{"id":850,"date":"2008-10-03T21:40:23","date_gmt":"2008-10-03T20:40:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=850"},"modified":"2008-10-03T21:40:23","modified_gmt":"2008-10-03T20:40:23","slug":"io-non-ti-condanno-dai-divieti-di-entrare-in-chiesa-a-una-nuova-tolleranza","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/io-non-ti-condanno-dai-divieti-di-entrare-in-chiesa-a-una-nuova-tolleranza\/","title":{"rendered":"Io non ti condanno. Dai divieti di entrare in Chiesa a una nuova tolleranza"},"content":{"rendered":"<p>Racconter\u00f2 di un cartello che vieta l&#8217;ingresso ai disabbigliati in una cattedrale e ragioner\u00f2 della longeva stoltezza di sviare la gente dalle chiese. Rappresentando quel cartello una coppia di vacanzieri, pretestuosamente tratto delle famiglie di fatto e sogno di una nuova tolleranza nei loro confronti.<\/p>\n<p><strong>Vietato che cosa?<\/strong><br \/>\nCapito nel duomo di Pistoia, a met\u00e0 ottobre e trovo un divieto di ingresso troppo forte, tracciato su una coppia stilizzata di vacanzieri e arricchito dal commento ancora pi\u00f9 forte di un visitatore. Lei ha un mini vestito e una massa di capelli da un lato, che la fanno indovinare in un movimento allegro. Tiene con la destra il braccio di lui, che \u00e8 in pantaloncini e canottiera. Sembrano venire dal mare. Li campisce un cerchio rosso e li attraversa la diagonale &#8211; pure rossa &#8211; che completa il divieto.<br \/>\nSul margine bianco del cartello, un bello spirito ha scritto con il pennarello sette parole affilate: <em>&#8220;Vietato cosa precisamente? Essere abbronzati, innamorati, contenti?&#8221;.<\/em><br \/>\nDi pi\u00f9 non dice, lo scriba sottile. Ma la sua glossa mi basta perch\u00e9 mentalmente io ritiri tutti i divieti d&#8217;ingresso dalle chiese che ho visto e che vedr\u00f2. Gi\u00e0 ora riesco benissimo a entrare &#8211; con l&#8217;anima &#8211; nel duomo di Pistoia senza vedere quel cartello: vedendo anzi chiaramente che l&#8217;ho tolto.<br \/>\nNon voglio dire che sar\u00e0 tolto davvero da chi ve lo piant\u00f2, ma \u00e8 possibile che avvenga.<br \/>\nAll&#8217;origine della glossa e della mia drastica decisione, ovviamente c&#8217;\u00e8 un equivoco. Il cartello &#8211; nell&#8217;intenzione di chi l&#8217;affisse &#8211; voleva dire semplicemente: <em>&#8220;Non entrate in chiesa disabbigliati&#8221;.<\/em><br \/>\nMa un cartello dice sempre pi\u00f9 cose di quante non ne intenda il piantatore. Specie se usa i simboli della segnaletica stradale per &#8220;vietare&#8221; l&#8217;accesso a una cattedrale: cio\u00e8 se mescola i codici. E pi\u00f9 ancora se l&#8217;icona del divieto rappresenta una giovane coppia in vacanza, che \u00e8 un&#8217;immagine della libert\u00e0 capace di attirare ogni divieto. Un cartello dunque trasmette tanti messaggi e il glossatore malizioso ha scelto quello che si adattava alla sua ironia: la chiesa teme la giovinezza e la sua libert\u00e0, tant&#8217;\u00e8 che proibisce l&#8217;ingresso in cattedrale a chi troppo le ostenta.<br \/>\nNon \u00e8 vero, naturalmente. Nell&#8217;asciuttezza di quella glossa &#8211; apposta al cartello del divieto di ingresso &#8211; si legge una decisa prevenzione. Non \u00e8 vero che la  Chiesa tema la giovent\u00f9, ma purtroppo ancora oggi pu\u00f2 risultare credibile chi l&#8217;accusi di quel timore.<br \/>\nA mostrare che la Chiesa non teme la giovinezza, bastano i due milioni di ragazzi venuti a Roma l&#8217;agosto scorso, per la giornata mondiale della giovent\u00f9: erano disabbigliati, abbronzati, innamorati, contenti eppure il papa li ha ammessi &#8211; cos\u00ec com&#8217;erano &#8211; nelle basiliche romane. Con le regole del duomo di Pistoia, nessuno di loro sarebbe potuto entrare in San Pietro e invece non solo entravano, ma si sdraiavano sul pavimento, per sentirne il fresco con le gambe nude. E tutti erano contenti di averli l\u00ec.<br \/>\nPerch\u00e9 dunque suona credibile &#8211; diciamo: sui muri e nei media &#8211; il sospetto che gli uomini di Chiesa temano la giovent\u00f9, la libert\u00e0, le coppie vacanziere? Perch\u00e9 la Chiesa si attarda a usare un linguaggio di divieti che va oltre lo scandalo necessario del Vangelo e che provoca scandali gratuiti. A volte sembra farlo &#8211; come nel caso del cartello di Pistoia &#8211; per totale inesperienza del mondo: e uno non sa se rallegrarsene o protestare.<\/p>\n<p><strong>Fare festa a chi entra<\/strong><br \/>\nIo sono contrario a ogni divieto di ingresso nelle chiese, essendo gi\u00e0 cos\u00ec pochi quelli che si avventurano a entrare! Mi pare che non sia l&#8217;abbigliamento di chi entra a fare violenza a quell&#8217;ambiente, ma il cuore di chi vi sta da padrone, giudicando chi e come vi possa entrare.<br \/>\nPi\u00f9 appropriatamente dir\u00f2 &#8211; parafrasando Matteo 15, dove Ges\u00f9 abroga il divieto di mangiare senza lavarsi le mani &#8211; che vedere una coppia disabbigliata in chiesa &#8220;non contamina l&#8217;uomo&#8221;, perch\u00e9 sono i sentimenti che escono dal cuore a contaminare l&#8217;uomo e non le immagini che entrano dagli occhi. Fermare uno sulla porta pu\u00f2 voler dire cacciarlo per sempre: questo pensiero lo dedico agli zelanti ostiari (custodi delle porte) dei nostri giorni. Dovremmo piuttosto fare festa a chiunque voglia entrare, specie se giovani e in coppia. Sarebbe ora di tornare a un uso abbondante e pi\u00f9 sciolto delle nostre bellissime chiese.<br \/>\nMa la discussione con gli ostiari non ci poter\u00e0 lontano. Dietro il divieto di Pistoia c&#8217;era &#8211; implicitamente &#8211; dell&#8217;altro e quell&#8217;altro \u00e8 stato intuito: il timore della libert\u00e0 sessuale dei giovani.<br \/>\nUscito dal duomo di Pistoia ho trovato davanti al battistero &#8211; fai attenzione, mio lettore: qui si passa dal piano dei segni a quello della realt\u00e0 &#8211; una coppia allacciata che leggeva una carta della citt\u00e0: lui da dietro l&#8217;abbracciava alla vita, tenendo il viso tra i capelli di lei, che badava solo alla carta. Fosse avvenuto in chiesa, quel gesto, non ci sarebbe stato bene?<br \/>\nPerch\u00e9 ci mette pensiero quella giovane coppia? Non sono sposati e sono in vacanza da soli, penser\u00e0 il diffidente ostiario. Di certo praticano la piena intimit\u00e0. Magari costituiscono una coppia di fatto. E sarebbero fuori dalle regole!<br \/>\nEbbene io credo che questi pre-giudizi &#8211; lucidamente intuiti dall&#8217;anonimo glossatore &#8211; siano lontani dallo spirito di Ges\u00f9 quanto il cartello da lui glossato: il Vangelo invita a guardare alle persone, prima che alle regole. In esso gli uomini malati o affamati hanno la precedenza sulle regole del riposo sabbatico. La ragazza che sta per essere linciata ha la precedenza sulla legge che prescrive la lapidazione della donna adultera.<\/p>\n<p><strong>Porre fine alle lapidazioni<\/strong><br \/>\nIl Vangelo ci invita a guardare con purezza di cuore gli uomini e le donne del terzo millennio, combattuti come sempre tra la legge e la vita: ci invita a vedere che le &#8220;famiglie di fatto&#8221; sono famiglie, che i &#8220;figli naturali&#8221; sono figli, che le &#8220;coppie omosessuali&#8221; sono composte da persone.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 una legge certo, anzi ci sono pi\u00f9 leggi della societ\u00e0 o della chiesa che segnalano quelle situazioni come irregolari, ma il cristiano non si ferma alla constatazione delle irregolarit\u00e0. La legge non gli basta. Se essa assume un ruolo dominante, egli avverte che potr\u00e0 essergli di intralcio. In questo \u00e8 pi\u00f9 libero dei fratelli maggiori ebrei e dei fratelli musulmani.<br \/>\nL&#8217;episodio dell&#8217;adultera che Ges\u00f9 salva dalla lapidazione insegna a cercare creativamente &#8211; in ogni epoca &#8211; il modo e le parole per dire &#8220;non peccare pi\u00f9&#8221;, senza dar corso alla lapidazione.<br \/>\nNon si lapida pi\u00f9 nessuno da un pezzo, ma evangelicamente non fa poi tanta differenza se le parole hanno preso il posto delle pietre: come c&#8217;\u00e8 l&#8217;adulterio nel cuore, cos\u00ec ci pu\u00f2 essere la lapidazione verbale. Dura ancora nel mondo d&#8217;oggi &#8211; ricordiamoci dei toni cui arriv\u00f2, il luglio scorso, la polemica sul &#8220;gay pride&#8221; &#8211; la riprovazione morale usata come strumento di battaglia politica e la condanna tranciante senza alcuna considerazione per le persone. Resta, soprattutto, l&#8217;illusione che le leggi civili possano dare efficacia al precetto cristiano.<br \/>\nGes\u00f9 affida la sua parola al libero ascolto degli interlocutori. Quando dice: &#8220;Neanche io ti condanno, vai e d&#8217;ora in poi non peccare pi\u00f9&#8221; (Giovanni 8, 11), non ha alcuna garanzia che la sua consegna sar\u00e0 obbedita. La lapidazione era invece efficace, almeno come deterrente. Ma Ges\u00f9 invita ad abbandonare la via della deterrenza legale. Affida il precetto alle coscienze e ci invita a fare altrettanto.<\/p>\n<p><strong>Indicare alla Chiesa una nuova tolleranza<\/strong><br \/>\nTentiamo d&#8217;applicare quell&#8217;insegnamento alle &#8220;unioni di fatto&#8221;: quale efficacia pu\u00f2 avere &#8211; in ordine al convincimento delle coscienze &#8211; una battaglia dei cristiani per impedirne il riconoscimento fattuale sul piano della convivenza civile? Non avr\u00e0 piuttosto un effetto contrario, di indurimento dei cuori in una scelta che di suo, magari, era destinata ad evolvere verso una decisione matrimoniale?<br \/>\nNoi cristiani comuni viviamo &#8211; con le nostre famiglie &#8211; a diretto contatto con le famiglie di fatto. Conosciamo le tante ragioni che portano a quella scelta. Sentiamo i nostri figli inclinare pericolosamente &#8211; con le parole, per ora &#8211; verso di essa. Siamo certi che non potremo agire, nei loro confronti, se non per illuminazione e per contagio. Certo con nessuna costrizione, o induzione legislativa. Se ci battiamo per il mantenimento di una situazione per loro svantaggiata non renderemo pi\u00f9 convincente la nostra parola.<br \/>\nMi permetto allora di chiedere &#8211; forse a nome delle famiglie fondate sul matrimonio che vivono porta a porta con le famiglie di fatto &#8211; se non ci sia la possibilit\u00e0 di dire con chiarezza l&#8217;ideale cristiano del matrimonio senza trascurare il fatto che le &#8220;famiglie di fatto&#8221; sono famiglie e hanno diritto a un inquadramento legislativo che le aiuti quantomeno sul piano economico e delle responsabilit\u00e0 nei confronti dei figli.<br \/>\nUn riconoscimento ovviamente diverso rispetto a quello di cui gode la famiglia matrimoniale: un&#8217;equiparazione sostanziale danneggerebbe la famiglia tradizionale, gi\u00e0 variamente penalizzata.<br \/>\nMa le famiglie di fatto hanno realmente bisogno di un inquadramento minimo che le tuteli sul piano sociale e fiscale, per quanto riguarda gli assegni familiari e le detrazioni, le sovvenzioni scolastiche e ogni provvidenza.<br \/>\nE quando sono le coppie omosessuali a rivendicare diritti? Credo sia giusta l&#8217;opposizione al diritto all&#8217;adozione, ma non trovo giustificato il rifiuto a riconoscergli diritti economici e patrimoniali, a partire dalla reversibilit\u00e0 della pensione, da regolare con una serie di contratti privati.<br \/>\nTocca ai cristiani comuni &#8211; che vivono a contatto con le nuove tentazioni &#8211; indicare alla chiesa una nuova tolleranza.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><br \/>\nDa <em>Il Regno<\/em> 22\/2000<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Racconter\u00f2 di un cartello che vieta l&#8217;ingresso ai disabbigliati in una cattedrale e ragioner\u00f2 della longeva stoltezza di sviare la gente dalle chiese. Rappresentando quel cartello una coppia di vacanzieri,&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/io-non-ti-condanno-dai-divieti-di-entrare-in-chiesa-a-una-nuova-tolleranza\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Io non ti condanno. Dai divieti di entrare in Chiesa a una nuova tolleranza<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":9,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-850","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/850","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=850"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/850\/revisions"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=850"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}