{"id":33,"date":"2006-04-14T15:30:32","date_gmt":"2006-04-14T14:30:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?p=33"},"modified":"2009-06-17T14:49:18","modified_gmt":"2009-06-17T12:49:18","slug":"wojtyla-con-il-sondino","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/wojtyla-con-il-sondino\/","title":{"rendered":"Wojtyla con il sondino"},"content":{"rendered":"<p>Oggi, Venerd\u00ec Santo, viene spontaneo ricordate papa Wojtyla con il crocifisso nelle mani, ripreso di spalle il Venerd\u00ec Santo dell&#8217;anno scorso, otto giorni prima della morte. Aveva il sondino nasogastrico e per non mostrarlo con un segno cos\u00ec invasivo i responsabili della \u201cfamiglia pontificia&#8221; decisero che la telecamera lo riprendesse solo da dietro, o di lato. L\u2019inserimento del sondino per l\u2019alimentazione sar\u00e0 annunciato il mercoled\u00ec seguente, 30 marzo. Ma in verit\u00e0 il papa lo portava stabilmente dal luned\u00ec della \u201csettimana santa&#8221; e a pi\u00f9 riprese gli era stato inserito durante gli ultimi giorni del secondo ricovero al Gemelli, che and\u00f2 dal 24 febbraio al 13 marzo. Ho ricostruito la vicenda del sondino con una minuta inchiesta tra le persone che accostarono il papa in privato lungo l\u2019ultimo mese, sia al Gemelli che \u201cnella sua casa&#8221;, come si espresse con i collaboratori quando scelse di morire nel palazzo vaticano. Quella sui tempi dell\u2019uso del sondino \u00e8 l\u2019unica discordanza di rilievo che la mia indagine ha messo in evidenza rispetto a quanto era stato annunciato pubblicamente, giorno dopo giorno, dal portavoce Navarro-Valls, ma rispetto anche alla narrazione delle ultime settimane stesa dal medico curante Renato Buzzonetti e pubblicata dagli <em>Acta Apostolicae Sedis<\/em> il 19 settembre 2005. Per non affermare il falso e non contraddire \u2013 post factum \u2013 le dichiarazioni del portavoce, gli <em>Acta<\/em> affermano: \u201cIl 30 marzo veniva comunicato che era stata intrapresa la nutrizione enterale mediante il posizionamento permanente di un sondino nasogastrico&#8221;. Era stata \u201cintrapresa&#8221; infatti, ma non quel giorno! Alla riga successiva la narrazione ufficiale della morte del papa cos\u00ec riprende: \u201cLo stesso giorno, mercoled\u00ec, il Santo Padre si presentava alla finestra del suo studio e, senza parlare, benediceva la folla. Fu l\u2019ultima <em>statio<\/em> pubblica della sua penosa <em>via crucis<\/em>&#8220;. Si affacci\u00f2 \u2013 quell\u2019ultima volta \u2013 senza sondino, come senza sondino si era gi\u00e0 affacciato altre due volte da quando gli era stato inserito con l\u2019intenzione che fosse \u201cpermanente&#8221;: e cio\u00e8 il mercoled\u00ec della \u201csettimana santa&#8221; e il giorno di Pasqua. La televisione aveva mostrato tutto del papa operato alla trachea \u2013 per l\u2019inserimento della cannula \u2013 e reso muto dall\u2019operazione: il cerotto che copriva l\u2019ago della flebo sul polso della mano destra e la veste aperta che lasciava indovinare la presenza della cannula. Egli voleva mostrarsi alla finestra ogni domenica e ogni mercoled\u00ec e i collaboratori l\u2019ubbidivano consolandosi con il motto \u2013 caro a don Stanislaw, il segretario polacco \u2013 che \u201cil papa non pu\u00f2 essere invisibile&#8221;. Quando veniva l\u2019ora della finestra gli toglievano il sondino e lo rimettevano poco dopo. Essendo praticamente annullata la capacit\u00e0 di ingestione di cibi \u2013 le ultime comunioni le riceve con una goccia di vino sulle labbra \u2013 l\u2019uso del sondino era inevitabile. Ma toglierlo e rimetterlo ogni tre giorni era un tormento che il papa sopportava male e Buzzonetti disse: \u201cBasta, il papa non si affaccia pi\u00f9&#8221;, scontrandosi per\u00f2 con don Stanislaw che voleva farlo contento e replicava: \u201cLa prossima volta si affaccer\u00e0 con il sondino&#8221;. Ed ecco che si arriva al Venerd\u00ec Santo, 25 marzo. E\u2019 la \u00abVia Crucis\u00bb numero 26 di Papa Wojtyla, che si tiene come sempre al Colosseo, ma senza di lui, che vi partecipa per televisione, dall\u2019appartamento privato e si fa vedere in collegamento video pi\u00f9 volte ma soprattutto alla fine, quando tiene un crocifisso con le mani tremanti, mentre si svolge l\u2019ultima stazione. Legge un suo messaggio di apertura il cardinale Camillo Ruini: \u201cOffro le mie sofferenze, perch\u00e9 il disegno di Dio si compia e la sua parola cammini fra le genti&#8221;. Pi\u00f9 forte del verbo \u00e8 l\u2019immagine curva e silenziosa del papa che appare sui maxischermi, ripreso di spalle nella sua cappella, seduto davanti all\u2019inginocchiatoio, che segue la \u00abVia Crucis\u00bb attraverso la diretta di <em>Rai 1<\/em>, guardando verso un grande schermo piatto, collocato sul davanti dell\u2019altare. Pi\u00f9 volte, tra una stazione e l&#8217;altra, il papa ricompare sugli schermi, mentre ascolta i testi dettati \u2013 su sua richiesta \u2013 dal cardinale Ratzinger. La camera del <em>Centro televisivo vaticano<\/em> \u2013 che passa le immagini alla <em>Rai<\/em> \u2013 lo riprende da dietro e da lato, mai di faccia. Molti si chiesero, anche sui media, perch\u00e9 quella sera non fosse stato mostrato il volto del papa. Vi furono risposte del tipo: non voleva togliere la scena alla croce. La verit\u00e0 \u00e8 che non ebbero il coraggio di togliergli e rimettergli il sondino. Era a letto, lo vestirono, lo portarono in cappella, dove ebbe la forza di restare inginocchiato per un\u2019ora e mezza e stabilirono di riprenderlo di spalle mentre teneva quel crocifisso al quale ormai cos\u00ec tanto assomigliava.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi, Venerd\u00ec Santo, viene spontaneo ricordate papa Wojtyla con il crocifisso nelle mani, ripreso di spalle il Venerd\u00ec Santo dell&#8217;anno scorso, otto giorni prima della morte. 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