{"id":883,"date":"2008-10-14T21:23:25","date_gmt":"2008-10-14T20:23:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=883"},"modified":"2010-11-21T21:10:39","modified_gmt":"2010-11-21T21:10:39","slug":"giuseppe-siri-le-sue-immagini-le-sue-parole","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/giuseppe-siri-le-sue-immagini-le-sue-parole\/","title":{"rendered":"Giuseppe Siri. Le sue immagini, le sue parole"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Benny Lai e Annamaria Scavo<br \/>\nIntroduzione di Andrea Riccardi<br \/>\nDe Ferrari editore<br \/>\npp. 172, euro 14<\/strong><\/p>\n<p><strong>Presentazione all\u2019Istituto Sturzo il 18 settembre 2008<br \/>\ncon Giulio Andreotti, Andrea Riccardi e Paolo Gheda<\/strong><\/p>\n<p>Sono contento di essere stato chiamato a questa presentazione perch\u00e9 cos\u00ec ho letto per intero il libro ed \u00e8 stata una buona lettura. Ne ho avuto tre acquisti: il dono della lingua asciutta che aveva Siri, gi\u00e0 a tutti noto ma qui meglio godibile stante il tono informale delle conversazioni; le foto rare che lo raccontano, la maggior parte da me mai viste; alcune vicende \u2013 e una soprattutto, che denominer\u00f2 \u201capprendistato curiale\u201d \u2013 meglio lumeggiate.<\/p>\n<p>Innanzitutto la lingua. E\u2019 una bellezza leggerlo, un godimento dell\u2019intelletto. Una parlata sempre visiva, mai astratta.<br \/>\nPer esempio i compaesani della Valle dell\u2019Olba: \u201c<em>Era gente forte, intelligente. Tutti longilinei, asciutti<\/em>\u201d (p. 18).<br \/>\nMontini: \u201c<em>Guardava con quegli occhi che parevano dardi<\/em>\u201d (100). E ancora: \u201c<em>Montini era fatto a guglie gotiche e non a cupole quanto a intelligenza<\/em>\u201d (101).<br \/>\nIl cardinale Boetto: \u201c<em>Era un omone grasso, tutto tondo. Pancia tonda, volto tondo<\/em>\u201d (45).<br \/>\nMa la parlata di Siri \u00e8 capace anche di stacchi narrativi degni di un regista del grande cinema: \u201c<em>Nella notte successiva alla morte di Minoretti il Papa stentava a prendere sonno. Forse a causa del chiarore della luna che entrava nella sua stanza<\/em>\u201d (43).<br \/>\nAnche nelle monizioni il linguaggio \u00e8 a vocazione visiva: \u201c<em>Il tempo \u00e8 breve, usatelo bene<\/em>\u201d (157).<\/p>\n<p>Tra le foto ce ne sono alcune che non solo ci informano \u2013 questo lo fanno tutte \u2013 ma completano il ritratto di Siri, l\u2019arricchiscono di umanit\u00e0, proprio come la parlata.<br \/>\nQuella davvero forte della copertina, una scelta felice: dice l\u2019uomo maturo, il suo distacco tra il paterno e l\u2019ironico, come dicesse \u2013 poniamo dei suoi collaboratori \u2013 \u201c<em>non sbagliano molto perch\u00e9 sanno che tengo gli occhi aperti<\/em>\u201d (67).<br \/>\nQuella del celebrante (15) che \u00e8 stata scelta per accostarlo ai sei papi di cui racconta. Un\u2019immagine insieme ieratica e verace. Insomma: vero uomo e vero prete.<br \/>\nCe n\u2019\u00e8 una che lo mostra ridente tra la folla \u201cpazza di gioia\u201d, dice lui, di piazza San Pietro, all\u2019indomani della Conciliazione tra lo Stato e la Chiesa (36). Su quella \u201cgioia\u201d torner\u00f2.<br \/>\nUna che lo ritrae giovanissimo, viso aperto e colloquiale, come docente nei corsi per laureati a Camaldoli (40).<br \/>\nMi piacerebbe continuare l\u2019antologia. Mi fermo su una che ce lo mostra in primo piano con papa Wojtyla durante la visita a Genova del settembre del 1985: due volti di sorprendente comunicativa. Tutti l\u2019abbiamo sempre detto dell\u2019uomo Wojtyla, non tutti l\u2019abbiamo detto \u2013 o lo diremmo \u2013 di Siri eppure cos\u00ec qui ci appaiono (151).<\/p>\n<p>E ora \u2013 a proposito di questi due volti della Chiesa \u2013 faccio uno stacco narrativo anch\u2019io, come fossi un regista e racconto ci\u00f2 che vidi la domenica 22 settembre 1985 al Palasport di Genova e non fu poco: un\u2019immagine che riassumeva un passaggio d\u2019epoca. Ecco Giovanni Paolo che prende tra le mani il volto della ragazza che l\u2019ha salutato a nome di 13 mila compagni e la bacia in fronte; la ragazza va dal cardinale Siri, che sta a due passi dal pontefice, un gradino pi\u00f9 in basso e l\u2019arcivescovo ottantenne alza la mano e offre l\u2019anello da baciare. Dal bacio della mano al bacio in fronte. Forse lo stacco tra quella gestualit\u00e0 antica e l\u2019altra contemporanea ci dice perch\u00e9 Siri non sia stato eletto papa, pur essendo entrato come papabile in quattro conclavi. E qui dico una battuta al collega Benny Lai che \u2013 nella sua lunga fedelt\u00e0 all\u2019amico cardinale Siri \u2013 non ha mai cessato di interrogarsi su questo fatto della mancata elezione, fino a intitolare un suo libro \u201cIl Papa non eletto. Giuseppe Siri cardinale di Santa Romana Chiesa\u201d (Laterza, Roma-Bari 1993): \u00e8 successo perch\u00e9 la prima volta (nel 1958) Siri era troppo giovane, le altre tre volte (nel 1963 e nei due conclavi del 1978) era troppo vecchio. Un invecchiamento veloce, dovuto all\u2019accelerazione impressa al mondo ecclesiastico dal Concilio Vaticano II.<\/p>\n<p>Che egli fosse un personaggio antico rispetto per esempio a Montini \u2013 che aveva nove anni di pi\u00f9 \u2013 lo capiamo da tanti elementi della formazione e della cultura dei due, ma lo percepiamo anche solo da un episodio a lungo narrato e goduto da Siri in queste memorie parlate: la sua gioiosa, entusiastica partecipazione agli eventi della Conciliazione, nel 1929 \u2013 baster\u00e0 paragonare quella gioia alla profonda tristezza che la stipula dei Patti Lateranensi ingenerava nel trentaduenne Montini, gi\u00e0 attivo nella Segreteria di Stato vaticana \u2013 baster\u00e0 questo confronto per dire che Siri apparteneva per intero a quel mondo sul quale il rinnovamento roncalliano e conciliare far\u00e0 scendere il sipario nel giro di appena cinque anni.<\/p>\n<p>Leggendo mi sono chiesto che cosa imparavo, con questo libro, che non sapessi. Direi che ho appreso un aspetto minore della figura di Siri, ma che \u00e8 forse quello che meglio ci spiega l\u2019origine della sua affermazione ecclesiastica: le modalit\u00e0 del suo apprendistato curiale. S\u00ec, parlo di apprendistato curiale anche se Siri non ha mai fatto parte della Curia. Egli di fatto ha avuto un ruolo di grande curiale, cio\u00e8 di collaboratore dei papi e questo si pu\u00f2 dire di tre papi: Pio XII, Giovanni XXIII e Paolo VI. Avrebbe potuto averlo con Giovanni Paolo I ma non ci fu il tempo, e non l\u2019ebbe con Giovanni Paolo II.<br \/>\nE\u2019 stato un collaboratore di tre papi e lo \u00e8 stato da Genova! Credo non vi sia stata mai una simile figura di grande curiale <em>extra moenia<\/em> che abbia protratto la sua funzione informale per oltre trent\u2019anni, nel variare dei pontificati.<br \/>\nChe avesse avuto questo ruolo si sapeva, lo sapevo. Quello che non sapevo \u2013 prima di questo libro \u2013 era la minuzia, la passione e anche il vanto del modo in cui il giovane Siri seppe costruirsi quel ruolo.<br \/>\nEgli dissimula, ostenta pudore, dice e non dice, ma nell\u2019insieme assai chiaramente racconta come nasce quel suo capolavoro, quell\u2019apprendistato curiale che lo porta ad essere vescovo ausiliare a 38 anni, arcivescovo di Genova a 40 anni, cardinale a 47 anni. Nonch\u00e9 abituale frequentatore dei papi e delle loro segreterie di stato per pi\u00f9 decenni.<\/p>\n<p>Stanti gli ottimi risultati ottenuti nel liceo viene mandato a studiare a Roma dal cardinale Minoretti e a Roma passa quattro anni dal 1926 al 1929, studiando alla Gregoriana ed essendo alunno del collegio lombardo. In questi ambienti intreccia le amicizie che lo guideranno nella vita. Al lombardo conosce l\u2019ambiente ecclesiastico milanese allora dominante sotto il papa ambrosiano Pio XI e soprattutto conosce Montini, che al momento giusto lo porter\u00e0 da Pio XII.<br \/>\nEgli ci dice che non voleva venire a Roma per lo studio della teologia e che fa resistenza a Montini che lo vuole presentare a papa Pacelli e che resiste a ognuna delle nomine che gli arrivano a gran ritmo. Ma sappiamo bene come leggere quelle schermaglie: sono l\u2019elemento primo di quell\u2019apprendistato.<br \/>\nLa sua forte partecipazione emotiva a quel mondo l\u2019avvertiamo nella soddisfazione con cui ci informa che veniva a sapere le cose per primo. Venire a sapere \u00e8 l\u2019arte della Curia.<\/p>\n<p>Eccolo dunque che dice di avvertire per primo \u2013 al Lombardo \u2013 l\u2019arrivo della Conciliazione: \u201c<em>Io mi accorsi prima degli altri di quanto stava per accadere<\/em>\u201d. E come viene a saperlo? \u201c<em>Il cardinale Tosi, arcivescovo di Milano, abitava al Lombardo e avevo con lui molta confidenza. Un giorno lo accompagnai al concistoro indetto da Pio XI<\/em>\u201d: cos\u00ec leggiamo a p. 38, ma conviene leggere tutto il brano, che \u00e8 un capolavoro di consapevolezza di s\u00e9 sempre unita alla dissimulazione di s\u00e8.<br \/>\nAndrebbe poi studiata la pagina sul momento conciliare della \u201cnota previa\u201d \u2013 p. 98 \u2013 dove prevede e quasi macchina un colpo di scena, sfruttando un momento di cattiva salute, per conferire autorit\u00e0 a quello che vuole sostenere: \u201c<em>Contavo proprio sull\u2019inevitabile malore per dare drammaticit\u00e0 all\u2019intervento<\/em>\u201d.<br \/>\nLa stessa analisi potremmo condurre sulla narrazione dei contatti con Montini e Tardini, del rapporto con i suoi due arcivescovi genovesi, della relazione \u2013 la pi\u00f9 importante di tutte \u2013 con Pio XII. Segnalo in particolare la rievocazione di un momento di approccio a Montini mediato dalla mamma di Siri (p. 100) e il capoverso di p. 71 che inizia con la frase a ogni rispetto straordinaria: \u201c<em>Pio XII aveva deciso che dovessi essere il suo successore<\/em>\u201d. \u201cAveva deciso\u201d badate bene, non \u201caveva pensato\u201d. \u201cL\u2019uomo sente molto l\u2019autorit\u00e0\u201d ebbe a scrivere Silvio Negro di Siri.<br \/>\nE c\u2019\u00e8 una foto \u2013 il libro come dicevo \u00e8 fatto anche di belle foto \u2013 che ci d\u00e0 un\u2019immagine quanto mai viva e sintetica di quell\u2019attitudine curiale: \u00e8 quella di p. 73, che ce lo mostra giovanissimo cardinale, con il vecchio galero ben piazzato in capo, che scende dall\u2019automobile in una circostanza di gran gala \u2013 forse l\u2019avvio del conclave del 1958, chiss\u00e0 \u2013 e gli occhi vivi di chi cerca intorno l\u2019intesa con persone conosciute. Come se dica: vengo da Genova, ma so su chi posso contare.<br \/>\nCon un altro spunto di Silvio Negro termino la mia divagazione: \u201c<em>L\u2019arcivescovo di Genova \u00e8 un uomo di tipo classico, portato cio\u00e8 a esplicare se stesso in tutte le direzioni<\/em>\u201d (p. 351). Realizzatore di opere sociali e pastorali e prima ancora di edilizia e di viabilit\u00e0, mediatore in vicende militari, politiche e sindacali, teologo e maestro di dottrina sociale, cultore di eloquenza e di bella scrittura, intessitore di rapporti diplomatici ed ecumenici, suggeritore di mosse di governo non solo ai papi ma persino ai politici \u2013 e dieci altre capacit\u00e0 che non nomino, fino \u2013 pensate \u2013 alla passione con cui si fa diffusore dell\u2019allevamento dei maiali. Ecco che a questa attitudine a tutto tondo, a questo enciclopedismo ecclesiastico della grande tradizione, le parlate autobiografiche che possiamo leggere in questo volume aggiungono l\u2019elemento formativo \u2013 si direbbe nascente \u2013 della scuola curiale. Egli dunque \u00e8 un ecclesiastico genovese di forte personalit\u00e0 e di spiccate doti intellettuali, che compie il suo apprendistato curiale negli ambienti romani della Gregoriana e del Lombardo, e con tale patrimonio di contatti svolge un ruolo di primo piano per quasi un ventennio, tra la nomina ad arcivescovo di Genova (nel 1946) e la conclusione del Vaticano II (1965).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Benny Lai e Annamaria Scavo Introduzione di Andrea Riccardi De Ferrari editore pp. 172, euro 14 Presentazione all\u2019Istituto Sturzo il 18 settembre 2008 con Giulio Andreotti, Andrea Riccardi e&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/giuseppe-siri-le-sue-immagini-le-sue-parole\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Giuseppe Siri. 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