{"id":8413,"date":"2012-02-12T10:41:39","date_gmt":"2012-02-12T09:41:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=8413"},"modified":"2012-02-12T10:44:57","modified_gmt":"2012-02-12T09:44:57","slug":"dodici-certosini-fucilati-a-farneta-nel-1944","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/18-giusti-delle-nazioni\/dodici-certosini-fucilati-a-farneta-nel-1944\/","title":{"rendered":"Dodici certosini fucilati a Farneta nel 1944"},"content":{"rendered":"<p>Testo sui certosini di Farneta uccisi dai tedeschi nel 1944 quale \u00e8 pubblicato nel volume di Luigi Accattoli, <em>Nuovi Martiri. 393 storie cristiane nell\u2019Italia di oggi <\/em>(San Paolo 2000). La numerazione progressiva indica la collocazione dei dodici certosini nell\u2019insieme del volume<\/p>\n<h1><\/h1>\n<p><strong>153. Martino Binz<\/strong><\/p>\n<p><em>sacerdote della Certosa di Farneta (Lucca),svizzero d\u2019origine e priore della comunit\u00e0<\/em><\/p>\n<p><strong>154. Bernardo Montes de Oca<\/strong><\/p>\n<p><em>gi\u00e0 vescovo di Valencia (Venezuela),novizio <\/em><\/p>\n<p><strong>155. Gabriele Maria Costa<\/strong><\/p>\n<p><em>sacerdote della Certosa di Farneta, procuratore <\/em><\/p>\n<p><strong>156. Pio Egger<\/strong><\/p>\n<p><em>sacerdote della Certosa di Farneta, svizzero d\u2019origine e maestro dei novizi<\/em><\/p>\n<p><strong>157. Adriano Clerc<\/strong><\/p>\n<p><em>fratello laico della Certosa di Farneta<\/em><\/p>\n<p><strong>158. Adriano Compagnon<\/strong><\/p>\n<p><em>fratello laico della Certosa di Farneta, francese d\u2019origine e professore di teologia <\/em><\/p>\n<p><strong>159. Giorgio Maritano<\/strong><\/p>\n<p><em>fratello laico della Certosa di Farneta<\/em><\/p>\n<p><strong>160. Michele Nota<\/strong><\/p>\n<p><em>fratello laico della Certosa di Farneta<\/em><\/p>\n<p><strong>161. Raffaele Cantero<\/strong><\/p>\n<p><em>fratello laico della Certosa di Farneta<\/em><\/p>\n<p><strong>162. Bruno D\u2019Amico<\/strong><\/p>\n<p><em>fratello laico della Certosa di Farneta<\/em><\/p>\n<p><strong>163. Benedetto Lapuente<\/strong><\/p>\n<p><em>sacerdote della Certosa di Farneta, spagnolo d\u2019origine e sacrista <\/em><\/p>\n<p><strong>164. Alberto Rosbach<\/strong><\/p>\n<p><em>fratello laico della Certosa di Farneta<\/em><\/p>\n<p>ecco il fatto cristianamente forse pi\u00f9 significativo tra quelli della resistenza italiana all\u2019occupazione tedesca: sono dodici monaci della Certosa di Farneta che vengono fucilati dai tedeschi nel settembre del 1944, perch\u00e9 nascondono nel monastero e nelle sue dipendenze un centinaio di perseguitati e ricercati dai nazifascisti, compresi partigiani ed ebrei. Li abbiamo elencati nell\u2019ordine in cui vennero fucilati, a piccoli gruppi e in diversi luoghi, insieme a circa 300 altri rastrellati, lungo la strada che da Camaiore porta a Massa e sulla riva sinistra del torrente Frigido, due il 7 settembre e gli altri il 10 settembre.<\/p>\n<p>Il vescovo Bernardo era entrato nella Certosa dopo aver rinunciato al Vescovado di Valencia (Venezuela). Raffaele \u00e8 spagnolo, Adriano Clerc \u00e8 svizzero e Adriano Compagnon \u00e8 francese. Il vero bersaglio dei tedeschi \u00e8 il \u201cprocuratore\u201d, cio\u00e8 l\u2019economo della Certosa, Gabriele Maria Costa, l\u2019unico a godere \u2013 in quanto responsabile dei lavori agricoli e artigianali del monastero \u2013 di una relativa libert\u00e0 di movimento e l\u2019unico in contatto con gli ambienti partigiani: \u00e8 a lui che spetta organizzare l\u2019ospitalit\u00e0 decisa dal priore.<\/p>\n<p>Il padre Costa ha una vasta esperienza culturale: 46 anni, ex impiegato di banca, entrato alla Certosa di Vedana a 24 anni, \u00e8 passato per la Grande Certosa di Francia, per quelle di Firenze e di Trisulti. Durante il periodo trascorso nella Certosa di Firenze (1929-1933) ha conosciuto Giorgio La Pira, di cui \u00e8 confessore e che nel 1942 ha scritto la prefazione della biografia di san Bruno (fondatore dei certosini), pubblicata dal padre Costa con lo pseudonimo di A. Mariani. In quella prefazione La Pira sintetizza cos\u00ec lo spirito con cui lui e il padre Costa avevano riflettuto sulla tradizione certosina e la storia d\u2019Europa nei primi anni della guerra: \u201cSolo una vasta ripresa di valori contemplativi, accompagnata da una vasta donazione di valori temporali, potr\u00e0 ridare volto cristiano e pace cristiana a questa desolata e lagrimante e gi\u00e0 cristiana Europa\u201d.<\/p>\n<p>Il numero dei rifugiati alla Certosa varia di continuo, ma tende sempre ad avvicinarsi al centinaio. Giovani in fuga dalla leva, meridionali restati isolati dall\u2019avanzata del fronte, antifascisti d\u2019ogni tendenza, ebrei e partigiani braccati sono ospitati nella foresteria e d\u2019estate nella grande loggia sopra il chiostro, ma anche in ambienti pi\u00f9 riservati, come le stanzette del \u201cdefinitorio\u201d e qualche cella monastica senza occupanti. Alcuni gruppi vengono messi al sicuro nei casolari contadini dipendenti dalla Certosa: una colonia di ebrei livornesi per esempio \u00e8 ospitata nelle casette di Formentale, ma altri ebrei \u2013 tutti uomini \u2013 sono nella Certosa, vestiti da monaci.<\/p>\n<p>Il padre Costa \u201cogni tanto portava un ebreo, qualche volta due, sempre camuffati, a visitare le propri mogli che erano rifugiate dalle suore zitine e \u2013 racconta una suora \u2013 faceva un certo effetto vedere in parlatorio dei monaci abbracciare e baciare delle monache\u201d ( A. Andreini, <em>La verit\u00e0 rende liberi<\/em>, Lucca, 1998, p. 50).<\/p>\n<p>Nella notte tra il 1\u00b0 e il 2 settembre 1944 le SS fanno irruzione nella Certosa e i monaci vengono sorpresi nel coro della chiesa, mentre stanno per cantare mattutino. Un sergente con i calzoni corti della divisa estiva, mitra a tracolla e fanalino sul petto, intima: \u201cMani in alto! Chi parla, grida, o fa segni, \u00e8 fucilato immediatamente!\u201d Hanno piazzato una mitragliatrice pesante nel cortile d\u2019onore, dove vengono ammassati, faccia al muro, i rifugiati, mentre i monaci vengono raccolti in portineria.<\/p>\n<p>I certosini sono costretti a vestirsi in borghese e vengono a pi\u00f9 riprese divisi e suddivisi tra i \u201cvalidi al lavoro\u201d, da deportare in Germania e gli invalidi da eliminare. Gli invalidi vengono tenuti prigionieri prima in un frantoio di Nocchi eppoi al Forte di Malaspina. I primi due del nostro elenco vengono uccisi durante un trasferimento a piedi, perch\u00e9 incapaci di camminare. Gli altri nel mezzo della grande uccisione di domenica 10 ottobre, conosciuta come \u201cstrage del torrente Frigido\u201d: a due e tre per volta, una camionetta che li preleva dal Forte e torna scarica.<\/p>\n<p>I certosini presenti a Farneta al momento dell\u2019irruzione tedesca sono 28. I monaco validi al lavoro sono sedici e vengono avviati al campo di concentramento di Fossoli, in vista della deportazione in Germania. Ma il vescovo di Carpi ottiene dal comando tedesco che partano per la Germania (lavoreranno in una fabbrica di Berlino e rientreranno tutti in Italia dopo la guerra) solo i dieci \u201cfratelli laici\u201d, pratici del lavoro manuale, mentre gli altri, sacerdoti o studenti, gli vengono affidati in custodia.<\/p>\n<p>Uno dei sopravvissuti, Astorre Baglioni &#8211; che \u00e8 tra i \u201cdeportati\u201d a Fossoli e che sar\u00e0 tra coloro che faranno rivivere la Certosa dopo la guerra &#8211; racconter\u00e0 il clima di meditazione biblica e di affidamento a Dio in cui i monaci destinati alla morte o alla deportazione vivono i nove giorni di prigionia, nella lettura integrale \u2013 proposta in quei giorni dall\u2019Officio certosino \u2013 del libro di Giobbe, che conducevano \u201cadagiati sul pavimento e sul fieno\u201d (Lazzarini).<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 consapevole e mite tra i monaci si rivela il maestro dei novizi Pio Egger, di lingua tedesca, che fa da interprete con i carcerieri. Racconter\u00e0 un prigioniero che riuscir\u00e0 a fuggire: \u201cFu a tutti di conforto con le sue parole, o per meglio dire col suo cuore, con l\u2019ardore della sua fede e persino col suo canto. Ero pronto a morire anch\u2019io\u201d.<\/p>\n<p>Secondo il monaco Baglioni furono \u201cgiorni memorabili soprattutto perch\u00e9 ai certosini, e di riflesso anche agli altri, fu dato viverli con una serenit\u00e0 superiore, per qualcuno addirittura in una grande pace e intima felicit\u00e0 (&#8230;) le radicate abitudini certosine di vita regolare, e soprattutto di vita spirituale, animarono e dettero un po\u2019 d\u2019ordine a quelle giornate, che sembravano dover trascorrere nell\u2019inerzia e nello sconforto: meditazione mattutina, confessioni e specialmente \u2013 ci eravamo dati premura di portar con noi qualche Diurnale e Breviario \u2013 l\u2019Officio divino, che recitavamo insieme, a voce sommessa, come una salmodia. Da un altro lato dello stanzone, i fratelli laici con i civili recitavano il rosario. La sera, prima di provare se ci riusciva di dormire, il padre maestro rivolgeva a quest\u2019unica, bench\u00e9 eterogenea famiglia, una parola di cristiana speranza, di esortazione alla fiducia e alla calma e ci dava una commovente benedizione\u201d (Lazzarini).<\/p>\n<p>Il particolare valore dei fatti della Certosa in ordine alla riscoperta cristiana dell\u2019ebraismo \u00e8 cos\u00ec attestato da Giorgio La Pira in un telegramma per il trentesimo anniversario della strage: \u201cSacerdoti et religiosi specie certosini testimoniarono come Maccabei con loro sangue et con loro Resistenza et a servizio degli uomini l\u2019amore et la fedelt\u00e0 a Dio et al popolo d\u2019Abramo di Isacco et Giacobbe. Mentre tutto crollava essi videro sperando contro ogni speranza la genesi di una citt\u00e0 nuova attorno alla fontana antica\u201d (<em>Dizionario storico del movimento cattolico<\/em>, III\/1, pp.262s, alla voce Gabriele Costa).<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Martirologio del clero italiano<\/em><\/strong><strong>, pp. 45, 56, 61, 75, 76, 78, 84, 97, 132, 145, 162, 194.<\/strong><\/p>\n<p><strong>P. Lazzarini, <em>La Certosa di Farneta<\/em>, Lucca 1975 (pp. 80-88 e 171-187).<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo sui certosini di Farneta uccisi dai tedeschi nel 1944 quale \u00e8 pubblicato nel volume di Luigi Accattoli, Nuovi Martiri. 393 storie cristiane nell\u2019Italia di oggi (San Paolo 2000). 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