{"id":866,"date":"2008-10-09T19:50:17","date_gmt":"2008-10-09T18:50:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=866"},"modified":"2009-10-01T13:44:30","modified_gmt":"2009-10-01T11:44:30","slug":"stefano-laura-don-matteo-e-altri-innamorati-dell%e2%80%99africa","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/19-samaritani-centurioni-cananee\/stefano-laura-don-matteo-e-altri-innamorati-dell%e2%80%99africa\/","title":{"rendered":"Stefano, Laura, don Matteo e altri innamorati dell\u2019Africa"},"content":{"rendered":"<p>Pu\u00f2 capitare che un manager barbuto e sportivo, tifoso del Siena, capiti in Africa per il finanziamento di un progetto di aiuti e non riesca pi\u00f9 a dimenticare quei bambini neri che gli saltavano al collo e torni laggi\u00f9 pi\u00f9 volte e prenda la malaria e di essa muoia, improvvisamente, a 48 anni: \u00e8 capitato a Stefano Bellaveglia, gi\u00e0 vicepresidente del Monte dei Paschi di Siena e da aprile presidente di Hopa, la finanziaria bresciana gi\u00e0 presieduta da Emilio Gnutti. Da tre anni dedicava all\u2019Africa gran parte del suo tempo libero. Era appena rientrato da un viaggio nella Repubblica democratica del Congo ed \u00e8 morto a 48 anni, a Siena, il 3 giugno.<br \/>\nMa perch\u00e9 queste persone generose, che meriterebbero la nostra amicizia, le scopriamo solo quando muoiono? Il lettore continui a leggermi e gli prometto la conoscenza di altri innamorati dell\u2019Africa, ancora vivi e operanti, che Stefano aiutava e dei quali \u2013 volendo \u2013 anche noi potremmo diventare amici.<br \/>\nUno \u00e8 don Matteo Galloni, figlio del politico Giovanni Galloni, fondatore della comunit\u00e0 <em>Amore e libert\u00e0<\/em>, che ha case di accoglienza a Firenze e a Matera e un orfanotrofio a Kinshasa (capitale della Repubblica democratica del Congo): intitoler\u00e0 a Stefano Bellaveglia l\u2019opera che stava realizzando con l\u2019aiuto dell\u2019amico: \u201cAppena 15 giorni prima della morte era tornato dal Congo, dove mi aveva assistito nell\u2019acquisto dei terreni per la realizzazione di un\u2019azienda agricola che dar\u00e0 da vivere a molte famiglie\u201d. \u201cI suoi viaggi \u2013 racconta don Matteo \u2013 erano brevi a motivo dei tanti impegni come finanziere, ma quando veniva si metteva a servizio dei bambini come un qualsiasi volontario\u201d.<br \/>\nUn\u2019altra innamorata dell\u2019Africa e vera testimone della carit\u00e0 \u00e8 Laura Perna, combattiva dottoressa di Siena, minuta ed energica, degna concittadina di Santa Caterina, che appena andata in pensione come medico ospedaliero senza starci a pensare un solo giorno si \u00e8 stabilita a Kimbondo (sempre Repubblica democratica del Congo), dove ora dirige un ospedale \u2013 l\u2019unico gratuito di tutto il paese \u2013 realizzato in parte con il proprio patrimonio e sostenuto oggi dalla Caritas di Siena e dalla Fondazione Monte dei Paschi.<br \/>\nPer spiegare che cosa significhi \u201cospedale gratuito\u201d in Congo, conviene raccontare la \u201cliberazione\u201d dei bambini dall\u2019ospedale pubblico di Kinshasa, alla quale si dedicava anche Stefano Bellaveglia in occasione delle sue visite. Il novembre scorso Stefano era laggi\u00f9 con varie persone dell\u2019associazione <em>Il fuoco del futuro<\/em> (di cui era promotore e consigliere) e laggi\u00f9 si incontr\u00f2 con Gerry, un imprenditore bolognese del comparto della moda, finanziatore anch\u2019egli di progetti di aiuto all\u2019Africa. Insieme fecero una puntata all\u2019ospedale pubblico per \u201cliberare\u201d una ventina di bambini l\u00ec trattenuti \u2013 dopo le cure \u2013 perch\u00e9 le famiglie non erano in grado di saldare il conto.<br \/>\nQuesto \u00e8 il racconto di quella liberazione fatto da Enrico Cecchetti, presente al fatto: \u201cErano l\u00ec con le mamme e qualche fratellino anche da qualche mese, mangiando quel poco che i parenti erano in grado di portare. Dopo una lunghissima trattativa, con circa tremila dollari Gerry riesce a liberarli tutti. Siamo contenti anche se pensiamo che domani ce ne saranno altri!\u201d<br \/>\nIl racconto di quella spedizione si pu\u00f2 leggere nel sito dell\u2019associazione <a href=\"http:\/\/www.ilfuocodelfuturo.it\/\">www.ilfuocodelfuturo.it<\/a>, alla pagina \u201cappunti\u201d, mentre tra le \u201cfoto\u201d se ne trovano sette \u2013 intitolate \u201cRicordo di Stefano Bellaveglia\u201d \u2013 che lo ritraggono nelle sue imprese africane. Il nome dell\u2019associazione viene cos\u00ec spiegato da padre Hugo Rios, una bella figura di prete cileno, medico, da 26 anni in Congo, collaboratore di Laura Perna nella gestione dell\u2019ospedale \u201cgratuito\u201d: \u201cOgni volta che si accende un fuoco sulle colline attorno all\u2019ospedale i bambini che vivono qua dentro credono che qualcuno, in qualche luogo, sta pensando a loro. Non possiamo deludere la vita quando si veste coi panni del futuro\u201d.<br \/>\nStefano era diessino e alla messa di addio, che si \u00e8 tenuta nella Chiesa dell\u2019Annunziata, a Siena, era presente Piero Fassino, che ne ha ricordato la \u201cstraordinaria generosit\u00e0\u201d e il \u201cbellissimo sorriso\u201d. Il prete e amico Giuseppe Acampa nell\u2019omelia parla della \u201clogica dell\u2019amore, della donazione, del servizio con la quale ti sei confrontato quotidianamente da amministratore e da politico e ultimamente da missionario!\u201d<br \/>\nIl prete ricorda le discussioni sul \u201ctema della fede\u201d che aveva avuto con Stefano e cos\u00ec conclude, con riferimento al fatto che egli non era un praticante abituale, ma che era \u201cin ricerca\u201d: \u201cCredo e spero davvero che, come mi hanno detto tanti amici, Dio Padre abbia incrociato il suo sguardo con il tuo attraverso gli occhi di quei bimbi che volevi aiutare. S\u00ec, caro Stefano, \u00e8 questa la risposta alla questione della fede! Nella tua risposta d\u2019amore c\u2019\u00e8 la tua risposta di fede. E saranno le persone a cui hai donato qualcosa di tuo, di te stesso, che ti accompagneranno davanti a Dio Onnipotente\u201d.<br \/>\nIn effetti l\u2019incontro con gli ultimi dell\u2019Africa lo aveva profondamente cambiato. \u201cAgli amici aveva pi\u00f9 volte confidato che non si pu\u00f2 vivere pi\u00f9 come prima se si \u00e8 stati in mezzo a tanti bambini sofferenti\u201d, ha detto il sindaco di Siena Maurizio Cenni. Sul modo di starci di Stefano abbiamo gi\u00e0 sentito l\u2019impressione di don Matteo. L\u2019amico Cecchetti che l\u2019aveva accompagnato nel viaggio di novembre, citato sopra, ce lo descrive circondato da frotte di ragazzi e di bambini che gli facevano una festa interminata ogni volta che tornava laggi\u00f9.<br \/>\nStefano era cos\u00ec contento delle sue trasferte africane, che pensava a qualche iniziativa che potesse aiutare altri a compiere quell\u2019esperienza. Raccontano gli amici che coltivava il progetto di realizzare \u201cuna residenza per quello che chiamava turismo missionario, ossia per ospitare persone che decidono di andare in Congo per brevi periodi a dare una mano a chi opera laggi\u00f9\u201d.<br \/>\nStefano Bellaveglia \u00e8 morto probabilmente per un\u2019imprudenza nella prevenzione della malaria. Pare fosse un uomo pieno di passioni, esponente di \u201cpoteri forti\u201d come si dice e non aveva una famiglia regolare. Ma aveva visto i bambini africani e ne aveva avuto compassione, proprio come il samaritano della parabola evangelica.<br \/>\n<strong> <\/strong><br \/>\n<strong>Luigi Accattoli<\/strong><br \/>\nDa <em>La Voce<\/em><em> di Padre Pio <\/em>11\/2006<em><br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pu\u00f2 capitare che un manager barbuto e sportivo, tifoso del Siena, capiti in Africa per il finanziamento di un progetto di aiuti e non riesca pi\u00f9 a dimenticare quei bambini&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/19-samaritani-centurioni-cananee\/stefano-laura-don-matteo-e-altri-innamorati-dell%e2%80%99africa\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Stefano, Laura, don Matteo e altri innamorati dell\u2019Africa<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2140,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-866","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/866","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=866"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/866\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2175,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/866\/revisions\/2175"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2140"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=866"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}