{"id":9993,"date":"2012-10-22T09:51:23","date_gmt":"2012-10-22T07:51:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=9993"},"modified":"2012-10-22T09:51:23","modified_gmt":"2012-10-22T07:51:23","slug":"elvira-ameglio-%c2%abho-visto-il-signore-ma-parlava-piano%c2%bb","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/8-celebrazione-ecclesiale-della-propria-morte\/elvira-ameglio-%c2%abho-visto-il-signore-ma-parlava-piano%c2%bb\/","title":{"rendered":"Elvira Ameglio: \u00abHo visto il Signore ma parlava piano\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>La comunit\u00e0 di Bose conosce il volto della morte, la prima volta, nel luglio del 1985. Ed \u00e8 un\u2019autentica celebrazione ecclesiale dell\u2019addio a una donna anziana: Elvira Ameglio, di 86 anni, detta Etta, che la primavera precedente era stata accolta dalla comunit\u00e0 con un\u2019amica, Cocco di 84 anni. Ecco il racconto che ne fa il \u201cQiqajon di Bose\u201d, cio\u00e8 il bollettino della comunit\u00e0, n.17, Quaresima 1986.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Da quasi quattro mesi Etta era con Cocco ospite della nostra comunit\u00e0: era venuta per farsi curare e per morire in pace. Lei stessa l\u2019aveva chiesto perch\u00e9 disse \u201cdi sentirsi morire\u201d, non potendo pi\u00f9 respirare a causa di una pleurite che le aveva riempito di acqua il polmone sinistro. A Bose Etta, curata quotidianamente dal medico Mauro, era felice, si sentiva piena di vita manifestando pi\u00f9 volte la sua paura di morire e il suo desiderio di vivere.<\/em><\/p>\n<p><em>Domenica 14 luglio durante i vespri, Enzo \u00e8 rimasto solo con lei e le ha svelato che il male era grave, ma lei aveva gi\u00e0 capito che un tumore era presente tra lo stomaco e i polmoni. Cominci\u00f2 allora con serenit\u00e0 a prepararsi alla morte. Il 23 luglio i segni erano chiari e Enzo le disse se voleva l\u2019estrema unzione e la Santa Eucarestia come viatico verso il Regno. Lei disse di s\u00ec e alle 9,30 tutta la comunit\u00e0 era in preghiera in cappella mentre alcuni con Cocco, Maria, Enzo, Giancarlo, erano attorno a lei per la celebrazione dei santi sacramenti. Etta rispose con forza a tutte le invocazioni del presbitero, disse con voce ardente il Kyrie eleison e il Padre nostro, ricevette la Santa Unzione e la Santa Eucarestia. Poi disse: \u201cSono contenta, s\u00ec, s\u00ec, molto contenta\u201d. A Maria diceva ancora: \u201cOgni giorno di questa settimana mi sembra domenica, perch\u00e9 Maria?\u201d Alle 13 disse a Enzo: \u201cD\u00ec alla comunit\u00e0 che voglio bene a tutti, a tutti e tu sta\u2019 vicino a Cocco\u201d. Il giorno 24 alle 18,30 tutti i fratelli e le sorelle della comunit\u00e0 sono saliti in camera per farle gli auguri e ricevere con lei la Santa Eucarestia: quel giorno compiva 86 anni. Sorrideva a tutti e dopo la comunione a tutti offr\u00ec dei cioccolatini. Il 26 alle 18 si risvegli\u00f2 dopo aver dormito qualche ora e mentre molti erano attorno al letto disse: \u201cHo fatto un bel sogno: ero in Paradiso e c\u2019erano i santi, gli angeli, i troni, le dominazioni, le potest\u00e0&#8230;\u201d. Enzo le disse: \u201cHai visto il Signore e cosa ti ha detto?\u201d \u201cS\u00ec l\u2019ho visto, ma parlava piano\u201d e Cocco sovrapponendosi con la sua voce disse: \u201cMa non si pu\u00f2 dire quel che dice il Signore!\u201d Fu questo il suo ultimo discorso.<\/em><\/p>\n<p><em>Sabato 27 luglio alle 10 vedendo che peggiorava Enzo inizi\u00f2, con la comunit\u00e0 accanto al letto, le preghiere della buona morte, secondo l\u2019antico rito. Si lessero anche i discorsi di addio dell\u2019Evangelo secondo Giovanni e i Salmi 142 e 143. Poi all\u2019ora dell\u2019Ufficio e di pranzo Etta disse a Enzo: \u201cVai a fare i tuoi doveri. Non muoio ancora, vai!\u201d Alle 18,30 ancora tutta la comunit\u00e0 era accanto per terminare il rito della morte cristiana. Pregato il Salmo 51 e le litanie dei Santi, Enzo disse: \u201cParti anima cristiana nel nome del Padre che ti ha creata, nel nome del Figlio che ti ha redenta, nel nome dello Spirito Santo che ti ha santificata\u201d. Etta apriva gli occhi, ma non poteva pi\u00f9 parlare. Subito dopo, alle 18,55 mentre suonavano le campane dei Primi Vespri della domenica Etta passava da questo mondo al Padre nella pace e nella serenit\u00e0 umana e cristiana<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Etta (1899-1985) era vissuta nel Monferrato, facendo la maestra elementare per quasi sessant\u2019anni in un piccolo paese. Si era presa cura, insieme a Cocco, di Enzo Bianchi (il fondatore della comunit\u00e0 di Bose), la cui mamma era morta a trent\u2019anni, nel 1951, quando lui ne aveva otto. Enzo ha raccontato la morte della mamma, nel volume <em>Vivere la morte<\/em>, alle pp. 262 e 263, mutando il proprio nome in Giovanni, per non attirare l\u2019attenzione su di s\u00e9. Ecco il passo importante di quel racconto, intitolato <em>Una cristiana di tutti i giorni<\/em>, che riferisce le ultime parole della mamma, malata di cuore, la quale giunta la sua ora chiama accanto a s\u00e9 il marito non credente e spazzacamino, il figlio e una vicina di casa, che era Cocco, ma che avrebbe potuto essere Etta perch\u00e9 gi\u00e0 le due donne collaboravano nell\u2019aiuto alla famiglia di Enzo.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Angela, alzando a fatica la mano, la pose sul collo di Giovanni. Sembrava piena di forza, la sua voce era ferma e sicura. Disse al marito: \u201cPinen, mi prometti di far studiare tuo figlio e di lasciarlo andare in chiesa ed essere cristiano come me?\u201d Sta\u2019 tranquilla\u201d rispose il marito. Angela soggiunse: \u201cNon voglio che faccia un mestiere pericoloso come il tuo\u201d. Poi disse alla vicina di casa: \u201cLo aiuterai a essere cristiano, a crescere bene?\u201d \u201cS\u00ec, sta\u2019 tranquilla!\u201d rispose la donna vicina di casa.<\/em><\/p>\n<p><em>Poi Angela guard\u00f2 Giovanni e, nascondendo ogni pena e carezzandogli la testa, disse ancora: \u201cTuo pap\u00e0 \u00e8 giovane, tu lascerai che si sposi. Un uomo da solo, senza una donna finisce male e diventa una \u2018lingera\u2019 (uno straccione). Tu stai buono! Io di l\u00e0 far\u00f2 pi\u00f9 di quanto abbia potuto fare di qui per te. Il Signore ti tenga sempre una mano sulla testa. Abbracciami e salutiamoci, ci vedremo di nuovo!\u201d.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ecco dunque Enzo che \u2013 trentaquattro anni dopo \u2013 accompagna all\u2019ultimo passo una delle donne alle quali era stato affidato dalla mamma morente. Quanto destino \u00e8 contenuto nelle ultime parole di una madre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il caso di Elvira Ameglio l\u2019ho letto sul \u201cQiqajon di Bose\u201d n.17, Quaresima 1986 e pi\u00f9 tardi l\u2019ho trovato nella terza edizione del volume di Enzo Bianchi \u201cVivere la morte\u201d, Gribaudi, Torino 1992 (pp. 306 e 307). Sono stato a Bose tante volte, ad accompagnare e riprendere i miei figli che partecipavano ai corsi estivi. Una volta, dopo un grave lutto, sono stato ospite della comunit\u00e0 con tutti i figli per una settimana. Amo Enzo come un fratello, una volta fui medicato a un dito dal medico Mauro, ho mangiato e scherzato con Maria e gli altri personaggi che sono citati nella storia: a quella morte comunitaria \u00e8 come se fossi stato presente. E se mi chiedete che c\u2019\u00e8 di grande in quella morte, o in quella della mamma di Enzo, io dico \u201ctutto\u201d: sono due morti cristiane. C\u2019\u00e8 la consapevolezza, la speranza nella resurrezione, la Chiesa che accompagna. Non ci pu\u00f2 essere nulla di pi\u00f9 altrove.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>[1995]<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La comunit\u00e0 di Bose conosce il volto della morte, la prima volta, nel luglio del 1985. 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