{"id":160,"date":"2006-08-18T22:52:08","date_gmt":"2006-08-18T21:52:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?p=160"},"modified":"2006-08-18T23:33:48","modified_gmt":"2006-08-18T22:33:48","slug":"un-salto-a-petralia-soprana","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/un-salto-a-petralia-soprana\/","title":{"rendered":"Da Petralia Soprana a Gangi"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Dio raddoppia a te quello che tu auguri a me&#8221;: letto in un bar di Petralia Soprana, nel parco delle Madonie. Un&#8217;idea della grazia\u00a0&#8211; avrebbe detto Sciascia &#8211; come valore negoziabile e dunque\u00a0&#8220;tipicamente siciliana&#8221;.\u00a0Il mio giro \u00e8 lungo\u00a0i tre litorali, ma so da me che non si pu\u00f2 dire d&#8217;essere stati in Sicilia senza qualche puntata all&#8217;interno, perch\u00e8 la Trinacria\u00a0\u00e8 certo esaltata dai mari, isola quant&#8217;altra mai, ma \u00e8 anche &#8220;tutta rivolta all&#8217;interno, aggrappata agli altipiani e alle motagne&#8221; (ancora Sciascia: <em>La corda pazza<\/em>, Einaudi 1970, p. 204). Dunque ieri sono stato a Novara di Sicilia, dopo la gita a Tindari: e sono andato lass\u00f9 a cercare, oltre quella sorprendente Novara dalle chiassose piazzette (chi lo direbbe che la Sicilia interna ha gente cos\u00ec socievole ai tavoli dei bar?), il valico di Sella Mambrazzi, 1.125 metri slm, per vedere\u00a0l&#8217;Etna al di l\u00e0 della valle dell&#8217;Alcantara. E infatti l&#8217;ho vista, la gran pignatta accesa, che avevo gi\u00e0 osservato &#8211; negli anni &#8211; dall&#8217;aereo,\u00a0da Catania, da Lentini, da Acireale,\u00a0da Aci Trezza, da Troina\u00a0e appena l&#8217;altro ieri dal castello di Milazzo.\u00a0L&#8217;ho rivista fumante nella calicola del primo pomeriggio. Oggi volevo rivederla, quell&#8217;Etna, dalla 124, la statale delle Madonie. Ma c&#8217;era foschia e dal belvedere di Petralia Soprana si scorgeva appena Gangi, come una manciata di sassi bianchi in un mare di crete\u00a0gialle. Premio\u00a0della gita \u00e8 stato l&#8217;incontro con Paolina Citt\u00e0, che gestisce &#8211; con il figlio Antonio &#8211; il &#8220;Bar centrale&#8221;, in piazza del Popolo 6. Scrive poesie, la signora Paolina e condivide la mia idea\u00a0che la Sicilia non la capisci se resti sulle coste: &#8220;Si sbagliano, tutti questi bagnanti! Perch\u00e8 c&#8217;\u00e8 ancora tanta vita nei paesi dell&#8217;interno&#8221;. Mi recita\u00a0dal bancone suoi testi editi e inediti. Uno intitolato <em>Sicilia<\/em>: &#8220;Se te talia a secco \/ sento lu core che s&#8217;assuttiglia&#8221; (Se ti guardo attentamente, sento il cuore che mi si stringe). E ancora: &#8220;Te chiamavano tutti Conca d&#8217;oro \/ per tutte quante le bellezze rare, \/ ora la Conca \u00e8 chiena di dolore \/ e le lacreme spannone de fora&#8221;. Paolina dice che di arabi e musulmani qui ce ne sono pochi &#8220;e non di tutti ti puoi fidare, come degli altri cristiani&#8221; ma ce ne sono anche &#8220;per bene&#8221;, che vendono &#8220;le cose loro&#8221;. Do\u00a0un passaggio a un pastore che si chiama &#8220;Vincenzo di nome e De Maria di cognome&#8221;,\u00a0mi spiega che gli arabi &#8220;vengono a vendere, ma non vogliono fare la terra&#8221;. Lui ha terra, buoi e pecore ma &#8220;non pi\u00f9 le capre&#8221;,\u00a0 che ha cessato\u00a0di tenere &#8220;qualche anno addietro&#8221; perch\u00e8 &#8220;non c&#8217;era risultato&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Dio raddoppia a te quello che tu auguri a me&#8221;: letto in un bar di Petralia Soprana, nel parco delle Madonie. 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