{"id":875,"date":"2008-10-09T21:34:26","date_gmt":"2008-10-09T20:34:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=875"},"modified":"2010-03-01T18:47:59","modified_gmt":"2010-03-01T17:47:59","slug":"annalena-tonelli-una-martire-di-oggi","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/nuovi-martiri\/a-martiri-della-missione\/annalena-tonelli-una-martire-di-oggi\/","title":{"rendered":"Annalena Tonelli una martire di oggi"},"content":{"rendered":"<p>Annalena Tonelli (1943-2003): volontaria e martire in terra d\u2019Islam. Una delle pi\u00f9 belle figure cristiane che ci siano state rivelate ultimamente dal fuoco dei nostri giorni violenti. Bella e nuova perch\u00e9 totalmente libera, disinteressata, evangelica.<br \/>\nDisinteressata anche dal punto di vista ecclesiale: non aveva nessun riconoscimento dalla comunit\u00e0 cattolica. E\u2019 vissuta 34 anni tra Kenya e Somalia a titolo personale. Soccorreva il prossimo, combattendo la fame e le malattie, come un buon samaritano che non nasconde ma neanche ostenta il nome cristiano.<br \/>\nUn giorno capita da lei \u2013 a Borama, nel Somaliland \u2013 Ernesto Olivero, durante una delle spedizioni con cui porta aiuto ai pi\u00f9 poveri in nome del Sermig, il \u201cServizio missionario giovanile\u201d che ha fondato e dirige a Torino.<br \/>\nErnesto visita l\u2019ospedale che lei dirige, e che vive con sovvenzioni dell\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 e del \u201cComitato per la lotta contro la fame nel mondo\u201d di Forl\u00ec, dove lei \u00e8 nata. Vede le scuole di alfabetizzazione e quelle per sordomuti, ciechi e handicappati che lei ha realizzato, aula per aula, con gli aiuti che le mandano gli amici. Cammina con lei per le viuzze del grande villaggio di capanne e tende che \u00e8 fiorito intorno all\u2019ospedale, per ospitare le famiglie nomadi dei malati di tubercolosi, per i quali ha inventato una nuova terapia.<br \/>\nInfine Ernesto chiede ad Annalena: \u201cMi fai vedere la cappella?\u201d \u201cLa cappella?\u201d gli fa lei meravigliata: <em>\u201cQui non ho neanche una Bibbia, perch\u00e9 me l\u2019hanno rubata\u201d<\/em>. E gli spiega che laggi\u00f9 a Borama, nell\u2019estremo nord-ovest della Somalia, al confine con l\u2019Etiopia e Djibouti, non c\u2019\u00e8 nessun cristiano, oltre a lei: <em>\u201cDue volte all\u2019anno, intorno a Natale e intorno a Pasqua, il vescovo di Djibouti viene a dire la messa con me e per me\u201d.<\/em><br \/>\nDopo quelle messe, lei conservava l\u2019Eucarestia in casa sua, autorizzata dal vescovo, fino alla nuova visita. In quella solitudine totale, ha vissuto gli ultimi otto anni, a contatto con soli musulmani. Ma la sua vita non era stata tutta solitaria. Si direbbe che la Provvidenza l\u2019abbia condotta, per tappe, a un distacco radicale, da una situazione di partenza che era stata quasi comunitaria.<br \/>\nAll\u2019inizio, a Forl\u00ec, c\u2019\u00e8 l\u2019esperienza di presidente del ramo femminile della Federazione degli universitari cattolici (Fuci), dal 1963 al 1965. Anch\u2019io sono stato nella Fuci e immagino di averla incontrata, a Forl\u00ec, nell\u2019autunno del 1968, in occasione di un dibattito nel quale rappresentavo la Fuci nazionale (ero nella presidenza) e Marco Boato, anch\u2019egli fucino e poi parlamentare, parlava a nome del Movimento studentesco. Ricordo un gruppo di fucine che mi accompagn\u00f2 al treno, dopo il dibattito, solidali con me nell\u2019idea che non ci si dovesse tuffare totalmente nella politica, come aveva sostenuto il caloroso Boato.<br \/>\nLa scelta di \u201cpovert\u00e0 radicale\u201d, per mettersi a \u201cseguire solo Ges\u00f9 Cristo e i poveri in lui\u201d, Annalena la compie nel 1969, quando parte per il Kenya con delle compagne: <em>\u201cEravamo una comunit\u00e0 di sette donne, in maniera e misura diversa assetate di Dio. I volti delle mie compagne erano cos\u00ec belli, cos\u00ec luminosi, che mi narravano tutto quello che il pudore impediva di comunicarci con le parole\u201d<\/em>.<br \/>\nCon questa comunit\u00e0 di volontarie vive l\u2019intero periodo passato in Kenya, dal 1969 al 1985, quando viene espulsa dal paese, rientra in Europa e poi passa in Somalia (1987).<br \/>\nAnche in Somalia per quasi dieci anni collabora stabilmente e convive occasionalmente con  cristiani che sono laggi\u00f9 per i programmi della Cooperazione internazionale e della Caritas italiana. A Merka realizza un ospedale dove arriva a curare fino a 500 malati, la cui gestione nel 1994 passa alla  Caritas italiana e direttrice ne diviene Graziella Fumagalli: un\u2019altra nostra martire in terra d\u2019Islam.<br \/>\nQuando Graziella sar\u00e0 uccisa nel 1995, Annalena scriver\u00e0 una lettera ai genitori di lei che \u00e8 un bellissimo testo di riconoscimento del martirio dell\u2019una da parte dell\u2019altra che ne seguir\u00e0 la sorte, ambedue uccise da spari alla testa: <em>\u201cHo creato l\u2019ospedale dove Graziella \u00e8 stata uccisa. Con lei ho vissuto un mese. Graziella \u00e8 il giusto che ha pagato con la vita. E\u2019 grazie al suo sacrificio che il bene \u00e8 stato fecondato\u201d<\/em>.<br \/>\nLa lettera ai genitori di Graziella si pu\u00f2 ora leggere in un volume della San Paolo, pubblicato a un anno dalla morte di Annalena con il titolo <em>\u201cIo sono nessuno\u201d. Vita e morte di Annalena Tonelli<\/em>. Il libro racconta la storia affascinante di questa cristiana del nostro tempo, cos\u00ec attuale e addirittura proiettata sul futuro, che Gianfranco Brunelli, che l\u2019aveva conosciuta (anch\u2019egli \u00e8 di Forl\u00ec), ha descritto \u2013 sulla rivista <em>il Regno<\/em> \u2013 come \u201cuna cristiana di domani\u201d.  Vero tesoro del libro sono le 43 lettere riportate in appendice, insieme alla \u201ctestimonianza di Annalena\u201d, cio\u00e8 il racconto che fece di s\u00e9 il 1\u00b0 dicembre 2001 a un convegno del Consiglio vaticano per la pastorale della salute.<br \/>\nEcco un passo della \u201ctestimonianza\u201d: <em>\u201cScelsi di essere per gli altri: i poveri, i sofferenti, gli abbandonati, i non amati che ero una bambina e cos\u00ec sono stata e confido di continuare a essere fino alla fine della  mia vita\u201d.<\/em><br \/>\nEd ecco un passo dell\u2019ultima lettera riportata nel volume, che ha la data dell\u201911 luglio 2003 ed \u00e8 indirizzata all\u2019amico Nicola Petrini: <em>\u201cPossa la Chiesa intera, Nicola, possa tu capire e accettare sempre anche di essere apparentemente perdenti purch\u00e8 vinca l\u2019amore: quell\u2019amore che \u00e8 verit\u00e0, bont\u00e0, non violenza, perdono, fiumi di compassione\u201d.<\/em><br \/>\nNei suoi anni africani Annalena ha subito oltraggi e violenze d\u2019ogni sorta. Derubata pi\u00f9 volte di tutto. Guardata con disprezzo perch\u00e9 giovane, donna, bianca e non sposata. Aggredita con bastoni. Portata in tribunale.<br \/>\nVissuta sempre in mezzo a popolazioni poverissime, veniva derubata perch\u00e9 creduta ricca. Lei si batteva contro l\u2019infibulazione femminile (una specie di circoncisione delle bambine) e quell\u2019ambiente rigidamente musulmano temeva che volesse operare conversioni. Il 5 ottobre del 2003, mentre faceva il giro serale delle corsie, nel suo ospedale di Borama, \u00e8 stata uccisa da due uomini che le hanno sparato alla testa.<\/p>\n<p><strong>Miela Fagiolo d\u2019Attilia e Roberto Italo Zanini, <em>&#8220;Io sono nessuno&#8221;. Vita e morte di Annalena Tonelli<\/em>, San Paolo 2004, pp. 220, 14 euro. Katiuscia Moltisanti, <em>Annalena Tonelli<\/em>, Messaggero 2009, pp. 175, 13 euro <\/strong><\/p>\n<p><strong>[Testo pubblicato dalla <em>Voce di Padre Pio<\/em> 12\/2004, aggiornato nel marzo 2010]<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Annalena Tonelli (1943-2003): volontaria e martire in terra d\u2019Islam. Una delle pi\u00f9 belle figure cristiane che ci siano state rivelate ultimamente dal fuoco dei nostri giorni violenti. 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