Gesù parte dagli esclusi e dagli ultimi: un lebbroso, un pagano, una donna

Riprendiamo oggi le serate di Pizza e Vangelo con il capitolo 8 del Vangelo di Matteo nel quale Gesù guarisce tre persone escluse dalla piena appartenenza al popolo eletto, o che in esso sono all’ultimo posto: un lebbroso che è escluso come impuro, il servo del centurione che è escluso come pagano, la suocera di Pietro che in quanto donna è ultima in quel popolo. Nei commenti trovi l’intera scheda di presentazione della lectio che faremo alle ore 21 in collegamento zoom. L’immagine che è sotto il titolo rappresenta la guarigione del lebbroso com’è raffigurata nei mosaici del Duomo di Monreale

7 Commenti

  1. Luigi Accattoli ha scritto:

    Ecco in azione il rabbi che ha proclamato beati i tribolati. Con le tre guarigioni che ora leggeremo entriamo in una sezione narrativa, che copre i capitoli 8 e 9, nella quale Gesù opera dieci guarigioni, caccia demoni, riporta alla bonaccia il lago in tempesta. L’esegeta Daniel J. Harrington nel suo commento a Matteo intitola questa sezione: Le portentose opere di Gesù. Opere che lo segnalano potente nell’azione dopo che il Discorso della Montagna l’aveva proposto come potente nella parola: “Insegnava come uno che ha autorità” (Matteo 7, 29).
    Per l’interpretazione delle tre guarigioni – di un lebbroso, del servo di un centurione, della suocera di Pietro – ci lasceremo guidare dai biblisti Giulio Michelini e Alberto Maggi che le interpretano come segni del radicale rovesciamento delle priorità di cui Gesù è portatore, avendo nel capitolo 5 di Matteo proclamato beati i poveri e ogni specie di tribolati, discriminati, piangenti. Eccoci a tre di questi tribolati: “Ora il Cristo dimostra che non c’è alcuna persona che, per condizione o comportamento, possa essere o ritenersi esclusa dall’amore di Dio” (Alberto Maggi).
    Ma prima di addentrarci nella lettura del brano diremo qualcosa, in rapida sintesi, sulla struttura del Vangelo di Matteo, che possiamo dividere in dodici parti: cinque sezioni narrative e cinque grandi discorsi: Discorso della Montagna (capitoli 5-7), Discorso missionario (capitolo 10), Parabole del Regno (capitolo 13), Discorso ecclesiale (capitolo 18), Discorso escatologico ovvero sulla fine del mondo (capitolo 24). Tra sezioni narrative e discorsi, le parti della suddivisione diventano dieci. A esse vanno aggiunte in premessa il Vangelo dell’infanzia e a chiusura la narrazione della morte e della risurrezione: 12 parti in totale.
    Questa struttura è frutto del lavoro redazionale svolto dal rabbi giudeo cristiano autore del Vangelo che la tradizione ha attribuito all’apostolo Matteo che Gesù chiama a seguirlo mentre è seduto al banco delle imposte (Matteo 9, 9). Il carattere redazionale di questa ripartizione è segnalato con la ripetizione di una formula sostanzialmente equivalente alla fine dei cinque discorsi: “Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi…” che ritroviamo in 7, 28; 11, 1; 13, 53; 19, 1; 26, 1.

    5 Ottobre, 2026
  2. Luigi Accattoli ha scritto:

    Matteo 8, 1-17. Scese dal monte e molta folla lo seguì. 2Ed ecco, si avvicinò un lebbroso, si prostrò davanti a lui e disse: “Signore, se vuoi, puoi purificarmi”. 3Tese la mano e lo toccò dicendo: “Lo voglio: sii purificato!”. E subito la sua lebbra fu guarita. 4Poi Gesù gli disse: “Guàrdati bene dal dirlo a qualcuno; va’ invece a mostrarti al sacerdote e presenta l’offerta prescritta da Mosè come testimonianza per loro”.
    5Entrato in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: 6″Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente”. 7Gli disse: “Verrò e lo guarirò”. 8Ma il centurione rispose: “Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. 9Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa”.
    10Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: “In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! 11Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, 12mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti”. 13E Gesù disse al centurione: “Va’, avvenga per te come hai creduto”. In quell’istante il suo servo fu guarito.
    14Entrato nella casa di Pietro, Gesù vide la suocera di lui che era a letto con la febbre. 15Le toccò la mano e la febbre la lasciò; poi ella si alzò e lo serviva.
    16Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la parola e guarì tutti i malati, 17perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: Egli ha preso le nostre infermità e si è caricato delle malattie
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    5 Ottobre, 2026
  3. Luigi Accattoli ha scritto:

    Di’ soltanto una parola. v. 3: Tese la mano e lo toccò dicendo: “Lo voglio: sii purificato”. Il lebbroso era impuro e chi lo toccava, persino inavvertitamente, contraeva l’impurità: “Quando qualcuno, senza avvedersene, tocca una cosa impura, rimarrà egli stesso impuro e in condizione di colpa” (Levitico 5, 2).
    v. 4: Poi Gesù gli disse: “Guàrdati bene dal dirlo a qualcuno; va’ invece a mostrarti al sacerdote e presenta l’offerta prescritta da Mosè come testimonianza per loro”. Gesù trasgredisce la legge toccando il lebbroso ma la rispetta richiamando il guarito a rispettare le procedure della purificazione rituale: egli non è venuto ad abolire ma a dare compimento alla legge mosaica (Matteo 5, 17).
    v. 5: Entrato in Cafàrnao. Matteo 4, 13: “Lasciò Nazaret e andò ad abitare a Cafarnao”.
    v. 6: il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente. Servo qui traduce pais che può significare sia bambino, sia servo. In Luca 7, 2: “schiavo” (doulos); in Giovanni 4, 46: “figlio” (hyios).
    v. 7: Gli disse: “Verrò e lo guarirò”. La legislazione rabbinica metteva in guardia l’ebreo osservante dall’avere rapporti con i pagani e dunque molti commentatori segnalano anche in questo caso la libertà di Gesù rispetto a quella legislazione.
    v. 8: Ma il centurione rispose: Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Queste parole di un pagano sono entrate nella liturgia eucaristica. Nel Libro degli Atti degli Apostoli è narrato lo sconcerto che provoca nella comunità di Gerusalemme il fatto che Pietro vada ospite dal centurione Cornelio: “Sei entrato in casa di uomini non circoncisi e hai mangiato insieme con loro” (Atti 11, 3).
    v. 10:
    Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande. Scrivendo Matteo per una comunità giudeo-cristiana, questo riconoscimento di un primato nella fede rivolto a un pagano assume un fortissimo rilievo.
    v. 11: Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, 12mentre i figli del regno saranno cacciati fuori. “Per Matteo e per la sua chiesa è la fede, e non il carattere razziale o il diritto di nascita che costituisce il fondamento della comunità messianica e che fornisce i titoli necessari per essere ammessi al Regno” (Leopold Sabourin).
    v. 14: Entrato nella casa di Pietro, Gesù vide la suocera di lui che era a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre la lasciò. A differenza degli altri sinottici, dove sono i discepoli a segnalare a Gesù la situazione della suocera (Marco 1, 30 e Luca 4, 38), in Matteo è il maestro che vede la suocera a letto e di sua iniziativa la guarisce: un dettaglio come tanti altri in Matteo che esalta il potere guaritore di Gesù.
    v. 16: Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la parola e guarì tutti i malati. Nel passo parallelo di Marco è detto che siamo in giorno di sabato e dunque è ovvio che il trasporto dei sofferenti avvenga dopo il tramonto: questa è una spia che ci segnala – qui – una dipendenza di Matteo da Marco. Scacciò gli spiriti con la parola: vedi sopra, al v. 8: “Di’ soltanto una parola”.

    5 Ottobre, 2026
  4. Luigi Accattoli ha scritto:

    Michelini: Gesù reintegra gli esclusi. “I tre miracoli narrati in questi versetti hanno qualcosa in comune; non propriamente il fatto che si tratti di guarigioni, quanto piuttosto perché si tratta della reintegrazione di esclusi: nei primi tre miracoli di questo capitolo chi viene soccorso da Gesù è escluso dalla piena partecipazione di Israele (il lebbroso è escluso come impuro, il figlio del centurione come pagano, la suocera di Pietro come donna). La stessa logica si troverà in conclusione di questa sezione, quando Gesù si imbatterà con l’esclusione originata dall’impurità (il cadavere della fanciulla e la donna emorroissa) o dall’impossibilità di vedere e parlare (per i ciechi e il muto). Il Messia Gesù ricostruisce le relazioni interrotte, così come dà ai corpi prigionieri della malattia la possibilità di tornare in relazione con gli altri”.

    Matteo. Introduzione, traduzione e commento a cura di Giulio Michelini, San Paolo 2013, p. 143

    5 Ottobre, 2026
  5. Luigi Accattoli ha scritto:

    Una pizza che dura da 23 anni – Chi voglia sapere che sia “Pizza e Vangelo” vada – qui nel blog – nella pagina che ha questo nome: è elencata per quarta sotto la mia foto, ad apertura del blog. Propongo nel blog i testi che affrontiamo nel gruppo biblico [c’è da 23 anni] perché chi può tra i visitatori mi dia una mano – un suggerimento, uno spunto, una critica – nella preparazione della lectio. Gli incontri si chiamano “pizza e Vangelo” perchè prima si mangia una pizza e poi si fa la lectio. Ora da remoto la pizza non c’è ma teniamo duro con il Vangelo in attesa che torni anche lei.

    5 Ottobre, 2026
  6. Luigi Accattoli ha scritto:

    Lettori della Bibbia. Siamo un gruppo di una trentina di lettori della Bibbia che da più di vent’anni si riunisce a casa mia per una lettura continuata del Nuovo Testamento: abbiamo fatto ad oggi il Vangelo di Luca, gli Atti degli Apostoli, il Vangelo di Marco e ora stiamo leggendo il Vangelo di Matteo. Dall’arrivo della pandemia gli incontri avvengono via Zoom e il giro si è allargato da trenta a cinquanta e oltre. Chi non è stato mai agli incontri in presenza e non si è mai collegato, e magari non abita a Roma, e lunedì voglia provarci, metta qui sotto nei commenti la sua richiesta o mi scriva in privato [luigi.accattoli@gmail.com] e io privatamente gli indicherò il modo di unirsi al meeting, che andrà dalle ore 21.00 alle 22.30 di oggi lunedì 5 ottobre. L’appuntamento precedente fu lunedì 22 giugno e la registrazione audio di quell’incontro la trovi nel post del 30 giugno:

    https://www.luigiaccattoli.it/blog/puoi-aver-fatto-miracoli-ma-senza-la-carita-non-entri-nel-regno/

    5 Ottobre, 2026
  7. fiorenza ha scritto:

    Ah quella guarigione, così com’è “raffigurata nei mosaici del Duomo di Monreale”… Proprio come deve essere: tutta luce!
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    5 Ottobre, 2026

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