{"id":859,"date":"2008-10-09T18:52:18","date_gmt":"2008-10-09T17:52:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=859"},"modified":"2009-01-21T10:33:36","modified_gmt":"2009-01-21T09:33:36","slug":"edith-stein","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/edith-stein\/","title":{"rendered":"Edith Stein"},"content":{"rendered":"<p><strong>Una lettera che riconcilia le memorie<\/strong><br \/>\nSono felice di essere stato tra i primi a leggere &#8211; dopo settant&#8217;anni di chiusura negli archivi vaticani &#8211; la lettera di Edith Stein a Pio XI, scritta il 12 aprile 1933 per chiedergli di intervenire a difesa degli ebrei. Il 15 febbraio aprivano quel settore degli archivi, e io ero l\u00e0 a cercarla.<br \/>\nConsidero fortunato il lungo nascondimento di quella lettera, perch\u00e9 oggi siamo preparati a capirla nel profondo: la disputa su Chiesa e Shoah \u00e8 ormai consegnata agli storici, Edith dal 1998 \u00e8 santa, Giovanni Paolo II nel 2000 ha chiesto perdono agli ebrei.<br \/>\nOggi quella lettera ci aiuta alla riconciliazione delle memorie: la questione del \u00absilenzio\u00bb della Chiesa davanti alla persecuzione gi\u00e0 la poneva, prima di ogni polemica, questa nostra sorella Edith. Oggi ognuno pu\u00f2 porre quella domanda con le sue parole.<\/p>\n<p><strong>Amo da uomo il suo volto di donna<\/strong><br \/>\nIo sono innamorato di Edith Stein da quando lessi <em>Storia del mio primo semestre a Gottinga<\/em> (Morcelliana, Brescia 1982), che mi fece conoscere una santa attraente e viva, come una compagna incontrata all&#8217;universit\u00e0: <em>\u00abAvevo allora 21 anni ed ero piena di attesa\u00bb.<\/em><br \/>\nAmo da uomo il suo volto di donna. <em>\u00abRaissa e io non abbiamo mai dimenticato l&#8217;ardore, l&#8217;intelligenza, la purezza che illuminavano il volto di Edith Stein\u00bb<\/em>, ha scritto Jacques Maritain.<br \/>\nInfine \u00e8 la <em>Storia<\/em><em> di una famiglia ebrea (<\/em>Citt\u00e0 nuova, Roma 1992) che me l&#8217;ha resa pienamente familiare, e qualche volta mi scopro a indovinare quale poteva essere la sua reazione di fronte a questo o quel fatto della sua epoca, o della sua condizione di ebrea cristiana, che mi azzardo a invidiare. Anche a motivo di questa condizione Edith mi appare come la pi\u00f9 moderna figura di santa della Chiesa cattolica. Ecco perch\u00e9 aspettavo di leggere quella supplica al papa.<br \/>\nColpisce il piglio diretto della lettera. Edith non \u00e8 ancora carmelitana (entrer\u00e0 nel Carmelo di Colonia nell&#8217;ottobre di quell&#8217;anno decisivo della sua vita) e si firma <em>\u00abdott.a Edith Stein\u00bb:<\/em><br \/>\n<em>\u00abPadre santo! Come figlia del popolo ebraico, che per grazia di Dio \u00e8 da undici anni figlia della Chiesa cattolica, mi azzardo a esprimere al padre della cristianit\u00e0 ci\u00f2 che preoccupa milioni di tedeschi. <\/em><br \/>\nDa settimane siamo spettatori, in Germania, di avvenimenti che comportano un totale disprezzo della giustizia e dell&#8217;umanit\u00e0, per non parlare dell&#8217;amore del prossimo.<br \/>\nPer anni i capi del nazionalsocialismo hanno predicato l&#8217;odio contro gli ebrei. Ora che hanno ottenuto il potere e hanno armato i loro seguaci &#8211; tra i quali ci sono dei noti elementi criminali &#8211; raccolgono il frutto dell&#8217;odio che hanno seminato (&#8230;)\u00bb.<br \/>\nNell&#8217;aprile del 1933 la persecuzione nazista \u00e8 appena avviata, ma Edith gi\u00e0 tutto prevede: <em>\u00abCon la sua dichiarazione di boicottaggio &#8211; che toglie alle persone l&#8217;esistenza economica, l&#8217;onore civile e la patria &#8211; il governo spinge molti alla disperazione: da informazioni private sono venuta a conoscenza di ben cinque casi di suicidio, che nelle ultime settimane sono stati provocati da tale persecuzione. <\/em><br \/>\nSono convinta che si tratta di un fenomeno generale che provocher\u00e0 molte altre vittime. Si pu\u00f2 ritenere che quegli infelici non avessero sufficiente forza morale per sopportare il loro destino. Ma se la responsabilit\u00e0 in gran parte ricade su coloro che li hanno spinti a tale gesto, essa ricade anche su coloro che di ci\u00f2 tacciono\u00bb.<\/p>\n<p><strong>\u00abSe il silenzio durer\u00e0 ancora\u00bb<\/strong><br \/>\nChe forza acquista <em>post factum<\/em> &#8211; cio\u00e8 dopo la <em>Shoah<\/em>e dopo il martirio, vissuto da Edith ad Auschwitz nel 1942 e riconosciuto dalla Chiesa 45 anni pi\u00f9 tardi &#8211; l&#8217;accenno alle <em>\u00abmolte vittime\u00bb<\/em>e il richiamo alla responsabilit\u00e0 di <em>\u00abcoloro che di ci\u00f2 tacciono\u00bb!<\/em> Oggi possiamo intendere come mai questo primo grido all&#8217;autorit\u00e0 della Chiesa sia venuto da una figlia del popolo ebraico, educato dai salmi e dai secoli a gridare al Signore, perch\u00e9 <em>\u00abnon resti in silenzio\u00bb.<\/em><br \/>\n\u00abTutto ci\u00f2 che \u00e8 accaduto e ci\u00f2 che accade quotidianamente viene da un governo che si definisce &#8220;cristiano&#8221;. Non solo gli ebrei ma anche migliaia di fedeli cattolici della Germania e, ritengo, di tutto il mondo, da settimane aspettano e sperano che la Chiesa di Cristo faccia udire la sua voce, per fermare un tale abuso del nome di Cristo.<br \/>\nL&#8217; idolatria della razza e del potere dello stato, con la quale la radio martella quotidianamente la masse, non \u00e8 un&#8217;aperta eresia? Questa guerra di sterminio contro il sangue ebraico non \u00e8 un oltraggio alla sacrosanta umanit\u00e0 del nostro Salvatore, alla beatissima Vergine e agli apostoli?(\u2026).<br \/>\nNoi tutti, che guardiamo all&#8217;attuale situazione tedesca come figli fedeli della Chiesa, temiamo il peggio per l&#8217;immagine mondiale della Chiesa stessa, se il silenzio durer\u00e0 ancora. Siamo anche convinti che questo silenzio non riuscir\u00e0, dopo tutto, a ottenere la pace dall&#8217;attuale governo tedesco\u00bb.<br \/>\nQuattro sono le parole di Edith che ci confortano con il loro fuoco, conservato intatto dal silenzio degli archivi:<br \/>\n&#8211; la responsabilit\u00e0 di <em>\u00abcoloro che di ci\u00f2 tacciono\u00bb,<\/em><br \/>\n&#8211; la speranza che la Chiesa <em>\u00abfaccia udire la sua voce\u00bb,<\/em><br \/>\n&#8211; il danno che pu\u00f2 venire dal silenzio, se <em>\u00abdurer\u00e0 ancora\u00bb,<\/em><br \/>\n&#8211; l&#8217;inefficacia di quel silenzio ai fini della pace con il regime nazista.<br \/>\n<strong> <\/strong><br \/>\n<strong>La futura martire a futura memoria<\/strong><br \/>\nSi direbbe che Edith abbia vissuto in anticipo e a nome di tutti il tormento che affligger\u00e0 generazioni di credenti, fino alla nostra e oltre. \u00c8 per ci\u00f2 che considero riconciliante questo testamento della futura martire, a futura memoria. Esso ci ha misteriosamente aiutati a mantenere la fede in quel silenzio che si prolung\u00f2, in quella pace che non ottenne, nel risentimento che provoc\u00f2 e che port\u00f2 ad accuse ingiuste, oltre che a giuste proteste.<br \/>\nCi resta da ascoltare l&#8217;ultimo paragrafo, forse il pi\u00f9 profondo di questa lettera che vorremmo pi\u00f9 lunga, tanto l&#8217;avvertiamo consolante: <em>\u00abLa guerra contro il cattolicesimo si svolge in sordina e con sistemi meno brutali che contro l&#8217;ebraismo, ma non meno sistematicamente. Non passer\u00e0 molto tempo perch\u00e9 nessun cattolico possa pi\u00f9 avere un impiego a meno che non si sottometta senza condizioni al nuovo corso\u00bb.<\/em><br \/>\nEdith aveva tutto previsto ma certo non previde bene &#8211; ho sentito obiettare &#8211; lo sviluppo della \u00abguerra\u00bb al cattolicesimo: perch\u00e9 il Concordato &#8211; firmato il 20 luglio di quel cruciale 1933 &#8211; l&#8217;arginer\u00e0, persino negli anni dell&#8217;avversione pi\u00f9 scatenata, che porter\u00e0 a Dachau 2.579 sacerdoti cattolici.<br \/>\nNo, invece! Edith previde la guerra al cattolicesimo e l&#8217;acquiescenza che ne sarebbe seguita. Certo ci furono i martiri di Dachau e tanti altri, ma l&#8217;insieme dei cattolici &#8211; come dei protestanti &#8211; ebbe vita civile solo sottomettendosi al nazismo!<br \/>\nLa lettera ha la data del 12 aprile. Il 23 marzo Hitler ottiene i pieni poteri, il 1\u00b0 aprile si tiene la \u00abgiornata antisemita\u00bb, che avvia il boicottaggio dei negozi ebraici. Il 7 aprile il \u00abparagrafo ariano\u00bb esclude gli ebrei dagli uffici pubblici. Sar\u00e0 in base a quella norma che Edith a fine aprile sar\u00e0 privata della cattedra di pedagogia presso il Collegium marianum di M\u00fcnster.<\/p>\n<p><strong>Tre giorni prima di Dietrich Bonhoeffer<\/strong><br \/>\nBoicottaggio dei negozi e \u00abparagrafo ariano\u00bb sono all&#8217;origine della conferenza di Dietrich Bonhoeffer su \u00abLa Chiesa di fronte alla questione ebraica\u00bb, che ha la data del 15 aprile, cio\u00e8 tre giorni dopo la lettera della Stein! I due cristiani pi\u00f9 svegli della Germania colgono immediatamente la sfida che la persecuzione degli ebrei poneva alle Chiese.<br \/>\nMossa dall&#8217;ansia di \u00abfare qualcosa\u00bb, Edith immagina di venire a Roma, per <em>\u00abottenere un&#8217;udienza privata e chiedere al santo padre un&#8217;enciclica in proposito\u00bb:<\/em>cos\u00ec racconter\u00e0 in uno scritto del 1938, <em>Come giunsi al Carmelo di Colonia.<\/em><br \/>\nSi consiglia con l&#8217;amico benedettino Raphael Walzer, \u00abarciabate\u00bb di Beuron, che la sconsiglia dal venire a Roma, ben immaginando che non riuscirebbe neanche a parlare al papa. Forse la sconsiglia anche dall&#8217;inviare suggerimenti troppo determinati: Edith aveva pensato a un&#8217;enciclica, ma nella lettera chiede solo che la Chiesa parli.<br \/>\nNello scritto autobiografico del 1938, cos\u00ec riepiloga la vicenda dell&#8217;appello al papa: <em>\u00abRinunciai al viaggio e presentai la mia domanda per iscritto. So che la lettera venne rimessa sigillata al santo padre, del quale ricevetti poco dopo la benedizione per me e i miei congiunti. Null&#8217;altro. In seguito, ho pensato spesso se quella lettera gli fosse ritornata qualche volta in mente, giacch\u00e9 negli anni successivi si verific\u00f2 passo per passo quanto avevo previsto per l&#8217;avvenire dei cattolici in Germania\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><strong>Guardare alla Shoah con gli occhi di Edith<\/strong><br \/>\nGiovanni Paolo II, cultore della Stein filosofa, che cita nella <em>Fides et ratio,<\/em> pronuncia infine alcune delle parole che Edith attendeva dal 1933.<br \/>\nDa Berlino, il 23 giugno 1996, riconosce che <em>\u00abfurono troppo pochi\u00bb<\/em> i cattolici che si opposero al nazismo. Parlando a un Colloquio sull&#8217;antigiudaismo, il 31 ottobre 1997, afferma che <em>\u00abla resistenza spirituale di molti (alla persecuzione degli ebrei, ndr) non \u00e8 stata quella che l&#8217;umanit\u00e0 era in diritto di aspettarsi dai discepoli di Cristo\u00bb.<\/em>Il 1\u00b0 settembre 1999 specifica che <em>\u00abla richiesta di perdono vale per quanto \u00e8 stato omesso o taciuto per debolezza o errata valutazione, per ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto o detto in modo indeciso o poco idoneo\u00bb.<\/em><br \/>\nTra i meriti di Giovanni Paolo II c&#8217;\u00e8 quello d&#8217;aver ripreso &#8211; con generosa intenzione &#8211; alcune delle parole proibite della polemica anticattolica. Ma che in origine erano risuonate nell&#8217;anima della nostra Edith.<br \/>\nEgli ha stabilito infine che <em>\u00abcelebrando la memoria\u00bb<\/em> di Edith Stein <em>\u00absi ricordi di anno in anno la <span style=\"font-style: normal\">Shoah<span style=\"font-style: normal\">\u00bb: come a dire che la Chiesa sceglie di guardare a quel mistero con gli occhi di lei, che lo vide per prima.<\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<br \/>\n<\/strong>da <em>Il Regno<\/em> 6\/2003<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una lettera che riconcilia le memorie Sono felice di essere stato tra i primi a leggere &#8211; dopo settant&#8217;anni di chiusura negli archivi vaticani &#8211; la lettera di Edith Stein&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/edith-stein\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Edith Stein<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":9,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-859","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/859","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=859"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/859\/revisions"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=859"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}