{"id":988,"date":"2009-01-09T21:46:48","date_gmt":"2009-01-09T20:46:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=988"},"modified":"2011-05-21T14:00:08","modified_gmt":"2011-05-21T14:00:08","slug":"il-pastore-mite-ricordo-personalissimo-del-vescovo-egger","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/il-pastore-mite-ricordo-personalissimo-del-vescovo-egger\/","title":{"rendered":"Il pastore mite. In memoria del vescovo Egger"},"content":{"rendered":"<p>\u201c<em>Ringrazio particolarmente mio fratello gemello Kurt<\/em>\u201d: cos\u00ec \u00e8 scritto nel testamento del vescovo Wilhelm Egger, che un infarto ci ha rubato il 16 agosto. Un poco lo conoscevo e meglio conosco il fratello e so qualcosa \u2013 a motivo degli incontri che ho avuto con l\u2019uno e l\u2019altro a Bressanone durante la vacanza del papa, tra il 28 luglio e l\u201911 agosto \u2013 di quel loro essere gemelli: che ne sia stato da piccoli, quando restarono soli a nove anni e furono presi in casa da una zia e come siano cresciuti insieme, lieti di ci\u00f2 e legatissimi, fino a condividere la chiamata a farsi cappuccini e \u2013 ancora dopo \u2013 il tutto della vita.<\/p>\n<p><strong>Ringrazio mio fratello<\/strong><br \/>\nHo deciso di parlare qui di Wilhelm quando ho letto quella frase rivolta al gemello: <em>ringrazio mio fratello<\/em> e nient\u2019altro, tanta era la sua discrezione. Anzi: <em>ringrazio particolarmente<\/em>. Importanza di un avverbio. Mi sono detto: so qualcosa e qualcosa debbo dire perch\u00e9 quell\u2019indole tanto riservata non impedisca di cogliere quello che \u00e8 stato.<br \/>\nLeggo ancora nel testamento: \u201c<em>Ricordo con gratitudine insieme ai miei genitori la signora Maria Gogl-Egger, che per me e mio fratello ha preso il posto dei genitori<\/em>\u201d. Sono stato insieme a mia moglie sulla tomba di Maria, nel cimitero di Vipiteno, guidato l\u00e0 \u2013 come al luogo pi\u00f9 caro \u2013 dal padre Kurt, appena una settimana prima della morte di Wilhelm.<br \/>\nPrima della gita Kurt ci aveva condotti a un bar per un caff\u00e8 insieme al fratello vescovo: e si prendevano in giro e motteggiavano a gara. Ho capito che quand\u2019erano insieme tornavano ragazzi. E neanche provo a immaginare che taglio nella carne sia stato per Kurt l\u2019improvviso distacco da Wilhelm. E che cosa abbia visto in quella notte della morte, vegliandolo fino all\u2019alba.<br \/>\nPerfettamente uguali, Kurt e Wilhelm, ma il vescovo aveva la barba e l\u2019altro no. C\u2019\u00e8 una bella foto dei due che concelebrano a Vipiteno per il 65\u00b0 compleanno, dunque nel 2005: ambedue ridenti e quieti, il vescovo con mitria e pastorale, Kurt con un briciolo di birbanteria nella piega della bocca.<br \/>\nAmici di posta elettronica da sei anni a motivo di questa rubrica, Kurt e io finalmente ci abbracciammo quel giorno e subito mi disse \u201candiamo a salutare il vescovo\u201d. Wilhelm l\u2019avevo conosciuto in occasione di una mia conferenza a Bolzano e poi salutato le tante volte alle assemblee della CEI: era vescovo da 22 anni.<\/p>\n<p><strong>Cristianesimo e modernit\u00e0: un incontro felice<\/strong><br \/>\nMentre camminavamo verso un bar veniva fermato da passanti che gli chiedevano di essere portati dal papa e a tutti rispondeva che il suo compito era \u201cgarantire il riposo del Santo Padre\u201d. Mi disse: \u201c<em>Dovrebbe intervistare quella coppia di coniugi: hanno preso qui una camera in albergo e stazionano per questa via in attesa che il papa esca a passeggio, incredibile!<\/em>\u201d<br \/>\nEra cos\u00ec viva la sua conversazione ed egli appariva cos\u00ec mitemente contento d\u2019avere il papa in casa e di partecipare in ottobre al Sinodo sulla Parola di Dio come segretario speciale. Ogni mattina alle 10 era in Sala stampa sempre cortese con ogni collega che lo volesse intervistare, e appena protestava per qualche articolo \u201cprevenuto\u201d che insisteva sulla famosa \u201crana crocifissa\u201d: \u201c<em>Ci sono testate che vogliono mostrare a ogni costo che la gente di qui \u00e8 arretrata: sono venuti con questa idea e devono tirarla fuori a proposito e a sproposito. D\u2019altra parte si \u00e8 capito che ben difficilmente l\u2019iniziativa del Museo potrebbe essere ritirata. E\u2019 dunque un caso che chiede a me molta prudenza<\/em>\u201d. E com\u2019era felice quando il papa aveva parlato \u2013 l\u20198 agosto \u2013 di un felice \u201cincontro\u201d, in Alto Adige, \u201ctra le radici cristiane e lo spirito della modernit\u00e0\u201d.<br \/>\nUna conversazione pi\u00f9 ampia con lui l\u2019ebbi il 29 luglio, dopo una sua conferenza stampa all\u2019indomani dell\u2019arrivo del papa a Bressanone. Aveva riferito di aver parlato al papa \u2013 nell\u2019ora passata con lui in automobile, dall\u2019aeroporto di Bolzano a Bressanone \u2013 \u201canche delle ombre della diocesi\u201d: il caso di un prete accusato di pedofilia da una donna, assolto in primo grado e condannato in appello; la \u201crana crocifissa\u201d di Martin Kippenberger \u201cche qui ha provocato una mezza rivoluzione\u201d; la crisi delle vocazioni.<br \/>\nSulla rana egli aveva scritto una nota di pacata disapprovazione quando la mostra era stata inaugurata e poi non era pi\u00f9 intervenuto. Riferendo a noi giornalisti di averne parlato con il papa non volle dirne la reazione e non approfitt\u00f2 della nostra presenza per una nuova deplorazione. Era per questo accusato di debolezza: un poco come oggi il cardinale Dionigi Tettamanzi \u00e8 giudicato debole da Giuliano Ferrara per il caso Englaro.<\/p>\n<p><strong>Parlo serenamente, senza alzare la voce<\/strong><br \/>\nEgger era abituato a quell\u2019accusa. Ecco come l\u2019aveva commentata in un\u2019intervista al settimanale diocesano <em>Il Segno<\/em> nel ventesimo di episcopato (2006): \u201c<em>Credo di aver sempre preso posizione sui grandi temi di attualit\u00e0, solo che parlo sempre in modo sereno e non intervengo mai quando la polemica \u00e8 al massimo perch\u00e9 non voglio alzare la voce<\/em>\u201d.<br \/>\nUndici giorni dopo la sua morte una delibera del Consiglio di amministrazione del Museo di Bolzano che esponeva la rana ha deciso con sei voti contro tre di tenerla al suo posto, nonostante le marce, i digiuni e il coinvolgimento del papa da parte del presidente del Consiglio regionale Franz Pahl, che rese pubblica il 27 agosto \u2013 alla vigilia del voto \u2013 una lettera di riscontro a una sua, inviata dalla Segreteria di Stato vaticana il 7 agosto. Ora si pu\u00f2 valutare appieno la caratura della \u201cprudenza\u201d dimostrata dal vescovo: che vantaggio si sarebbe ottenuto se egli avesse coinvolto il papa e avesse fornito ai media l\u2019argomento per convalidare l\u2019idea che \u201cla gente di qui \u00e8 arretrata\u201d?<br \/>\nInterrogato da me \u2013 in quella conferenza stampa \u2013 sulla sua nomina a segretario speciale del Sinodo, aveva detto che in visita <em>ad limina <\/em>si era sentito chiedere dal papa, che lo conosceva per i precedenti soggiorni a Bressanone, se avrebbe partecipato \u2013 egli, vescovo biblista \u2013 al Sinodo sulla \u201cParola di Dio\u201d e aveva risposto che dipendeva dal voto dell\u2019assemblea della CEI.<br \/>\nMa in assemblea Egger non fu eletto ed ecco che il papa lo recuper\u00f2 chiamandolo a quell\u2019incarico. Dopo la conferenza stampa mi chiese: \u201c<em>Lei che \u00e8 vaticanista, mi sa dire con quali criteri vengono scelti in assemblea i delegati al Sinodo?<\/em>\u201d Mite s\u00ec, dunque, ma non ingenuo.<br \/>\n\u201cSono contento di questa nomina\u201d, aveva detto in pubblico a conclusione della risposta alla mia domanda: \u201cpotr\u00f2 dare un contributo \u2013 spero \u2013 sull\u2019argomento che conosco meglio\u201d. Disse anche che in Italia si era fatto un buon lavoro su questo argoment\u00f2 e cit\u00f2 come \u201cun testo ancora valido\u201d la relazione all\u2019assemblea della CEI del 1997 del vescovo Lorenzo Chiarinelli sulla \u201csituazione della pastorale biblica nell\u2019attuale contesto religioso e culturale\u201d: vedila nel volumetto Elle Di Ci <em>La Bibbia<\/em><em> nel magistero dei vescovi italiani<\/em>, 1997, dov\u2019\u00e8 riportata insieme all\u2019altra relazione tenuta nella stessa assemblea dal cardinale Martini: <em>Proposte di pastorale biblica per un incontro vivo con Ges\u00f9 Cristo<\/em>. Aggiunse che guardava al cardinale Martini come al suo \u201cmaestro\u201d nella <em>lectio divina<\/em>.<\/p>\n<p><strong>I bambini soli e la fraternit\u00e0<\/strong><br \/>\nEro partito accennando alla gita in auto da Bressanone a Vipiteno in compagnia del padre Kurt con visita al cimitero e preghiera sulla tomba della zia Maria. Ci fece visitare la bella Vipiteno con la svelta torre in capo alla via centrale e ci mostr\u00f2 con la giusta soddisfazione il banco della parrocchiale \u2013 la luminosa Santa Maria \u2013 dove da chierichetto aveva inciso le proprie iniziali.<br \/>\nIn macchina Kurt lod\u00f2 molto il coraggio della zia: \u201cAppena entrammo nella sua casa prendemmo dei fascicoli di una rivista che erano su una sedia, ne facemmo trombette e ci mettemmo a correre per la casa con il maggiore strepito: povera donna, avr\u00e0 pensato che sarebbero stati dolori con quei due!\u201d<br \/>\nEra il 1949. La zia \u2013 che viveva sola \u2013 aveva difficolt\u00e0 a sfamare i gemelli e c\u2019era chi suggeriva di divederli tra i parenti: \u201cMa lei non volle dividerci e questo \u00e8 il dono pi\u00f9 grande che ci fece\u201d. Altra riflessione a proposito dei bambini che restano soli: \u201cMolto, quasi tutto, dipende dalle persone che sono intorno ai piccoli orfani. Noi avemmo la fortuna di quella mamma adottiva e la nostra vita rifior\u00ec\u201d.<br \/>\nLa bella fraternit\u00e0 dei gemelli Egger l\u2019avvertivo dalle battute \u2013 sempre rispettose e libere \u2013 con cui l\u2019uno si riferiva all\u2019altro. Quando dissi al telefono al padre Kurt che noi giornalisti avevamo avuto una conferenza stampa del vescovo mi chiese: \u201cChe cosa ha detto sua eccellenza?\u201d Il giorno dopo la gita a Vipiteno il vescovo domand\u00f2: \u201cChe cosa vi ha mostrato il padre Kurt?\u201d Indicai i posti e le iniziali sul banco osservando che non avevamo trovato le \u201csue\u201d iniziali e lui: \u201cIo ero un poco pi\u00f9 disciplinato\u201d. Kurt invece quella differenza la indicava cos\u00ec: \u201c<em>Mio fratello \u00e8 straordinariamente mite e secondo me qualche volta non sa difendersi<\/em>\u201d.<br \/>\nForse qui dovrei dire qualcosa del carisma francescano com\u2019era interpretato da questo vescovo \u201ctanto erudito quanto amabile e pio\u201d, come l\u2019ha scritto il papa nella lettera alla diocesi. Mi accontento di una battuta del segretario don Thomas: \u201c<em>Era felice anche per le pi\u00f9 piccole cose, come le verdure che arrivavano dal nostro orto o come il pane fatto in casa dalla signora Rosa<\/em>\u201d.<br \/>\nPer un profilo del vescovo Egger bisognerebbe ricordare le pubblicazioni bibliche e pastorali, l\u2019azione per la convivenza tra le tre popolazioni, l\u2019attenzione ai divorziati risposati, la compassione per i bisognosi. Ma questo non \u00e8 un profilo e concludo con un\u2019istantanea di una sua celebrazione dell\u2019Eucarestia, il 10 agosto, nella piazza del Duomo di Bressanone, in attesa dell\u2019angelus del papa: un rito in tre lingue (tedesco, italiano e ladino), a cui il vescovo riusciva a conferire lentezza e concentrazione. I suoi gesti attiravano il silenzio della folla.<\/p>\n<p><strong>Luigi Accattoli<\/strong><br \/>\nDa <em>Il Regno<\/em> 16\/2008<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cRingrazio particolarmente mio fratello gemello Kurt\u201d: cos\u00ec \u00e8 scritto nel testamento del vescovo Wilhelm Egger, che un infarto ci ha rubato il 16 agosto. Un poco lo conoscevo e meglio&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/collaborazione-a-riviste\/il-pastore-mite-ricordo-personalissimo-del-vescovo-egger\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Il pastore mite. 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