{"id":849,"date":"2008-10-03T21:27:59","date_gmt":"2008-10-03T20:27:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=849"},"modified":"2020-09-17T22:21:42","modified_gmt":"2020-09-17T20:21:42","slug":"domenico-del-rio","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/7-la-vita-e-mutata-ma-non-e-tolta\/b-il-santo-e-colui-che-acconsente-alla-morte\/domenico-del-rio\/","title":{"rendered":"Domenico Del Rio"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u00abRingrazio il papa per l&#8217;aiuto a credere\u00bb<\/strong><br \/>\nQui faccio memoria di Domenico del Rio, che se ne \u00e8 andato a 76 anni, il 26 gennaio 2003. Era un cristiano serio. Ha attraversato una variet\u00e0 di stagioni, ma \u00e8 restato davanti al mistero per tutta la vita ed \u00e8 riuscito a darne conto, con novit\u00e0 di linguaggio, <em>in partibus infidelium.<\/em><br \/>\nNon sono risultati da poco. Forse nessuno l&#8217;ha conosciuto quanto me, se mettiamo insieme la faccia pubblica e quella privata, che lui teneva separate. Tocca dunque a me tentarne un profilo.<br \/>\nChi lo conosceva solo per gli scritti non smetta di leggermi, perch\u00e9 non sa che uomo raro egli era davanti a Dio. Chi non lo conosceva affatto, approfitti di queste due pagine per scoprire una vita che ne ha interpretate molte.<br \/>\nConobbi Domenico nel dicembre del 1975, nei locali in allestimento del quotidiano <em>La  Repubblica<\/em>, che veniva sperimentando i suoi \u00abnumero zero\u00bb, in vista dell&#8217;approdo nelle edicole fissato per il gennaio del 1976. Aveva 17 anni pi\u00f9 di me, ma come vaticanista era il mio vice, perch\u00e9 era un \u00abprecario\u00bb del giornalismo. Da appena un anno aveva ottenuto la riduzione allo stato laicale e si era sposato con Janja.<\/p>\n<p><strong>Quando si chiamava \u00abpadre Evangelista\u00bb<\/strong><br \/>\nDomenico aveva quasi cinquant&#8217;anni e ne aveva passati una ventina nell&#8217;ordine dei frati minori, dove si era occupato &#8211; sulle testate della famiglia francescana &#8211; del Concilio e delle missioni. C&#8217;\u00e8 ancora chi conserva nella sua biblioteca un bel volume intitolato <em>San Bonaventura da Bagnoregio<\/em>, pubblicato nel 1973 dalle edizioni Antonianum, in vista del centenario bonaventuriano e del quale il \u00abpadre Evangelista Del Rio\u00bb aveva curato <em>\u00abil piano dell&#8217;opera e il progetto grafico\u00bb.<\/em> L&#8217;amico rogazionista Vito Magno racconta d&#8217;averlo avuto come docente di giornalismo all&#8217;Antoniano, dove tenne l&#8217;ultimo corso nel 1972-73.<br \/>\nDivenimmo subito amici: lui sapeva di pi\u00f9, io mi muovevo con maggiore libert\u00e0 e mettevamo in comune quello che trovavamo. L&#8217;amicizia si estese alle famiglie. Era padrino di uno dei miei figli.<br \/>\nL&#8217;arrivo del papa polacco ci spiazz\u00f2 e innesc\u00f2 &#8211; tra noi due &#8211; un conflitto interpretativo che dur\u00f2 dieci anni e sbocc\u00f2 in un volume scritto a quattro mani: <em>Wojtyla il nuovo Mos\u00e8<\/em> (Mondadori, Milano 1988). Un conflitto fecondo, dunque, e che credo sia stato utile, nel suo esito in volume, anche per lo sviluppo della letteratura sul pontificato.<br \/>\nNel 1981 io passai al <em>Corriere della sera<\/em> e lui continu\u00f2 a <em>La<\/em> <em>Repubblica<\/em> fino al 1993, quando and\u00f2 in pensione. Lungo l&#8217;ultimo decennio ha collaborato a <em>La<\/em> <em>Stampa<\/em>, ad <em>Avvenire<\/em> e a <em>Famiglia cristiana<\/em>. Tra i volumi che ha dedicato al papa, due sono pubblicati dalle EDB: <em>Wojtyla. Un pontificato itinerante<\/em> (1994), <em>I fioretti di papa Wojtyla<\/em> (1999).<br \/>\nDa uomo libero qual era, curioso di tutto e francescano dentro, il suo giornalismo \u00e8 stato sempre sanamente provocatorio. Una volta gli provoc\u00f2 l&#8217;esclusione da un volo papale, in occasione del viaggio in Venezuela, Ecuador e Per\u00f9, del gennaio-febbraio del 1985, per aver riportato un giudizio di \u00abtrionfalismo\u00bb sui viaggi papali, dato dal teologo spagnolo Diez Alegria. Ma non fu una cosa seria: fu piuttosto un incidente dovuto all&#8217;impuntatura dell&#8217;ambiente vaticano. Posso attestare che il suo lavoro sulla figura del papa era vastamente apprezzato, in Vaticano e da uomini tra loro diversissimi: dai cardinali Angelini, Etchegaray e Tucci, ai vescovi Marchiano e Pastore, al portavoce Navarro-Valls, che a lungo si dolse d&#8217;aver dovuto prendere quella decisione nel 1985.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;ultima fatica: \u00abKarol il Grande\u00bb<\/strong><br \/>\nChi \u00e8 interessato ad approfondire questo aspetto, si procuri l&#8217;ultimo libro scritto da Domenico, che sta per apparire presso le Paoline, con il titolo <em>Karol il Grande<\/em>: ne ho scritto la prefazione, ricostruendo l&#8217;itinerario della sua interpretazione del pontificato. Qui voglio concentrarmi sulla lotta di Domenico per mantenere la fede.<br \/>\nMi ha raccontato il card. Tonini d&#8217;essere stato lui ad accogliere Domenico nel seminario di Piacenza, dove rest\u00f2 fino al ginnasio, passando poi &#8211; dopo un&#8217;interruzione di qualche anno &#8211; ai frati minori, tramite la conoscenza di padre Gemelli. Sar\u00e0 di nuovo Tonini &#8211; negli anni settanta &#8211; ad aiutarlo a ottenere la riduzione allo stato laicale, chiesta per sposare Janja Raguz, croata dell&#8217;Erzegovina, che ha amato pi\u00f9 di se stesso.<br \/>\nLa sua prima prova fu l&#8217;isolamento dopo l&#8217;uscita dalla famiglia francescana. Ebbe anche difficolt\u00e0 ad andare avanti. Lo ricordo che diceva a Scalfari, quand&#8217;era ancora un collaboratore \u00abprecario\u00bb: <em>\u00abQuesto sar\u00e0 un Natale triste per me e per Jania\u00bb.<\/em><br \/>\nQuell&#8217;isolamento lo vinse solo &#8211; e mai del tutto &#8211; con il successo professionale e con l&#8217;intelligente valorizzazione ottenuta negli ultimi anni presso <em>Avvenire<\/em> e <em>Famiglia cristiana<\/em>.<br \/>\nInfine la prova delle prove: la morte di Janja. Lei se ne and\u00f2 quando Domenico stava scrivendo <em>Roveto ardente<\/em> (Studium, Roma 2000), che porta questa dedica: <em>\u00abNella tenera attesa \/ di rivedere Janja \/ approdata in Dio\u00bb<\/em>.<br \/>\nLa messa di commiato per Jania si tenne il 1\u00b0 settembre 2000 nella chiesa dei Santi Gioacchino e Anna al Tuscolano. Alla fine della celebrazione, il parroco lesse una preghiera scritta da Domenico. Eccola:<\/p>\n<p><strong>\u00abSignore, ora tocca a te amarla\u00bb<\/strong><br \/>\n<em>Muore una persona cara (la persona pi\u00f9 cara che si ha) e un vento di dolore ti invade dentro. Anche il cuore ha la sua morte. Oh, certo, nel mondo ci sono dolori anche pi\u00f9 grandi, sofferenze pi\u00f9 atroci, solitudini pi\u00f9 strazianti. Ecco, allora, diciamo che il lungo dolore della sua sofferenza fisica \u00e8 stato uno della immensa moltitudine dei dolori del mondo. E in quella moltitudine adesso c&#8217;\u00e8 anche il dolore di chi, teneramente accanto, l&#8217;ha contemplata a lungo mentre lentamente, dolcemente, serenamente, andava scivolando in Dio.<\/em><br \/>\n\u00abSi muore sempre come un fanciullo\u00bb, dice il profeta Isaia. E il sorriso del fanciullo \u00e8 fiorito per tutti sul suo volto di dolore fino al momento estremo, e la tenerezza e la mansuetudine dell&#8217;agnello.<br \/>\nAnche per questo, ora, io posso parlarti, Signore? Tu hai visto la sua paziente agonia (lei ha sofferto pi\u00f9 a lungo di te sulla croce). Ti abbiamo pregato, Signore, e tu non hai voluto ascoltarci. Anche noi ti chiedevamo di tenere lontano questo calice.<br \/>\nNon ci hai esaudito, Signore. Pazienza, pazienza!<br \/>\nForse perch\u00e9 anche per lei, in una partecipazione di redenzione, avvenisse quello che \u00e8 accaduto per te qui sulla terra, senza che il Padre ascoltasse: agonia nel Getsemani e morte sulla croce. Ma io, lo so, ora non oso, non sono degno di gridare: \u00abDio mio, Dio mio, perch\u00e9 ci hai abbandonato?\u00bb<br \/>\nMa posso farti una raccomandazione, Signore? Lei era la persona che pi\u00f9 amavo. Ora, lei \u00e8 da te. Ora tocca a te amarla. Io sono triste, Signore, ma ho fiducia perch\u00e9 so che tu puoi amarla anche pi\u00f9 di me.<br \/>\nLa preghiera mi parve bella, davvero cristiana e &#8211; dopo la messa &#8211; andando ad abbracciare Domenico gliene chiesi una copia. Mi disse: la trovi su <em>La<\/em> <em>Stampa<\/em> di oggi. Ricordo questo particolare per lodare il semplice coraggio che aveva avuto di pubblicare una preghiera su un giornale laico.<br \/>\nSi direbbe che dopo la morte di Janja, che aveva patito cos\u00ec a fondo, Domenico abbia trovato facile la propria morte, o come facilitata dall&#8217;attesa di lei. Colpito da tumore allo stomaco, non aveva fatto avvertire nessuno del suo ultimo ricovero. L&#8217;ho visto sei giorni prima della morte.<\/p>\n<p><strong>\u00abSul papa non voglio dare giudizi\u00bb<\/strong><br \/>\nMi ha chiesto dei miei figli, a uno a uno. Abbiamo ricordato le gite familiari, le olive e i funghi dell&#8217;Abruzzo, dove aveva una casa di vacanza. Poi ha condotto lui questa conversazione pi\u00f9 impegnativa.<br \/>\n\u00ab<em>Gigi! Siamo alla fine. Sono quattro giorni che non mangio. Mi alimentano con la flebo\u00bb<\/em>.<br \/>\n\u00abVuoi che avvisi qualcuno?\u00bb.<br \/>\n<em>\u00abIeri \u00e8 venuto don Andrea e mi ha dato l&#8217;unzione. Sono a posto. Saluta tutti\u00bb.<\/em><br \/>\n\u00abVuoi dire qualcosa a qualcuno?\u00bb.<br \/>\n\u00abAl papa! Vorrei far sapere al papa che lo ringrazio, vedi tu se puoi farglielo sapere. Che lo ringrazio, con umilt\u00e0, per l&#8217;aiuto che mi ha dato a credere. Io avevo tanti dubbi e tanta difficolt\u00e0 a credere. Mi \u00e8 stata di aiuto la forza della sua fede. Vedendo che credeva con tanta forza, allora anch&#8217;io un poco mi facevo forza\u00bb.<br \/>\n\u00ab\u00c8 legato a qualche episodio o parola del papa, questo aiuto?\u00bb.<br \/>\n<em>\u00abL&#8217;avevo a vederlo pregare, quando si mette in Dio e si vede che questo mettersi in Dio lo salva da tutto. Ho scritto un libretto sulla fede del papa, quello intitolato<\/em> Roveto ardente<em>. L\u00ec \u00e8 spiegato che cosa intendo per &#8220;mettersi in Dio&#8221;. Ho cercato di fare come lui\u00bb.<\/em><br \/>\n\u00abE cos\u00ec quei dubbi li hai superati?\u00bb.<br \/>\n<em>\u00abNon li ho superati, ma non li ho pi\u00f9 considerati. \u00c8 come se li avessi messi in un sacco e li avessi lasciati mettendomi in Dio, come ho imparato a fare dal papa. Di questo lo ringrazio. Da nessuno mi \u00e8 venuto tanto aiuto come dalla sua fede\u00bb.<\/em><br \/>\n\u00abVuoi dire al papa anche qualcosa che riguardi il pontificato?\u00bb.<br \/>\n<em>\u00abNo, non voglio dare giudizi\u00bb<\/em>.<br \/>\n\u00abPer\u00f2 di giudizi ne abbiamo dati, tu e io, in tanti articoli e libri: abbiamo fatto cinque libri a testa su questo papa!\u00bb.<br \/>\n<em>\u00abIo sei! Quando mi sono ricoverato, avevo appena consegnato alle Paoline un volume intitolato<\/em> Karol il Grande<em>. Apparir\u00e0 dopo\u2026 dopo qualunque cosa! Speriamo che mantengano il titolo, perch\u00e9 a volte lo cambiano\u00bb.<\/em><br \/>\n\u00abSe si intitola <em>Karol il Grande<\/em> dei giudizi ci saranno!\u00bb.<br \/>\n<em>\u00abI giudizi ci sono. Ma vengono dopo<\/em> Roveto ardente <em>e sono ispirati a quella riflessione sulla fede del papa\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p><strong>\u00abQuesto era l&#8217;ultimo saluto\u00bb<\/strong><br \/>\nIn tutta questa conversazione, durata tre ore, Mimmo era sereno e spesso sorridente. Gli ho detto: <em>\u00abPosso tornare\u00bb.<\/em> Mi ha risposto: <em>\u00abQuesto era l&#8217;ultimo saluto\u00bb. \u00abAllora dammi la tua benedizione\u00bb,<\/em> gli ho detto e l&#8217;ha fatto con un gesto della mano.<br \/>\nSulla porta mi sono fermato a salutarlo con la mano e gli ho detto: <em>\u00abAddio Mimmo\u00bb.<\/em> Ha ricambiato, visibilmente contento e ha ripetuto: <em>\u00abSaluta tutti\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><br \/>\nDa <em>Il Regno<\/em> 4\/2003<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abRingrazio il papa per l&#8217;aiuto a credere\u00bb Qui faccio memoria di Domenico del Rio, che se ne \u00e8 andato a 76 anni, il 26 gennaio 2003. 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