{"id":9406,"date":"2012-08-14T10:49:10","date_gmt":"2012-08-14T08:49:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=9406"},"modified":"2012-08-16T10:18:06","modified_gmt":"2012-08-16T08:18:06","slug":"enrico-e-desi-ceccarelli-%e2%80%9cscoprimmo-il-desiderio-di-una-vita-piu-viva%e2%80%9d","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/10-coppie-in-missione-come-aquila-e-priscilla\/enrico-e-desi-ceccarelli-%e2%80%9cscoprimmo-il-desiderio-di-una-vita-piu-viva%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Enrico e Desi Ceccarelli: \u201cScoprimmo il desiderio di una vita pi\u00f9 viva\u201d"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Qui si narra la storia di tre coppie in missione: Enrico e Desi Ceccarelli, i loro cognati Paolo e Paola Ceccarelli, la loro figlia Giulia che al momento in cui scrivo sta per partire con il marito Fabio e con il figlio Ismaele (che ha meno di due anni) per il Mozambico. Ma cuore e motore di tutta questa missione sono Enrico Ceccarelli e Desi Giannoni, che sono stati per un decennio la coppia animatrice del Centro Fraternit\u00e0 Missionarie di Piombino e poi sono partiti loro stessi per il Mozambico. In questa intervista Desi narra l\u2019avventura del loro \u201cministero di coppia\u201d e la viva memoria lasciata da Enrico che \u00e8 morto di tumore nel 2004 lasciandola coordinatrice delle attivit\u00e0 di una parrocchia di Piombino della quale si erano assunti la responsabilit\u00e0 negli anni della malattia.<\/p>\n<p><em>Enrico ed io non eravamo due persone di fede, anzi. Enrico aveva litigato con Dio perch\u00e9, essendo cuoco su una nave da crociera e avendo saputo che il padre era stato colpito da un ictus, aveva pregato di poter tornare in tempo per rivederlo ma era arrivato a casa solo tre giorni dopo il funerale. Io ero cristiana ma pi\u00f9 per l\u2019educazione ricevuta che per convinzione personale. Anche quando abbiamo deciso di sposarci in chiesa \u2013 nel 1977 \u2013 l\u2019abbiamo fatto perch\u00e9 tutti intorno a noi facevano cos\u00ec.<\/em><\/p>\n<p><em>Le cose cambiano quando arrivano nella nostra parrocchia \u2013 nel 1986 \u2013 Emma, missionaria laica e padre Carlo Uccelli, saveriano, che avevano alle spalle un decennio di missione in Africa e che si impegnano nella formazione di sacerdoti e famiglie intenzionate a costruire delle Fraternit\u00e0 in terra di missione. Con loro scopriamo un nuovo modo di parlare di Dio e di essere Chiesa. Gi\u00e0 la nostra vita era improntata alla semplicit\u00e0 e alla condivisione, ma nella lettura della Parola che venivamo facendo sotto la guida dei due missionari trovavamo motivazioni pi\u00f9 profonde e finalit\u00e0 pi\u00f9 alte. Scoprimmo il desiderio di una vita pi\u00f9 viva. Aprimmo la nostra casa a un gruppo di lettura del Vangelo del quale Enrico era l\u2019animatore e io lo seguivo con gioia. <\/em><\/p>\n<p><em>Di figli ne avremmo voluti almeno dieci, ma ci furono gravidanze difficili e ne arrivarono tre: Filippo, Giulia e Caterina, mentre altri cinque ne avemmo in affido: tre italiani, un albanese e una saharawi. Eravamo impegnati come coppia nella preparazione dei fidanzati al matrimonio ed entrammo a far parte del Centro Fraternit\u00e0 Missionarie realizzato da padre Carlo ed Emma. Eravamo la coppia di riferimento per la formazione dei fidanzati e degli sposi che desideravano partire per la missione alle genti. Nel 1998 siamo partiti anche noi per il Mozambico, dove siamo restati tre anni e mezzo, a Chibututuine, in una zona devastata dalla guerra e poi colpita da un\u2019alluvione, portando con noi le due figlie e lasciando a casa il figlio pi\u00f9 grande, Filippo, ormai ventenne. In Africa Enrico mise a frutto creativamente l\u2019esperienza di imprenditore che aveva fatto qui a Piombino, dove aveva gestito un\u2019azienda di oleodinamica di 60 operai. Dopo l\u2019alluvione ricevette un apprezzamento dal governo mozambicano per aver coinvolto gli alluvionati nella ricostruzione delle case, con i loro tempi e i loro metodi. Diceva che i poveri devono diventare protagonisti della propria liberazione. <\/em><\/p>\n<p><em>Scoprimmo la malattia di Enrico nel 2001, durante un rientro di vacanza in Italia: era un tumore al polmone gi\u00e0 non pi\u00f9 operabile e con metastasi al cervello. Seguono tre anni nei quali non smarrisce mai la sua energia trascinatrice e si impegna a preparare amorevolmente i figli a vivere nel Signore la sua morte. Con riferimento alle gravidanze difficili e ai figli perduti prima della nascita diceva: \u201cUna bella parte della nostra famiglia \u00e8 gi\u00e0 in paradiso e quando arriver\u00f2 l\u00e0 me li prender\u00f2 tutti in collo questi nostri figli che finalmente conoscer\u00f2\u201d. Con le figlie parlava in parabole: \u201cAndr\u00f2 nel Giardino di Dio a prepararlo per quando tutti ci ritroveremo insieme. Pianter\u00f2 tanti alberi che intanto cresceranno perch\u00e9 quando arriverete siano gi\u00e0 grandi\u201d. Alla pi\u00f9 piccola diceva: \u201cNel Giardino vi preparer\u00f2 un banchetto. Che ti piacerebbe trovare sulla tavola? Il latte no, lo so che non ti piace; ma le ciliegie s\u00ec, ci metter\u00f2 tante ciliegie\u201d. <\/em><\/p>\n<p><em>Credeva fortemente nel \u201cministero di coppia\u201d come lo chiamava e dovevamo fare tutto insieme. Una volta che gli fu proposto di diventare diacono cos\u00ec rispose per iscritto: \u201cE\u2019 un onore grande che mi sia stata fatta questa proposta, ma io leggo la mia storia a partire dall\u2019essere coppia con Desi, non lasciando in ombra nessuno dei due. La nostra conversione \u00e8 stata di coppia. Il servizio ecclesiale al Cotone [nella zona delle acciaierie di Piombino, ndr] e ora a San Bernardino, cos\u00ec come quello sociale e di accoglienza, \u00e8 stato di coppia. Far parte del Centro Fraternit\u00e0 Missionarie e partire per il Mozambico \u00e8 stata ancora una scelta e un impegno di coppia. Non sarebbe forse bene riconoscere e valorizzare di pi\u00f9 il ministero di coppia, tentando strade che costruiscano la pastorale ordinaria non solo attorno a un prete, ma anche a una famiglia, che \u00e8 Chiesa domestica?<\/em><\/p>\n<p><em>Eravamo gi\u00e0 nel pieno della malattia quando accogliemmo l\u2019invito del vescovo a farci carico della parrocchia di San Bernardino rimasta senza prete, perch\u00e9 \u2013 diceva Enrico \u2013 \u201cnon vogliamo morire prima del tempo ma vivere in pienezza da cristiani fino alla fine\u201d. Nell\u2019ultima fase mi svegliava di notte per dirmi qualcosa che pensava fosse importante per me e non voleva dimenticare di trasmettermi. Aveva un carattere generoso e anche focoso. Alle volte lo vedevo piangente, mi diceva \u201cho paura\u201d ma subito prendeva il Vangelo che tenevamo sempre sul comodino, lo apriva a caso e leggevamo un brano e ci ritrovavamo nel Signore. A tavola diceva: \u201cPreghiamo perch\u00e9 Ges\u00f9 sia conosciuto da tutti e questo amore sia amato da tutti\u201d. <\/em><\/p>\n<p><em>Andammo due volte a Lourdes. Diceva: \u201cNon chiedo la grazia per me\u201d. L\u2019ho visto uscire dalla piscina singhiozzando: \u201cNon sono guarito dal tumore, ma ho avuto la grazia di sentire come cosa certa che la vita non \u00e8 tolta con la morte\u201d. Dopo la seconda visita mi ha detto di aver inteso dentro le parole: \u201cTi basti il battesimo\u201d. Ormai era pronto. Sentendo della morte di un amico nell\u2019aprile del 2004, lui morir\u00e0 il 5 ottobre, esclama: \u201cNon \u00e8 giusto, mi ha sorpassato\u201d. Il giorno del funerale ho avvertito dentro di me e intorno a me il suo spirito, anzi la sua presenza. Quel giorno c\u2019erano in me, scandalosamente intrecciati, il dolore e la gioia. E me ne \u00e8 venuto il desiderio di continuare anche a suo nome l\u2019impresa avviata insieme. Ma la stessa comunit\u00e0 in cui viviamo e tutta la nostra famiglia ha un sentimento vivo della sua presenza. La nostra figlia Giulia e il fidanzato Fabio hanno scelto di sposarsi nel giorno anniversario della sua nascita al Cielo. \u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Nel suo ricordo ho trovato la forza di farmi carico da sola della parrocchia che porto avanti come se lui fosse ancora con me. Nel 2008 ho chiesto aiuto ai cognati Paolo e Paola Ceccarelli che a Fano gestivano una casa famiglia, Casa Nazareth, per ragazze madri e bambini soli, realizzata con l\u2019aiuto di don Di Liegro. Ho chiesto loro di venire a darmi una mano e li ho sentiti accettare con entusiasmo. Enrico li aveva preparati a questo. Ora dunque qui siamo un\u2019equipe familiare, costituita da due famiglie, che si occupa delle attivit\u00e0 parrocchiali. <\/em><\/p>\n<p><strong>Ho conosciuto Desi Giannoni Ceccarelli nella sua casa presso la parrocchia di San Bernardino, a Piombino, nel novembre del 2011, durante un incontro organizzato dai comuni amici Simone e Luisa Sereni.<\/strong><strong> \u201cEnrico mi ha voluto bene senza giudicarmi. Questo non lo scorder\u00f2 mai. Era un uomo senza retorica ma nei suoi occhi appassionati ho visto l\u2019amore di Dio per me\u201d sono parole di Simone ascoltate in quell\u2019occasione. Erano presenti all\u2019incontro le figlie Giulia e Caterina, i cognati Paolo e Paola, Emma e padre Carlo. Sembrava di essere in una delle case di Corinto o di Efeso dove si riuniva la Chiesa delle origini, come narrano gli <em>Atti degli Apostoli<\/em> e le <em>Lettere di Paolo<\/em>. <\/strong><\/p>\n<p><strong>[Agosto 2012]<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Qui si narra la storia di tre coppie in missione: Enrico e Desi Ceccarelli, i loro cognati Paolo e Paola Ceccarelli, la loro figlia Giulia che al momento in&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/10-coppie-in-missione-come-aquila-e-priscilla\/enrico-e-desi-ceccarelli-%e2%80%9cscoprimmo-il-desiderio-di-una-vita-piu-viva%e2%80%9d\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Enrico e Desi Ceccarelli: \u201cScoprimmo il desiderio di una vita pi\u00f9 viva\u201d<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2114,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-9406","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9406","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9406"}],"version-history":[{"count":3,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9406\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9428,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9406\/revisions\/9428"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2114"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9406"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}