{"id":885,"date":"2008-10-14T21:33:48","date_gmt":"2008-10-14T20:33:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=885"},"modified":"2010-11-21T21:15:55","modified_gmt":"2010-11-21T21:15:55","slug":"testimonianza-sulla-speranza","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/testimonianza-sulla-speranza\/","title":{"rendered":"Testimonianza sulla Speranza"},"content":{"rendered":"<p><strong>Convegno della diocesi di Roma <\/strong><br \/>\n<strong>Basilica di San Giovanni in Laterano<\/strong><br \/>\n<strong>Luned\u00ec 9 giugno 2008<\/strong><\/p>\n<p>Mi \u00e8 stato chiesto di testimoniare \u2013 come pu\u00f2 farlo un giornalista \u2013 sui segni della speranza che possiamo cogliere intorno a noi, con riferimento alle tre scuole dello sperare indicate dal Papa nella <em>Spe Salvi<\/em>: la preghiera, l\u2019azione, la sofferenza. Mi sono attenuto a esempi romani, preferendo i pi\u00f9 recenti e come tali forse meglio parlanti al nostro cuore.<br \/>\nHo messo insieme esempi piccoli e grandi. L\u2019incontro nella sofferenza con il Cristo sofferente \u00e8 attestato con efficacia da una studentessa romana, <strong>Marilivia Diotallevi<\/strong>, che muore a 26 anni nel 2004 per un tumore del sistema linfatico, mentre prepara la tesi in Ingegneria elettronica a Roma 3. In un\u2019intervista televisiva Marilivia racconta d\u2019aver affrontato la sua prova \u201ccon tanta forza, con tanta fede, con tanta fiducia\u201d avvertendo di non essere \u201csola\u201d nell\u2019impresa perch\u00e9 \u201cLui \u2013 dice confidenzialmente del Cristo sofferente, come si tratti di un fidanzato \u2013 \u00e8 sempre con me, con mia madre, con mio fratello: Lui ci deve aiutare, Lui ci aiuta io lo so, ci parlo ma non chiedo, perch\u00e9 lo sa quello di cui ho bisogno\u201d.<br \/>\n\u201cCi parlo ma non chiedo\u201d: si sente spesso, nei malati pi\u00f9 maturi, questa discrezione \u2013 questo riserbo nella preghiera, questo affidamento nell\u2019invocazione. Non ci deve meravigliare che tanta maturit\u00e0 sia in una ragazza di 26 anni perch\u00e9 ci sono persone alle quali lo Spirito fa compiere un lungo cammino in breve tempo.<\/p>\n<p>Dopo questa piccola sorella ora parliamo di un grande testimone della speranza, che l\u2019ha attestata nel martirio, don <strong>Andrea Santoro<\/strong>. Della \u201csperanza piena di immortalit\u00e0\u201d di cui fu portatore ebbe a parlare in questa Basilica il cardinale Vicario nell\u2019omelia per la celebrazione di commiato il 10 febbraio del 2006. Ora ascolteremo le sue parole, che prendo da una lettera agli amici del bollettino \u201cFinestra per il Medio Oriente\u201d, che scrive da Trabzon \u2013 Trebisonda \u2013 nell\u2019ottobre del 2005, quattro mesi prima del martirio. Descrive la sua speranza che lievita nella preghiera in quella \u201cfase\u201d difficile che sta vivendo: \u201c<em>Tutta avvolta ancora nell\u2019oscurit\u00e0, in attesa che Dio ci indichi le sue vie. Questa attesa \u00e8 fatta di silenzio, di preghiera, di speranza, di intima disponibilit\u00e0 a quello che Dio vorr\u00e0, di umilt\u00e0 nell\u2019accettare la povert\u00e0 di risorse, di persone, di strumenti, di capacit\u00e0 personali. In questa fase, rileggo il passato della missione, scruto il presente, rivado agli inizi della chiesa a Gerusalemme, ascoltiamo le Scritture, cerchiamo di capire meglio il mondo da cui veniamo e il mondo dove siamo arrivati (\u2026) Intanto una buona notizia: domenica, cio\u00e8 tra due giorni, battezzeremo un bambino di 3 anni e mezzo, mamma cristiana-georgiana, pap\u00e0 cristiano-armeno (&#8230;) Anche loro riceveranno il battesimo al termine del cammino che hanno iniziato. Il figlio apre loro la strada. Il battesimo del piccolo Imanuel \u00e8 un avvenimento per noi. Il primo battesimo per me in questi cinque anni di permanenza in Turchia<\/em>\u201d.<br \/>\nIl primo e l\u2019ultimo battesimo di quella missione di don Andrea. Il cardinale che l\u2019aveva autorizzato \u2013 dopo lunga titubanza \u2013 ad andare laggi\u00f9 si sar\u00e0 chiesto qualche volta quale potesse essere il frutto di quella missione. E infine, a sorpresa, \u00e8 venuto il frutto del sangue. Si dice che Charles de Foucauld, ora beato, non abbia convertito e non abbia battezzato mai nessuno, in tanti anni passati nel deserto e in mezzo ai musulmani. La gioia di don Andrea per quel battesimo \u2013 \u201c\u00e8 un avvenimento per noi\u201d \u2013 la dobbiamo cogliere come un richiamo serio a una condizione di piccolo gregge che egli seppe sostenere con sorprendente affidamento alla Provvidenza.<br \/>\n<strong> <\/strong><br \/>\nL\u2019evocazione della fulgida figura di don Andrea mi richiama con forza a un altro splendido martire romano, <strong>Vittorio Bachelet<\/strong>, testimone egli della speranza che cresce nell\u2019azione. Ecco che cosa ebbe a scrivere su questo tema nella primavera del 1968, all\u2019indomani della morte di Martin Luther King:<br \/>\n\u201c<em>Un cristianesimo pi\u00f9 capace di essere lievito di ogni valore umano, pi\u00f9 capace di offrirsi con amicizia a tutti gli uomini perch\u00e9 tutti sa amare, non \u00e8 un cristianesimo facile, un cristianesimo poco rigoroso, un cristianesimo che rifiuti l\u2019obbedienza al Padre se necessario fino alla morte, e alla morte di croce. Perch\u00e9 \u00e8 dalla croce che nasce la nostra speranza, la nostra capacit\u00e0 di partecipare alle gioie e alle speranze e insieme alle angosce e alle tristezze dell\u2019umanit\u00e0. Per donare pi\u00f9 gioia non vi \u00e8 che un segreto: partecipare al mistero della salvezza della croce, della risurrezione, della morte che d\u00e0 la vita (\u2026) Ogni cristiano che, pur fatto segno di ostilit\u00e0 e di odio, d\u00e0 la vita per i fratelli nell\u2019amore e nella pace, partecipa in qualche modo al sacrificio redentore di Cristo. Per essere gioia del mondo non dobbiamo chiedere al Signore di scendere dalla croce ma di salirvi con lui<\/em>\u201d.<br \/>\nHo avuto la fortuna di ascoltare tante volte Vittorio Bachelet: io ero nella FUCI quand\u2019egli era presidente dell\u2019ACI. Come \u00e8 istruttivo \u2013 e anche attuale \u2013 vedere la sicurezza con cui sapeva sottrarsi alla polarizzazione tra chi vorrebbe farsi vicino all\u2019umanit\u00e0 contemporanea e chi invece intende affermare l\u2019alterit\u00e0 cristiana: \u00e8 dalla croce \u2013 egli ci dice \u2013 che viene la nostra capacit\u00e0 di avvicinarci a ogni umanit\u00e0.<br \/>\n<strong> <\/strong><br \/>\nAncora una donna voglio ricordare: <strong>Ernesta Blasi<\/strong>, sposa e madre, insegnante e catechista, dirigente di Azione cattolica, che vive tra Roma \u2013 dove nasce \u2013 e Foligno \u2013 dove va sposa \u2013 dal 1942 al 1993. \u201cSpero nel Signore\u201d scrive quando scopre di avere un tumore e chiede la forza di \u201c<em>spalancare le braccia in piena offerta sulla croce, tutta protesa alla risurrezione, alla vita eterna: questa \u00e8 la mia fede, questa la mia speranza, fammi crescere in esse fino al mio ultimo respiro<\/em>\u201d. La storia di Ernesta \u2013 che sorprendentemente parla della speranza fondata sulla croce con il tono alto di un Bachelet \u2013 mi fu segnalata, a me che cercavo \u201cfatti di Vangelo\u201d, da don Piero Fragnelli, che \u00e8 stato rettore del Seminario romano e che ora \u00e8 vescovo nelle Puglie.<\/p>\n<p><strong>Luigi Della Torre <\/strong>\u00e8 il quinto testimone da me chiamato a parlarvi della speranza, quella dell\u2019attesa serena e mansueta dell\u2019incontro con il Signore dopo un serio intervento al cuore. Lombardo trapiantato a Roma, parroco innovatore e maestro di liturgia, cos\u00ec mi parl\u00f2 una volta che l\u2019intervistai: \u201c<em>Vivo ora con riconoscenza al Signore che mi mantiene nella speranza di incontrare lui veniente, e che nella fede e nella carit\u00e0 mi offre l\u2019opportunit\u00e0 di vivere con pace gli ultimi anni di vita, tra affetti che accolgo come doni<\/em>\u201d.<br \/>\n<strong> <\/strong><br \/>\nIl sesto e ultimo testimone \u00e8 <strong>Paolo Giuntella<\/strong>, il creativo, festoso, cristianissimo collega quirinalista del <em>TG1<\/em>, che ci ha lasciati il 22 maggio, portato via a 61 anni da un tumore allo stomaco e poi al polmone. Lo convoco qui come testimone \u2013 sulla scia di Bachelet \u2013 della speranza che cresce nell\u2019azione. Egli attivo fino agli ultimissimi giorni, quando lo vedevamo con trepidazione, smagrito e pallido, che teneva ancora la postazione del Quirinale nelle cronache delle giornate di avvio del terzo governo Berlusconi. Se ne \u00e8 andato un quarto d\u2019ora prima di un appuntamento alla libreria AVE dove avrebbe dovuto presentare il suo ultimo libro, pubblicato dalle Paoline, <em>L\u2019aratro, l\u2019ipod e le stelle. Diario di viaggio di un laico cristiano<\/em>. Gli erano morte di tumore due sorelle in un anno ed era arrivata insieme la sua malattia, che chiamava \u201clieve problema di salute\u201d. Ebbene questo suo libro \u00e8 tutto un canto alla speranza cristiana e vi si ritrovano pagine e pagine che potrebbero essere lette come un commento alla <em>Spe Salvi<\/em>, che invece non \u00e8 citata in quanto Paolo quelle pagine le scrisse prima della pubblicazione dell\u2019enciclica.<br \/>\nInnanzitutto lo stretto legame che il Papa ha inteso porre in evidenza tra fede e speranza: \u201c<em>La fede non \u00e8 un fideismo, una qualsiasi credulonit\u00e0, dabbenaggine da creduloni, o consolazione o, peggio, sicurezza. La fede \u00e8 speranza. E questa \u00e8 la mia speranza. Io spero questa liberazione<\/em>\u201d (p. 118).<br \/>\n\u201cLa fede \u00e8 speranza\u201d scrive Paolo e uno potrebbe dire che si tratta della semplificazione di un giornalista, ma attenzione: \u201cLa fede \u00e8 speranza\u201d \u00e8 il titoletto riassuntivo che Papa Benedetto ha posto subito dopo l\u2019introduzione dell\u2019enciclica. \u201c\u00abSperanza\u00bb \u2013 scrive il Papa \u2013 di fatto \u00e8 una parola centrale della fede biblica \u2013 al punto che in diversi passi le parole \u00abfede\u00bb e \u00absperanza\u00bb sembrano interscambiabili\u201d.<br \/>\nPoi l\u2019idea \u2013 la grande idea che dovrebbe farci esultare a ogni pianto \u2013 che solo la risurrezione dei morti pu\u00f2 riscattare le sofferenze e le ingiustizie della storia umana. A questa idea sono dedicate le pagine pi\u00f9 coinvolgenti \u2013 a mio parere \u2013 dell\u2019encilica <em>Spe Salvi<\/em> e ad essa Paolo Giuntella, nel suo libro testamento dedica parole straordinariamente vicine a quelle di Papa Benedetto: \u201c<em>Io credo che il dolore, la morte, l\u2019ingiustizia subita dagli innocenti siano un immenso, infinito deposito di speranza, una formidabile pretesa di riscatto (\u2026) Ecco, se te lo dovessi dire fino in fondo, sono proprio le persone straziate, scavate, stuprate dal dolore; sono proprio le persone morte nell\u2019ingiustizia che pretendono, nella mia testa, una liberazione, un regno, una citt\u00e0 futura. Se \u00e8 vero che \u00e8 difficile rispondere alla domanda: \u2018Perch\u00e9\u2026?\u2019, credo tuttavia che sia difficile pretendere che tutto questo immenso Golgota cosmico, tutto questo incalcolabile corteo di innocenti siano senza senso, senza significato, senza liberazione, destinato al caos, al nulla (\u2026) \u00e8 pi\u00f9 irrazionale, pi\u00f9 incredibile, meno ragionevole credere nel nulla che credere in Dio<\/em>\u201d (pp. 112 e 117).<br \/>\nRicordate le parole forse pi\u00f9 originali dell\u2019intera enciclica sulla speranza, nelle pagine finali che trattano del \u201cgiudizio\u201d: \u201cIo sono convinto \u2013 scrive il Papa \u2013 che la questione della giustizia costituisce l\u2019argomento essenziale, in ogni caso l\u2019argomento pi\u00f9 forte, in favore della fede nella vita eterna\u201d. Se Dio non c\u2019\u00e8, non c\u2019\u00e8 giustizia sulla terra e nella storia.<\/p>\n<p>L\u2019intenzione di chi mi ha chiesto questa testimonianza era che io accennassi almeno un poco alla mia esperienza personale di apprendimento della speranza nelle vie della preghiera, dell\u2019azione e della sofferenza. A motivo del luogo cos\u00ec impegnativo e del fatto che venivo chiamato a parlare dopo il Papa ho preferito convocare altri testimoni, pi\u00f9 credibili. Ma in finale dir\u00f2 una parola dell\u2019influenza che ebbe su di me la persona che \u2013 accanto a me \u2013 un giorno si addorment\u00f2 nella speranza della risurrezione e del ruolo che venne ad avere \u2013 nella nostra famiglia, restata temporaneamente senza la mamma \u2013 la preghiera mariana della <em>Salve Regina<\/em> \u201cmadre di misericordia, vita dolcezza e speranza nostra\u201d.<br \/>\nFu importante anche l\u2019impegno \u2013 che ci fu suggerito da don Giuseppe Dossetti \u2013 a perseverare nelle invocazioni \u201cvenga il tuo regno\u201d e \u201cliberaci dal male\u201d continuando a proporle anche a suo nome e insieme a lei, come avveniva quand\u2019era ancora in vita. Infine il potenziamento che da quell\u2019esperienza della sofferenza e della preghiera ne venne alla mia personale attesa del ritorno del Signore a liberazione dell\u2019umanit\u00e0 da ogni male e dal male dei mali che \u00e8 la morte: attesa operosa \u2013 almeno nell\u2019intenzione \u2013 e mirata ad affrettare quel giorno, quando l\u2019<em>ira dell\u2019Agnello<\/em>, promessa dall\u2019<em>Apocalisse<\/em> (6, 16), vendicher\u00e0 il pianto dei giusti e ristabilir\u00e0 la giustizia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Convegno della diocesi di Roma Basilica di San Giovanni in Laterano Luned\u00ec 9 giugno 2008 Mi \u00e8 stato chiesto di testimoniare \u2013 come pu\u00f2 farlo un giornalista \u2013 sui segni&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/testimonianza-sulla-speranza\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Testimonianza sulla Speranza<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-885","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/885","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=885"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/885\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5683,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/885\/revisions\/5683"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=885"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}