{"id":9854,"date":"2012-10-02T19:02:45","date_gmt":"2012-10-02T17:02:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=9854"},"modified":"2012-10-08T08:03:00","modified_gmt":"2012-10-08T06:03:00","slug":"a-midelt-con-amal-per-incontrare-il-monaco-sopravvissuto","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/19-samaritani-centurioni-cananee\/a-midelt-con-amal-per-incontrare-il-monaco-sopravvissuto\/","title":{"rendered":"A Midelt con Amal per incontrare il monaco sopravvissuto"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: medium;\">Amal \u2013 ragazza marocchina che vive in Liguria, a Sestri Levante, dove fa la mediatrice culturale in ospedale \u2013 racconta una visita a Midelt, in Marocco, al monaco trappista francese Jean-Pierre, l\u2019ultimo ancora vivente dei due monaci di Thib\u00e9rine (Algeria) sopravvissuti alla strage del 1996. La visita \u00e8 avvenuta a fine agosto 2012, organizzata da lei, musulmana, per accompagnare a quell\u2019incontro i suoi amici cristiani della parrocchia ligure che frequenta al fine \u2013 dice lei \u2013 di \u201cconoscere la fede cristiana (\u00e8 laureata in Teologia islamica) e di far conoscere la fede musulmana\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Midelt \u00e8 un villaggio bello ma molto semplice, si trova in mezzo alle montagne dell\u2019Atlas. I suoi abitanti sono berberi, molto lontani dalle comodit\u00e0 che pu\u00f2 dare una citt\u00e0. Dopo aver visto il film \u201cUomini di dio\u201d, che racconta la storia dei 7 monaci trappisti uccisi in Algeria nel 1996, ho tanto desiderato conoscere la vita dei monaci in una terra musulmana, specialmente nella mia terra dove sono nata e cresciuta, il Marocco.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Finalmente \u00e9 arrivato il giorno da me tanto aspettato, come pure dai miei amici italiani, venuti con me in Marocco per conoscere il mio paese e anche la realt\u00e0 dei pochi cristiani in esso presenti. Ci siamo svegliati al mattino presto, si sentiva una brezza fresca di montagna; arrivati davanti al monastero, ci ha accolto con tanto entusiasmo il priore ed \u00e9 rimasto un po\u2019 a parlare con noi della sua esperienza fatta l\u00ec e del suo rapporto molto positivo con la gente del posto .<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Dopo qualche minuto \u00e9 arrivato fr\u00e8re Jean-Pierre, l\u2019ultimo vivente dei due monaci sopravvissuti alla tragedia dell&#8217;Algeria: \u00e9 una persona anziana, indossava un vestito molto semplice che assomiglia tanto a quello che indossa la gente di campagna in Marocco. Ci ha accolto con gioia e ci ha invitato a partecipare alla Messa della comunit\u00e0, nella chiesa del loro monastero, molto diversa dalle chiese che ho visto in Italia.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Mentre i monaci celebravano la messa in francese, a un certo punto, ho alzato gli occhi dicendo: cosa stanno dicendo? questo non \u00e9 francese! questo \u00e9 arabo! dopo aver elaborato quella sensazione strana, ho capito che erano la preghiera del Padre nostro e del Sanctus, recitate in arabo! Questa cosa mi \u00e9 piaciuta tantissimo, perch\u00e9 mi ha fatto sentire e capire che i monaci, pregando anche in lingua araba, fanno proprio parte del popolo marocchino.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Dopo la messa abbiamo conosciuto delle suore che collaborano con il monastero, molto simpatiche, con le quali abbiamo chiacchierato anche in arabo; poi abbiamo condiviso la colazione con alcuni ospiti del monastero. Alle 9:00 ci hanno raggiunto gli altri amici del gruppo rimasti in albergo e abbiamo fatto l&#8217;incontro con il monaco: eravamo seduti in una stanza di stile marocchino a sentire il racconto che fr\u00e8re Jean-Pierre ci faceva degli anni vissuti a Thib\u00e9rine.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Lo guardavo con molta attenzione, seguivo i suoi occhi che brillavano cos\u00ec tanto e la dolcezza della sua voce che mi riempiva d\u2019amore. Parlava della sua vita in Algeria con tanta speranza di poter ritornarci un giorno. Quella vita all&#8217;inizio non era facile per la tanta diversit\u00e0 tra i monaci e la gente del posto: ma, negli anni, quella diversit\u00e0 \u00e9 poi diventata ricchezza che li ha aiutati a portare avanti una vita insieme, piena di condivisione e di gioie, fino al punto di poter condividere momenti di preghiera e di fraternit\u00e0 con i loro fratelli musulmani \u201csufi\u201d. A questo proposito il monaco Jean-Pierre ci ha fatto l&#8217;esempio delle due scale unite: i cristiani e i musulmani, pi\u00f9 si avvicinano a Dio salendo i gradini ciascuno della propria scala, pi\u00f9 tendono a incontrarsi in un solo punto che li unisce, in cima alle scale, dove trovano ciascuno l\u2019unico Dio, il nostro creatore, dal quale tutti noi abbiamo ricevuto amore.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Nel loro cammino, la loro vita \u00e9 per\u00f2 cambiata, perch\u00e9 nel paese ci sono state delle rivoluzioni, anche contro l\u2019esistenza degli stranieri in Algeria, fino al punto in cui sono iniziate le visite dei ribelli al monastero: ci ha raccontato le paure dei monaci, la capacit\u00e0 del priore fr\u00e8re Christian di dialogare con i ribelli per mandarli via, le loro incertezze di fronte alla scelta di rimanere o di lasciare il paese, fino alla decisione presa all\u2019unanimit\u00e0 di restare, nel bene o nel male, con la loro gente. Perch\u00e9 credevano, come i musulmani, che la vita si d\u00e0 per la propria gente e il proprio paese, perch\u00e9 per loro l\u2019Algeria era divenuto il loro paese&#8230;<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><em>Ora il cammino della comunit\u00e0 dell\u2019Algeria, cos\u00ec decimata dalla violenza omicida, continua, grazie a fr\u00e8re Jean-Pierre, nel monastero di Midelt, in una terra che assomiglia tanto a Thib\u00e9rine&#8230; Dopo averlo ringraziato di cuore per le due ore molto intense che ci ha regalato, ci siamo lasciati con il desiderio di poterci incontrare un&#8217;altra volta. Grazie per questa esperienza! Amal<\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ho conosciuto Amal in occasione di una conferenza a Barbagelata, Genova. Il racconto della visita a Midelt l\u2019ha scritto su mia richiesta. Nel mio blog, dopo quel primo incontro, avevo narrato la sua avventurosa venuta in Italia: \u201cMi chiamo Amal e sono arrivata da clandestina\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>[Ottobre 2012]<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Amal \u2013 ragazza marocchina che vive in Liguria, a Sestri Levante, dove fa la mediatrice culturale in ospedale \u2013 racconta una visita a Midelt, in Marocco, al monaco trappista francese&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/19-samaritani-centurioni-cananee\/a-midelt-con-amal-per-incontrare-il-monaco-sopravvissuto\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">A Midelt con Amal per incontrare il monaco sopravvissuto<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2140,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-9854","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9854","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9854"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9854\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9898,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9854\/revisions\/9898"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2140"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9854"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}