{"id":92,"date":"2006-06-11T15:20:56","date_gmt":"2006-06-11T14:20:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=92"},"modified":"2008-09-22T20:45:04","modified_gmt":"2008-09-22T19:45:04","slug":"arturo-paoli-amico-dei-poveri","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/arturo-paoli-amico-dei-poveri\/","title":{"rendered":"Arturo Paoli amico dei poveri"},"content":{"rendered":"<p><strong>Racconto di un\u2019intervista pubblica al prete di Lucca che \u00e8 vissuto cinquant\u2019anni in America Latina<\/strong><br \/>\nArturo Paoli, ribelle ai potenti e pazzo d\u2019amore per i poveri, ha 93 anni ed \u00e8 un sordo tranquillo. Prete di Lucca e &#8220;piccolo fratello&#8221;, protagonista della resistenza al fascismo e salvatore di ebrei, per mezzo secolo in America Latina e da laggi\u00f9 autore di 46 libri e libretti, non sopporta l\u2019apparecchio acustico: &#8220;Se lo metto sento gli altri, ma quando parlo io vado in confusione&#8221;. Preferisce fare brutte figure ma parlare chiaro.  Ha fatto sempre cos\u00ec \u2013 Arturo l\u2019indomabile \u2013 nella sua biblica longevit\u00e0. Non si \u00e8 mai curato della propria immagine, tutto teso ad ascoltare &#8220;la voce dello Spirito Santo&#8221; e a parlare ai fratelli come quella voce gli detta dentro, mostrandosi &#8220;pieno di gioia&#8221; e di &#8220;coraggio&#8221;, senza trovare strana \u2013 parole sue \u2013 la &#8220;sensazione di abbondanza e di accavallamento&#8221; che ha chi l\u2019ascolta. Cos\u00ec pi\u00f9 che mai ha parlato venerd\u00ec 12 maggio nella chiesa di San Giovanni in Lucca, dove l\u2019arcivescovo Italo Castellani mi aveva chiamato per fargli un\u2019intervista pubblica.<br \/>\nE\u2019 stata una splendida avventura, quell\u2019intervista. Il mestiere di giornalista mi ha portato a fare domande a ogni sorta di persone, in pubblico e in privato, al telefono, per radio e per e-mail. Ma non avevo mai intervistato un sordo. Tu gli chiedi come si trova a Lucca, ora che \u00e8 tornato in patria e lui ti parla del &#8220;popolo schiacciato&#8221; di Foz de Igua\u00e7\u00f9, nel Sud del Brasile, dove ha vissuto gli ultimi vent\u2019anni e dove ha lasciato il cuore. C\u2019\u00e8 stato da ridere e da piangere, con un momento di panico all\u2019inizio. Ma alla fine ci intendevamo benissimo.<br \/>\nPrima di incontrarci gli avevo mandato 12 domande scritte. Su sua richiesta ne abbiamo tolte quattro prima che venissero aperti i microfoni e ne \u00e8 venuto un bell\u2019intreccio. Io facevo una domanda e lui capiva quella sbagliata. Allora gli dicevo: &#8220;Arturo, la domanda \u00e8 la seconda!&#8221; Mi guardava ridendo, come un bambino stupito d\u2019essere entrato di corsa in una porta sbagliata e partiva per un\u2019altra risposta a caso. Allora gli facevo &#8220;due&#8221; con le dita e finalmente imbroccava quella giusta. In tre casi ho dovuto prendergli il foglio dalle mani e mostrargli col dito: &#8220;Arturo, siamo qui!&#8221;<br \/>\nAltro che un\u2019intervista, \u00e8 stato un vero teatro! La chiesa era piena, nessuno s\u2019\u00e8 annoiato, un poco si rideva e molto ardevano i cuori nei petti.<\/p>\n<p><strong>Arturo, tu sei stato in America Latina anche a nome nostro, per tanti anni. Che ci dici ora che sei tornato?<\/strong><br \/>\n&#8220;<em>Dico che bisogna rifare concreto il messaggio di Ges\u00f9, com\u2019era sulla sua bocca. Il nostro mondo, che viene dalla cultura greca, ha reso astratto il cristianesimo. Vivendo tra i poveri ho imparato che il nostro compito \u00e8 di continuare la missione di Ges\u00f9, che \u00e8 venuto a mostrarci l\u2019amore del Padre e a insegnarci ad amare. E\u2019 venuto ad amorizzare il mondo, come diceva Teilhard de Chardin: <\/em>amoriser le monde<em>. Ecco, noi dovremmo offrirci al Signore come strumenti perch\u00e9 il mondo possa camminare verso l\u2019Amore, che \u00e8 Dio<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>Non hai mai avuto la terra ferma sotto i piedi e sei sempre vissuto come un nomade. Ma ora che hai riportato la tua tenda a Lucca, che dici della tua gente?<\/strong><br \/>\n&#8220;<em>E\u2019 un popolo buono ma sta troppo bene. I lucchesi sono un po\u2019 seduti, bisogna scuoterli<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>La teologia della liberazione, Arturo?<\/strong><br \/>\n&#8220;<em>Domani sar\u00e0 l\u2019unica praticabile. Anche tra quei teologi ci sono stati degli errori, che sono stati segnalati. Ma come teologia, non \u00e8 stata propriamente condannata. Non poteva esserlo, perch\u00e9 \u00e8 un modo di andare verso l\u2019amore<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>Che dici del silenzio di Dio? L\u2019impressione di non sentirne pi\u00f9 la voce ha qualcosa a che fare con la difficolt\u00e0 che abbiamo ad ascoltare i sofferenti?<\/strong><br \/>\n&#8220;<em>Silenzio di Dio? Ma io direi silenzio dell\u2019uomo! Apatia dell\u2019uomo!<\/em>&#8221; Qui il sordo gridava come se i sordi fossimo noi.<br \/>\nIn fondo alla chiesa era in vendita l\u2019ultimo dei 46 libri e il buon Arturo \u2013 finito l\u2019avventuroso dialogo \u2013 ne firmava le copie, come si usa. E\u2019 intitolato <em>Vivo sotto la tenda. Lettere ad Adele Toscano<\/em> (a cura di Pier Giorgio Camaiani e Paola Paterni, editore San Paolo, pp. 542, euro 24). In mezzo al volume ci sono belle foto. Una lo ritrae curvo e ridente, che partecipa alla concelebrazione nella Basilica di San Pietro, in Vaticano, per la beatificazione di Charles de Foucauld, il 13 novembre scorso.<\/p>\n<p><strong>Ho preso spunto da quella foto per domandargli della sua vocazione a farsi &#8220;piccolo fratello di Charles de Foucauld&#8221;, da dove venisse e che cosa comportasse.<\/strong><br \/>\n<em>Ha risposto che quella vocazione gli si era presentata come &#8220;scelta dell\u2019ultimo posto&#8221;, che &#8220;non \u00e8 solo umilt\u00e0 e cio\u00e8 desiderio di farsi piccoli&#8221;, ma anche &#8220;decisione di abitare nel luogo dove si incontrano gli ultimi<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>E\u2019 stato Charles de Foucauld a portarti ai poveri, o eri gi\u00e0 dalla loro parte quando ti sei incontrato con lui?<\/strong><br \/>\n&#8220;<em>La scelta dei poveri e degli ultimi \u00e8 nata nella guerra, quando la fame era un fatto ordinario anche qui a Lucca e c\u2019era tanta gente sfollata che bisognava aiutare a trovare qualcosa da mangiare, o a sfuggire ai rastrellamenti<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>Che cosa ti port\u00f2 a ospitare in seminario degli ebrei, procurando loro documenti falsi e cibo, tanto da meritare il titolo \u2013 che ti fu dato nel 1999 \u2013 di &#8220;giusto tra le nazioni&#8221;?<\/strong><br \/>\n&#8220;<em>All\u2019origine ci fu la decisione dell\u2019arcivescovo di allora, Antonio Torrini, che diede quella disposizione a noi preti. Fu un atto di grande coraggio, che gli dobbiamo riconoscere<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>Sei stato cinquant\u2019anni in America Latina. E\u2019 cambiato qualcosa da quando ci andasti a oggi, nel dramma di quei popoli?<\/strong><br \/>\n&#8220;<em>Domanda dolorosa. Direi che c\u2019\u00e8 stato piuttosto un regresso dal punto di vista materiale, ma un progresso nella coscienza della propria dignit\u00e0. Sono sorte le comunit\u00e0 di base. Le parole pi\u00f9 belle che ho sentito da uno dei miei poveri sono forse queste: Arturo, tu ci hai insegnato ad alzare la testa e noi non l\u2019abbasseremo pi\u00f9!&#8221;<\/em><br \/>\nE\u2019 stata una conversazione gagliarda, si direbbe a Roma. Io alzavo la voce perch\u00e9 Arturo mi sentisse, lui gridava perch\u00e9 parlava dalla pienezza del cuore. Credo che quella stupenda chiesa romanica a tre navate, antico battistero della cattedrale di Lucca, non avesse pi\u00f9 udito tanto chiasso dopo l\u2019invenzione degli altoparlanti. E\u2019 anzi verosimile che neanche prima gli fosse capitato un tale trambusto, perch\u00e9 i nostri padri gridavano non avendo i microfoni, noi invece gridavamo nei microfoni.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><br \/>\nDa <em>La voce di Padre Pio<\/em> 9\/2006<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Racconto di un\u2019intervista pubblica al prete di Lucca che \u00e8 vissuto cinquant\u2019anni in America Latina Arturo Paoli, ribelle ai potenti e pazzo d\u2019amore per i poveri, ha 93 anni ed&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/arturo-paoli-amico-dei-poveri\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Arturo Paoli amico dei poveri<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":9,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-92","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/92","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=92"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/92\/revisions"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=92"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}