{"id":9084,"date":"2012-06-07T16:36:30","date_gmt":"2012-06-07T14:36:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=9084"},"modified":"2012-06-07T18:27:41","modified_gmt":"2012-06-07T16:27:41","slug":"che-cosa-converta-l%e2%80%99uomo-d%e2%80%99oggi","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/che-cosa-converta-l%e2%80%99uomo-d%e2%80%99oggi\/","title":{"rendered":"Che cosa converta l\u2019uomo d\u2019oggi"},"content":{"rendered":"<p><em>Storie di riscoperta della fede cristiana nell\u2019Italia contemporanea<\/em><\/p>\n<p>Che ruolo ha oggi la Chiesa nella maturazione di una conversione? Da una trentina di storie italiane di scoperta o di ritorno alla fede, da me indagate, ho ricavato la convinzione che tutte hanno la Chiesa \u2013 intesa come comunit\u00e0 e sacramento \u2013 quale approdo finale ma non tutte partono da un contatto esplicitamente ecclesiale o ecclesiastico. Per lo pi\u00f9 il primo input viene dalla memoria di un parente, o dall\u2019incontro \u2013 anche casuale \u2013 con una singola persona credente, o persino dall\u2019ascolto di un messaggio cristiano per radio. Ai fini di questa ricerca considero l\u2019incontro con un credente come incontro con la Chiesa. In alcuni casi \u00e8 l\u2019attestazione di qualcuno a smuovere l\u2019osservatore e pu\u00f2 trattarsi anche del Papa, ma percepito come testimone pi\u00f9 che come maestro. Frequente \u00e8 poi \u2013 dopo il primissimo contatto \u2013 la mediazione di un ambiente comunitario, associativo o di movimento. In due casi sono stati una croce e un crocifisso a dare la prima scossa.<\/p>\n<p>Partiamo dunque dai due segni della croce, come dalle storie a minore implicazione ecclesiale. <strong>Fulvia Miglietta<\/strong> una volta brigatista rossa e oggi catechista: \u201cUna sera, guardando dalle sbarre della cella, vidi in\u00a0 lontananza una croce illuminata, sopra la cupola di una chiesa. Mi rivolsi a quella croce e chiesi aiuto. Il giorno successivo chiesi al cappellano di poter avere una Bibbia\u201d (<em>Segno nel mondo<\/em> del 01\/06\/2007). Anche qui in verit\u00e0 non mancano elementi ecclesiali: chi mise quella croce sulla cupola, chi insegn\u00f2 a Fulvia bambina il segno della croce, il cappellano che le porta la Bibbia.<\/p>\n<p><strong>Giuseppe Totaro<\/strong> \u2013 un pugliese emigrato a Milano che racconta la sua conversione nel volumetto <em>Ti conosco da sempre<\/em> (<strong>L\u2019Autore Libri, Firenze 2010) <\/strong>\u2013 \u00e8 attratto un giorno dalla vista di un piccolo crocifisso appeso alla parete. Mette il crocifisso in tasca e corre a casa con \u201cla certezza dell\u2019esistenza di Dio\u201d che lievita in lui: \u201c<em>Mia moglie, commossa e in lacrime di gioia, mi ha rivelato che da venticinque anni pregava intimamente per la mia conversione<\/em>\u201d. Qui si direbbe che sia la \u201cChiesa nella carne\u201d \u2013 come potremmo definire la coppia \u2013 ad attivare la conversione.<\/p>\n<p>E\u2019 anche il caso di <strong>Franca Ferretti<\/strong>, che assiste all\u2019uccisione del marito: \u201cPosso dire che sono entrata nella fede trascinata da lui. Ho capito che era un dono del Signore la forza che mi sono trovata di perdonare e che non avrei mai immaginato di poter trovare in me stessa\u201d<em> <\/em>(Luigi Accattoli, <em>Cerco fatti di Vangelo<\/em>, Sei, Torino 1995, p. 95).<\/p>\n<p><em><strong>Tonino Colombani<\/strong><\/em><em> \u2013 comunista mangiapreti ferrarese \u2013 vicino a morire manda a chiamare il parroco, si confessa e gli dice che \u201cnon era mai andato d\u2019accordo con i preti e tanto meno con la Chiesa per\u00f2 era sempre rimasto fedele all\u2019insegnamento della mamma che da piccolo gli aveva insegnato a recitare un\u2019<\/em><em>Ave Maria<em> prima di andare a letto\u201d (cfr. il capitolo 8 della pagina Cerco fatti di Vangelo nel blog www.luigiaccattoli.it).<\/em><\/em><em><\/em><\/p>\n<p>Parte invece dalla morte del padre la conversione di <strong>Enrica Plebani<\/strong>, ragazza milanese che finisce nella droga e contrae l\u2019AIDS. \u201cPer assistere il pap\u00e0 si licenzia dal lavoro e quando lui muore capisce che non ha senso buttare via la vita e cerca un prete\u201d: cos\u00ec narra la sua vicenda Giovanni Balconi, il monsignore milanese che ne ha scritto la biografia <em>Il sorriso della speranza<\/em> (San Paolo, Cinisello Balsamo 2004). Dopo la conversione Enrica si accompagna a Fratel Ettore nelle sue opere di carit\u00e0 e muore nel 1990 a 28 anni.<\/p>\n<p>Qualcosa di simile era successo anni prima a <strong>Giovanni Testori<\/strong> (1923-1993) che aveva ritrovato la fede assistendo la mamma: \u201cVedendola morire con tanta luce nello sguardo, io ho finalmente capito che la morte non interrompe il filo della vita ma \u00e8 soltanto un passaggio\u201d (Giuseppe Grieco, <em>Il bisogno di Dio<\/em>, Rusconi, Milano 1979, p. 47).<\/p>\n<p>Il cantante <strong>Giovanni Lindo Ferretti<\/strong> cos\u00ec racconta il suo percorso da militante ateo di estrema sinistra a cattolico praticante: \u201cDopo aver cercato il senso in mille modi senza trovarlo, l\u2019ho trovato tornando a casa. Al mio mondo di quando ero bimbo: i monti, il rosario\u201d (<em>Avvenire<\/em> del 19 aprile 2009). In questo \u201critorno\u201d lo guida la memoria di una nonna \u201cche era molto religiosa\u201d e che l\u2019aveva cresciuto.<\/p>\n<p>Quando il richiamo alla fede non viene dalla memoria ma da una voce vivente, una via possibile \u00e8 quella di una trasmissione radiofonica: \u00e8 il caso di <strong>Carla di Roma <\/strong>\u2013 una ragazza di strada \u2013 che aspetta un cliente e si sintonizza per caso su \u00abRadio don Bosco\u00bb (che oggi si chiama \u00abMeridiano 12\u00bb). Ode una voce di donna che le ricorda la mamma, \u00absia per l\u2019inflessione sia per le cose che dice\u00bb. Scrive alla conduttrice dicendosi \u201cdisperata\u201d di poter ottenere il \u00abperdono divino\u00bb a motivo di due aborti. Una catechista preso la parrocchia San Giovanni Bosco sulla Tuscolana invita i suoi bambini a scrivere a Carla: \u00ab<em>Le letterine, circa 22, furono lette alla radio. La giovane le ascolt\u00f2 e and\u00f2 in chiesa dove parl\u00f2 con un sacerdote e si confess\u00f2. Cos\u00ec finalmente ebbe il coraggio di lasciare la strada<\/em>\u00bb <em>(cfr. il capitolo 14 della pagina Cerco fatti di Vangelo nel blog citato)<\/em>.<\/p>\n<p>Dopo la voce udita per radio possiamo mettere le testimonianze viste in televisione o nella realt\u00e0, ma senza interazione con il testimone. <strong>Barbara Palombelli<\/strong>, giornalista, per lavoro si trova al funerale di Vittorio Bachelet (1980): \u201cVidi Giovanni davanti alla bara del padre dire: \u2018Noi perdoniamo gli assassini di nostro padre\u2019. Mi colp\u00ec. Da allora \u00e8 stato un lungo percorso che mi ha fatto riavvicinare alla Chiesa\u201d (<em>Sette<\/em>, 8.8.2002).<\/p>\n<p>In questo segmento del traino esercitato dalle attestazioni di fede, metto tre casi che fanno riferimento a Papa Wojtyla. <strong>Angelo Busia<\/strong>, sardo, rinuncia a vendicare l\u2019uccisione del figlio: <em>\u201cIo ho sempre ammirato il gesto del Papa: anche lui \u00e8 stato colpito a morte e ha perdonato\u201d<\/em> (Luigi Accattoli, <em>Cerco fatti di Vangelo<\/em>, cit., p. 63).<\/p>\n<p><strong>Domenico Del Rio <\/strong>(1927-2003) sul letto di morte affida a un collega questo messaggio: \u00abVorrei far sapere al Papa che lo ringrazio, con umilt\u00e0, per l\u2019aiuto che mi ha dato a credere. Vedendo che credeva con tanta forza, allora anch\u2019io un poco mi facevo forza\u00bb (<em>Il Regno<\/em> 4\/2003).<\/p>\n<p>Anche <strong>Marco Tosatti<\/strong>, collega della <em>Stampa<\/em>, lega la sua conversione alla testimonianza di fede ricevuta dal Papa polacco: \u201c<em>L\u2019incontro con Giovanni Paolo II ha avuto uno sviluppo molto forte per me. Come conciliare la sua personalit\u00e0 eccezionale, fuori dell\u2019ordinario, con il modo in cui egli testimoniava una fede che aveva tratti quasi \u2018infantili\u2019 nella sua purezza? Mi sono dedicato alla lettura di saggi e libri sulla storia dei Vangeli e sugli Atti degli Apostoli da cui ho ricavato l\u2019impressione che, nella Palestina di allora, intorno alla persona di Ges\u00f9 \u00e8 successo davvero qualcosa di straordinario<\/em>\u201d (<strong>Lorenzo Fazzini, Nuovi cristiani d\u2019Europa, Lindau, Torino 2009, p. 64).<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p>Vengo ora, in logica progressione, ai contatti diretti con credenti. Pu\u00f2 trattarsi di un contatto epistolare, come nel caso di <strong>Arrigo Cavallina<\/strong> \u2013 ideologo dei Proletari armati per il comunismo, condannato nel 1985 a 23 anni \u2013 che riceve in carcere una lettera di Cesare Cavalleri, direttore di <em>Studi Cattolici<\/em>, che era stato suo professore alle superiori: \u201cSappi che non sei solo. Un affettuoso abbraccio dal tuo Cesare Cavalleri\u201d. Cavallina ne parla a p. 108 del volume <em>La piccola tenda d\u2019azzurro<\/em> (Ares, Milano 2005): \u201cComincia cos\u00ec la relazione pi\u00f9 significativa di un lungo periodo. Se ne aggiungeranno tante altre che mi porteranno progressivamente alla scoperta di un\u2019altra faccia della Chiesa\u201d. Un\u2019altra \u201crelazione\u201d Cavallina l\u2019avr\u00e0 con il cardinale Carlo Maria Martini, che gli capita di ascoltare dalla cella, via radio, mentre commenta nel Duomo di Milano il Salmo 50, cio\u00e8 il <em>Miserere<\/em>, un testo biblico che risulter\u00e0 decisivo per la sua conversione.<\/p>\n<p>L\u2019attrazione della Chiesa pu\u00f2 essere dunque impersonata da un vecchio professore che ti scrive in carcere o da una suora infermiera che incontri in ospedale: capita a <strong>Enrico Barzaghi<\/strong>, giovane milanese che muore di Aids a trent\u2019anni nel 1990 avendo avuto il battesimo qualche mese prima. Enrico incontra la Chiesa in suor Celeste che \u201cc<em>on il suo amore gratuito e con la testimonianza della sua profonda fede ha certamente esercitato un\u2019attrazione\u201d e ha fornito a Enrico una Bibbia: la mamma <\/em>Ursula Barzaghi ha raccontato quella conversione nel volume <em>Senza vergogna. Una storia di coraggio contro l\u2019Aids<\/em>, \u00abe\/o\u00bb editore, Roma 1996.<\/p>\n<p>In circostanze meno drammatiche, la miccia pu\u00f2 essere accesa da una parola di un amico, o di un\u2019amica. \u201cUn giorno mia moglie mi ha raccontato un suo incontro. Quello con una mamma, come lei, che le ha parlato di Maria come nessuno aveva mai fatto prima. Per lei \u00e8 stata quasi una folgorazione tanto che, tornata a casa, ne ha parlato subito con me\u201d: cos\u00ec racconta all\u2019<em>Avvenire<\/em> del 19 Ottobre 2010 il regista <strong>Guido Chiesa<\/strong> nell\u2019intervista <em>Io, da ateo a credente e il mio film su Maria<\/em> (il riferimento \u00e8 al film <em>Io sono con te<\/em>, 2010).<\/p>\n<p>Per <strong>Pippo Corigliano <\/strong>\u2013 oggi portavoce dell\u2019Opus Dei in Italia \u2013 pi\u00f9 che di una conversione si tratta di un ritorno alla Chiesa che non frequentava pi\u00f9. Ne parla nel volume <em>Un lavoro soprannaturale<\/em> (Mondadori, Milano 2008, p. 5 e 6): ha 17 anni, non \u00e8 praticante ma da bambino gli era piaciuto tanto il Vangelo\u201d e riscopre il \u201cgusto\u201d per quel libro quando espone i suoi \u201cdubbi in materia di fede\u201d a un prete incontrato quasi per caso su invito di un amico.<\/p>\n<p>Una vera <em>Conversione<\/em> (Mondadori, Milano 2001) \u00e8 invece quella di <strong>Leonardo Mondadori<\/strong>, narrata nel volume che ha questo titolo, scritto con Vittorio Messori. A smuoverlo, a 45 anni (morir\u00e0 a 56), \u00e8 una \u201cscontentezza\u201d che lo porta \u201ca una disposizione d\u2019animo quasi di rabbia verso il mondo\u201d. Incontra un giorno Pippo Corigliano (vedi sopra) che lo colpisce \u201cper il buon umore e la profondit\u00e0 spirituale\u201d e gli fa questa confessione: \u201cSento che c\u2019\u00e8 qualcosa che non gira per il verso giusto\u201d. Corigliano gli consiglia di \u201cincontrare un sacerdote\u201d e il resto \u2013 si direbbe \u2013viene da s\u00e8.<\/p>\n<p>Alle volte l\u2019interlocutore trasmette un brusco richiamo che scuote come uno schiaffo. Dopo tre anni di carcere per droga<strong> Maurizio Alesso <\/strong>viene inviato alla Comunit\u00e0 Cenacolo: ora ne fa parte ed \u00e8 da 11 anni missionario in Brasile con la moglie Paola e 7 figli loro e sei adottanti. Decisivo \u00e8 l\u2019incontro con la fondatrice della Comunit\u00e0: \u201cSuor Elvira mi parlava della fede e io le dicevo: \u2018Non credo in Dio\u2019 ma lei mi rispondeva: \u2018A Dio ci credo io, non ti preoccupare\u2019. Era severa e chiedeva tutto e mi ha guarito\u201d (parole di una \u201ctestimonianza\u201d del luglio del 2005; per un ritratto della coppia missionaria vedi nel mio blog, cit., alla pagina <em>Cerco fatti di Vangelo<\/em>, capitolo 10).<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 brusco \u00e8 il primo approccio alla Chiesa sperimentato da <strong>Silvio D.M.<\/strong> \u2013 \u201ccolto dalla morte per Aids nel 1998 a 38 anni\u201d \u2013 narrato da Igor Man in un articolo pubblicato da <em>La Stampa<\/em> di Torino il 10 aprile del 1998: \u201c<em>La prima pera a 17 anni, poi il percorso miserabile del pusher per garantirsi la dose, infine il carcere. Finch\u00e9 un giorno Silvio non si sente dire dal solito passante, invece dell\u2019abituale: ma va\u2019 a lavorare, un altrettanto sdegnato: ma va\u2019 a pregare\u201d. Prega e pregando muore, di l\u00ec a tre anni. Davvero la Chiesa parla mille lingue. \u00a0<\/em><em><\/em><\/p>\n<p><em>Quanto ad approcci bruschi, merita ricordare che p<\/em>er lo scultore <strong>Francesco Messina<\/strong> (1900-1995) fu decisiva una domanda che gli rivolse il cardinale Ildefonso Schuster mentre posava per un ritratto in arcivescovado a Milano: \u201cMa lei si \u00e8 mai confessato e comunicato?\u201d (Giuseppe Grieco, <em>Il bisogno di Dio<\/em>, Rusconi, Milano 1979, p. 62 ).<\/p>\n<p>Siamo ora ai cambiamenti di vita accompagnati da una comunit\u00e0. A <strong>Mariangela Calvisi<\/strong>, sarda, uccidono due fratelli e lei vive con la morte nel cuore finch\u00e8 \u2013 spronata dal Cammino neocatecumenale \u2013 arriva a chiedere perdono agli assassini per averli odiati e a mettersi a tavola con loro. Racconter\u00e0 nel 1990: \u201cOdiavo pure la Chiesa, perch\u00e9 da essa volevo risposte; e proprio qui le ho trovate, durante una predicazione in cui mi si diceva che il Signore poteva darmi un cuore capace di amare i nemici (\u2026). Il presbitero mi disse: \u2018Sorella, la salvezza di quei fratelli dipende da te\u2019 e alla mia risposta \u2018Io non ce la faccio\u2019, rispose: \u2018Non sei tu che andrai, ma Cristo, prendendo il tuo corpo\u2019. Cos\u00ec \u00e8 stato\u201d (Luigi Accattoli, <em>Cerco fatti di Vangelo<\/em>, cit. p. 60).<\/p>\n<p><strong>Vanderlei Fagnoni<\/strong>,<strong> <\/strong>transessuale, viene dal Brasile. A Roma scopre di avere l\u2019Aids ed entra in contatto con la Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio. Ecco il racconto della sua conversione, fatto un anno prima della morte a 26 anni, nel 1992: \u201cLa mamma di Mario ha parlato di me a Barbara, una volontaria della Caritas, dicendole che ero solo, abbandonato. E Barbara \u00e8 venuta sempre a trovarmi e anche altri sono venuti. Dovevo diventare una persona malata per incontrare gente buona. Ero molto stupito, non conoscevo nessuno e loro venivano e gi\u00e0 sapevano il mio nome\u201d.<\/p>\n<p><em><strong>Paolo Caccone<\/strong><\/em> (1948-1992) scopre di essere sieropositivo, \u00e8 disperato e in ospedale incontra un monaco della comunit\u00e0 di don Dossetti che gli dice \u00abvenga a trovarci\u00bb. Paolo va ed entra nella \u00abPiccola famiglia dell\u2019Annunziata\u00bb, come si chiama la comunit\u00e0 dossettiana, fa tre anni di noviziato e muore monaco: \u201cLa Famiglia mi ha accolto senza domandarmi niente. Mi ha voluto bene. Mi ha dato tutto: l\u2019Eucarestia, la Scrittura\u201d (Umberto Neri, <em>Morire per miracolo. Una storia di droga, carcere e Aids. E di una conversione autentica<\/em>, Guaraldi, Rimini 1995, p. 62).<\/p>\n<p>Il bandito <strong>Pietro Cavallero<\/strong> \u2013 cinque omicidi, ventitr\u00e8 rapine \u2013 muore da cristiano a Torino nel 1997, in contatto con Ernesto Olivero e il Sermig (Servizio missionario giovanile). Importanti furono anche i colloqui in carcere con la mamma (\u00ab<em>Le sue lacrime sono state pi\u00f9 forti delle pallottole<\/em>\u00bb) e \u201c<em>il perdono che mi \u00e8 giunto da alcuni parenti delle persone che ho ucciso<\/em>\u201d. Narra la sua conversione nel volume <em>Ti voglio bene. Un itinerario spirituale<\/em> (Rizzoli, Milano 2001).<\/p>\n<p>Termino con due storie a emblema della massima e della minima presenza della Chiesa nel momento iniziale del cammino. La minima \u00e8 interpretata da <strong>Vittorio Messori <\/strong>che nel libro con Tornielli <em>Perch\u00e9 credo<\/em> (Piemme, Casale Monferrato 2008) attribuisce la sua conversione a un \u201cincontro misterioso\u201d con \u201cil protagonista del Vangelo\u201d che lo spinse a \u201cvarcare una soglia\u201d al di l\u00e0 della quale c\u2019\u00e8 un mondo \u201caltro\u201d: \u201cUn mondo dove l\u2019invisibile si fa visibile, e sul quale regna Colui che \u00e8 adorato come Salvatore e Rivelatore da quei cristiani, da quei cattolici verso i quali quel giovanotto nutriva sino ad allora estraneit\u00e0 e diffidenza\u201d. Un \u201cabbaglio di luce\u201d dal quale gli viene anche la comprensione della Chiesa che \u201cdi colpo mi apparve nella sua realt\u00e0 vera\u201d. Messori arriva ad affermare che la Chiesa \u201cnon era entrata per nulla in quanto mi stava accadendo\u201d, ma precisa: \u201cA viste umane s\u2019intende: chi pu\u00f2 dire in quali modi nascosti e misteriosi la preghiera dei vivi e l\u2019intercessione dei defunti agisce su di noi!\u201d (pp. 64-76).<\/p>\n<p>La beneficiaria di un massimo di presenza ecclesiale \u00e8 invece <em><strong>Alessandra Borghese<\/strong><\/em> che si dice \u201cconvertita dalla messa\u201d che aveva totalmente abbandonato e racconta che la prima spinta a riscoprirla le venne da un\u2019amica di sangue bl\u00f9 come lei e \u2013 come lei \u2013 gi\u00e0 mondana e \u201cun po\u2019 pazza\u201d, Gloria Thurn und Taxis, che a met\u00e0 agosto del 1998 l\u2019invit\u00f2 \u201cad andare a messa con lei e la sua famiglia\u201d. Seguendo l\u2019esempio della \u201cprincipessa punk\u201d Alessandra arriva a una \u201cprofonda e liberante confessione\u201d che racconta nel volume <em>Con occhi nuovi. La storia della mia conversione, Piemme, Casale Monferrato 2004.<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Luigi Accattoli<\/strong><\/em><em><strong><\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Da Communio 1\/2011<\/em><em><\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Nota biografica<\/strong><\/em><em><strong><\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Nato a Recanati nel 1943, Luigi Accattoli \u00e8 stato vaticanista di Repubblica (1976-1981) e del Corriere della Sera (1981-2008). Collabora al Corriere della Sera e a Liberal, oltre che alla rivista Il Regno. Tra le sue pubblicazioni: Giovanni Paolo. La prima biografia completa (San Paolo 2006), Io non mi vergogno del Vangelo (EDB 1999). Alcune delle storie di conversione qui richiamate sono narrate nel volume Cerco fatti di Vangelo (SEI, Torino 1995) mentre altre saranno narrate nel volume Cerco fatti di Vangelo 2 (EDB, Bologna 2011) la cui uscita in libreria \u00e8 prevista per il prossimo marzo. Altre ancora si possono leggere nella pagina Cerco fatti di Vangelo del blog www.luigiaccattoli.it.<\/em><em><strong><\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storie di riscoperta della fede cristiana nell\u2019Italia contemporanea Che ruolo ha oggi la Chiesa nella maturazione di una conversione? 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