Ma l’audace Delacroix volle che sulla barca di Gesù ci fosse anche una donna
Lago di Galilea, bufera. Gesù dorme, i discepoli sono disperati, ma con loro c’è una donna, di sicuro la Maddalena: l’unica donna, l’unica che non dispera, l’unica che guarda a Gesù. Con questa geniale raffigurazione di Eugène Delacroix, 1841, introduco la registrazione audio della lectio di Pizza e Vangelo che abbiamo fatto lunedì 19, leggendo dal Vangelo di Matteo l’episodio della tempesta sedata e quello degli indemoniati di Gadara. Qui sotto il link alla registrazione audio, nei commenti la scheda della lectio
7 Commenti
Luigi Accattoli ha scritto:
Sulla barca con un Maestro che comanda ai venti e al mare: Matteo 8, 18-34. Leggiamo stavolta in Matteo, al capitolo ottavo, tre episodi puntando su quello centrale della tempesta sedata, che interpreteremo come scuola di formazione per i discepoli. Il primo episodio si articola in due insegnamenti che Gesù propone a uno scriba simpatizzante e a un discepolo, incentrati sull’urgenza e la severità della missione alla quale sono chiamati quanti intendono seguirlo. Il terzo episodio narra la liberazione di due indemoniati che comporta la perdita di una mandria di porci e la conseguente decisione di allontanare l’esorcista presa dalla popolazione che subisce la perdita. Si tratta dunque di episodi che ruotano tutti intorno alle esigenze e ai rischi della missione, bene riassunti in immagine dalla tempesta sul lago.
Dall’insieme dei tre brani apprendiamo quattro insegnamenti basilari sull’essere discepoli:
– che il discepolo del rabbi itinerante non ha – come il maestro – una tana o un nido “dove posare il capo” (v. 20);
– che non può contare su legami familiari che abbiano precedenza rispetto ai doveri della missione, neanche quanto alla vita e alla morte dei genitori (vv. 21s);
– che dovrà apprendere a fidarsi della protezione del Signore anche quando pare che egli dorma (v. 24);
– che dovrà accettare di non essere ricevuto dalle persone alle quali viene mandato, come capitò quella volta al maestro nel territorio della Decapoli (v. 34).
22 Ottobre, 2026
Luigi Accattoli ha scritto:
Matteo 8, 18-34. Vedendo la folla attorno a sé, Gesù ordinò di passare all’altra riva. 19Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: “Maestro, ti seguirò dovunque tu vada”. 20Gli rispose Gesù: “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”. 21E un altro dei suoi discepoli gli disse: “Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre”. 22Ma Gesù gli rispose: “Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti”.
23Salito sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. 24Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva. 25Allora si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: “Salvaci, Signore, siamo perduti!”. 26Ed egli disse loro: “Perché avete paura, gente di poca fede?”. Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia. 27Tutti, pieni di stupore, dicevano: “Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?”.
28Giunto all’altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli andarono incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva passare per quella strada. 29Ed ecco, si misero a gridare: “Che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?”.
30A qualche distanza da loro c’era una numerosa mandria di porci al pascolo; 31e i demòni lo scongiuravano dicendo: “Se ci scacci, mandaci nella mandria dei porci”. 32Egli disse loro: “Andate!”. Ed essi uscirono, ed entrarono nei porci: ed ecco, tutta la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare e morirono nelle acque.
33I mandriani allora fuggirono e, entrati in città, raccontarono ogni cosa e anche il fatto degli indemoniati. 34Tutta la città allora uscì incontro a Gesù: quando lo videro, lo pregarono di allontanarsi dal loro territorio.
22 Ottobre, 2026
Luigi Accattoli ha scritto:
Ma Gesù dormiva. v. 18: Vedendo la folla attorno a sé, Gesù ordinò di passare all’altra riva. Decise cioè di attraversare il lago, passando dalla costa occidentale dov’è Cafarnao alla costa orientale, territorio della Decapoli, terra pagana.
v. 19: Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: “Maestro, ti seguirò dovunque tu vada”. Gesù è un predicatore itinerante: farsi suo discepolo [come intende questo scriba che lo chiama maestro] vuol dire seguirlo nella sua itineranza.
v. 21: E un altro dei suoi discepoli gli disse: “Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre”. L’appellativo di “signore” qualifica l’interrogante come un discepolo già accettato come tale. La sua richiesta può essere così intesa: “permettimi di restare a casa fino alla morte e sepoltura di mio padre” (Trilling 152). Ma Gesù fa valere l’urgenza della missione: nulla può ritardare la decisione per l’annuncio del Regno. Essa merita una precedenza assoluta.
v. 22: Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti. Una delle iperboli tipiche della predicazione di Gesù, che mira ad accentuare un messaggio, ma che non è da prendere alla lettera, tipo “se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo cavalo e gettalo via da te” (Matteo 5, 29).
v. 24: ma egli dormiva. “Il dormire di Gesù denota la sua fiducia in Dio” (Harrington 108).
v. 26: Perché avete paura, gente di poca fede? Hanno fede, altrimenti non avrebbero neanche fiducia nel suo intervento, ma non hanno la fede piena che permette a Gesù di dormire in mezzo al turbine.
v. 26b: minacciò i venti e il mare. Ci possiamo vedere un’eco del Salmo 106, 9: “Dio minacciò il Mar Rosso e fu prosciugato”.
v. 29: Che vuoi da noi, Figlio di Dio? I demoni conoscono l’identità del Nazareno, come si era già visto nel racconto delle tentazioni: “Se tu sei figlio di Dio” (Matteo 4, 3 e 6).
v. 29b: Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo? L’apocalittica giudaica prevedeva la sconfitta definitiva dei demoni per il momento del giudizio finale, quando un fuoco scenderà dal cielo e li divorerà: Apocalisse 20, 9.
v. 34: Tutta la città allora uscì incontro a Gesù: quando lo videro, lo pregarono di allontanarsi dal loro territorio. Il predicatore itinerante non accolto porta il suo messaggio altrove, senza opporre resistenza. Farà così anche quando non verrà accolto in un villaggio di samaritani: “Si misero in cammino verso un altro villaggio” (Luca 9, 56). Ma questo atteggiamento remissivo Gesù lo mostra e l’insegna quando è fuori d’Israele, in terra pagana o semipagana, mentre è giudicante e minaccioso quando è respinto in terra d’Israele: “Nel giorno del Giudizio la terra di Sodoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città” (Matteo 10, 15).
22 Ottobre, 2026
Luigi Accattoli ha scritto:
Bruno Maggioni: permettimi di andare prima a seppellire mio padre. Seppellire i propri morti era considerato un dovere essenziale, di fronte al quale anche le pratiche religiose passavano in seconda linea. È chiaro che con la sua risposta Gesù non intende abolire un dettato della Legge, né correggerla. Afferma che è giunto qualcosa che la supera. È giunto il Regno di Dio, il cui primato non ammette eccezioni. Non bisogna perdere tempo a cercare delle scusanti, per rendere meno paradossale questa risposta di Gesù. Egli voleva affermare in modo molto lapidario la superiorità su ogni cosa del Regno di Dio. “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti” è un imperativo che, con la sua evidente esagerazione, intende colpire l’ascoltatore. E un imperativo che sollecita un totale capovolgimento di mentalità. Non è questione di seppellire o no i propri cari, ma di aprirsi a una novità che tutto fa impallidire.
Bruno Maggioni, Il racconto di Matteo, Cittadella 2009, p. 145
22 Ottobre, 2026
Luigi Accattoli ha scritto:
Miracoli sulla natura – La Tempesta sedata che abbiamo letto nel nostro brano di Matteo 8, vv. 23-27 (e che troviamo anche in Marco 4, 35-4 e Luca 8,22-25) è tra i “segni” operati da Gesù che sono anche detti dai biblisti “miracoli sulla natura”, o “dominio delle forze naturali”. Eccone un elenco essenziale: Mutazione dell’acqua in vino alle Nozze di Cana (Giovanni 2, 1-11); Moltiplicazione dei pani e dei pesci: ne sono narrate due (in Matteo 14, 13-21 e 15, 32-39; Marco 6, 31-44 e 8, 1-10; Luca 9, 10-17; Giovanni 6, 1-13); Pesca miracolosa: anche di queste ne sono narrate due, una in Luca 5, 1-11 e l’altra in Giovanni 14, 1-14; Gesù cammina sull’acqua del lago di Galilea (Matteo 14, 22-33; Marco 6, 45-52; Giovanni 6, 16-21); Gesù maledice un albero di fico che – fuori stagione – non aveva frutti e il fico secca (Matteo 21,18-22).
22 Ottobre, 2026
Luigi Accattoli ha scritto:
Una pizza che dura da 23 anni – Chi voglia sapere che sia “Pizza e Vangelo” vada – qui nel blog – nella pagina che ha questo nome: è elencata per quarta sotto la mia foto, ad apertura del blog. Nel blog metto il link alla registrazione audio di ognuna delle serate e pubblico i testi che affrontiamo nel gruppo biblico [c’è da 23 anni] nonchè la scheda di presentazione di ciascuna delle lectio. Gli incontri si chiamano “pizza e Vangelo” perchè prima si mangiava una pizza e poi si faceva la lectio. Questo prima della pandemia: siamo antichi. Ora da remoto la pizza non c’è ma teniamo duro con il Vangelo in attesa che torni anche lei.
22 Ottobre, 2026
Luigi Accattoli ha scritto:
Lettori della Bibbia. Siamo un gruppo di una trentina di lettori della Bibbia che da più di vent’anni si riunisce a casa mia per una lettura continuata del Nuovo Testamento: abbiamo fatto ad oggi il Vangelo di Luca, gli Atti degli Apostoli, il Vangelo di Marco e ora stiamo leggendo il Vangelo di Matteo. Dall’arrivo della pandemia gli incontri avvengono via Zoom e il giro si è allargato da trenta a cinquanta e oltre. Chi non è stato mai agli incontri in presenza e non si è mai collegato, e magari non abita a Roma, e voglia provare a unirsi a noi, metta qui sotto nei commenti la sua richiesta o mi scriva in privato [luigi.accattoli@gmail.com] e io privatamente gli indicherò il modo di unirsi ai nostri incontri, che vanno dalle ore 21.00 alle 22.30, sempre di lunedì, ma ogni quindici giorni. L’appuntamento precedente fu lunedì 5 ottobre e la registrazione audio di quell’incontro la trovi nel post del 7 ottobre:
Sulla barca con un Maestro che comanda ai venti e al mare: Matteo 8, 18-34. Leggiamo stavolta in Matteo, al capitolo ottavo, tre episodi puntando su quello centrale della tempesta sedata, che interpreteremo come scuola di formazione per i discepoli. Il primo episodio si articola in due insegnamenti che Gesù propone a uno scriba simpatizzante e a un discepolo, incentrati sull’urgenza e la severità della missione alla quale sono chiamati quanti intendono seguirlo. Il terzo episodio narra la liberazione di due indemoniati che comporta la perdita di una mandria di porci e la conseguente decisione di allontanare l’esorcista presa dalla popolazione che subisce la perdita. Si tratta dunque di episodi che ruotano tutti intorno alle esigenze e ai rischi della missione, bene riassunti in immagine dalla tempesta sul lago.
Dall’insieme dei tre brani apprendiamo quattro insegnamenti basilari sull’essere discepoli:
– che il discepolo del rabbi itinerante non ha – come il maestro – una tana o un nido “dove posare il capo” (v. 20);
– che non può contare su legami familiari che abbiano precedenza rispetto ai doveri della missione, neanche quanto alla vita e alla morte dei genitori (vv. 21s);
– che dovrà apprendere a fidarsi della protezione del Signore anche quando pare che egli dorma (v. 24);
– che dovrà accettare di non essere ricevuto dalle persone alle quali viene mandato, come capitò quella volta al maestro nel territorio della Decapoli (v. 34).
Matteo 8, 18-34. Vedendo la folla attorno a sé, Gesù ordinò di passare all’altra riva. 19Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: “Maestro, ti seguirò dovunque tu vada”. 20Gli rispose Gesù: “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”. 21E un altro dei suoi discepoli gli disse: “Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre”. 22Ma Gesù gli rispose: “Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti”.
23Salito sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. 24Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva. 25Allora si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: “Salvaci, Signore, siamo perduti!”. 26Ed egli disse loro: “Perché avete paura, gente di poca fede?”. Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia. 27Tutti, pieni di stupore, dicevano: “Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?”.
28Giunto all’altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli andarono incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva passare per quella strada. 29Ed ecco, si misero a gridare: “Che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?”.
30A qualche distanza da loro c’era una numerosa mandria di porci al pascolo; 31e i demòni lo scongiuravano dicendo: “Se ci scacci, mandaci nella mandria dei porci”. 32Egli disse loro: “Andate!”. Ed essi uscirono, ed entrarono nei porci: ed ecco, tutta la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare e morirono nelle acque.
33I mandriani allora fuggirono e, entrati in città, raccontarono ogni cosa e anche il fatto degli indemoniati. 34Tutta la città allora uscì incontro a Gesù: quando lo videro, lo pregarono di allontanarsi dal loro territorio.
Ma Gesù dormiva. v. 18: Vedendo la folla attorno a sé, Gesù ordinò di passare all’altra riva. Decise cioè di attraversare il lago, passando dalla costa occidentale dov’è Cafarnao alla costa orientale, territorio della Decapoli, terra pagana.
v. 19: Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: “Maestro, ti seguirò dovunque tu vada”. Gesù è un predicatore itinerante: farsi suo discepolo [come intende questo scriba che lo chiama maestro] vuol dire seguirlo nella sua itineranza.
v. 21: E un altro dei suoi discepoli gli disse: “Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre”. L’appellativo di “signore” qualifica l’interrogante come un discepolo già accettato come tale. La sua richiesta può essere così intesa: “permettimi di restare a casa fino alla morte e sepoltura di mio padre” (Trilling 152). Ma Gesù fa valere l’urgenza della missione: nulla può ritardare la decisione per l’annuncio del Regno. Essa merita una precedenza assoluta.
v. 22: Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti. Una delle iperboli tipiche della predicazione di Gesù, che mira ad accentuare un messaggio, ma che non è da prendere alla lettera, tipo “se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo cavalo e gettalo via da te” (Matteo 5, 29).
v. 24: ma egli dormiva. “Il dormire di Gesù denota la sua fiducia in Dio” (Harrington 108).
v. 26: Perché avete paura, gente di poca fede? Hanno fede, altrimenti non avrebbero neanche fiducia nel suo intervento, ma non hanno la fede piena che permette a Gesù di dormire in mezzo al turbine.
v. 26b: minacciò i venti e il mare. Ci possiamo vedere un’eco del Salmo 106, 9: “Dio minacciò il Mar Rosso e fu prosciugato”.
v. 29: Che vuoi da noi, Figlio di Dio? I demoni conoscono l’identità del Nazareno, come si era già visto nel racconto delle tentazioni: “Se tu sei figlio di Dio” (Matteo 4, 3 e 6).
v. 29b: Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo? L’apocalittica giudaica prevedeva la sconfitta definitiva dei demoni per il momento del giudizio finale, quando un fuoco scenderà dal cielo e li divorerà: Apocalisse 20, 9.
v. 34: Tutta la città allora uscì incontro a Gesù: quando lo videro, lo pregarono di allontanarsi dal loro territorio. Il predicatore itinerante non accolto porta il suo messaggio altrove, senza opporre resistenza. Farà così anche quando non verrà accolto in un villaggio di samaritani: “Si misero in cammino verso un altro villaggio” (Luca 9, 56). Ma questo atteggiamento remissivo Gesù lo mostra e l’insegna quando è fuori d’Israele, in terra pagana o semipagana, mentre è giudicante e minaccioso quando è respinto in terra d’Israele: “Nel giorno del Giudizio la terra di Sodoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città” (Matteo 10, 15).
Bruno Maggioni: permettimi di andare prima a seppellire mio padre. Seppellire i propri morti era considerato un dovere essenziale, di fronte al quale anche le pratiche religiose passavano in seconda linea. È chiaro che con la sua risposta Gesù non intende abolire un dettato della Legge, né correggerla. Afferma che è giunto qualcosa che la supera. È giunto il Regno di Dio, il cui primato non ammette eccezioni. Non bisogna perdere tempo a cercare delle scusanti, per rendere meno paradossale questa risposta di Gesù. Egli voleva affermare in modo molto lapidario la superiorità su ogni cosa del Regno di Dio. “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti” è un imperativo che, con la sua evidente esagerazione, intende colpire l’ascoltatore. E un imperativo che sollecita un totale capovolgimento di mentalità. Non è questione di seppellire o no i propri cari, ma di aprirsi a una novità che tutto fa impallidire.
Bruno Maggioni, Il racconto di Matteo, Cittadella 2009, p. 145
Miracoli sulla natura – La Tempesta sedata che abbiamo letto nel nostro brano di Matteo 8, vv. 23-27 (e che troviamo anche in Marco 4, 35-4 e Luca 8,22-25) è tra i “segni” operati da Gesù che sono anche detti dai biblisti “miracoli sulla natura”, o “dominio delle forze naturali”. Eccone un elenco essenziale: Mutazione dell’acqua in vino alle Nozze di Cana (Giovanni 2, 1-11); Moltiplicazione dei pani e dei pesci: ne sono narrate due (in Matteo 14, 13-21 e 15, 32-39; Marco 6, 31-44 e 8, 1-10; Luca 9, 10-17; Giovanni 6, 1-13); Pesca miracolosa: anche di queste ne sono narrate due, una in Luca 5, 1-11 e l’altra in Giovanni 14, 1-14; Gesù cammina sull’acqua del lago di Galilea (Matteo 14, 22-33; Marco 6, 45-52; Giovanni 6, 16-21); Gesù maledice un albero di fico che – fuori stagione – non aveva frutti e il fico secca (Matteo 21,18-22).
Una pizza che dura da 23 anni – Chi voglia sapere che sia “Pizza e Vangelo” vada – qui nel blog – nella pagina che ha questo nome: è elencata per quarta sotto la mia foto, ad apertura del blog. Nel blog metto il link alla registrazione audio di ognuna delle serate e pubblico i testi che affrontiamo nel gruppo biblico [c’è da 23 anni] nonchè la scheda di presentazione di ciascuna delle lectio. Gli incontri si chiamano “pizza e Vangelo” perchè prima si mangiava una pizza e poi si faceva la lectio. Questo prima della pandemia: siamo antichi. Ora da remoto la pizza non c’è ma teniamo duro con il Vangelo in attesa che torni anche lei.
Lettori della Bibbia. Siamo un gruppo di una trentina di lettori della Bibbia che da più di vent’anni si riunisce a casa mia per una lettura continuata del Nuovo Testamento: abbiamo fatto ad oggi il Vangelo di Luca, gli Atti degli Apostoli, il Vangelo di Marco e ora stiamo leggendo il Vangelo di Matteo. Dall’arrivo della pandemia gli incontri avvengono via Zoom e il giro si è allargato da trenta a cinquanta e oltre. Chi non è stato mai agli incontri in presenza e non si è mai collegato, e magari non abita a Roma, e voglia provare a unirsi a noi, metta qui sotto nei commenti la sua richiesta o mi scriva in privato [luigi.accattoli@gmail.com] e io privatamente gli indicherò il modo di unirsi ai nostri incontri, che vanno dalle ore 21.00 alle 22.30, sempre di lunedì, ma ogni quindici giorni. L’appuntamento precedente fu lunedì 5 ottobre e la registrazione audio di quell’incontro la trovi nel post del 7 ottobre:
https://www.luigiaccattoli.it/blog/per-una-volta-insieme-alla-suocera-vediamo-forse-anche-la-moglie-di-pietro/