{"id":826,"date":"2008-09-30T09:07:04","date_gmt":"2008-09-30T08:07:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=826"},"modified":"2012-10-22T10:49:05","modified_gmt":"2012-10-22T08:49:05","slug":"giovanni-benelli","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/7-la-vita-e-mutata-ma-non-e-tolta\/b-il-santo-e-colui-che-acconsente-alla-morte\/giovanni-benelli\/","title":{"rendered":"Giovanni Benelli: che Dio mi prenda nella sua misericordia"},"content":{"rendered":"<p>Il cardinale Giovanni Benelli, colpito da infarto, rifiuta l&#8217;ospedale e si chiude nella sua camera dove forse trova finalmente \u201cil deserto della decisione e del combattimento\u201d che aveva sempre cercato. E muore da monaco dopo la vita pi\u00f9 attiva, solo con il suo Dio.<br \/>\nBenelli muore il 26 ottobre 1982, a una settimana dal primo infarto: dopo il quale impose ai suoi collaboratori e ai medici il silenzio assoluto sulle sue condizioni di salute e rifiut\u00f2 il ricovero in ospedale e si fece promettere che l&#8217;avrebbero lasciato morire nel suo letto.<br \/>\nResta cos\u00ec tre giorni, vigile e solo, protetto dalle due suore irlandesi che l\u2019avevano seguito da Roma, dal medico personale e dal segretario che ogni mattina gli porta l\u2019Eucarestia. Ma non conosce &#8211; il segretario &#8211; la gravit\u00e0 della situazione, gli hanno detto di non parlare al cardinale per non affaticarlo e il cardinale non gli parla. Dopo i tre giorni, lo portano in ospedale che \u00e8 gi\u00e0 in coma. Lo riporteranno a casa &#8211; dopo un tentativo tardivo di rianimazione &#8211; perch\u00e9 possa morire nel suo letto, come aveva chiesto.<br \/>\nCi fu polemica sull\u2019atteggiamento del medico che accett\u00f2 quella decisione di non curarsi: forse un ricovero immediato lo poteva salvare. Segnalo quella sua decisione di lasciarsi morire ai moralisti, per il capitolo sull\u2019eutanasia: c\u2019\u00e8 analogia tra chi sceglie la morte per l\u2019insostenibilit\u00e0 del dolore e chi la sceglie per il rifiuto di una sopravvivenza assistita. Ma qui ci interessano i tre giorni del suo faccia a faccia con la morte.<br \/>\n<em>\u201cNessuno ha mai colto un lamento sulle sue labbra\u201d<\/em>, racconter\u00e0 il successore Piovanelli: \u201c<em>Lo rivedo nel letto, prima di essere portato all&#8217;ospedale in rianimazione: il volto sereno e disteso come quello di un bambino contento di essere nelle braccia del Padre\u201d<\/em>. I medici insistono per il ricovero e davanti al suo reiterato rifiuto il cardiologo Antonini esclama: <em>Non d\u00e0 evidentemente grande importanza alla vita, come accade per questi uomini di fede<\/em>.<br \/>\n<em>\u201cNegli ultimi mesi si andava preparando a morire, allora non lo capimmo ma la cosa ci fu chiara dopo\u201d, <\/em>mi racconta Aimo Petracchi, oggi vicario generale dell&#8217;arcidiocesi e allora segretario del cardinale Benelli.<em> \u201cDi quella preparazione lei pu\u00f2 trovare traccia nelle ultime omelie e nel testamento\u201d<\/em>.<br \/>\nIl 16 agosto, sentendo che la salute se ne andava, aveva scritto &#8211; in partenza per il Brasile &#8211; il testamento che termina con queste intense parole, che riassumono efficacemente la sua conversione pastorale e valgano pi\u00f9 delle omelie di una vita: \u201c<em>A tutti voi, carissimi figli e figlie di Firenze, lascio una sola parola: fidatevi sempre di Ges\u00f9 Cristo! Grazie, con particolare commozione a tutti quelli che mi hanno aiutato a ripetere questa parola nella faticosa ma meravigliosa visita pastorale. Che Dio mi prenda nella sua misericordia!\u201d<\/em><br \/>\nNelle omelie degli ultimi due mesi &#8211; tanto dura la sua preparazione al trapasso &#8211; \u00e8 frequente l\u2019accenno indiretto alla morte, o alla solitudine che a essa conduce. Introducendo la <em>messa del Venerd\u00ec<\/em> &#8211; che si teneva in arcivescovado, aperta a sacerdoti, religiosi e laici &#8211; dice il 10 settembre: \u201c<em>Mai come in questo momento ho esperimentato la necessit\u00e0 di pregare, di avere dei fratelli intorno\u201d. <\/em>Nell\u2019ultima di quelle messe, il 15 ottobre, alla preghiera dei fedeli parla cos\u00ec:<br \/>\n<em>\u201cQuello che ci paralizza \u00e8 la paura: paura anche di salvarci, paura di non farcela a seguire Ges\u00f9 fino in fondo; paura del male che ci circonda, paura delle critiche, paura di non resistere alle persecuzioni; paura anche di non essere considerati per quello che siamo, non solo dagli uomini &#8211; anche questa \u00e8 una paura che ci rode all\u2019interno &#8211; ma qualche volta neppure da Dio, cio\u00e8 paura di essere dimenticati da Dio. La malattia, la morte, nei momenti pi\u00f9 bui: Dio mi ha abbandonato. E\u2019 la pi\u00f9 grande bestemmia!\u201d<\/em><br \/>\nQui il cristiano Benelli parla di s\u00e9: \u201c<em>Paura di essere dimenticati da Dio\u201d<\/em>. E di s\u00e9 gi\u00e0 aveva parlato &#8211; gi\u00e0 con le parole del testamento spirituale &#8211; nella omelia del 9 luglio, sempre alla messa del venerd\u00ec: \u201c<em>Non puoi fidarti delle tue forze, devi fidarti solo del Signore che non ti abbandona\u201d<\/em>.<br \/>\nLe persone del dramma sono dunque queste: le forze che ti abbandonano, la fiducia in Ges\u00f9, la paura d\u2019essere dimenticati, l\u2019invocazione perch\u00e9 non avvenga. Questo \u00e8 il dramma vissuto dal battezzato Benelli gli ultimi tre giorni della sua vita cosciente. Egli che aveva sempre predicato la necessit\u00e0 di non fermarsi mai, in quella \u201ccorsa sola, che \u00e8 quella della nostra vita\u201d! Ora si ferma, ora sceglie il deserto.<br \/>\nQuesta scelta del deserto egli l\u2019aveva spiegata nell\u2019omelia del 1\u00b0 ottobre, ma nessuno sapeva che egli si sentiva la morte addosso, la capiamo adesso che fu la scelta della sua vita: \u201c<em>Noi siamo veramente immersi nel frastuono della vita, ma possiamo e dobbiamo fare silenzio anche in questo frastuono, perch\u00e9 senza il silenzio, senza il deserto, senza rimanere nel deserto, non possiamo trovare la via della conversione nostra, di questo cambio che deve condurci a diventare piccoli davanti a Dio. E\u2019 il deserto il luogo veramente privilegiato, il luogo adatto, pi\u00f9 adatto di qualsiasi altro luogo, per il combattimento e per la decisione. L\u00ec non si pu\u00f2 indietreggiare, siamo posti chiaramente di fronte a Dio: noi e lui soli nel deserto\u201d<\/em>.<br \/>\nIn nessun momento della sua molteplice vita l\u2019arcivescovo Giovanni ci risulta fratello come nei tre giorni finali di deserto, da lui voluti come il luogo del combattimento e della decisione.<br \/>\nEcco come interpreta questa scelta di \u201c<em>entrare nella morte a occhi aperti\u201d<\/em> &#8211; il biografo Gianfranco Rolfi: \u201c<em>Si \u00e8 polemizzato molto sul suo rifiuto di andare in ospedale. Bisogna rileggere oggi le sue omelie, i suoi discorsi per comprendere cosa significasse per lui vivere e morire.  (&#8230;) Accett\u00f2 sorella morte non perch\u00e9 fosse carico di anni o di problemi, o perch\u00e9 la vita non gli avrebbe pi\u00f9 riservato gioia e progetti: era la pienezza del proprio ministero pastorale che si concludeva in un trapasso sereno e tranquillo. Benelli non era uomo da pensione e del silenzio; solo consumandosi totalmente per un ideale avrebbe pienamente realizzato la sua esperienza terrena: farsi tutto a tutti a lode di Dio e a servizio dei fratelli\u201d. <\/em><br \/>\nSono tanti i modi di vivere la morte e tanti quelli di celebrare la propria morte nella Chiesa: tra essi c\u2019\u00e8 anche la singolare testimonianza del cardinale Benelli. Che dieci anni prima era stata di un altro grande cristiano e arcivescovo: Athenagoras (1886-1972), patriarca di Costantinopoli.<br \/>\nA 86 anni il patriarca cade dalle scale, tornando dalla liturgia e si rompe il femore. Comprende che quella caduta \u00e8 il preannuncio della morte e rifiuta la proposta del metropolita Melitone che lo vorrebbe portare a Vienna per affidarlo ai migliori specialisti: \u201cNo, io non andr\u00f2 a Vienna. Ormai mi devo preparare per un altro viaggio\u201d. Ricoverato in una stanza piccola e spoglia dell&#8217;ospedale greco-ortodosso di Balukli, si confessa, recita lentamente le preghiere penitenziali, riceve con molta pace e con viso trasfigurato la comunione, \u201cdomanda che gli si lasci accanto il pane eucaristico e il calice della salvezza e, rifiutando ogni altro cibo, chiede di essere lasciato solo\u201d. Resta solo per morire \u201csolo con il solo\u201d e cos\u00ec muore nella notte tra il 6 e il 7 luglio del 1972.<br \/>\nIl sentimento di essere vicino alla morte, il rifiuto dell&#8217;ospedale, la solitudine e l&#8217;Eucarestia: ci sono tutti gli elementi della morte di Benelli. Athenagoras, che aveva lasciato il monastero accettando nel 1948 l&#8217;elezione a Patriarca ecumenico di Costantinopoli, volle tornare monaco all&#8217;atto della morte. Benelli, che aveva sempre fatto la vita pi\u00f9 attiva, volle morire da monaco.<br \/>\nIl testamento di Giovanni Benelli e le altre notizie qui utilizzate sono nel volume AAVV, <em>Il cardinale Giovanni Benelli<\/em>, Studium, Roma 1992. La testimonianza di Aimo Petracchi l\u2019ho raccolta di persona. Il racconto della morte di Athenagoras vedilo in Enzo Bianchi, <em>Vivere la morte<\/em>, Gribaudi, Torino 1992, p. 284.<\/p>\n<p><strong>Dal volume, <em>Cerco fatti di Vangelo<\/em>, SEI, Torino 1995, pp. 148-152 e 291-292.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cardinale Giovanni Benelli, colpito da infarto, rifiuta l&#8217;ospedale e si chiude nella sua camera dove forse trova finalmente \u201cil deserto della decisione e del combattimento\u201d che aveva sempre cercato.&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/7-la-vita-e-mutata-ma-non-e-tolta\/b-il-santo-e-colui-che-acconsente-alla-morte\/giovanni-benelli\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Giovanni Benelli: che Dio mi prenda nella sua misericordia<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2227,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-826","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/826","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=826"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/826\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10007,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/826\/revisions\/10007"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2227"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=826"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}