{"id":873,"date":"2008-10-09T21:25:42","date_gmt":"2008-10-09T20:25:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=873"},"modified":"2009-10-28T20:53:26","modified_gmt":"2009-10-28T19:53:26","slug":"suor-teresilla-l%e2%80%99angelo-delle-carceri","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/13-ero-in-carcere-e-mi-avete-visitato\/suor-teresilla-l%e2%80%99angelo-delle-carceri\/","title":{"rendered":"Suor Teresilla l\u2019angelo delle carceri"},"content":{"rendered":"<p>Ho letto un bellissimo libro sulla vita di suor Teresilla, l\u2019angelo dei carcerati, come veniva chiamata e voglio raccontare qualcosa della sua sorprendente santit\u00e0 mettendo insieme le notizie che l\u00ec ho trovato e quanto sapevo per altra via. Per pi\u00f9 di trent\u2019anni ha lavorato all\u2019ospedale San Giovanni di Roma come suora infermiera e ha viaggiato in tutta Italia per portare soccorso ai carcerati. Si \u00e8 occupata in particolare degli ex terroristi, cercando di metterli in contatto con le famiglie delle vittime, alla ricerca di una riconciliazione nel perdono cristiano. Si \u00e8 battuta come un leone per l\u2019amnistia o l\u2019indulto, che infine \u00e8 arrivato quando lei non c\u2019era pi\u00f9: perch\u00e9 \u00e8 morta a 62 anni, nell\u2019ottobre del 2005, travolta da un\u2019automobile mentre guidava un pellegrinaggio a piedi al santuario del Divino Amore, nella campagna romana.<br \/>\nIo non l\u2019ho conosciuta, suor Teresilla, suora calabrese delle Serve di Maria Ausiliatrice, che prima di prendere i voti si chiamava Chiara Barill\u00e0. Di lei sapevo soltanto quello che ne diceva Giuseppe De Carli, il collega vaticanista del <em>Tg 1<\/em>, durante le dirette da piazza di Spagna, il pomeriggio della festa dell\u2019Immacolata di questi ultimi anni, ricordando che il cuscino di fiori offerto dai detenuti di Rebibbia era stato collocato l\u00ec da suor Teresilla. Ma leggendo la sua biografia (Annachiara Valle, <em>Teresilla. La suora degli anni di piombo<\/em>, prefazione di Walter Veltroni, Edizioni Paoline, 118 pagine, 12 euro) ho scoperto che questa suora piccola e decisa aveva tessuto un\u2019infinit\u00e0 di rapporti ed era stata in contatto con persone che avevano fatto il suo stesso lavoro nelle carceri e che io avevo conosciuto attraverso i giornali, come suor Gervasia che oggi ha 89 anni, o che avevo frequentato e intervistato come il gesuita Adolfo Bachelet, il fratello di Vittorio che fu ucciso dalle Brigate rosse.<br \/>\nPer avere subito un\u2019immagine viva di Teresilla in azione, ecco come la ricorda Valerio Fioravanti, che fu fondatore dei Nuclei armati rivoluzionari e che a Rebibbia riceveva la visita sia di Bachelet sia della suora che si era fatta sua collaboratrice: \u201cAdolfo era un tipo diverso, parlava molto di meno, veniva l\u00ec, ti comunicava il suo esserci, il suo affetto, la sua disponibilit\u00e0 di ascolto, ma non ti chiedeva mai niente. Teresilla, invece, era pungolante, voleva sempre che le dicessi qualcosa, veniva quasi a controllare l\u2019iter del tuo miglioramento. Non era neanche paziente per certi versi\u201d.<br \/>\nLa sua impazienza mescolata alla sua santit\u00e0 domina un  bellissimo racconto di Juditta, la compagna di Toni Negri, che Teresilla aiutava nell\u2019assistenza a Toni rinchiuso a Rebibbia e che coinvolgeva nell\u2019aiuto agli altri detenuti: c\u2019\u00e8 un carcerato anziano, di nome Sergio, al quale la suora \u00e8 molto legata, che muore di tumore al San Camillo di Roma; Juditta accompagna all\u2019ospedale Teresilla che guida la sua automobile e viene superata \u201cmalamente\u201d da un\u2019altra automobile; \u201cTeresilla comincia a inveire al punto che le devo ricordare che \u00e8 una suora vestita da suora, ma lei mi risponde in modo irruente; arrivano all\u2019ospedale e l\u00ec, nel silenzio che si fa intorno a un moribondo, in mezzo a quella famiglia distrutta, prende la mano di Sergio e diventa di una dolcezza e nello stesso tempo di una presenza e di una solidit\u00e0 straordinarie: gli teneva la mano ed era un accompagnamento alla morte, con una dolcezza di gesti che non erano solo quelli di una infermiera, ma di una persona di vera fede. Il passaggio dalle risate agli insulti, al tenere la mano di un uomo che muore non dava il senso di una contraddizione. Anzi sapeva proprio di santit\u00e0\u201d.<br \/>\n\u201cMi ricordo che non ho pianto \u2013 dice ancora Juditta \u2013 perch\u00e9 Teresilla, mentre accarezzava la testa di Sergio, era commossa, ma assolutamente rassicurante. E faceva respirare, a quelli che erano l\u00ec attorno, una fiducia tale nel fatto che la morte \u00e8 un passaggio che nessuno si diperava\u201d.<br \/>\nIl libro \u00e8 fatto in gran parte di interviste alle persone che hanno conosciuto questa suora straordinaria, attivissima, schietta, tutta dedita al soccorso dei pi\u00f9 bisognosi. I vari interlocutori (per aiutare i carcerati ebbe contatti con i presidente della Repubblica Scalfaro e Cossiga, con i politici Andreotti, Galloni, Piccoli, De Mita, Monticone, con il vescovo Riboldi, con i direttori della Caritas \u2013 soprattutto don Luigi Di Liegro \u2013, con magistrati e responsabili delle carceri) la descrivono come caparbia, testarda, cocciuta, pungolante, \u201cun segugio\u201d (nel senso che non ti lasciava andare finch\u00e8 non facevi quello che chiedeva), combattiva, ironica, dissacrante nei confronti dell\u2019autorit\u00e0, molto dura, una rompiscatole, una suora vera, una che ordinava. E non giudicava mai nessuno ed era \u201clibera\u201d, senza rispetti umani, serva solo del Vangelo.<br \/>\nA chi le chiede la ragione di tanta passione, dice che l\u2019amore ai malati e ai carcerati \u00e8 comandato da Ges\u00f9. Una volta che finisce sui giornali, perch\u00e9 ingiustamente accusata di \u201cmanovre oscure\u201d con i detenuti ex carcerati, la sorella Caterina la chiama allarmata dalla Calabria e le chiede: \u201cChe vai a fare dai detenuti?\u201d Teresilla risponde controdomandando: \u201cConosci le opere di misericordia?\u201d e se le fa ripetere al telefono e quando Caterina nomina \u201cvisitare i carcerati\u201d lei l\u2019interrompe: \u201cEcco, non sto facendo niente pi\u00f9 di questo!\u201d<br \/>\nSollecitati da lei a mettersi in contatto con i terroristi che avevano ucciso un loro familiare, diverse famiglie delle vittime sono arrivate a gesti di riconciliazione e a dichiarare di perdonare gli uccisori. Cos\u00ec per esempio fa Lina Evangelisti, vedova di Franco, un agente ucciso dai Nuclei armati rivoluzionari a Roma nel 1980. Aiutata da Teresilla va a trovare gli uccisori in carcere gli uccisori del marito e cos\u00ec racconta il suo gesto: \u201cPenso che l\u2019averli perdonati, in nome dell\u2019essere cristiani, li ha messi in condizione di essere un poco pi\u00f9 sereni\u201d.<br \/>\nTermino con le parole con cui Teresilla rispondeva a chi gli chiedeva quale fosse l\u2019ideale che perseguiva con la sua instancabile corsa agli ospedali e alle carceri: \u201cVorrei essere come un grande asciugamano in cui possa asciugarsi la faccia il povero, il peccatore, la prostituta, il carcerato. Perch\u00e9 possano ritrovarsela un poco pi\u00f9 pulita. E poi, quando questo straccio non servir\u00e0 pi\u00f9 a nulla, lo si butti pure via. Lo raccoglier\u00e0, finalmente, Dio\u201d.<br \/>\n<strong> <\/strong><br \/>\n<strong>Luigi Accattoli<\/strong><br \/>\nDa<em> La  Voce di Padre Pio<\/em> 12\/2006<br \/>\n<strong> <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho letto un bellissimo libro sulla vita di suor Teresilla, l\u2019angelo dei carcerati, come veniva chiamata e voglio raccontare qualcosa della sua sorprendente santit\u00e0 mettendo insieme le notizie che l\u00ec&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/13-ero-in-carcere-e-mi-avete-visitato\/suor-teresilla-l%e2%80%99angelo-delle-carceri\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Suor Teresilla l\u2019angelo delle carceri<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2123,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-873","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/873","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=873"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/873\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2489,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/873\/revisions\/2489"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2123"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=873"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}