{"id":9550,"date":"2012-09-10T18:27:02","date_gmt":"2012-09-10T16:27:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=9550"},"modified":"2012-09-10T18:27:02","modified_gmt":"2012-09-10T16:27:02","slug":"susanna-bo-%e2%80%9cla-gioia-che-ho-provato-al-tuo-funerale%e2%80%9d","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/7-la-vita-e-mutata-ma-non-e-tolta\/a-tuo-fratello-risuscitera\/susanna-bo-%e2%80%9cla-gioia-che-ho-provato-al-tuo-funerale%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Susanna Bo: \u201cLa gioia che ho provato al tuo funerale\u201d"},"content":{"rendered":"<p>\u201cQuello che sto provando adesso, mentre celebriamo il tuo funerale, \u00e8 qualcosa di molto simile a una risurrezione. Non so come poterlo dire: sono felice. E\u2019 veramente difficile descrivere la gioia pura. Ecco perch\u00e9, probabilmente, mi sto sentendo cos\u00ec. Perch\u00e9 non potendo descrivermi il Paradiso hai deciso di darmene un assaggio. E l\u2019aria \u00e8 pi\u00f9 densa qui in basilica, pi\u00f9 spessa, quasi. E mi viene in mente quella canzone di Gino Paoli \u2018Il cielo in una stanza\u2019 perch\u00e9 \u00e8 come se ci fosse il Cielo in questa chiesa. E\u2019 un genere di sensazione che definirei \u2018di cielo aperto\u2019, e non \u00e8 solo un\u2019impressione ambientale. E\u2019 come se tutto quello che sono, tutto quello che ho fatto nella mia vita fino ad ora, fosse servito per arrivare a oggi. E forse anche molti altri, intorno a me, lo stanno provando. Perch\u00e9 alla fine della celebrazione c\u2019\u00e8 un\u2019intera chiesa in piedi, che canta, battendo le mani. E siamo sempre a un funerale\u201d: parole di Susanna Bo, giovane mamma di Sestri Levante, che cos\u00ec narra il funerale del marito Luigi nel libro \u201cLa buona battaglia\u201d.<br \/>\nSusanna \u00e8 neocatecumenale e con questa sua \u201cstoria vera\u201d i funerali celebrati come feste, uno dei segni della primavera cristiana che sta gemmando in mezzo a noi, entrano nella letteratura italiana. Susanna infatti \u00e8 una vera scrittrice, capace di guardare alla vita con la furia amorosa di una donna che sposa un uomo \u201cche stava per fare la quinta operazione al cervello\u201d e lo perde dopo la dodicesima operazione, ma capace anche di guardare a quella vita cos\u00ec avventata con la tenerezza di una donna che da quell\u2019uomo ha avuto due bambine che si chiamano Rachele e Anna, e di guardarla \u2013 quella vita \u2013 con il dono intrecciato del pianto e del riso che l\u2019aiutano a dire come la fede possa mirabilmente condurci a vivere \u201cafflitti ma sempre lieti\u201d.<br \/>\nEcco un altro brano del volume nel quale Susanna torna sul tema della gioia nel dolore che \u00e8 parte fondante della vocazione cristiana: \u201cTi immagino pescare nei fiumi del Paradiso, e magari hai ritrovato quella famiglia di cinghiali che avevi visto una volta vicino al fiume Vara. Anna l\u2019altro giorno mi ha chiesto se in Paradiso c\u2019\u00e8 l\u2019altalena. Le ho detto di s\u00ec e sono sicura di non averle mentito, anche se non glielo potr\u00f2 mai dimostrare. Ma credo che, se dove sei adesso c\u2019\u00e8 anche solo la met\u00e0 della gioia che ho provato al tuo funerale, allora c\u2019\u00e8 anche la gioia che lei prova andando in altalena. E quindi c\u2019\u00e8 l\u2019altalena\u201d.<br \/>\nLo humor e l\u2019autoironia lievitano la scrittura della nostra autrice che quasi sempre riesce a mantenere la narrazione in un sorprendente equilibrio tra la percezione del dramma e l\u2019attesa del suo riscatto: \u201cPer un po\u2019 di tempo non sono riuscita a piangere. Avevo ancora troppo spirito, troppa grazia e anche troppa adrenalina per poter sentire il bisogno di piangere. Ma poi un giorno \u00e8 successo guardando il film Le parole che non ti ho detto, dove c\u2019\u00e8 quella scena in cui il personaggio di Kevin Kostner legge la lettera che la moglie aveva scritto prima di morire e da l\u00ec mi si \u00e8 aperto un rubinetto, per due mesi. Solo alla sera, per\u00f2. Di giorno stavo bene, ero tranquilla, andavo al mare con le bambine e poi, dopo averle messe a letto, sembravo un idrante impazzito\u201d.<br \/>\nL\u2019ironia tocca con delicatezza il grande tema della preghiera: \u201cPrego molto insieme alle bambine. La sera ci mettiamo in sala davanti al crocifisso e loro gli parlano. Una sera Anna mi ha chiesto se in Cielo sei vestito o se sei in mutande come Ges\u00f9. Ammetto che di fronte a certe domande non mi sento preparata\u201d. Vi sono pagine \u2013 pienamente godibili \u2013 di ironia su di s\u00e9: \u201cC\u2019\u00e8 un gruppeto di signore alla messa delle 9 in parrocchia che mi ha, in un certo senso, adottato. Fra loro ce n\u2019\u00e8 una che si chiama Gertrude, ed \u00e8 quella che legge sempre la prima lettura. Ma un giorno le sue amiche hanno fatto leggere me, solo che a lei non l\u2019hanno detto e al momento della lettura ci siamo trovate tutte e due davanti all\u2019ambone. Sembrava la scena del duello finale ne \u2018Il buono il brutto il cattivo\u2019 fra Clint Eastwood e Lee Van Cleef. Nessuna delle due aveva intenzione di tornare indietro. Io a dire la verit\u00e0 lo avrei fatto, se non altro per rispetto all\u2019anzianit\u00e0 della Gertrude, ma le altre mi avevano detto che quella mattina dovevo assolutamente leggere io. Cos\u00ec ci siamo trovate ferme, una di fronte all\u2019altra. La faccia del prete era imperlata di sudore. E proprio nel momento in cui la Gertrude si stava girando forse per chiedere alla sua vicina di posto: \u2018Ma questa chi diavolo \u00e8??\u2019, la sua vicina di posto si \u00e8 alzata e le ha detto una cosa all\u2019orecchio. E l\u00ec ho capito una cosa; non sar\u00e0 una fortuna, ma un fatto \u00e8 certo: la vedovanza precoce ti rende socialmente inattaccabile. E la Gertrude si \u00e8 fatta pi\u00f9 in l\u00e0\u201c.<br \/>\nSusanna afferma con sicurezza di essere vissuta accanto a un santo che ha saputo \u201cmorire a 33 anni di tumore senza maledire Dio, la vita o il destino infausto, ma riuscendo sempre, e nonostante tutto, a guardare oltre alla Speranza che non delude\u201d. Narra che quando entrano all\u2019hospice per l\u2019ultimo ricovero, avendo chiaro che cosa l\u2019attende, Luigi dice: \u201cBene, togliete la televisione e al suo posto metteteci un crocifisso. Grazie\u201d.<br \/>\nSubito dopo la morte del marito lei trova nell\u2019agenda di lui un foglietto sul quale aveva appuntato il proposito scaturito da una confessione generale: \u201cIncontro con don Fabio \u2013 Roma. E\u2019 arrivato il tempo per me di amare donando la mia vita, senza alcuna barriera. Se Dio mi chiama a questo significa che dei miei peccati se ne frega, Lui mi ama\u201d. Ho chiesto a Susanna se quelle parole erano di Luigi per intero, o se le avesse scritte lei a interpretazione del sentimento di lui e questa \u00e8 stata la risposta: \u201cSono scritte da lui: tutto quello che c\u2019\u00e8 nel libro ha un riscontro nella realt\u00e0. E se pensi che le aveva scritte ben 10 anni prima di morire, puoi renderti conto di quanto avesse gi\u00e0 avuto l\u2019intuizione di una chiamata particolare, che Dio gli faceva attraverso la croce della malattia. Credo di aver vissuto 10 anni accanto a un vero santo (di quelli da altare), ma mio padre dice sempre che per essere sposato con me doveva essere per forza un sant\u2019uomo\u201d.<br \/>\nSusanna Bo, La buona battaglia. Una storia (vera) da raccontare, Chirico editore, 2012, pp. 285, 10.00 euro. Le citazioni del volume sono prese \u2013 nell\u2019ordine \u2013 dalle pagine 269, 276, 274, 277. L\u2019appunto di Luigi sulla propria confessione \u00e8 riportato alla pagina 262. Il titolo del volume \u00e8 preso dall\u2019apostolo Paolo: \u201cHo combattuto la buona battaglia\u201d, 2 Timoteo 4. Il volume mi \u00e8 stato regalato dal collega Paolo Smeraldi in occasione di una mia conferenza a Sestri Levante. Sempre Paolo mi ha messo in contatto con Susanna e mi ha fatto conoscere il blog di lei: www.susannabo.it. Susanna oggi \u00e8 risposata e nel giugno del 2012 ha avuto un terzo figlio, Pietro, dal nuovo marito che si chiama Gianni.<br \/>\n[Settembre 2012]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cQuello che sto provando adesso, mentre celebriamo il tuo funerale, \u00e8 qualcosa di molto simile a una risurrezione. Non so come poterlo dire: sono felice. 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