{"id":9567,"date":"2012-09-11T10:43:10","date_gmt":"2012-09-11T08:43:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=9567"},"modified":"2012-11-12T08:24:13","modified_gmt":"2012-11-12T07:24:13","slug":"margherita-filippini-%e2%80%9cho-avuto-la-fortuna-di-potermi-preparare%e2%80%9d","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/8-celebrazione-ecclesiale-della-propria-morte\/margherita-filippini-%e2%80%9cho-avuto-la-fortuna-di-potermi-preparare%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Margherita Filippini: \u201cHo avuto la fortuna di potermi preparare\u201d"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c<em>Sono fortunata perch\u00e9 ho avuto il tempo di prepararmi a morire. Ho potuto pensare, ho potuto pregare, ho potuto incontrare le persone care, ecco, ho avuto il tempo di prepararmi<\/em>\u201d: parole di Margherita Filippini di Reggio Emilia dette pochi giorni prima della morte per linfoma, a 25 anni, il 20 luglio 2012. Quelle parole, che meritano di entrare in un\u2019antologia del sentimento cristiano in questo inizio di millennio, sono state riferite ad apertura dell\u2019omelia della messa di addio \u2013 il 21 luglio, nella chiesa parrocchiale reggiana di San Luigi Gonzaga \u2013 dal celebrante don Matteo Mioni. Altre parole di Margherita riguardo alla sua \u201cpreparazione\u201d sono state riferite da diverse persone nella preghiera dei fedeli di quella celebrazione. Mi limito a riportarle con la sola indicazione di chi le ha pronunciate, tanto \u00e8 vivo il loro significato.<\/p>\n<p>\u201cDue o tre giorni fa, dopo tanta lotta, tanta voglia di vivere e di guarire, di continuare la sua vita con Pietro e vivere la sua vita di famiglia e tutti i progetti e gli esami dell&#8217;Universit\u00e0 (l\u2019hanno tenuta occupata fino a due settimane addietro), dopo tutto questo Margherita mi ha detto: <em>Guarda, Cate, oggi io posso veramente dire che sono felice di come stanno andando le cose perch\u00e9 posso lasciare tutto quello che avevo e sentirmi libera\u2026 s\u00ec io mi sento libera, io non sono pi\u00f9 schiava di niente, io mi affido, mi affido a Dio! <\/em>\u00a0(Caterina, sorella maggiore di Margherita).<\/p>\n<p>\u201cQualche settimana fa ho parlato con la Marghe e lei mi ha detto <em>Anche quando sembra che ti capiti la pi\u00f9 grande disgrazia, alla fine, \u00e8 sempre un regalo! <\/em>Allora io ci sono rimasta un po\u2019 cos\u00ec e ci ho riflettuto sopra e, in effetti, tutto quest\u2019ultimo periodo, in particolare, tutti i giorni che ci sono stati prima, tutta la malattia, tutta la vita che abbiamo condiviso fino da quando eravamo piccole, \u00e8 stato un regalo, tutti i giorni\u201d (Elisabetta, sorella minore di Margherita).<\/p>\n<p>\u201cIn una lettera del settembre 2006 la Megga mi scriveva: <em>Ieri leggevo un testo scritto da fr. Roger di Taiz\u00e9, diceva: i giovani che vivono nella speranza irradiano intorno a loro una luce. Mi \u00e8 sembrato talmente bello il pensiero di poter irradiare una luce intorno, solo vivendo la mia quotidianit\u00e0 con speranza, talmente bello da farmi sorridere il cuore!<\/em>\u201d (Agnese Bertocchi, amica di Margherita).<\/p>\n<p>\u201cIn alcuni dialoghi che abbiamo avuto nelle ultime settimane diceva: <em>Beh, io di sogni ne avevo tanti, desideri e progetti e ora bisogna che qualcun altro li porti avanti, bisogna che qualcun altro li realizzi!<\/em>\u201d (don Matteo Mioni)<\/p>\n<p>\u201cLa Marghe ci ha chiesto di dire, di aver il coraggio di dire le cose. Allora parlo anch&#8217;io. Nella mia vita ho perso delle persone molto care e le altre volte il sentimento che ho provato \u00e8 stato solo e solo rabbia. Invece questa volta non provo rabbia e quindi voglio ringraziare Margherita e Pietro e le vostre, le nostre famiglie, perch\u00e9 non solo non provo rabbia adesso, ma mi \u00e8 passata la rabbia che avevo prima. Per questo preghiamo\u201d (Massimo, marito di Caterina e cognato di Margherita).<\/p>\n<p>Margherita aveva preparato con il marito Pietro il rito delle esequie e si era raccomandata: \u201cNon voglio piagnistei\u201d. Sul ricordino della celebrazione aveva fatto scrivere: \u201cMargherita Filippini sposa di Pietro Gozzi per sempre\u201d. Il marito l\u2019ha accolta sulla porta della chiesa con lo stesso abito del matrimonio che avevano celebrato due anni prima. Una foto ingrandita delle nozze \u00e8 stata appoggiata alla bara al momento dell\u2019Offertorio, portata da Elisabetta \u2013 sorella minore di Margherita \u2013 e Giovanni suo fidanzato, mentre Pietro cos\u00ec illustrava il gesto: \u201cPortiamo all\u2019Offertorio una foto del nostro matrimonio, il segno del nostro sacramento e della\u00a0 promessa che abbiamo deciso di fare insieme, di non mollare mai e di continuare nonostante tutto quello che ci sarebbe capitato. Un po\u2019 questo l\u2019abbiamo fatto e vorremmo che fosse cos\u00ec per tutti quelli che scelgono la via del matrimonio\u201d.<\/p>\n<p>La scoperta della malattia era avvenuta poco dopo il ritorno dal viaggio di nozze. Si erano conosciuti nel gruppo vocazionale diocesano \u201cSamuel\u201d e avevano collaborato in attivit\u00e0 di volontariato, gi\u00e0 da fidanzati, presso la Casa della Carit\u00e0 della Beata Vergine della Ghiara, in Reggio Emilia e in varie esperienze all\u2019estero con l\u2019associazione \u201cReggio Terzo Mondo\u201d, dal Kosovo al Madagascar. Sognavano di tornare a vivere a Sordiglio, nel Vezzanese, dove Pietro gestisce un\u2019azienda agrituristica e dove avevano abitato nella fase iniziale del matrimonio, prima che la malattia li costringesse a trasferirsi a Reggio Emilia per essere pi\u00f9 vicini all\u2019ospedale. Margherita era una ragazza vitale, vera protagonista delle tre squadre di pallavolo nelle quali aveva giocato negli ultimi anni. Era iscritta alla facolt\u00e0 reggiana di Scienze della formazione.<\/p>\n<p>Le testimonianze su di lei e su Pietro segnalano una chiara decisione a non vivere nell\u2019isolamento e nella chiusura la prova della malattia, ma di cercare da subito la condivisione della comunit\u00e0, fortemente partecipata, in cui erano cresciuti. Il venerd\u00ec 6 luglio, avvicinandosi la fine, si era tenuta nella parrocchia una veglia di preghiera con la partecipazione \u2013 ricorda don Matteo \u2013 di duecento-trecento persone. La porta della loro casa \u00e8 restata aperta fino alla fine, dice sempre il vicario parrocchiale, ai parenti, agli amici e ai vicini: \u201cMargherita e Pietro con quella porta aperta ponevano domande ai loro vicini che volentieri andavano a fare loro visita e con loro entrava in quella casa tanta preghiera e i visitatori arrecavano e insieme attingevano speranza\u201d.<\/p>\n<p><strong>Qui si possono vedere foto di Margherita e della messa di addio: <\/strong><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=9zl59sE_zMM\"><strong>http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=9zl59sE_zMM<\/strong><\/a><strong>. In Facebook \u00e8 ancora attivo un suo profilo. Mi ha fatto conoscere Margherita e mi ha aiutato a raccogliere la documentazione Fabiana Guerra dell\u2019Ordo Virginum di Reggio Emilia.<\/strong><\/p>\n<p>[Settembre 2012]<\/p>\n<p><strong>Aggiornamento al 2 novembre 2012<\/strong><\/p>\n<p>Di nuovo su iniziativa di Fabiana Guerra il 27-28 ottobre 2012 ho conosciuto le famiglie con le quali Margherita ha celebrato la propria morte, essendo io ospite a Reggio Emilia dei genitori di lei Francesca e Antonio, presente il marito Pietro, la sorella Caterina con il marito Massimo, altri membri della famiglia di origine, il prete don Matteo che le portava l\u2019Eucarestia, un\u2019amica di Fabiana di nome Simona. Abbiamo cenato e rievocato le rispettive vicende, grati del fatto che una piccola sorella che si \u00e8 addormentata nella speranza della risurrezione ci avesse con tanta immediatezza affratellati, grato ognuno dei segni della fede che riceveva dagli altri. Il mattino seguente, dopo la prima colazione, Francesca e Antonio mi hanno mostrato dal computer alcune foto dell\u2019ultimo saluto a Margherita e siamo andati a pregare sulla sua tomba, che \u00e8 nel cimitero di Fogliano, scavata nella terra con sopra un\u2019aiuola di erba e fiori. Qui un poco abbiamo pianto nella gratitudine e ci siamo abbracciati.<br \/>\nDurante la conversazione davanti alle foto, avendo io fatto qualche domanda sul perch\u00e9 fosse composta sul letto con quel vestito e simili, la mamma Francesca ha accennato a parole dette da Magherita il 14 luglio pomeriggio, dieci giorni prima della fine, in un momento in cui sembrava stare meglio rispetto ai giorni precedenti, trovandosi con lei \u2013 la mamma \u2013 e con i fratelli Michele e Caterina. Ecco alcune di quelle parole dal diario della mamma Francesca che \u2013 rientrata a casa \u2013 sent\u00ec il bisogno di scriverle e che le ha trascritte su mia richiesta:<\/p>\n<p><em>Gioved\u00ec prossimo [19 luglio] si laurea la Valentina [sorella di Pietro, il marito di Margherita]. Ci tengo molto ad andare, perch\u00e9 lei mi \u00e8 stata molto vicina, mi ha sempre spinto a studiare per laurearmi.<br \/>\nSono contenta di non dovermi laureare pi\u00f9, ho chiuso in bellezza con 30 in fisica [esame dato il 26 giugno]. Mi spiace solo che abbiamo pagato le tasse per quest\u2019anno: 800 euro per niente! Pace!<br \/>\nLascer\u00f2 a Pietro tutti i miei risparmi, ora che lui si \u00e8 messo in proprio e io non prender\u00f2 pi\u00f9 stipendio. Lui \u00e8 il pi\u00f9 bello, \u00e8 adorabile e io sono proprio innamorata di lui.<br \/>\nDomani a messa, qui, suoner\u00e0 la Ple [soprannome della sorella Elisabetta]: \u00e8 bravissima, le lascer\u00f2 la mia chitarra in eredit\u00e0. O, se viene, suoner\u00e0 anche l\u2019Alice col violino.<br \/>\nSpero proprio che quando sar\u00e0 ora di salutarmi, sia una bella festa. Non voglio che sia un piagnisteo! E voglio essere scalza, con una bella gonna larga&#8230; e comoda, perch\u00e9 voglio correre nei campi a piedi nudi, per almeno tre giorni; LIBERA: mai pi\u00f9 punture, mai pi\u00f9 aghi, mai pi\u00f9 ricoveri in BCM [bassa carica microbica], e soprattutto mai pi\u00f9 sola! Perch\u00e9 io vado \u201csu\u201d a nome vostro e mi spalancheranno le porte. Poi, l\u00e0, c\u2019\u00e8 gi\u00e0 un sacco di gente che mi aspetta. E da l\u00e0 vi terr\u00f2 controllati. Badate dunque a quello che fate! E poi vi preparo il posto.<br \/>\nIo sono una privilegiata, perch\u00e9 posso prepararmi a questa partenza, non a tutti \u00e8 concesso! Poi c\u2019\u00e8 l\u2019Eucarestia, ce l\u2019ha portata don Matteo: tutti i giorni, o lui o don Paolo, ce la portano, ce la lasciano, perch\u00e9 non rimaniamo mai senza! Noi la teniamo per il momento di preghiera con la Parola di Dio, che avevamo gi\u00e0, tutti i giorni, noi due insieme, ma cos\u00ec, con LUI, \u00e8 pi\u00f9 bello!<br \/>\nE poi dove \u00e8 scritto che bisogna vivere cento anni, l\u2019importante \u00e8 vivere bene e io ho proprio cercato di vivere bene. E comunque, io sono contenta cos\u00ec, di tutto quello che ho.<br \/>\n<\/em><br \/>\n<strong>Sul mio incontro del 27-28 ottobre con la famiglia Filippini, Fabiana Guerra ha scritto un articolino e ha pubblicato una foto nel settimanale LA LIBERTA\u2019 con il titolo <a href=\"http:\/\/www.portaleirc.it\/index.php?view=article&#038;catid=45:news&#038;id=582:una-serata-di-fraternita-con-luigi-accattoli-nella-memoria-viva-di-margherita-filippini&#038;tmpl=component&#038;print=1&#038;page=\">Una serata di fraternit\u00e0<\/a>. <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; \u201cSono fortunata perch\u00e9 ho avuto il tempo di prepararmi a morire. 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