{"id":9998,"date":"2012-10-22T09:58:34","date_gmt":"2012-10-22T07:58:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?page_id=9998"},"modified":"2012-10-22T09:58:34","modified_gmt":"2012-10-22T07:58:34","slug":"roberto-piperno-e-la-giovane-suora-di-nome-rita","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/18-giusti-delle-nazioni\/roberto-piperno-e-la-giovane-suora-di-nome-rita\/","title":{"rendered":"Roberto Piperno e la giovane suora di nome Rita"},"content":{"rendered":"<p>Qui Roberto Piperno narra \u2013 a un cronista dell\u2019Osservatore Romano com\u2019egli e la sua famiglia furono messi in salvo da preti e suore nella Roma occupata dai nazisti e come un giorno di primavera pot\u00e9 uscire \u2013 per una volta \u2013 dal convento che l\u2019ospitava, per mano a una giovane suora di nome Rita.<\/p>\n<p><em>Il 16 ottobre 1943 rappresent\u00f2 uno dei giorni pi\u00f9 drammatici della storia italiana, segnato da un\u2019onta d\u2019infamia e di lutto, a causa del vile rastrellamento nel ghetto ebraico di Roma a opera della brigata s.s. Einsatzgruppen agli ordini del capitano Theodor Dannecker.<\/em><\/p>\n<p><em>Qualcuno, tuttavia, durante la retata riusc\u00ec a salvarsi trovando rifugio nei vari istituti religiosi, mentre altri, come Roberto Piperno e la sua famiglia, furono ospitati provvisoriamente nelle abitazioni dei loro vicini non ebrei. Rievocando quei momenti, Piperno ci aiuta a comprendere cosa signific\u00f2 per un bambino trovarsi all\u2019improvviso nel mezzo della Shoah. \u00abA settembre del 1943 avevo gi\u00e0 compiuto cinque anni: troppo piccolo per comprendere ci\u00f2 che stava avvenendo nella Storia, ma gi\u00e0 abbastanza grande per partecipare a quelle esperienze. Il 16 ottobre eravamo nascosti nell\u2019abitazione dei signori Clelia e Alberto Ragionieri (insigniti, in seguito, dell\u2019onorificenza di Giusti fra le Nazioni) in via Arno\u00bb. Tuttavia, visto che gli Alleati, dopo l\u2019operazione\u00a0Avalanche,\u00a0non erano ancora riusciti a raggiungere Roma, per non mettere in pericolo i Ragionieri, nel dicembre successivo fu escogitata un\u2019altra soluzione. \u00abMio padre anche per il suo lavoro di commerciante di tessuti, aveva avuto frequenti contatti con il Vaticano e inoltre l\u2019amico che ci ospitava era un buon cattolico. Cos\u00ec fu possibile ottenere che una parte della famiglia (mia madre, mia sorella, le due nonne ed io) fosse ospitata presso il monastero delle suore Bethlemite a piazza Sabazio. Invece mio padre e mio nonno si trasferirono presso la basilica di San Giovanni. Poi fu deciso di ricongiungerci tutti a San Giovanni. Ma, proprio la sera che noi arrivammo, si seppe che i nazisti erano entrati nella basilica di San Paolo e avevano portato via molte persone. Cos\u00ec dopo una notte insonne, sempre vestiti per fuggire, mio padre e mio nonno rientrarono nella casa della famiglia amica e noi ritornammo presso le suore Bethlemite, dove trascorremmo i successivi mesi fino alla liberazione del 4 giugno 1944\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Subito dopo il loro arrivo presso le religiose, Ragionieri, su sollecitazione della madre superiora, suor Evelina Foligno, riusc\u00ec a procurare ai Piperno dei documenti falsi.\u00a0<\/em><em>\u00abPrima di addormentarmi mia madre mi faceva ripetere ogni sera il mio nuovo nome: Roberto Pistolesi. Cos\u00ec mi sdoppiavo ogni sera, ripetendo il mio nuovo cognome, da usare se fossi stato in contatto con altre persone. Naturalmente lo sdoppiamento della persona non era solo nel cognome, ma anche nel comportamento. Infatti, essendo noi, ufficialmente, degli sfollati napoletani cattolici, tutte le domeniche ci recavamo nella chiesa del monastero. (&#8230;) Ricordo in particolare una giovane suora di nome Rita: era sempre cos\u00ec affettuosa ed umana. \u00c8 stata l\u2019unica persona con la quale una mattina di primavera sono uscito, dovendosi lei recare a fare alcuni acquisti nelle immediate vicinanze\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abSono esperienze indimenticabili &#8211; conclude Piperno &#8211; tanto pi\u00f9 che durarono tanti mesi. Sul piano dei rapporti umani non ho un ricordo triste del periodo trascorso nel monastero, che era tenuto bene dalle suore gentili, sorridenti e disponibili. Certamente il loro comportamento umano verso questo bambino (&#8230;) rese anche pi\u00f9 accettabile quella continua condizione di prigionia e paura: e anche di questo sono ancora grato\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><strong>Si tratta di un articolo a firma\u00a0Giovanni Preziosi pubblicato dall\u2019<em>Osservatore Romano<\/em> del 16 ottobre 2012 con il titolo \u201cSempre vestiti per fuggire anche di notte\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>[ottobre 2012]<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qui Roberto Piperno narra \u2013 a un cronista dell\u2019Osservatore Romano com\u2019egli e la sua famiglia furono messi in salvo da preti e suore nella Roma occupata dai nazisti e come&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/cerco-fatti-di-vangelo\/18-giusti-delle-nazioni\/roberto-piperno-e-la-giovane-suora-di-nome-rita\/\">Read More<span class=\"screen-reader-text\">Roberto Piperno e la giovane suora di nome Rita<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":2137,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"class_list":["post-9998","page","type-page","status-publish","hentry","excerpt"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9998","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9998"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9998\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9999,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9998\/revisions\/9999"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/2137"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9998"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}