{"id":864,"date":"2008-10-09T19:41:13","date_gmt":"2008-10-09T18:41:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=864"},"modified":"2009-10-01T13:52:16","modified_gmt":"2009-10-01T11:52:16","slug":"chiara-castellani-medico-di-guerra-e-%e2%80%9cpassero-con-un%e2%80%99ala-sola%e2%80%9d","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/11-il-genio-della-carita\/chiara-castellani-medico-di-guerra-e-%e2%80%9cpassero-con-un%e2%80%99ala-sola%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Chiara Castellani medico di guerra e \u201cpassero con un\u2019ala sola\u201d"},"content":{"rendered":"<p>\u201cMedico missionario in Nicaragua, Angola, e ora nell&#8217;ex Zaire. Paesi dove la guerra ha tenuto e tiene banco. Sola, nella foresta, dirige l&#8217;ospedale di Kimbau, una struttura senza acqua n\u00e9 luce. Centomila persone con l&#8217;ospedale come unico punto di riferimento. La guerra \u00e8 arrivata ma Chiara Castellani e rimasta, sola nonostante la perdita di un braccio in un incidente stradale mentre portava un ferito gravissimo a Kinshasa\u201d.<br \/>\nCon questa motivazione Chiara Castellani riceveva nel 2000 il premio <em>Cuore amico<\/em> di Brescia, una specie di Nobel riservato ai missionari. Chiara \u00e8 una piccola donna, indomabile nella decisione di servire i poveri, eppure facile al pianto. Rivendica questa attitudine come \u201cun segno di fragilit\u00e0 tutta femminile\u201d.<br \/>\nMa Chiara \u00e8 anche un personaggio. Nel 2000 il presidente Ciampi l\u2019ha proclamata <em>Ufficiale della Repubblica<\/em> e nel 2001 la Regione Valle d\u2019Aosta le ha dato il premio <em>Donna dell\u2019anno<\/em>.<br \/>\nEra gi\u00e0 nota \u2013 nel mondo del volontariato \u2013 per l\u2019epistolario <em>Carissimi tutti: Nicaragua 1983-1990<\/em>, che pubblic\u00f2 con l\u2019editrice Terra Nuova nel 1990 e sta diventando ora notissima con il volume <em>Una lampadina per Kimbau<\/em>, pubblicato da Mondatori e curato da Mariapia Bonanate, una giornalista amica con cui Chiara \u00e8 in corrispondenza da tempo. Il nuovo libro \u2013 un documento straordinario dell\u2019avventura cristiana tra i diseredati del pianeta \u2013 raccoglie memorie, sfoghi e preghiere di questa ostetrica creativa, che si \u00e8 improvvisata chirurgo di guerra e che tiene duro, in tale missione, da oltre vent\u2019anni.<br \/>\nChiara \u00e8 di Parma, ha 47 anni, con una formazione negli scout. La laurea in medicina la prende al Gemelli e a 26 anni \u2013 nel 1983 \u2013 parte con il marito per il Nicaragua: due medici per una missione di coppia, con il Movimento laici America Latina. Con tutta se stessa si dedica a far nascere <em>\u201cninos morenos con tanti capelli che, quando escono fuori, gridano l\u2019inizio della loro grande avventura, in questa terra strana, audace. Dove anche sopravvivere \u00e8 una folle scommessa. Ma dove vale sempre la pena di scommettere\u201d.<\/em><br \/>\nLei scommette sempre il tutto per tutto, ma la realt\u00e0 della vita e del Nicaragua la mette brutalmente con le spalle al muro: il marito l\u2019abbandona dopo un anno di \u201cmissione\u201d e lei \u00e8 costretta a trasformarsi da ostetrica in chirurgo di guerra.<br \/>\nPer dieci anni, da studenti, lei e l\u2019uomo che amava avevano progettato un impegno a favore \u201cdegli ultimi tra gli uomini\u201d. E con quell\u2019idea si erano promessi \u201camore eterno\u201d. Cade quel sogno e anche quello del Nicaragua solidale: gli scontri tra sandinisti e contras la costringe ad amputare braccia e gambe, invece di far nascere bimbi mori.<br \/>\nDopo sette anni di Nicaragua e un breve soggiorno in Italia, Chiara riparte: Mali, Angola e infine il Congo. Il continente nero era da sempre nel suo cuore. A sette anni aveva detto alla mamma: <em>\u201cDiventer\u00f2 medico e andr\u00f2 in Africa a curare quelli di cui nessuno si occupa\u201d.<\/em><br \/>\nL&#8217;Africa le appare \u00abcento volte pi\u00f9 tremenda di come me l&#8217;aspettavo, ma anche pi\u00f9 bella\u00bb. Nel 1992 la jeep su cui viaggia si rovescia e le schiaccia il braccio destro, che perder\u00e0: <em>\u201cDa colei che amputava, sono diventata io, l\u2019amputata. Cambia tutto\u201d. <\/em><br \/>\nCambia tutto, ma Chiara non si arrende: <em>\u00abNzambi, il mio Dio in lingua Kikongo, ha pensato bene di salvarmi perch\u00e9 continuassi a sognare insieme con lui e con chi ha una sola speranza, quella di essere amato dal Padre degli ultimi e degli oppressi\u00bb.<\/em><br \/>\nDescrive se stessa, amputata, come \u201cpassero con un\u2019ala sola\u201d e continua nella sua missione, nonostante la menomazione e la violenza in cui si trova a operare: <em>\u201cVado avanti come se la guerra non esistesse, fa parte della mia incoscienza\u201d.<\/em><br \/>\n\u201cNon siamo figli dello stesso Dio?\u201d si chiede ragionando sulla diversit\u00e0 con cui la sorte ha trattato lei, amputata di un braccio, rispetto a come tratta gli innumerevoli amputati per mine antiuomo che trova in Angola: \u201cIo ho avuto diritto, in pochi mesi e gratuitamente, a una protesi perfetta che loro non avranno mai. Io posso fare vita normale e lavorare come prima, loro sono costretti a elemosinare nelle strade della citt\u00e0\u201d.<br \/>\nCos\u00ec descrive la sua obbedienza, anzi il trasporto per la chiamata a servire: <em>\u201cSento dentro di me un\u2019esplosione d\u2019amore non diretto a una sola persona, ma all\u2019universo. Mi sento come se avessi ancora sedici anni\u201d.<\/em><br \/>\nEd \u00e8 al Congo, alla comunit\u00e0 di Kenge e al suo vescovo che il 25 agosto 2002 Chiara si consegna a vita: <em>\u00abIo, Chiara Castellani, di fronte a te, padre vescovo mons. Gaspard Mudiso, e davanti agli occhi della comunit\u00e0 di cristiani della diocesi di Kenge; io prometto di vivere nella povert\u00e0 e nell&#8217;obbedienza, per poter servire il popolo di Dio che si trova in questa diocesi. Tu, Dio mio, sovrano di misericordia e di tutte le cose, aiutami: che io possa vivere per sempre in questa nuova alleanza che hai voluto stringere oggi con me. Io ho riposto la mia speranza nella tua grazia, aiutami a identificare la mia vita con la vita di Ges\u00f9 Cristo\u00bb.<\/em><br \/>\nUna donna con queste esperienze cristiane forti, schiettamente evangeliche, noi siamo portati ad ascoltarla e a penderla sul serio, anche quando dice parole ardue a intendersi.<br \/>\nPer esempio, se ci racconta che dopo vent\u2019anni di \u201csolitudine affettiva, abitata dai rimpianti di una maternit\u00e0 mai realizzata e dal desiderio di avere l\u2019abbraccio caldo di un uomo\u201d \u2013 bene, se ci dice che dopo tutto questo Piero, il suo sposo fuggiasco, che l\u2019ha lasciata per un\u2019altra donna, \u00e8 \u201cun uomo che continuo ad amare, perch\u00e9 dieci anni di condivisione ideale non possono essere cancellati dall\u2019errore di un momento\u201d.<br \/>\nOppure se afferma che \u201cDio \u00e8 vicino ai poveri e lo si guadagna stando vicino a loro\u201d. O ci confida \u201cla convinzione che obbedire a Dio d\u00e0 forza per disubbidire al potere\u201d. E se infine ci racconta il suo \u201cdialogo con un Cristo vicino\u201d, nel quale \u201cho continuamente ricevuto \u2018segni\u2019 della sua esistenza e della sua materna preoccupazione per la mia piccola vita\u201d. Segni che per lei assumono conclusivamente questo significato: <em>\u201cChiara, non avere paura, io sono con te\u201d.<\/em><br \/>\n<strong> <\/strong><br \/>\n<strong>Luigi Accattoli<\/strong><\/p>\n<p>Chiara Castellani, <em>Una lampadina per Kimbau. Le mie storie di chirurgo di guerra dal Nicaragua al Congo raccolte da Mariapia Bonanate<\/em>, Mondatori, pagine 224, euro 15,00<\/p>\n<p>Da<em> La Voce di Padre Pio<\/em> 9\/2004<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cMedico missionario in Nicaragua, Angola, e ora nell&#8217;ex Zaire. Paesi dove la guerra ha tenuto e tiene banco. 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