{"id":9289,"date":"2012-07-17T22:30:10","date_gmt":"2012-07-17T20:30:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=9289"},"modified":"2012-07-17T22:30:10","modified_gmt":"2012-07-17T20:30:10","slug":"e%e2%80%99-possibile-fare-notizia-del-vangelo-oggi","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/e%e2%80%99-possibile-fare-notizia-del-vangelo-oggi\/","title":{"rendered":"E\u2019 possibile fare notizia del Vangelo oggi?"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Sant\u2019Erasmo sabato 13 giugno 2009<\/em><\/p>\n<p>Il titolo completo della conversazione che mi \u00e8 stata proposta sarebbe questo: \u201cNell\u2019attuale panorama italiano dell\u2019informazione \u00e8 possibile fare notizia del Vangelo?\u201d Questa \u00e8 la mia risposta breve: \u00e8 arduo ma \u00e8 possibile.<\/p>\n<p>Mi viene posta quella domanda perch\u00e9 io sono un giornalista. Essendomi trovato per decenni a trattare l\u2019informazione religiosa sulla <em>Repubblica<\/em> e sul <em>Corriere della Sera<\/em> \u00e8 naturale che nella Chiesa \u2013 anche qui oggi in qualche modo siamo nella Chiesa \u2013 mi venga posta la domanda se tra tante notizie il nostro sistema dei media accolga anche la Buona Novella.<\/p>\n<p>Anche specificando cos\u00ec la domanda, la mia risposta segnala la difficolt\u00e0 ma afferma la possibilit\u00e0. Trattandosi tuttavia di una risposta esperienziale, sento la necessit\u00e0 di inquadrarla nell\u2019insieme della mia attivit\u00e0 di comunicatore della notizia evangelica che non \u00e8 solo professionale ma \u00e8 anche \u2013 e prima \u2013 familiare ed ecclesiale. Trovo utile e pedagogico impostare in questo modo la riflessione, perch\u00e9 in tutti e tre gli ambiti che cos\u00ec vengo a toccare \u2013 familiare, ecclesiale, professionale \u2013 riscontro in definitiva le stesse sfide e le stesse opportunit\u00e0. E\u2019 significativo che sia cos\u00ec: ogni volta che ci poniamo seriamente l\u2019obiettivo di comunicare il Vangelo all\u2019umanit\u00e0 di oggi finiamo presto o tardi con l\u2019imbatterci nello stesso destinatario segnato da una forte tentazione di incredulit\u00e0 (ambito familiare), quasi senza parole di fronte alla propria e all\u2019altrui incredulit\u00e0 (cerchia ecclesiale), apparentemente arreso all\u2019incredulit\u00e0 (universo dei media).<\/p>\n<p>Da circa sei anni conduciamo in famiglia una lettura continuata del <em>Vangelo di Luca<\/em>, per incontri quindicinali che chiamiamo \u201cPizza e Vangelo\u201d perch\u00e8 prima si mangia una pizza e poi si legge il Vangelo: \u00e8 rivolta ai ragazzi, vengono amici, fidanzati e fidanzate dei nostri cinque figli, compagni di scuola. I ragazzi in maggioranza sono non praticanti, qualcuno si dice ateo. Vedo da questa esperienza che viene dalla cultura a dominante scientifica dei nostri figli la maggiore loro difficolt\u00e0 ad accettare il Vangelo; e anche \u2013 a specchio \u2013 la maggiore nostra difficolt\u00e0 a proporlo. Da una parte la scienza e dall\u2019altra il mistero. Non esistono facili accomodamenti.<\/p>\n<p>Eppure questa esperienza di comunicazione familiare del Vangelo sta a dire che \u00e8 possibile mettere mano all\u2019opera. Se dici ai figli e ai loro amici: proviamo a fare una lettura di primo approccio a uno dei quattro Vangeli canonici, accettano. Accettano la proposta. La disponibilit\u00e0 culturale non manca, purch\u00e9 si resti in un ambito amicale e informale, per nulla ecclesiastico e che non d\u00e0 per presupposta la fede. Penso che nessuno o quasi dei venti ragazzi che complessivamente raggiunge la nostra iniziativa parteciperebbe a una lettura biblica proposta da una parrocchia o da una associazione. I ragazzi temono la cattura da parte dell\u2019organizzazione ecclesiastica e non hanno pi\u00f9 alcun interesse per la istituzione Chiesa. Lo specifico della nuova generazione verso la Chiesa lo indicherei cos\u00ec: la generazione adulta non ha fiducia nella Chiesa, i giovani non hanno interesse a essa.<\/p>\n<p>Ma questi nostri figli secolarizzati e ormai lontani dalla Chiesa sono comunque interessati alla figura di Cristo e ai Vangeli che la veicolano. Pieni di precauzioni, pi\u00f9 disponibili alle riserve critiche degli storici e degli esegeti che alla nostra tradizionale fiducia nel testo canonico, ma comunque interessati. Partecipano della pi\u00f9 ampia sensibilit\u00e0 della giovane generazione per l\u2019arte, la lettura, la storia, che riempie oggi come non mai le mostre, i musei, le biblioteche, le platee degli eventi culturali di ogni genere, dalla lettura di Dante nelle piazze alla lettura della Bibbia \u201cnotte e giorno\u201d. All\u2019interno di quella pi\u00f9 ampia sensibilit\u00e0 trova spazio anche una specifica sensibilit\u00e0 per la domanda e l\u2019offerta a riguardo della figura di Cristo e della letteratura evangelica.<\/p>\n<p>Su questo primo ambito della notiziabilit\u00e0 del Vangelo nella nostra epoca oso concludere che i nostri ragazzi secolarizzati sono disponibili alla ripresentazione della figura di Ges\u00f9 e al confronto sulla fede, purch\u00e9 essi avvengano<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 per il tramite dei Vangeli e non per altra via<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 in modalit\u00e0 e contesto non ecclesiastico<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 senza dare per scontato il loro ritorno alla Chiesa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi vado interrogando sulle modalit\u00e0 che una simile iniziativa \u2013 di prima e libera proposta del Vangelo \u2013 potrebbe assumere in un contesto allargato, non pi\u00f9 solo familiare. Credo che tutti i giovani dell\u2019adunata di Tor Vergata nel 2000 accetterebbero \u2013 se li sapessimo offrire \u2013 incontri liberi sul Vangelo. Immagino che neanche uno su dieci, di quei due milioni, sia disponibile a un impegno in zona ecclesiastica.<\/p>\n<p>La mia esperienza nell\u2019ambito ecclesiale \u00e8 ovviamente pi\u00f9 ampia, ma io tendo a vederla in continuit\u00e0 con l\u2019esperienza familiare che ho appena detto. Si tratta prevalentemente di un\u2019esperienza di conferenziere su temi di attualit\u00e0 cristiana che mi porta in ogni parte d\u2019Italia, con una media di un incontro alla settimana da circa tre decenni. Qui l\u2019ambiente fa \u2013 almeno apparentemente \u2013 buona accoglienza al mistero e lo scandalo viene dall\u2019etica del precetto e dall\u2019invadenza politica di cui divieni automaticamente portatore, pur non avendone intenzione, per il solo fatto che ti venga data la parola da un parroco o da un vescovo, o da un responsabile di Azione Cattolica. Cio\u00e8 ogni volta che parli in un ambiente di esplicita pertinenza ecclesiale-ecclesiastica.<\/p>\n<p>Dicevo che i giovani non hanno interesse alla Chiesa, mentre gli adulti hanno s\u00ec interesse ma tendono a non fidarsi. L\u2019uditorio delle mie conferenze \u00e8 a dominante adulta ed ecco che il dibattito tende a incentrarsi ossessivamente sulla credibilit\u00e0 della Chiesa istituzione. Immagino che debba passare la nostra generazione perch\u00e9 nella considerazione comunitaria e associata la riflessione cristiana possa incentrarsi nel suo oggetto specifico e centrale: e cio\u00e8 sulla possibilit\u00e0 della fede oggi, sulla ragionevolezza in particolare della fede cristiana nella societ\u00e0 post-moderna.<\/p>\n<p>Capita insomma \u2013 sia nell\u2019ambito familiare, sia in quello ecclesiale \u2013 che scattino meccanismi spontanei e quasi automatici che tendono a deviare immediatamente o ben presto la riflessione dai contenuti di partenza che attengono al mistero di Cristo e della risurrezione, per andare a finire (in famiglia) sulla credibilit\u00e0 del miracolo, sull\u2019esistenza del diavolo, sull\u2019idea del peccato; oppure (nella Chiesa) sull\u2019autoritarismo e gli scandali ecclesiastici, sul pluralismo politico e i referendum, sul Papa e sulla Cei.<\/p>\n<p>Quanto poi al terzo ambito, che \u00e8 quello dei media, al quale subito passo e al quale d\u2019ora in avanti mi atterr\u00f2, le due difficolt\u00e0 si sommano e si esaltano reciprocamente: ogni attestazione di fede va a sbattere contro l\u2019incredulit\u00e0 che ha fondamento nella scienza e contro l\u2019inattendibilit\u00e0 che \u00e8 motivata dallo scandalo della Chiesa. La comune difficolt\u00e0 sostanziale opposta dai tre ambiti alla notizia del Vangelo mi ha convinto da tempo che la via della vera risposta \u2013 per nulla facile, come premettevo, ma comunque possibile \u2013 passa per una decisa adozione della via testimoniale, che \u00e8 poi originariamente quella evangelica: dove prevalgano modalit\u00e0 narrative e di testimonianza della conversione rispetto alla presentazione verbale \u2013 sia omiletica, sia catechetica, sia dottrinale \u2013 del messaggio cristiano.<\/p>\n<p>La ridotta ma perdurante disponibilit\u00e0 dell\u2019uomo d\u2019oggi ad ascoltare il messaggio evangelico \u2013 una disponibilit\u00e0 che io credo mai verr\u00e0 meno del tutto \u2013 \u00e8 intercettabile quasi esclusivamente per via testimoniale. Questa vorrebbe essere la mia affermazione centrale. Qualcosa come la mia tesi, se questo non fosse un linguaggio presuntuoso.<\/p>\n<p>Le news di Dio \u2013 infatti \u2013 sono oggi deboli nella citt\u00e0 mondiale. Almeno quelle verbali. Ma sono forti \u2013 a volte \u2013 quelle fattuali perch\u00e9 lo Spirito di Dio soffia pur sempre, anche nel nostro mondo e soffia \u2013 come sempre \u2013 dove vuole. La comunit\u00e0 dei credenti dovrebbe apprendere dalla Scrittura il linguaggio fattuale dei segni, dei gesti e delle parabole per comunicare al meglio con l\u2019umanit\u00e0 dell\u2019informazione globale. A mio parere le storie di vita comunicate nella lingua media dell\u2019epoca costituiscono la via privilegiata di approccio al mondo d\u2019oggi. Sono queste storie e queste vite convertite che oggi possono costituire qualcosa di paragonabile alle leggende auree, ai Fioretti, agli Exempla, alla Bibbia dei poveri, alle vite dei santi di altre epoche. Cio\u00e8 le vie dell\u2019annuncio adeguate alla nostra epoca.<\/p>\n<p>Nel mercato dell\u2019informazione, la notizia forte (cio\u00e8 suscettibile di un uso concorrenziale) scaccia quella debole. La notizia religiosa rischia di risultare debolissima ogni volta che si riduce a messaggio verbale, o a segnalazione di avvenimenti interni alla comunit\u00e0 religiosa. Essa invece pu\u00f2 esser forte quando veicola un gesto o una storia di vita.<\/p>\n<p>Si tratta dunque di trovare il modo di parlare pi\u00f9 con i gesti e i fatti che con le parole: il mondo moderno apprezza i testimoni pi\u00f9 che i predicatori e i media \u2013 vera cifra del moderno \u2013 recepiscono un gesto dieci volte meglio di un discorso.<\/p>\n<p>In ogni caso il linguaggio della comunicazione ecclesiale (sia quello dei documenti, sia quello che veicola gesti e storie di vita) dovr\u00e0 essere curato non soltanto ai fini della sua comprensibilit\u00e0 all\u2019interno della comunit\u00e0, ma anche per quanto riguarda la divulgazione giornalistica. Tale richiesta non dovrebbe essere vista con sospetto: proporsi di raggiungere una comprensibilit\u00e0 giornalistica significa avere cura che il linguaggio religioso abbia senso comune.<\/p>\n<p>Quanto ai gesti e ai fatti, essi possono essere pi\u00f9 eloquenti dei discorsi, ma perch\u00e9 lo siano giornalisticamente (cio\u00e8 nell\u2019universo della comunicazione mediata dai grandi strumenti di massa) \u00e8 necessario che siano accompagnati dalle parole indispensabili alla loro interpretazione. Ci\u00f2 del resto dovrebbe essere spontaneo per una Chiesa che pone al centro della sua vita le azioni sacramentali, che sono fatte di gesto e parola.<\/p>\n<p>Un esempio felice di \u201cgesto\u201d cristiano veicolato dai media \u00e8 la visita di Giovanni Paolo II ad Al\u00ec Agca nel carcere di Rebibbia, il 27 dicembre del 1983: il Papa che entra nella cella del suo attentatore e parla con lui per 21 minuti ebbe venti volte lo spazio che giornali e televisione avevano dedicato un anno prima all\u2019enciclica\u00a0<em>Dives in misericordia<\/em>. Esemplare la discrezione verbale con cui il Papa accompagn\u00f2 quel gesto, limitandosi a dire le parole necessarie alla sua interpretazione: \u201cOggi, dopo pi\u00f9 di due anni, ho potuto incontrare il mio attentatore e ho potuto anche ripetergli il mio perdono\u201d.<\/p>\n<p>Altro esempio di felice comunicazione cristiana per gesti e fatti \u00e8 l\u2019intera avventura di Madre Teresa: una donna che quasi non sapeva parlare e diceva pochissime parole, ma che \u00e8 riuscita (lo si vide con la partecipazione davvero mondiale ai suoi funerali, avvenuti a Calcutta il 13 settembre del 1997) a farsi capire da tutti \u2013 e a essere ottimamente divulgata dai media \u2013 attraverso l\u2019apertura di case per malati di Aids, l\u2019invio di suore negli ospedali sovietici per soccorrere i contaminati di Cernobyll, la realizzazione di una mensa per i barboni in Vaticano e altre innumerevoli invenzioni del suo genio di carit\u00e0.<\/p>\n<p>Chi ha \u2013 come me \u2013 i capelli bianchi ricorda il messaggio che arriv\u00f2, si direbbe, a ogni uomo con la morte di Papa Giovanni nel 1963. Provo a dire meglio: il forte messaggio evangelico che Giovanni XXIII trasmise all\u2019umanit\u00e0 intera con la propria morte. Per tutti ne fu straordinariamente colpito Pier Paolo Pasolini che disse: \u201cNon serve fare santo chi \u00e8 santo\u201d e un anno dopo dedic\u00f2 il film <em>Il Vangelo secondo Matteo<\/em> \u00aballa cara, lieta, familiare figura di Giovanni XXIII\u00bb. Qualcosa di simile \u00e8 avvenuto con la morte di Giovanni Paolo II nel 2005: un\u2019analoga efficace comunicazione del messaggio cristiano attraverso il compiersi di una \u201cvita\u201d e di una \u201cfigura\u201d cristiana esemplare.<\/p>\n<p>A rendere pi\u00f9 eloquenti i fatti rispetto alle parole e i testimoni rispetto ai documenti non c\u2019\u00e8 soltanto la pigrizia dei media nell\u2019era della televisione. A ben vedere, alla radice di questo privilegio ecclesiale dei gesti e delle storie di vita c\u2019\u00e8 il fatto che in origine il messaggio cristiano \u00e8 notizia e testimonianza. Dalla preferenza istintiva dei media per i fatti pu\u00f2 venire uno stimolo significativo alla stessa comunit\u00e0 ecclesiale: non \u00e8 senza motivo, insomma, questa attesa del mondo \u2013 segnalata dai media, anche in forma polemica, a volte \u2013 che la Chiesa non dimentichi mai di accompagnare la notizia evangelica con la testimonianza che l\u2019accredita.<\/p>\n<p>Dal mercato dei media \u2013 sar\u00e0 necessario che io mi esprima cos\u00ec \u2013 viene dunque un invito a privilegiare la vita sulle parole e a legare le parole alla vita. Come ai tempi in cui si formavano i testi del Nuovo Testamento, anche oggi la predicazione dovrebbe tendere a riproporre la notizia evangelica e la testimonianza che l\u2019accredita. Le parole del Vangelo e i fatti di Vangelo che ne mostrano l\u2019attualit\u00e0 nel mondo d\u2019oggi: la possibile traduzione in vita vissuta.<\/p>\n<p>Il Vangelo dice \u201cbeati i poveri\u201d ed \u00e8 decisivo per la comunicazione di questa parola al mondo d\u2019oggi che vi siano dei cristiani che attestino la praticabilit\u00e0 di quella beatitudine: e cio\u00e8 persone che con scelte concrete mostrino come si possano onorare i poveri, dargli il primo posto, mettersi al loro servizio. E cos\u00ec per le parole \u201clo vide e ne ebbe compassione\u201d, \u201camate i vostri nemici\u201d, \u201coggi sarai con me nel Paradiso\u201d.\u00a0 Ogni pagina del Vangelo sar\u00e0 oggi \u201cnotiziabile\u201d se vi saranno dei cristiani che la incarnano fattivamente. Ieri forse era possibile darne notizia anche in altro modo, ma oggi solo cos\u00ec.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambiente ecclesiale italiano c\u2019\u00e8 forse, attualmente, un eccesso di elaborazione verbale del messaggio, che qualche volta sembra rispondere pi\u00f9 a un\u2019esigenza di scuola e di maniera che alla necessit\u00e0 di accompagnare la comunicazione testimoniale. Tendo a pensare che il gergo ecclesiale si infittisca con il distacco del messaggio verbale da quello testimoniale. E che per questa via si perda ogni presa sulla disponibilit\u00e0 all\u2019ascolto che pure vi sarebbe \u2013 su quella piccola e contraddittoria disponibilit\u00e0 all\u2019ascolto della quale ognuno di noi fa esperienza quando interloquisce con i non credenti interessati a comprendere la scandalosa condizione di chi crede oggi alla risurrezione della carne.<\/p>\n<p>A mio parere i cattolici d\u2019Italia stanno facendo molto e bene per modernizzare la loro presenza nei media, ma mostrano un\u2019eccessiva fiducia nel messaggio verbale e una sottovalutazione di quello testimoniale. Potrei muovere alcune o molte critiche a quella modernizzazione, ma ora non mi interessa questa faccia e credo non interessi neanche a voi che ascoltate questa mia riflessione. Dico solo che quella modernizzazione punta troppo sulla parola e poco sui fatti.<\/p>\n<p>I fatti \u2013 cio\u00e8 le testimonianze cristiane fattuali: un gesto che esprime una conversione, una decisione che ricapitola un cammino di riconciliazione, una preghiera pagata con la vita, una morte vissuta nella speranza della risurrezione \u2013 costituiscono, devono costituire, la via privilegiata dell\u2019evangelizzazione (o meglio: della pre-evangelizzazione) attraverso i media.<\/p>\n<p>I fatti infine fondano e verificano l\u2019attendibilit\u00e0 delle parole. E questo vale sia per la comunicazione immediata che per quella mass-mediale. I discorsi possono crescere su se stessi e allontanarsi dalla realt\u00e0, divenire incomprensibili. Se invece restano legati ai fatti non corrono questi rischi. Possono interpretare i fatti, dare loro risonanza, aiutare a comunicarli. In una parola: renderli parlanti. E i fatti ci sono sempre nella Chiesa: \u00e8 la loro comprensione e comunicazione che \u00e8 generalmente inferiore alla loro consistenza.<\/p>\n<p>Quanto a una tipologia dei volti dell\u2019annuncio, segnalo a mo\u2019 d\u2019esempio quella dei\u00a0<em>giusti e dei martiri<\/em>, quella dei\u00a0<em>riconciliati e dei riconciliatori<\/em>, quella dei\u00a0<em>samaritani e dei lebbrosi guariti<\/em>.<\/p>\n<p>Dico i giusti e i martiri per invitare a guardare pi\u00f9 ampiamente rispetto ai confini visibili della comunit\u00e0 ecclesiale. Paolo Borsellino, credente e praticante, \u00e8 un martire della giustizia; Giovanni Falcone, non credente, \u00e8 un giusto delle nazioni: ambedue sono volti dell\u2019annuncio, avendo dato la vita nello stesso rischio e per la stessa causa di servizio all\u2019uomo.<\/p>\n<p>Innumerevole oggi come sempre \u00e8 la schiera dei giusti e dei martiri. Poco pi\u00f9 di un mese addietro, il nove maggio, <em>Giornata della memoria<\/em>, i quotidiani pubblicavano i nomi delle \u201c379 vittime del terrorismo\u201d che abbiamo avuto negli anni di piombo: da Agostini Natalia in Gallon a Zizzi Francesco. Dalla prima pagina del\u00a0<em>Corriere della Sera<\/em>di quel giorno partiva la \u201cLettera dei figli di Tobagi\u201d, Luca e Benedetta, che aveva queste parole: \u201cUna democrazia libera e matura [&#8230;] deve essere capace di riaccogliere e reintegrare, a tempo debito e in modo opportuno e misurato, senza eccessi, coloro che hanno percorso una strada sbagliata e ne hanno preso coscienza\u201d. A pagina otto c\u2019era il preannuncio dell\u2019abbraccio che quel giorno si sarebbero date al Quirinale Licia Rognini Pinelli e Gemma Capra Calabresi. A pagina 23 c\u2019era la foto di Dolores Fasolini, la baby sitter che era morta per salvare da un trattore Angelica, la bimba che stava riportando ai genitori: \u201cL\u2019amore della sua tata \u00e8 stato pi\u00f9 forte del destino\u201d diceva il padre di Angelica.<\/p>\n<p>Ma con quest\u2019ultimo episodio siamo passati alla tipologia dei samaritani e dei lebbrosi guariti. Mai in nessuna epoca io penso vi sia stata tanta testimonianza in questa direzione. Accanto al volontario che assiste i malati e soccorre i barboni in nome del Vangelo c\u2019\u00e8 spesso il \u201cgiusto\u201d che lo fa in nome dell\u2019uomo. E sono sempre volti dell\u2019annuncio, perch\u00e9 tutti siamo figli di Dio, sia che lo sappiamo sia che non lo sappiamo.<\/p>\n<p>Tra i riconciliati e i riconciliatori metto anche il nostro presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che non \u00e8 un credente ma si \u00e8 adoperato per riconciliare le due vedove e due Italie in loro, e ha pianto al microfono quando ha potuto annunciare quell\u2019evento.<\/p>\n<p>Ho citato fatti echeggiati dai media perch\u00e9 la mia argomentazione riguarda l\u2019areopago mediatico: se i nostri media sono sensibili alla via testimoniale \u2013 e a mio parere lo sono \u2013 noi disponiamo di una seria possibilit\u00e0 di fare notizia del Vangelo in essi. Magari indiretta, fattuale e testimoniale, ma pur sempre notizia e notizia di Vangelo.<\/p>\n<p>I nostri martiri in terra di missione \u2013 da Annalena Tonelli (2003) a don Andrea Santoro (2006), a Leonella Sgorbati (2006) \u2013 e le testimonianze di perdono \u2013 da Giovanni Bachelet a Bianca Taliercio, a Stella Tobagi, a Carlo Castagna, a Margherita Coletta \u2013 sono tra i fatti cristiani meglio veicolati dai nostri media nei tempi recenti. Non mi dilungo oltre, ch\u00e9 non finirei pi\u00f9. Non c\u2019\u00e8 ragione di essere pessimisti sullo Spirito e i suoi doni alla nostra epoca. Sta a noi aprire gli occhi e vederne i segni e i volti.<\/p>\n<p>Ho detto sopra che una qualche disponibilit\u00e0 all\u2019ascolto del messaggio evangelico l\u2019umanit\u00e0 l\u2019avr\u00e0 sempre e sono in debito di un minimo di sviluppo per questa affermazione. Io credo che la capacit\u00e0 di restare davanti al mistero, gi\u00e0 cos\u00ec debole tra noi, diminuir\u00e0 negli anni a venire; e credo anche che la testimonianza cristiana ne rester\u00e0 sempre pi\u00f9 erosa e tribolata, almeno qui da noi; ma credo anche che le parole centrali del Vangelo non verranno mai dimenticate dalle comunit\u00e0 umane che le hanno udite e in qualche modo vissute. L\u2019amore dei nemici, la risurrezione della carne, \u201cDio \u00e8 amore\u201d sono parole che l\u2019umanit\u00e0 non dimenticher\u00e0 mai e sempre avr\u00e0 di esse nostalgia una volta che le abbia udite.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Sant\u2019Erasmo sabato 13 giugno 2009 Il titolo completo della conversazione che mi \u00e8 stata proposta sarebbe questo: \u201cNell\u2019attuale panorama italiano dell\u2019informazione \u00e8 possibile fare notizia del Vangelo?\u201d Questa \u00e8&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/conferenze-e-dibattiti-2\/e%e2%80%99-possibile-fare-notizia-del-vangelo-oggi\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">E\u2019 possibile fare notizia del Vangelo oggi?<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":5506,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-9289","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9289","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9289"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9289\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9291,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9289\/revisions\/9291"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/5506"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9289"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}