{"id":415,"date":"2007-05-26T09:50:01","date_gmt":"2007-05-26T08:50:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/?p=415"},"modified":"2007-06-20T14:14:11","modified_gmt":"2007-06-20T13:14:11","slug":"tra-attilio-ed-espedita-non-mettere-le-dita","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.luigiaccattoli.it\/blog\/tra-attilio-ed-espedita-non-mettere-le-dita\/","title":{"rendered":"Tra Attilio ed Espedita non mettere le dita"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA\">In <em>Clausura<\/em> di Espedita Fisher (vedi post del 23 aprile) c\u2019\u00e8 Attilio, un amico o fidanzato che compare ogni dieci pagine, ma sempre di spalle. Non che guardi sempre in una direzione, ma \u2013 ci avverte lei \u2013 come certi girasoli \u201cnon si volta mai dove dovrebbe\u201d. Sentiamo per esempio che Espedita ha fatto un \u201cinter-rail fino a Vilnius con Attilio\u201d e che lui poi \u201cha proseguito fino a Riga\u201d. Lei \u201cgira un corto\u201d e ci informa che \u201cnessuno ha voluto guardarlo, neanche Attilio\u201d. Quest\u2019uomo va dallo psicanalista e gli \u201cpiacciono le grandi storie, non \u00e8 il cinico che sembra\u201d. L\u2019informazione pi\u00f9 coinvolgente l\u2019abbiamo a pagina 88 e riguarda la pip\u00ec che lei trattiene per un\u2019intera intervista mentre \u201clui si ferma a farla praticamente dappertutto, a volte ho il dubbio di uscire con un cane\u201d. Attilio sostiene che lei ha \u201cle carte in regola per il monastero perch\u00e8 ci entrano solo le brutte\u201d. Le scatta una foto \u201cdavanti al ritratto di Teresina che \u00e8 nella cattedrale di Vienna\u201d ma non condivide l\u2019emozione \u201cforte\u201d di lei che incontra Lucio Dalla al Quirinale. Attilio ha doti sue e \u201carriva dappertutto anche senza cartina, lo odio per questo\u201d. Compie lunghi viaggi per accompagnarla nell\u2019inchiesta ma si interessa \u201cveramente\u201d solo a ci\u00f2 che mangia. Il suo \u201cronfare\u201d la tiene sveglia, nonostante che dorma \u201cnella stanza accanto\u201d. Lei gli racconta i suoi sogni e lui la guarda \u201cdi traverso\u201d e chiede: \u201cPerch\u00e9 non sogni mai me?\u201d. Alla fine della lettura comprendiamo che la vista di spalle si addice alla sua anima: \u201cAttilio \u00e8 un bravo ragazzo, ma ha paura di esporsi, io il contrario\u201d. Ma restano inesplorate circostanze che potrebbero essere decisive per chi volesse conoscerlo meglio: se veramente sia tornato \u201cin Italia da solo\u201d interrompendo un viaggio in Spagna perch\u00e9 gli era \u201cpi\u00f9 facile rinunciare a me che alla matriciana\u201d e se in definitiva si sia dimesso \u201cdal lavoro in fabbrica\u201d come a un certo punto \u201caveva deciso\u201d, facendola sentire \u201cresponsabile\u201d perch\u00e9 una volta gli aveva detto \u201cVieni via da quell\u2019inferno! Non vedi com\u2019\u00e8 bello il sole?\u201d Credo che Attilio sia il pi\u00f9 vivo tra i personaggi voltati dall\u2019altra parte che compaiono nella nostra letteratura di inizio millennio. <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Clausura di Espedita Fisher (vedi post del 23 aprile) c\u2019\u00e8 Attilio, un amico o fidanzato che compare ogni dieci pagine, ma sempre di spalle. 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