{"id":8889,"date":"2012-05-08T09:36:35","date_gmt":"2012-05-08T07:36:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=8889"},"modified":"2012-05-08T23:59:14","modified_gmt":"2012-05-08T21:59:14","slug":"%e2%80%9csiamo-molti-e-rappresentiamo-tutti%e2%80%9d","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/articoli-di-liberal\/%e2%80%9csiamo-molti-e-rappresentiamo-tutti%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"\u201cSiamo molti e rappresentiamo tutti\u201d"},"content":{"rendered":"<p><em><strong><\/em><br \/>\n<em>Benedetto XVI sulla formula della consacrazione. Articolo pubblicato da LIBERAL l&#8217;8 maggio 2012 alle pagine 14 e 15 con il titolo &#8220;La Cena di Benedetto&#8221;<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cQuesto \u00e8 il mio sangue versato per voi e per molti\u201d: parole dei Vangeli che nelle traduzioni in alcune lingue moderne \u2013 compresa la nostra \u2013 del Messale di Paolo VI sono diventate \u201cper voi e per tutti\u201d, che \u00e8 una traduzione interpretativa che ebbe l\u2019approvazione dei Papi Montini e Wojtyla. Ora Papa Ratzinger vuole che si torni al \u201cper molti\u201d dei Vangeli. Ai pi\u00f9 stava bene la novit\u00e0 e ora sta bene il ritorno all\u2019antico, ma ad altri no e ne viene \u2013 ancora una volta \u2013 una fiera guerra di parole, come sono quasi sempre qui da noi le guerre di religione<\/em><em>.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>La questione \u00e8 stata riproposta da Papa Benedetto con una lettera ai vescovi della Germania che ha la data del 14 aprile, ma non \u00e8 una questione nuova: il Papa teologo l\u2019aveva fatta proporre gi\u00e0 nel 2006 con una lettera circolare a firma del cardinale Francis Arinze, allora prefetto della Congregazione per il Culto, alle Conferenze episcopali dei Paesi dov\u2019era stata adottata la nuova traduzione, per invitarle a rimediare e a preparare i fedeli al cambiamento. L\u2019impresa \u00e8 tuttavia risultata pi\u00f9 ardua del previsto.<\/p>\n<p>Arinze chiedeva agli episcopati interessati di \u00abintraprendere la necessaria catechesi dei fedeli\u00bb, cio\u00e8 di preparare il popolo alla modifica e di farlo \u00abnei prossimi due anni\u00bb, specificando che l\u2019innovazione era da realizzare in un secondo momento, cio\u00e8 con la \u00abprossima traduzione del Messale Romano\u00bb che sarebbe stata approvata in tempi differenziati per i vari paesi e che avrebbe avuto questa e altre variazioni. Per l\u2019Italia si prevedeva che a quell\u2019approvazione si potesse arrivare nel giro di tre o quattro anni: ma ne sono passati pi\u00f9 di cinque e mezzo e ancora nulla si \u00e8 fatto.<\/p>\n<p>Per intendere la resistenza di tanti alla sollecitazione papale \u2013 che fa parte del suo mini-programma di \u201criforma della riforma liturgica\u201d, com\u2019\u00e8 stato chiamato dal alcuni osservatori \u2013 occorre una premessa filologica. Questa era la formula latina tradizionale: \u00abAccipite et bibite ex eo omnes: hic est enim Calix Sanguinis mei Novi et Aeterni Testamenti: qui pro vobis et pro multis effundetur in remissionem peccatorum\u00bb. Che in italiano \u00e8 stata cos\u00ec tradotta: \u00abPrendete, e bevetene tutti: questo \u00e8 il Calice del mio Sangue per la Nuova ed Eterna Alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati\u00bb.<\/p>\n<p>Il \u00abper tutti\u00bb dell\u2019italiano corrisponde al tedesco \u00abf\u00fcr allen\u00bb, all\u2019inglese \u00abfor all\u00bb, allo spagnolo \u00abpor todos los hombres\u00bb. Non in tutte le lingue c\u2019era stata quella variazione. In francese per esempio si dice \u00abpour la multitude\u00bb.<\/p>\n<p>Il cardinale Arinze nella circolare del 2006 riconosceva che la formula \u00abper tutti\u00bb corrisponde \u00absenza dubbio\u00bb a una \u00abcorretta interpretazione dell\u2019intenzione del Signore\u00bb, in quanto Cristo muore \u00abper tutti gli uomini e le donne\u00bb. Elenca poi le ragioni a favore di una \u00abresa pi\u00f9 precisa della tradizionale formula \u201cpro multis\u201d\u00bb: uniformit\u00e0 al testo biblico (cio\u00e8 a come i Vangeli riferiscono le parole di Ges\u00f9: il greco \u00abpolloi\u00bb divenuto in latino \u00abmultis\u00bb), ininterrotta tradizione, rispondenza a quanto praticato nella liturgia delle altre Chiese e, soprattutto, intenzione di chiarire che \u00abla salvezza non arriva in modo meccanico, senza la volont\u00e0 o la partecipazione di ciascuno\u00bb.<\/p>\n<p>La lettera era del cardinale nigeriano ma l\u2019iniziativa era partita da papa Benedetto XVI, che gi\u00e0 nel luglio del 2005 (tre mesi dopo l\u2019elezione) aveva fatto consultare sulla questione le Conferenze episcopali di tutto il mondo e che dopo quella consultazione aveva tirato la conclusione della necessit\u00e0 del cambiamento. Chi si era opposto da subito alla decisione papale aveva espresso il timore che i fedeli non capissero il nuovo testo o lo interpretassero nel senso di una \u00abrestrizione\u00bb del numero dei salvati.<\/p>\n<p>Portavoce di quel timore si era fatto in Italia il teologo fiorentino Enrico Chiavacci, che aveva inviato una lettera aperta al cardinale Arinze per chiedere un \u00abripensamento\u00bb. Egli entrava nella questione linguistica: \u00abIn greco (lingua dei Vangeli) il termine \u201cmolti\u201d ha anche un significato inclusivo (come in \u201coi polloi\u201d = la gente in genere). Mentre in latino e in italiano il termine \u201cmolti\u201d ha di norma un significato esclusivo: per molti ma non per tutti\u00bb. Chiavacci prevedeva che l\u2019innovazione chiesta dal Papa avrebbe provocato il commento: \u00abLa Chiesa ha fatto marcia indietro. Non per tutti \u00e8 morto Ges\u00f9, ma solo per alcuni, sia pur molti\u00bb.<\/p>\n<p>La questione era nota agli addetti ai lavori. Quel \u00abper tutti\u00bb era tra le spine che gli amanti della tradizione avevano dovuto sopportare al momento della traduzione del messale di Paolo VI nelle lingue moderne. Se ne trova traccia tra i pi\u00f9 colti come tra gli orecchianti. La discute il coltissimo Romano Amerio nell\u2019opera maestra \u00abIota unum. Studio delle variazioni della Chiesa cattolica nel secolo XX\u00bb (Ricciardi editore 1985, p. 523) e la orecchia Mel Gibson che fa dire a Ges\u00f9, in \u00abThe Passion\u00bb (2004), \u00abper molti\u00bb in aramaico. Per Amerio l\u2019innovazione \u00abimprovvisa e vistosa\u00bb arrivata con la riforma liturgica montiniana \u00e8 dovuta alla volont\u00e0 di affermare \u00abla universalit\u00e0 di fatto della salvezza\u00bb e di \u00abrifuggire da ogni idea di discriminazione\u00bb.<\/p>\n<p>La lettera del Papa da cui siamo partiti \u00e8 indirizzata ai vescovi della Germania ma vale per l\u2019intera area di lingua tedesca, che comprende l\u2019Austria, una met\u00e0 della Svizzera, il Tirolo italiano. Sta capitando infatti che in Germania, dopo un aspro confronto, la Conferenza episcopale ha optato per la nuova traduzione \u201cf\u00fcr viele\u201d (per molti), mentre in Austria essa \u00e8 stata respinta e resistenze analoghe ci sono in Svizzera. Incontrando in marzo il Papa, il presidente della Conferenza tedesca l\u2019ha informato di tale dissenso e della conseguente opportunit\u00e0 che la nuova edizione del messale avesse a prevedere la doppia formula, sia cio\u00e8 \u201cf\u00fcr alle\u201d, sia \u201cf\u00fcr viele\u201d. Da qui l\u2019intervento scritto del Papa, deciso \u2013 chiarisce nella premessa \u2013 \u201cper prevenire una divisione nel luogo pi\u00f9 intimo della nostra preghiera\u201d.<\/p>\n<p>Il Papa nella lettera rif\u00e0 la storia della traduzione \u201cper tutti\u201d, che in tedesco risale agli anni Sessanta del secolo scorso, si appella alla pi\u00f9 recente traduzione \u201cunificata tedesca\u201d della Bibbia \u2013 cio\u00e8 condivisa da cattolici e protestanti \u2013 che \u00e8 tornata al \u201cper molti\u201d e conclude: \u00ab<em>L<\/em><em>a traduzione di \u201cpro multis\u201d con \u201cper tutti\u201d non \u00e8 stata una traduzione pura, bens\u00ec un\u2019interpretazione, che era, e tuttora \u00e8, ben motivata, ma \u00e8 una spiegazione e dunque qualcosa di pi\u00f9 di una traduzione<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Benedetto da professore e da teologo cos\u00ec argomenta la sua scelta: \u201c<em>Questa fusione fra traduzione e interpretazione per certi versi fa parte dei principi che, subito dopo il Concilio, guidarono la traduzione dei testi liturgici nelle lingue moderne. Si era ben consapevoli di quanto la Bibbia e i testi liturgici fossero distanti dal linguaggio e del pensiero attuale della gente, per cui anche tradotti avrebbero continuato a essere incomprensibili per quanti partecipavano alle funzioni. Un rischio nuovo era il fatto che, attraverso la traduzione, i testi sacri sarebbero stati aperti, l\u00ec, davanti a quanti partecipavano alla messa, e tuttavia sarebbero rimasti molto distanti dal loro mondo, ed anzi questa distanza sarebbe diventata pi\u00f9 che mai visibile. Quindi non ci si sent\u00ec solo autorizzati, ma addirittura obbligati a immettere l\u2019interpretazione nella traduzione<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Il Papa fa anche riferimento al fatto che di persona e in pi\u00f9 lingue si trova a dire il \u201cper tutti\u201d e a dare voce ad altri adattamenti liturgici che oggi diversificano l\u2019unica messa sul pianeta: \u201c<em>Poich\u00e9 pronuncio spesso le preghiere liturgiche nelle varie lingue, noto che talvolta tra le diverse traduzioni quasi non si riscontrano somiglianze e che il testo comune sulle quali si basano spesso \u00e8 solo lontanamente riconoscibile. Allo stesso tempo si sono verificate delle banalizzazioni che costituiscono vere perdite. Cos\u00ec, nel corso degli anni, io stesso ho compreso sempre pi\u00f9 chiaramente che, come orientamento per la traduzione, il principio della corrispondenza non letterale, bens\u00ec strutturale, ha i suoi limiti<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Dopo tanto flessibile argomentare, la conclusione \u00e8 comunque tassativa: \u00ab<em>In tale contesto, la Santa Sede ha deciso che nella nuova traduzione del messale l\u2019espressione \u201cpro multis\u201d debba essere tradotta come tale, senza essere gi\u00e0 interpretata. La traduzione interpretativa \u201cper tutti\u201d dev\u2019essere sostituita dalla semplice traduzione \u201cper molti\u201d. Vorrei ricordare che sia in Matteo sia in Marco non c\u2019\u00e8 l\u2019articolo, quindi non \u201cper i molti\u201d, bens\u00ec \u201cper molti\u201d<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>In un successivo passaggio il Papa teologo dice con felice efficacia: \u00ab<em>Siamo molti e rappresentiamo tutti. Quindi le parole \u201cmolti\u201d e \u201ctutti\u201d vanno insieme e fanno riferimento l\u2019una all\u2019altra nella responsabilit\u00e0 e nella promessa<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>E in Italia? Che ne sar\u00e0 della nostra messa? Dovr\u00e0 adottare anch\u2019essa il \u201cper molti\u201d, non c\u2019\u00e8 dubbio. Siamo in ritardo sui tempi immaginati nel 2006, perch\u00e9 i nostri vescovi restano affezionati al \u201cper tutti\u201d, se non altro al fine di risparmiarsi le obiezioni dei partecipanti alle celebrazioni, che direbbero: \u201cSi cambia di nuovo?\u201d Nel novembre del 2010, in una votazione su questa richiesta del Papa, 187 vescovi votarono \u201cno\u201d e solo 11 \u201cs\u00ec\u201d. La lettera di Benedetto ai tedeschi ovviamente vale anche per i nostri e per tutti. Un poco ovunque nel mondo ci sono resistenze ed \u00e8 facile intenderlo, se \u00e8 vero come \u00e8 vero che gli italiani sono generalmente tra i pi\u00f9 docili alle indicazioni vaticane e invece stavolta hanno difficolt\u00e0 ad accettarle.<\/p>\n<p>Insieme a questa vicenda si viene dipanando l\u2019altra del rientro dei lefebvriani nella \u201ccomunione con Roma\u201d, che oggi \u00e8 data per probabile mentre solo un mese addietro pareva impossibile. Il rientro dei lefebvriani \u201cmoderati\u201d \u2013 perseguito con decisione da Papa Ratzinger \u2013 \u00e8 ovviamente auspicabile ma \u00e8 anche ovvio che esso inasprir\u00e0 il dibattito sugli aggiustamenti benedettiani dell\u2019eredit\u00e0 conciliare. A cinquant\u2019anni dall\u2019avvio del Vaticano II il conflitto sulla sua interpretazione \u00e8 pi\u00f9 acceso che mai.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><\/p>\n<p>www.luigiaccattoli.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Benedetto XVI sulla formula della consacrazione. 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