aiuto verso quanti incontrava, sia nella scuola sia nel quartiere\u201d, ha detto il marito Giorgio Massi, precisando che quell\u2019atteggiamento poteva considerarsi \u201cevangelico\u201d e che \u201cio e i figli abbiamo deciso di chiedere per lei la benedizione della Chiesa per essere certi che si tratti di una benedizione autenticamente evangelica\u201d.<br \/>\nAnche queste parole sono suonate comprensibili e accettabili da tutti i partecipanti a quel \u201csaluto\u201d tanto composito. C\u2019erano nella chiesa forse tanti \u201cpraticanti regolari\u201d quanti non regolari e per niente praticanti e anche non credenti. Tutti sapevano che Marina era vissuta da cristiana, si era sposata in chiesa e aveva chiesto il battesimo per i figli, ma tutti anche sapevano che il suo rapporto con la  Chiesa non era stato facile. Aveva studiato dalle suore e ne portava un ricordo polemico, bench\u00e9 non privo di simpatia umana. Negli ultimi giorni aveva respinto l\u2019approccio invasivo di una suora della clinica dov\u2019era ricoverata, motivando cos\u00ec, con il marito, la propria decisione: \u201cTu sai che io ho il mio modo di essere cristiana\u201d.<br \/>\nPer ultima ha parlato Barbara, la figlia grande, che ha fatto piangere tutti rivolgendosi direttamente alla mamma con l\u2019intensit\u00e0 con cui lo sa fare una giovane mamma: \u201cTu lo sai che io sono sempre stata una mammona, ma oltre ad amarti come figlia io ti ho sempre ammirato, stimato e preso come modello\u201d.<br \/>\nLa figlia loda la madre come \u201cuna di quelle persone che si mettono in gioco e non hanno timori nel portare avanti ci\u00f2 che fanno e nel dire ci\u00f2 che pensano\u201d. Richiama il fatto che pi\u00f9 la tocca: \u201cCredo che sia stata una decisione ardua quella di avere una figlia a 19 anni\u201d. Descrive gli impegni di Marina a scuola, all\u2019universit\u00e0, in politica, nel quartiere e infine dice \u201cla cosa pi\u00f9 bella\u201d e cio\u00e8 il modo di quegli impegni: \u201cTutto quello che hai fatto l\u2019hai sempre fatto per convinzione, con grande seriet\u00e0 e senza mai vantartene\u201d.<br \/>\n\u201cTi voglio bene\u201d sono state le ultime parole della figlia, donna decisa come la mamma e come lei attenta ai piccoli: era bello vederla raccogliere i disegni dei bambini dalla bara, prima di seguirla mentre veniva portata fuori dalla chiesa.<\/p>\n<p><strong>A capo dell\u2019associazione \u201cInsieme per l\u2019Aniene\u201d<\/strong><br \/>\nBarbara ha accennato all\u2019universit\u00e0, tra gli impegni di Marina, che da poco aveva ripreso a dare gli esami, interrotti a motivo della maternit\u00e0 nel 1970: era iscritta a <em>Scienze della formazione<\/em>, che oggi sostituisce la vecchia facolt\u00e0 di <em>Magistero<\/em>.<br \/>\nDa dieci anni Marina era presidente dell\u2019associazione <em>Insieme per l\u2019Aniene<\/em>, che si occupa di vivibilit\u00e0, recupero culturale ed educazione ambientale dei quartieri romani attraversati dal fiume Aniene, che nasce dai monti Simbruini, passa per Subiaco, taglia un lembo della citt\u00e0 a est e dopo la Salaria sbocca nel Tevere.<br \/>\nTremila alunni delle scuole elementari e medie di quella fascia di quartieri vengono guidati ogni anno, da questa associazione, a conoscere il fiume, a dare una mano per tenerlo pulito, a organizzare gare e giochi nel parco che lo costeggia. Nel <em>Casale della Cervelletta<\/em> il primo maggio verr\u00e0 ricordata, con una mostra e una festa, la passione di Marina per questa impresa. Memorabile \u00e8 stata la sua battaglia per convincere il Comune di Roma ad acquistare quel Casale, per metterlo a disposizione della collettivit\u00e0: ci\u00f2 avvenne con l\u2019ultima delibera della giunta Rutelli, nel 2001. Voleva che l\u2019opera di educazione ambientale aiutasse i ragazzi anche a trovare uno sbocco occupazionale.<br \/>\nMa ora voglio fare un passo indietro, per dire qualcosa della gelosa laicit\u00e0 di questo giro familiare e amicale pur profondamente cristiano (in chiesa c\u2019erano Giglia Tedesco, Marisa Rodano, Raniero La Valle pensoso e bianco), prima di concludere con una \u201cparola\u201d del teologo Ratzinger che mi pare che bene la interpreti. E\u2019 una laicit\u00e0 che dice pudore per i sentimenti della fede ma anche dissenso quantomeno politico dal mondo ecclesiastico e insieme desiderio di non intrecciare l\u2019uno con l\u2019altro.<\/p>\n<p><strong>Pi\u00f9 evangelica che cristiana<\/strong><br \/>\nPer comprendere la dedizione di Marina alla scuola e al quartiere \u2013 pi\u00f9 sociale che politica, pi\u00f9 evangelica che cristiana \u2013 occorre guardare meglio alla figura del padre e al suo volontariato totalmente laico, pur avendo egli un\u2019ottima conoscenza delle Scritture e della storia cristiana. L\u2019attivit\u00e0 di aiuto internazionale l\u2019inizi\u00f2 con il movimento cattolico <em>Beati i costruttori di pace<\/em>, ma subito si mise in proprio e oggi collabora con i missionari dell\u2019Africa e del Brasile, in particolare quelli del Pime, ma non si lega a loro e li critica volentieri. D\u00e0 il saluto alla figlia in chiesa senza pronunciare una sola parola esplicitamente cristiana.<br \/>\nEppure la sua conoscenza del cristianesimo \u00e8 di prima mano. Chi ha avuto tra mano, negli anni, <em>La rivista trimestrale<\/em> risfogli i suoi saggi su <em>Il concetto di lavoro in Calvino<\/em>, per esempio quello intitolato <em>Le premesse teologiche del capitalismo<\/em>, che \u00e8 nel quaderno 43 del 1975: vedr\u00e0 quale padronanza delle fonti bibliche, patristiche e teologiche vi dimostra il nostro Vittorio. Quanto ai teologi, basti pensare che nel primo dei saggi che ho richiamato cita il Ratzinger di <em>Introduzione al cristianesimo<\/em>, che era stato tradotto in italiano dalla Queriniana nel 1971.<br \/>\nCon Ratzinger voglio terminare questo mio ricordo della cara Marina, della sua capacit\u00e0 d\u2019azione <em>naturalmente cristiana<\/em> e della sua vivace ironia romanesca. Scrive il teologo che ora \u00e8 papa nel volumetto <em>Tempo di avvento<\/em>, alla p. 63 dell\u2019edizione Queriniana 2005: \u201c<em>L\u2019amore basta e salva l\u2019uomo. Chi ama \u00e8 un cristiano<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><br \/>\nDa <em>Il Regno<\/em>, 4\/2006<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se ne \u00e8 andata la maestra Marina, che ha dato la vita per la scuola e quest\u2019anno aveva una seconda elementare. 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