{"id":861,"date":"2008-10-09T19:05:16","date_gmt":"2008-10-09T18:05:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=861"},"modified":"2008-10-09T19:05:16","modified_gmt":"2008-10-09T18:05:16","slug":"%c2%abse-non-diventerete-come-i-bambini%c2%bb","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/%c2%abse-non-diventerete-come-i-bambini%c2%bb\/","title":{"rendered":"\u00abSe non diventerete come i bambini\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><strong>L&#8217;aiuto che pu\u00f2 venire da una nipotina<\/strong><br \/>\nHo una nipotina che si chiama Caterina &#8211; detta Cat\u00f2 &#8211; e dedico questa puntata alla meraviglia con cui guarda il mondo, volendo dire che lo sguardo dei piccoli \u00e8 una risorsa dell&#8217;umanit\u00e0, la pi\u00f9 sorgiva, che a ogni nascita ci soccorre. Dagli occhi degli innocenti sentiamo echeggiare il monito di Ges\u00f9: \u00abSe non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel Regno dei cieli\u00bb (Mt 18,3).<br \/>\nQuel monito lo riascolto ogni volta che prendo in mano il telefonino, perch\u00e9 ho messo la foto di Caterina a sfondo dello schermo: da essa lei mi guarda serena e attenta, mentre la fotografo con il cellulare, il giorno in cui compie un anno. Non ha paura, \u00e8 quasi divertita. Ma soprattutto vorrebbe capire, almeno un poco, quello che sto facendo. Avverte una novit\u00e0 nel mio gesto ed \u00e8 intenta a esso.<br \/>\n<strong> <\/strong><br \/>\n<strong>Bambini e innocenti di tutte le et\u00e0<\/strong><br \/>\nEcco che cosa soprattutto mi attira, nello sguardo dei bambini: la curiosit\u00e0, la loro attenzione. Un qualcosa che non \u00e8 solo dei piccoli, ma \u00e8 tipico loro.<br \/>\nI bambini quella capacit\u00e0 di sguardo l&#8217;hanno in dono. Noi adulti la ritroviamo quando siamo innamorati, attratti da un&#8217;amicizia, mossi da un evento o feriti dalla vita, se la ferita non ci fa cattivi. Una capacit\u00e0 di vedere dove guardiamo che dice disponibilit\u00e0, interesse, prontezza a capire, ad ascoltare, a interagire.<br \/>\nPer recuperare la luce che i nostri occhi avevano da bambini e vedere e dire che vediamo, noi adulti dobbiamo uscire dalla corazza che abbiamo indossato, togliere i chiavistelli, affacciarci sul mondo e sugli altri. Vedere e farci vedere, mostrare sentimenti e cogliere il sentimento altrui. Solo i puri di cuore non hanno bisogno di tutte queste operazioni per diventare come bambini, perch\u00e9 sono gi\u00e0 convertiti. Bambini e convertiti sono come gemelli.<br \/>\nNon so se la parola giusta \u00e8 stupore, per indicare il dono d&#8217;anima che hanno i bambini e gli innocenti di tutte le et\u00e0. Ma voglio indicare quella \u00abpresenza\u00bb che avvertiamo nello sguardo di chi segue un accadimento sconosciuto, o che va oltre la sua aspettativa. Rivedo gli occhi dei miei figli, la prima volta che sono venuti con me su un aereo. Penso a chi guarda con tutto se stesso e non sa dove lo porter\u00e0 quello che vede. Non c&#8217;\u00e8 altra immagine del volto umano che pi\u00f9 mi affascini.<br \/>\nMeraviglia, sorpresa, stupefazione, incanto e incantamento, rapimento: non finirei di cercare le parole. Ma forse mi spiego meglio raccontando gli accadimenti dello stupore.<br \/>\nI genitori che guardano il bimbo che per la prima volta cammina. E il piccolo che cade seduto e batte le mani. Cat\u00f2 che si entusiasma davanti allo specchio e lancia bacetti a se stessa toccandosi la testa invece della bocca. Matilde a 4 anni quando sente suonare e poi vede arrivare Isa vestita da Babbo Natale.<br \/>\nBeniamino a Venezia, sulla prua del vaporetto, che guarda e domanda: \u00abMa qui \u00e8 ancora Italia?\u00bb.<br \/>\nAgnese e Valentino che per la prima volta vedevano fioccare la neve dal finestrino del treno, tra Foligno e Spoleto, e si giravano con gli occhi stellanti a raccontare quella meraviglia. Ancora Miriam che batteva le mani a ogni svolta dell&#8217;Aurelia che le permetteva di ritrovare il mare, il nuovo amico scoperto quella mattina.<br \/>\nE ancora Matilde quella sera di Natale in cui andavamo da Nettuno a Latina, nella strada gi\u00e0 buia, in automobile e superammo un Babbo Natale che faceva la nostra stessa strada su una carrozzella tirata da un cavallo. Lei aveva sentito dire che in quella notte sarebbe venuto e ora l&#8217;aveva visto, che stava arrivando! Non parl\u00f2 pi\u00f9 per tutta la sera finch\u00e9 non vide i regali che \u00abquel\u00bb Babbo Natale aveva \u00ablasciato\u00bb sul terrazzo, facendo appena tintinnare un campanello. Non finiva di esclamare \u00ab\u00e8 venuto, \u00e8 venuto!\u00bb.<br \/>\n<strong> <\/strong><br \/>\n<strong>\u00abLasciatevi sorprendere da Cristo\u00bb<\/strong><br \/>\nI bambini che gridano quando aprono i doni. Chi ha figli e nipoti accumula queste felicit\u00e0.<br \/>\nLa sorpresa della piccola mendicante, che riceve una manciata di spiccioli e apre occhi e bocca per ridere al passante che glieli ha dati.<br \/>\nI bambini amano le sorprese. Le riscoprono gli innamorati. Farne una al giorno tiene sveglia la coppia. E in questo c&#8217;\u00e8 senz&#8217;altro un insegnamento. \u00abLasciatevi sorprendere da Cristo\u00bb ha detto il papa ai giovani, a Colonia.<br \/>\nBasta una parola di Ges\u00f9 a riempirmi di stupore per una giornata: \u00abVoi siete tutti fratelli\u00bb. Per lasciarmi sorprendere, almeno per qualche momento, a me basta pensare a una sua parola, una qualsiasi. Anche la pi\u00f9 piccola: \u00abFanciulla, alzati!\u00bb (Lc 9,54), \u00abAvete qui qualcosa da mangiare?\u00bb (Lc 24,41).<br \/>\nNon \u00e8 mai a corto di meraviglie chi ha la fortuna di aver imparato a memoria un poeta o uno dei Vangeli. Insegnamento che ci viene da chi, negli anni, sa mantenere desto lo stupore. Invito a imparare quell&#8217;arte, perch\u00e9 saggio \u00e8 colui che si stupisce. Tra chi dice che dovremmo stupirci d&#8217;ogni cosa e chi ci invita a non stupirci di nulla, io non ho incertezze e mi metto con i primi.<br \/>\nMi metto anzi con i ragazzi che vanno per il mondo, a vedere i deserti e le nevi. Cercano le citt\u00e0 pi\u00f9 grandi per averne un pi\u00f9 grande stupore. Non sar\u00f2 certo io a dar loro torto, dal momento che la vita mi ha portato &#8211; di sua iniziativa &#8211; qua e l\u00e0 per il pianeta. Ma forse anche a motivo dei tanti giri per il mondo sono infine arrivato alla convinzione che non sono necessarie le grandi cose per derivarne una grande meraviglia: occorre piuttosto quella capacit\u00e0 di sguardo che dicevo e che basta da sola a fare grande ogni vista.<\/p>\n<p><strong>Felicit\u00e0 dei piccoli quando stanno davanti<\/strong><br \/>\nLe due facce della meraviglia &#8211; di chi dice che tutto \u00e8 meraviglioso e di chi non incontra nulla che meriti questo aggettivo &#8211; io le vedo come quelle di Giano, costrette a guardare in direzione opposta mentre la creatura bifronte fa la sua strada.<br \/>\nGiano \u00e8 ognuno di noi. La faccia che sta davanti di tutto e si meraviglia, e quella che viene dietro di nulla perch\u00e9 crede di avere gi\u00e0 visto. Capita che a un&#8217;et\u00e0, diversa per ognuno, scatti il convincimento d&#8217;avere visto quello che meritava d&#8217;essere visto. Si sceglie allora di stare dietro, anche per non prendere vento. E mentre la prima faccia racconta, la seconda fa di s\u00ec, di s\u00ec. Ma non crede che valga la pena dare un&#8217;occhiata, o che possa accadere qualcosa di nuovo.<br \/>\nE non vale la scusa d&#8217;avere gi\u00e0 visto: chi non si meraviglia alla vista del Po o dell&#8217;Etna vuol dire che non prov\u00f2 meraviglia neanche la prima volta che li vide. Perch\u00e9 chi si meravigli\u00f2 facilmente ritrover\u00e0 la meraviglia per cui \u00e8 passato.<br \/>\nFelicit\u00e0 dei bambini quando stanno davanti.<br \/>\n\u00abFinestra o corridoio?\u00bb, chiedono allo sportello dell&#8217;Alitalia e io dico sempre \u00abfinestra\u00bb.<br \/>\nGran divertimento a vedere il mondo dall&#8217;alto: l&#8217;Argentario con le tre corde che lo legano all&#8217;Italia come la navicella alla mongolfiera, lo Stromboli che fuma sul mare, Assisi aggrappata al Subasio. Le isole della Dalmazia a specchio del mare come perle su un tavolo di vetro.<br \/>\nTante volte ho visto Roma dall&#8217;aereo, ritrovando persino la via dove mi aspettavano la sposa e i figli. Una volta ho visto Gerusalemme.<br \/>\n\u00abSotto di noi a destra il monte Olimpo\u00bb dice il capitano. E uno non crede a quello che vede.<br \/>\nIncredibile spettacolo salendo da Antofagasta &#8211; in Cile &#8211; alla vetta delle Ande, con l&#8217;aereo che sembra sfiorare prima il deserto di Atacama poi la neve che lo ricopre come un cappello.<br \/>\nGran fortuna dei genitori che vedono crescere i figli passando di meraviglia in meraviglia. E cos\u00ec riscoprono il mondo con gli occhi dei piccoli che il Signore ha loro affidato e ne godono lo stupore come un dono quotidiano. \u00c8 forse la pi\u00f9 grande tra le ricompense dei padri e delle madri.<\/p>\n<p><strong>Imparare ad amare a occhi aperti<\/strong><br \/>\nBelli i bambini quando ti aiutano a fare il presepe. La statuina che li attira di pi\u00f9 \u00e8 quella del pastore che si meraviglia: ha posato a terra il cesto con le formaggelle, sta l\u00ec mezzo inginocchiato, con le braccia allargate e gli occhi spalancati.<br \/>\nNella confusione dei messaggi, sar\u00e0 lo spirito della meraviglia a cogliere qualcosa. \u00abI concetti creano gli idoli, solo lo stupore conosce\u00bb, diceva Gregorio di Nissa (La vita di Mos\u00e8, PG 44,377B): una frase bellissima, che piaceva un mondo a don Luigi Giussani e che gli industriosi ciellini hanno fatto conoscere a tutti.<br \/>\nL&#8217;innamorato che vede ingrandito negli occhi di lei il proprio stupore.<br \/>\nLa meraviglia dell&#8217;amata che si specchia negli occhi dell&#8217;amato.<br \/>\nL&#8217;incanto dei due quando imparano ad amare a occhi aperti.<br \/>\n\u00abAmore e maraviglia e dolce sguardo\u00bb, dice Dante a nome di tutti (Paradiso XI, 77). \u00abMaraviglia con la &#8220;a&#8221;!\u00bb, dice un Benigni commosso.<br \/>\nLo stupore pu\u00f2 confinare con lo spavento: gli occhi di chi guarda un incendio che si avvicina. I bambini affascinati dai leoni allo zoo safari.<br \/>\nLa faccia di quelli che videro Lazzaro uscire dal sepolcro.<br \/>\nO sorprese pi\u00f9 quotidiane: mia meraviglia di trovare, in viaggio, persone mai viste che mi riconoscono e ricordano qualche mia parola scritta in un libro, o detta una sera in una sala.<br \/>\nIl vescovo Tonino Bello una settimana prima che morisse, pieno di stupore a sentire Isa che gli diceva d&#8217;averlo ascoltato in duomo a Milano e d&#8217;aver letto tutti i suoi libri: \u00abE io neanche sapevo che c&#8217;eri!\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Quando un volto si specchia in un altro volto<\/strong><br \/>\nMia gioia grande a vedere le facce della folla, quando seguo i papi per il mondo. Lo spettacolo degli occhi ridenti, delle mani che salutano. Nulla m&#8217;incanta quanto un volto che riconosce un altro volto e si specchia in esso.<br \/>\nChe sar\u00e0 Signore &#8211; nel tuo giorno &#8211; quando ritroveremo ognuno che abbiamo conosciuto, dimenticato o mai incontrato e scopriremo che tutti li conoscevamo in te!<br \/>\nLa meraviglia che vivremo vedendo Dio. Ci \u00e8 stato detto che lo vedremo faccia a faccia.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><br \/>\nda <em>Il Regno<\/em> 2\/2006<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;aiuto che pu\u00f2 venire da una nipotina Ho una nipotina che si chiama Caterina &#8211; detta Cat\u00f2 &#8211; e dedico questa puntata alla meraviglia con cui guarda il mondo, volendo&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/%c2%abse-non-diventerete-come-i-bambini%c2%bb\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">\u00abSe non diventerete come i bambini\u00bb<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":9,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-861","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/861","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=861"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/861\/revisions"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=861"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}