{"id":874,"date":"2008-10-09T21:29:53","date_gmt":"2008-10-09T20:29:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=874"},"modified":"2012-05-27T22:39:55","modified_gmt":"2012-05-27T20:39:55","slug":"quelle-trenta-consacrate-di-montetauro-che-adottano-bambini","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/11-il-genio-della-carita\/quelle-trenta-consacrate-di-montetauro-che-adottano-bambini\/","title":{"rendered":"A Montetauro trenta consacrate adottano bambini"},"content":{"rendered":"<p>Ero a Loreto, nella piana di Montorso, alla messa del Papa domenica 5 settembre 2004, per la conclusione del \u201cpellegrinaggio\u201d dell\u2019Azione cattolica italiana e internazionale. Duecentomila persone cantavano sotto il sole. Dalla tribuna stampa scorsi la sagoma inconfondibile di suor Paola, la responsabile della <em>Piccola famiglia dell\u2019Assunta<\/em>, una comunit\u00e0 di consacrate che si dedicano a bambini e persone menomate a Montetauro di Coriano, in provincia di Rimini.<br \/>\nSono stato due volte in quella comunit\u00e0, affascinato dalla totale dedizione di ognuna di loro ai \u201cpiccoli\u201d di cui si fanno mamme adottive: ognuna ha un \u201cfiglio\u201d che tiene sempre con s\u00e9, in camera, a tavola, in cappella. Ed erano l\u00e0, nella piana di Montorso, ognuna con in braccio il \u201cpiccolo\u201d, o per mano, o nella carrozzina accanto a lei. \u201cCome avete fatto a ottenere il privilegio dei primi posti, accanto alle autorit\u00e0?\u201d ho domandato. E suor Paola, sudata e felice: \u201cPerch\u00e9 gli ultimi saranno i primi!\u201d<br \/>\nIn quella valle, tra il mare e la collina, non c\u2019era riparo dal sole. Gli amici di Montetauro (50 membri della comunit\u00e0, 20 disabili, 20 accompagnatori, 70 persone della parrocchia) erano costretti a bere una bottiglia d\u2019acqua dopo l\u2019altra. \u201cIl caldo era tanto, ma siamo felici di essere stati l\u00ec\u201d, mi dice suor Paola al telefono, dopo il rientro a Rimini.<br \/>\nChiedo come mai fossero a Loreto: \u201cC\u2019era una ragione particolare ed \u00e8 la beatificazione del riminese Alberto Marvelli (1918-1946). Noi viviamo a Rimini e dunque dovevamo partecipare alla festa di un nostro fratello. Ma ci tenevamo anche a portare i nostri piccoli dal Papa. Rimini \u00e8 a poco pi\u00f9 di cento chilometri da Loreto e noi siamo convinti che loro hanno tutto il diritto di essere presenti ai veri grandi eventi\u201d.<br \/>\nConsidero la nascita di quella comunit\u00e0 \u2013 trent\u2019anni fa \u2013 un segno dello Spirito per la nostra epoca. Attribuisco lo stesso significato alla <em>Nostra famiglia<\/em> di don Luigi Monza (1898-1954), che era nata una ventina di anni prima e che si occupa \u2013 anch\u2019essa \u2013 dei disabili. E tante sono oggi le coppie che adottano bambini menomati, o le \u201ccase famiglia\u201d e le \u201cfamiglie allargate\u201d che li ospitano.<br \/>\nIl genio della carit\u00e0 \u00e8 inesauribile e ogni epoca cristiana inventa le sue forme di aiuto. Tra quelle specifiche del nostro tempo, c\u2019\u00e8 il soccorso agli ultimi nella quotidianit\u00e0. Non si ispirava gi\u00e0 a tale segno Padre Pio quando pens\u00f2 di creare la <em>Casa<\/em><em> sollievo della sofferenza<\/em>?<br \/>\nSe passi una giornata nella comunit\u00e0 di Montetauro, il Vangelo hai l\u2019impressione di toccarlo con mano, nella forma della carit\u00e0 pi\u00f9 disinteressata.<br \/>\nA lume di ragione sarebbe logico organizzare un&#8217;assistenza in comune, come avviene in tanti istituti e case di accoglienza: permetterebbe di fornire prestazioni pi\u00f9 qualificate e di accogliere un numero pi\u00f9 alto di bisognosi. Ma quella sarebbe la logica dell&#8217;efficacia, a Montetauro invece tutto \u00e8 dettato dall&#8217;amore che &#8211; per sua natura &#8211; tende a essere esclusivo e vuole durare per sempre.<br \/>\nEcco dunque che ogni \u00absorella\u00bb riceve come in adozione una creatura massimamente bisognosa: qualche volta sono bambini totalmente incapaci di intendere e di volere. Tra madre e figlio si crea un rapporto definitivo: la regola della comunit\u00e0 prevede che nulla possa turbare quel legame a vita tra la madre di vocazione e il figlio adottivo: la \u00abmamma\u00bb non pu\u00f2 essere trasferita, il \u00abfiglio\u00bb non pu\u00f2 esserle tolto per nessuna ragione.<br \/>\nCapita che &#8211; inseriti in questo rapporto d&#8217;amore esclusivo e vitale &#8211; anche i bimbi pi\u00f9 gravi rifioriscano e tornino a sorridere, qualche volta a parlare. Per esempio Simone \u00e8 un bimbo cerebroleso grave dalla nascita: \u00abE&#8217; impossibile che possa vivere\u00bb, avevano detto i medici. Ora ha undici anni e con i suoi occhi azzurri osserva la mamma di vocazione, le sorride, socchiude gli occhi, le parla con il cuore.<br \/>\nSuor Maddalena vive come in simbiosi con Ciriaco. Quand&#8217;era piccolo lo teneva sempre in braccio e ora continua questo rapporto come di fratelli siamesi: \u00abA dire la verit\u00e0 sento che il Signore, tramite Ciriaco, mi ha dato tutto, dalla salute alla gioia. Prima ero frequentemente ammalata e triste, poi con Ciriaco non ho pi\u00f9 avuto tempo di ammalarmi: aveva sempre bisogno di me e non mi lasciava stare a letto. Inoltre vicino a lui non si pu\u00f2 essere tristi, perch\u00e8 lui non vuole!\u00bb<br \/>\nSuor Agnese ha iniziato a frequentare la comunit\u00e0 quando aveva appena 13 anni. Ora ne ha 42 ed ha gi\u00e0 avuto due \u00abfigli\u00bb che \u00abse ne sono andati dal Signore\u00bb: Cristina eppoi Sonia. Ora ci sono Davide e Alessandro a riempirle la vita. Spiega cos\u00ec la sua vocazione: \u00abCredo che mi sia successo come a una che si innamora per la prima volta: non c&#8217;era pi\u00f9 nulla di importante nella mia vita senza la Scrittura. Mi sono sempre piaciuti i bambini. Nei nostri poi, pi\u00f9 bisognosi di altri, sentivo una presenza particolare di Dio, qualcosa di ancora pi\u00f9 prezioso, per cui mi \u00e8 stato facile amarli e spendere le mie energie per loro\u00bb.<br \/>\nL&#8217;Associazione \u00abPiccola famiglia dell&#8217;Assunta\u00bb viene fondata da don Lanfranco Bellavista &#8211; discepolo di don Giuseppe Dossetti &#8211; nel 1972 e viene \u00abcanonicamente\u00bb riconosciuta dal vescovo di Rimini il 2 febbraio 1998. All&#8217;inizio erano 3 ragazze che assistevano 5 bambini portatori di handicap, ora ci sono 30 \u00absorelle\u00bb e 6 \u00abfratelli\u00bb che servono 40 \u00abaccolti\u00bb. Dell&#8217;associazione fanno parte anche alcune coppie di sposi.<br \/>\nLa comunit\u00e0 ama il nascondimento. Nella \u00abpiccola regola\u00bb, scritta da Dossetti, c&#8217;\u00e8 questo passo: \u00abIl silenzio \u00e8 l&#8217;unica lode vera e degna, esso stesso puro dono di Dio. Il silenzio interiore, che \u00e8 il progressivo venir meno di ogni fantasia, di ogni programma, di ogni apprensione per il futuro, di ogni pensiero non richiesto dal dovere immediato, dono che va invocato, predisposto e custodito con la fedelt\u00e0 al silenzio esteriore\u00bb.<br \/>\nLa vita \u00e8 povera e severa, nella comunit\u00e0 di Montetauro. La sveglia suona alle 4,50. Alle cinque inizia l&#8217;ufficio delle \u00abore\u00bb, cui segue la \u00ablectio divina\u00bb e la messa. Il lavoro consiste nell&#8217;assistenza che gi\u00e0 abbiamo detto, nella cura dell&#8217;orto, della lavanderia e della cucina. In pi\u00f9 si modellano piccole statue di creta e si dipingono icone. A mezzogiorno c&#8217;\u00e8 l&#8217;\u00abangelus\u00bb e l&#8217;\u00abora media\u00bb, poi il pranzo festoso in comune. E in comune si dice il rosario, la sera, cui partecipano anche i pi\u00f9 piccoli.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><br \/>\nDa <em>La Voce<\/em><em> di Padre Pio<\/em> 11\/2004<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ero a Loreto, nella piana di Montorso, alla messa del Papa domenica 5 settembre 2004, per la conclusione del \u201cpellegrinaggio\u201d dell\u2019Azione cattolica italiana e internazionale. 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