{"id":856,"date":"2008-10-09T18:31:57","date_gmt":"2008-10-09T17:31:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=856"},"modified":"2008-10-09T19:25:29","modified_gmt":"2008-10-09T18:25:29","slug":"cristianesimo-alla-fine-o-invece-agli-inizi","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/cristianesimo-alla-fine-o-invece-agli-inizi\/","title":{"rendered":"Cristianesimo alla fine? O siamo all&#8217;inizio?"},"content":{"rendered":"<p>Siamo alla fine dell&#8217;avventura cristiana sulla terra? Guardo ai miei figli secolarizzati eppure cristiani e dico: no, siamo piuttosto all&#8217;inizio! Io almeno sento cos\u00ec, bench\u00e9 non lo sappia argomentare. E trovo tanti cristiani comuni che pensano come me, quando ne parlo in giro per l&#8217;Italia. Provo a dire in ordine quel sentimento, offrendolo alla riflessione di chi ne sa di pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>Attualit\u00e0 della promessa evangelica<\/strong><br \/>\n<em>&#8220;Forse siamo solo all&#8217;inizio dell&#8217;era cristiana&#8221;<\/em>, ha detto ad apertura dell&#8217;ultimo concistoro straordinario l&#8217;arcivescovo di Parigi card. Jean-Marie Lustiger (<em>Regno-doc.<\/em> 11,2001,339). Ha spiegato cos\u00ec la sua intuizione: <em>&#8220;L&#8217;annuncio del Vangelo \u00e8 ancora al suo inizio e manifesta oggi una capacit\u00e0 di riscatto, di giustizia e di pace che gli uomini non potevano immaginare quando vivevano nei limiti del vecchio mondo. Per il mondo nuovo che oggi si affaccia e le cui forme a malapena sapremmo intuire, la salvezza promessa dal Vangelo non ha certo esaurito la sua perenne novit\u00e0. Esso apporta ai figli di Dio la sola risposta degna dell&#8217;uomo alle nuove sfide che la mondializzazione pone alla fraternit\u00e0 umana&#8221;.<\/em><br \/>\nPerch\u00e9 il papa ha chiamato il card. Lustiger ad aprire il concistoro che doveva trattare delle &#8220;prospettive&#8221; della Chiesa nel terzo millennio? Io credo che l&#8217;abbia scelto per il suo sguardo in avanti.<br \/>\nLustiger \u00e8 noto per quell&#8217;aperta profezia. E io lo amo per essa. Sono almeno dodici anni che la va proponendo. La prima esposizione d&#8217;insieme &#8211; ch&#8217;io sappia &#8211; la fece in occasione del dottorato <em>honoris causa<\/em> che gli fu dato dalla Facolt\u00e0 teologica dell&#8217;Universit\u00e0 di Augusta, il 17 novembre 1989: \u00e8 riportata &#8211; con il titolo &#8220;La novit\u00e0 del Cristo e la post-modernit\u00e0&#8221; &#8211; come ultimo capitolo nell&#8217;antologia di suoi testi intitolata <em>Grazie a Dio. I diritti dell&#8217;uomo<\/em>, tradotta in italiano dall&#8217;editore Massimo nel 1991.<br \/>\nQualche spunto. <em>&#8220;Il corso dei tempi comincia appena a manifestare l&#8217;originalit\u00e0 singolare del cristianesimo&#8221;;<\/em> e ancora: <em>&#8220;Annunciare il Vangelo oggi vuol dire manifestare, nello scenario delle invenzioni e delle scoperte del mondo moderno, una parabola ancora inedita dell&#8217;eterna fecondit\u00e0 di Dio, della novit\u00e0 sempre sorprendente della sua presenza&#8221;.<\/em><br \/>\nSecondo il cardinale arcivescovo di Parigi ci sono <em>&#8220;tre esperienze comuni della coscienza contemporanea&#8221;<\/em> &#8211; l&#8217;unit\u00e0 del genere umano, la capacit\u00e0 di autodistruzione, l&#8217;integrit\u00e0 della creazione -, che <em>&#8220;comprovano la rinnovata attualit\u00e0 del messaggio evangelico&#8221;.<\/em> Che cio\u00e8 trovano nelle parole di Cristo una risposta adeguata. E infine: <em>&#8220;Annunciare il Vangelo a un&#8217;epoca secolarizzata vuol dire aiutarla a scoprire, nella sua stessa originalit\u00e0, parabole e figure dell&#8217;irriducibile novit\u00e0 del Vangelo: la nostra epoca pretende essere post-moderna, ma non \u00e8 post-cristiana&#8221;<\/em>. Il suo <em>excursus<\/em> si conclude con questo aforisma: <em>&#8220;La post-modernit\u00e0 appartiene gi\u00e0 agli inizi del cristianesimo&#8221;.<\/em><br \/>\nC&#8217;\u00e8 consonanza tra il sentimento del tempo che muove il cardinale di Parigi e quello che ancora spinge Giovanni Paolo a &#8220;prendere il largo&#8221;. Il testo papale pi\u00f9 rivolto al futuro \u00e8 l&#8217;enciclica <em>Redemptoris missio<\/em> (1990), che ha un paragrafo intitolato &#8220;L&#8217;attivit\u00e0 missionaria \u00e8 solo agli inizi&#8221; (n. 30). Questo \u00e8 l&#8217;<em>incipit<\/em> dell&#8217;enciclica: <em>&#8220;La missione di Cristo redentore, affidata alla Chiesa, \u00e8 ancora ben lontana dal suo compimento. Al termine del secondo millennio della sua venuta, uno sguardo d&#8217;insieme all&#8217;umanit\u00e0 dimostra che tale missione \u00e8 ancora agli inizi&#8221;<\/em> (<em>EV<\/em> 12\/547)<em>.<\/em><\/p>\n<p><strong>Anche il mondo va verso la fine?<\/strong><br \/>\n<em>Il mondo va verso la fine?<\/em> era intitolato un fascicolo di <em>Concilium<\/em> ([1998] 4) che guardava al nuovo millennio. Giudiziosamente i diversi specialisti invitavano a ogni prudenza nel porre limiti all&#8217;avventura dell&#8217;uomo sulla terra.<br \/>\nUn atteggiamento simile a quello con cui lo storico francese Henri-Ir\u00e9n\u00e9 Marrou guardava, gi\u00e0 nel 1953, al destino del pianeta avendo ancora negli occhi l&#8217;apocalisse della seconda guerra mondiale: <em>La fine del mondo non \u00e8 per domani<\/em> (Medusa 2000). Con Marrou dunque &#8211; e con gli scrittori di <em>Concilium<\/em> &#8211; possiamo affermare ragionevolmente che <em>&#8220;nulla ci permette di costruire la minima ipotesi sulla lunghezza della traiettoria che resta da percorrere&#8221;.<\/em><br \/>\nQuesto pensano anche i teologi, rassegnati da tempo a <em>&#8220;lasciar aperto al futuro del mondo qualsiasi spazio&#8221;<\/em> (H. U. von Balthasar, <em>Cordula ovverosia il caso serio<\/em>, Queriniana, Brescia 1968, 86).<br \/>\nEra del resto quanto gi\u00e0 pensava Giovanni XXIII, che un giorno confid\u00f2 a Capovilla, a proposito delle responsabilit\u00e0 dei cristiani: <em>&#8220;Chi conosce la storia sa che lentamente, lentamente la nostra Chiesa si \u00e8 purificata. Faremo altri passi. Restano ancora tanti secoli davanti a noi&#8221;<\/em> (<em>Presbyteri<\/em> [2000] 10, 787).<br \/>\nC&#8217;\u00e8 un effetto calamita tra il sentimento cristiano d&#8217;essere agli inizi e quello analogo degli storici, che riflettono sui <em>&#8220;milioni di anni preistorici&#8221;<\/em> e sul fatto che <em>&#8220;noi siamo soltanto a qualche millennio della nostra storia: siamo appena all&#8217;inizio, la storia \u00e8 ancora bambina&#8221;<\/em> (J. Le Goff, &#8220;Ora comincia un&#8217;altra storia&#8221;, in <em>Corriere della sera<\/em> 29.1.1999).<br \/>\nLa convinzione della lunga durata storica raddoppia il sentimento cristiano d&#8217;essere agli inizi. <em>&#8220;Passiamo risolutamente dalla Chiesa al Vangelo per rifare una Chiesa nuova&#8221;,<\/em> scriveva lo storico credente Jean Delumeau a premessa del volume <em>Il cristianesimo sta per morire?<\/em> (SEI, Torino 1978, 16).<br \/>\nSi direbbe che gli storici siano aiutati dalla loro scienza a guardare avanti con occhio sgombro. Ma anche altre scienze sollecitano i credenti a guardare in quella direzione. <em>&#8220;Il cristianesimo, rispetto all&#8217;evoluzione dell&#8217;umanit\u00e0 nel suo insieme, \u00e8 appena agli inizi: \u00e8 una religione nata da poco e balbettante&#8221;:<\/em> cos\u00ec si esprime il gesuita francese Paul Valadier, che insegna antropologia ed etica al Centro Sevr\u00e8s di Parigi (in A. Filippi, F. Strazzari (a cura di), <em>La cosa pi\u00f9 importante per la Chiesa del 2000<\/em>, EDB, Bologna 2000, 186).<br \/>\n<strong> <\/strong><br \/>\n<strong>Non finisce mai di cominciare<\/strong><br \/>\nLe scienze umane sembrano concordi nel lasciare spazio al futuro dell&#8217;uomo e dunque anche al domani cristiano. Il nostro ascolto del Vangelo <em>&#8220;non finisce mai di cominciare&#8221;,<\/em> dice suggestivamente il prete e psicanalista francese Maurice Bellet in <em>Il corpo alla prova o della divina tenerezza<\/em> (Servitium, Sotto il Monte BG 1996, 66).<br \/>\nSecondo Bellet, <em>&#8220;il Vangelo non \u00e8 stato ancora ascoltato&#8221;,<\/em> e noi <em>&#8220;ci troviamo in una situazione culturale cos\u00ec inedita che dobbiamo intendere il poema evangelico in maniera completamente originale, come fosse la prima volta&#8221;<\/em> (Achille Rossi, prefazione all&#8217;edizione italiana del volume M. Bellet, <em>Incipit o dell&#8217;inizio<\/em>, Servitium, Sotto il Monte BG 1997, 8 ).<br \/>\nCome mai sono soprattutto i francesi a fare questo ragionamento del Vangelo ai primi passi? Per aggiungere ancora una voce, ecco Jean Guitton: <em>&#8220;Io penso che arriver\u00e0 un giorno in cui tutto il mondo sar\u00e0 evangelizzato&#8221;,<\/em> dice in un&#8217;intervista l&#8217;amico di papa Montini e subito annota che &#8211; per quell&#8217;adempimento &#8211; si chiedono tempi lunghi, perch\u00e9 <em>&#8220;l&#8217;evangelizzazione dell&#8217;estremo Oriente \u00e8 appena cominciata&#8221;<\/em> (<em>La fede. Colloquio di Marino Parodi con Jean Guitton<\/em>, Liberal Libri, Firenze 1999, 22).<br \/>\n<strong> <\/strong><br \/>\n<strong>Tocca ai francesi guardare avanti<\/strong><br \/>\nIo penso che tocchi ai francesi guardare avanti perch\u00e9 sono &#8211; tra i cristiani cattolici &#8211; i meno spaventati dalla modernit\u00e0, nella quale si sono avventurati camminando dietro le due grandi luci di Teresa di Lisieux e di Charles de Foucauld, nuova Teresa d&#8217;Avila e nuovo Francesco d&#8217;Assisi, mandati alla nostra epoca a mostrare un modo nuovo e accessibile a tutti di vivere il Vangelo: quello della piccola sorella e del piccolo fratello universali.<br \/>\nNella modernit\u00e0 i cristiani sanno finalmente che non devono cercare cose grandi. In essa entrano spogliati del potere che gestirono un tempo. \u00c8 stata strappata loro di mano la spada con cui un tempo fecero scendere i popoli nei fiumi per battesimi epocali. Ma questa inermit\u00e0 &#8211; se accettata &#8211; si rivela come la condizione pi\u00f9 prossima a quella scelta e comandata da Cristo. Ce lo hanno appunto mostrato Teresa, che si siede <em>&#8220;alla mensa dei poveri peccatori&#8221;,<\/em> e Charles, che sceglie il deserto dove mostrarsi <em>&#8220;fratello all&#8217;ebreo, al musulmano e all&#8217;ateo&#8221;.<\/em> E di nuovo ce lo ha indicato il card. Lustiger, quando ha celebrato in Notre Dame il martirio dei monaci francesi d&#8217;Algeria (1996), presentandolo come attestazione dei tempi nuovi del Vangelo, vissuti nel segno della vicinanza umana e del perdono.<br \/>\nForse dunque non \u00e8 un caso che sia toccato ai francesi guardare avanti e interpretare nel post-moderno il sentimento di quella che Paul Claudel chiamava <em>&#8220;l&#8217;eterna infanzia di Dio&#8221;.<\/em><br \/>\nTocca ai francesi e a chi \u00e8 andato a scuola dai francesi. Ho sentito pi\u00f9 volte Carlo Caretto &#8211; discepolo di Charles de Foucauld &#8211; incoraggiare con queste parole chi l&#8217;ascoltava sui prati di Spello: <em>&#8220;Siamo come al principio. Siamo come i primi cristiani&#8221;.<\/em><br \/>\n<strong> <\/strong><br \/>\n<strong>Offrire al mondo il volto di Cristo<\/strong><br \/>\nNon so per quali vie quell&#8217;insegnamento che ci viene dalla Francia abbia fecondato la predicazione di Giovanni Paolo II, o si sia sposato &#8211; nella sua anima &#8211; ad altra eredit\u00e0, forse legata al sentimento slavo dell&#8217;anno millenario. Ma \u00e8 certa la somiglianza di queste sue parole con quelle del card. Lustiger che abbiamo citato sopra: <em>&#8220;Offrire al mondo secolarizzato il volto di Cristo come fonte di speranza e di dignit\u00e0: \u00e8 una sfida di fede che lancia tutta la  Chiesa verso un futuro sconosciuto, ma certamente pieno di potenzialit\u00e0 e di ottimismo per il regno di Dio&#8221;<\/em> (29.9.1989).<br \/>\nAvverto quella sfida del futuro sconosciuto quando parlo di Ges\u00f9 ai miei figli secolarizzati.<br \/>\n<strong> <\/strong><br \/>\n<strong>Luigi Accattoli<\/strong><br \/>\nda <em>Il Regno<\/em> 14\/2001<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo alla fine dell&#8217;avventura cristiana sulla terra? Guardo ai miei figli secolarizzati eppure cristiani e dico: no, siamo piuttosto all&#8217;inizio! Io almeno sento cos\u00ec, bench\u00e9 non lo sappia argomentare. E&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/cristianesimo-alla-fine-o-invece-agli-inizi\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Cristianesimo alla fine? O siamo all&#8217;inizio?<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":9,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-856","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/856","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=856"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/856\/revisions"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=856"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}